Apple finisce sotto inchiesta in Francia per il caso delle registrazioni vocali di Siri

Apple finisce sotto inchiesta in Francia per il caso delle registrazioni vocali di Siri

Apple dovrà fare i conti con un'indagine penale in Francia per via del caso delle registrazioni di Siri degli utenti che venivano ascoltate da personale umano senza il consenso.

di pubblicata il , alle 12:41 nel canale Apple
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Nuovi problemi legali per Apple. La casa di Cupertino sarà indagata in Francia dalle Autorità che si occupano di cybercrimini. Il motivo riguarda alcune presunte pratiche che l'azienda adottò diversi anni fa con l'obiettivo di migliorare Siri. Come svelò da un'inchiesta del Guardian, infatti, alcuni addetti ascoltavano le registrazioni degli utenti. Apple, per altro, aveva già da tempo arricchito il suo marketing con temi legati alla privacy.

La questione è stata risolta da Apple che, dopo lo scandalo, ha rafforzato le sue politiche sulla protezione dei dati. Per le Autorità francesi, però, è il momento giusto per ritornare sul tema con un'indagine approfondita.

Una nuova indagine

La questione ruota sulla testimonianza di un collaboratore esterno di Apple che aveva partecipato al programma di miglioramento di Siri, all'interno del quale si prevedeva l'ascolto delle registrazioni degli utenti. Il collaboratore, Thomas Le Bonniec, ha confermato che, a partire dal 2014, aveva ascoltato centinaia di registrazioni ogni giorno, con un software dedicato per segnalare gli errori.

Questa testimonianza è stata resa pubblica diverso tempo fa, ma solo nei mesi scorsi la Ligue des droits de l'Homme ha deciso di sporgere denuncia. La Procura francese ha, quindi, deciso di avviare un'indagine penale nei confronti di Apple. Sarà necessario attendere i prossimi mesi per avere un'idea più precisa in merito a quelli che potrebbero essere gli sviluppi.

Per la casa di Cupertino, infatti, questa particolare questione doveva essere chiusa tanto che alcuni mesi fa l'azienda ha accettato di pagare 95 milioni di dollari per risolvere una causa collettiva. Al momento, l'azienda non ha commentato la notizia ma sarà presto chiamata a rispondere delle accuse in un'aula di tribunale.

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