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#1 |
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www.hwupgrade.it
Iscritto dal: Jul 2001
Messaggi: 75166
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Link alla notizia: https://www.hwupgrade.it/news/web/ol...le_156236.html
Più di 200 economisti, ricercatori ed esperti di intelligenza artificiale, tra cui sedici premi Nobel, hanno firmato il documento "We Must Act Now", che invita governi, imprese e istituzioni a prepararsi agli effetti economici dell'IA avanzata, tra opportunità di crescita e possibili conseguenze sull'occupazione e sulla distribuzione della ricchezza. Click sul link per visualizzare la notizia. |
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#2 |
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Senior Member
Iscritto dal: Feb 2019
Città: Origgio
Messaggi: 2099
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C'è poco da pensare, AI andava bloccata all'inizio invece di aspettare che i Potenti gustassero la torta.
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#3 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2010
Messaggi: 9251
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Gli effetti economici derivati dalle SPESE FOLLI sulla IA forse?
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Telegram: @shutter1sland |
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#4 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2008
Messaggi: 14557
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Quote:
hanno capito adesso che le IA sono facili da controllare da 10 aziende in tutto il mondo e che tutti gli altri saranno taglia fuori alla bisogna ? bravi economisti con anni di ritardo su quello che già era palese prima..
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https://www.ansa.it/sito/notizie/cro...46d9c33ec.html |
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#5 |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2025
Messaggi: 914
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Vedremo ma ancora non è chiaro come andranno effettivamente le cose
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La mia firma |
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#6 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2007
Messaggi: 384
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Quote:
Sono ormai quattro anni che, anche qui su HWUpgrade, cerco di portare questo tema. Non per "fare polemica", ma perché lavoro all'interno di una Big Tech e da anni vedo l'adozione dell'IA accompagnata da processi di razionalizzazione del personale e di raccolta delle competenze ("skill harvesting"), cioè l'uso degli strumenti interni per comprendere sempre meglio quali attività possano essere automatizzate o accorpate. Negli anni diversi dipendenti, non solo io, hanno cercato di segnalare queste dinamiche anche alle istituzioni europee. Le risposte, quando sono arrivate, sono state molto generiche e nella pratica non si è visto alcun intervento concreto. Il punto è che il dibattito pubblico continua a parlare dell'IA come se fosse un problema del futuro, mentre molte aziende stanno già riorganizzando il lavoro oggi. Un altro aspetto che spesso viene sottovalutato riguarda i numeri. Non tutte le riduzioni del personale avvengono attraverso licenziamenti diretti. Esistono anche uscite volontarie incentivate o accordi consensuali, che statisticamente vengono conteggiati in modo diverso. Per questo motivo leggere semplicemente il numero dei "licenziamenti" non sempre restituisce il quadro completo della riduzione della forza lavoro. Quello che mi preoccupa, però, non è solo chi perderà il posto. Leggo spesso commenti del tipo: "Tanto sostituirà solo lavori semplici" oppure "Io faccio l'idraulico, non mi riguarda". Secondo me è un errore di prospettiva. I primi lavori ad essere colpiti sono spesso quelli cognitivi, che richiedono anni di formazione ed esperienza e che oggi rappresentano una parte importante del valore economico prodotto da uno Stato. Se una quota significativa di questi redditi viene eliminata o fortemente compressa, diminuisce anche la base imponibile. A quel punto gli effetti ricadono su tutta l'economia, minori entrate fiscali, maggiore competizione nel mercato del lavoro e pressione crescente anche su professioni che oggi sembrano al sicuro. Non credo che l'IA sia il problema. Il problema è come viene utilizzata e chi ne raccoglierà i benefici economici. Se la produttività aumenterà ma la ricchezza finirà concentrata nelle mani di pochi soggetti che possiedono infrastrutture, modelli e capitali, il rischio è quello di aumentare le disuguaglianze anziché il benessere collettivo. Ed è proprio questo, in fondo, ciò che anche l'appello firmato dagli economisti sta cercando di dire, la tecnologia non determina da sola il risultato finale. Saranno le scelte politiche ed economiche dei prossimi anni a decidere se l'IA diventerà uno strumento di prosperità diffusa oppure di concentrazione della ricchezza. |
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#7 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2007
Messaggi: 6243
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Per ogni soggetto A che si autolimita all'utilizzo dell'AI c'è un soggetto B che gode del vantaggio competitivo che gli stai regalando. A e B possono essere Nazioni, Stati, aziende o individui, non cambia nulla. L'innovazione tecnologica non si blocca, si governa. |
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#8 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2007
Messaggi: 6243
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#9 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2017
Città: Aosta
Messaggi: 3109
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Non sono solo degli emeriti ipocriti, sono anche dei buffoni e degli inetti, quelli che un tempo si definivano mangia pane a tradimento.....
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#10 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2007
Messaggi: 384
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I dati oggi in parte esistono già, ma spesso vengono letti attraverso indicatori troppo limitati, numero degli occupati, reddito medio, produttività. Questi sono importanti, ma rischiano di non mostrare alcune dinamiche in corso. Porto un esempio basato sulla mia esperienza diretta all'interno di una grande azienda tecnologica, negli ultimi anni ho visto processi di forte razionalizzazione, automazione e riorganizzazione delle attività, con una crescente integrazione di strumenti basati sull'IA. Il risultato economico non viene valutato solo in base ai nuovi ricavi generati, ma anche in base ai costi operativi ridotti e alle attività che non richiedono più lo stesso impiego di risorse umane. Ed è proprio questo un aspetto che secondo me manca spesso nelle analisi, quando si misura il valore dell'IA si considera l'investimento necessario e il guadagno ottenuto, ma meno frequentemente si considera il "risparmio evitato", cioè il valore economico derivante dalla riduzione dei costi, dalla mancata sostituzione di posizioni, dall'automazione di processi e dalle riorganizzazioni. Inoltre, non tutte le riduzioni della forza lavoro appaiono necessariamente come licenziamenti diretti. Esistono anche uscite concordate, incentivi all'esodo e altri strumenti che dal punto di vista statistico vengono classificati diversamente, ma che rappresentano comunque una trasformazione dell'organico aziendale, studiati dalle aziende stesse (aumentano lo stress in modo organizzato) per facilitare l'operazione di uscita. Quindi secondo me il punto non è semplicemente aspettare dieci anni per vedere se l'IA avrà avuto un effetto, ma iniziare già ora a capire quali metriche utilizzare per misurarlo correttamente. Le metriche tradizionali rimangono importanti, ma oggi rischiano di fotografare solo una parte del fenomeno. Le grandi aziende, soprattutto le multinazionali, utilizzano ormai sistemi di analisi molto più complessi, indicatori interni di produttività, efficienza dei processi, ottimizzazione dei costi, automazione, utilizzo delle risorse e ritorno degli investimenti tecnologici. Se si osservano solo gli strumenti statistici classici, si rischia di vedere il risultato finale ma non il processo che lo ha generato. Una trasformazione può essere già in corso all'interno delle organizzazioni mentre gli indicatori macroeconomici impiegano anni prima di evidenziarne pienamente gli effetti. La domanda non è solo "quanti posti di lavoro sono spariti?", ma anche "quanto valore economico è stato trasferito dal lavoro umano verso capitale, infrastrutture e tecnologia?". Per questo sarebbe necessario iniziare già oggi a elaborare scenari che tengano conto della velocità di evoluzione dell'automazione, dei possibili effetti sul mercato del lavoro e della distribuzione della ricchezza, invece di aspettare che gli effetti siano completamente visibili nei dati. Perché quando il danno sarà evidente nelle statistiche, intervenire potrebbe essere molto più difficile e i margini di correzione molto più ridotti. |
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#11 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2025
Messaggi: 914
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La mia firma |
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#12 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2007
Messaggi: 6243
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Hai interpretato male la frase "un vantaggio per tutti", tu pensavi dicessero per tutti NOI, invece voleva dire per tutto il mondo. Ovvio che sia stato un vantaggio per la Cina, il loro PIL era molte volte inferiore al nostro e anche ora è 1/3 del nostro, per essere un vantaggio PER TUTTI bisogna che chi ha di più scenda, e chi ha di meno salga.
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#13 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2008
Messaggi: 14557
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ma era ovvio, solo nel mondo immaginario loro permettere a prodotti con costi bassi e etiche diverse di inondare il mondo era una cosa buona e si che bastava vedere cosa era accaduto con la nascita dei centri commerciali alle botteghe di quartiere.. globalizzazione non era altro che la versione nazioni di serie A contro resto del mondo.. chissà come poteva finire.. ora è uguale.. IA di poche gigaaziende contro resto del mondo.. chissà come finirà mai..
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https://www.ansa.it/sito/notizie/cro...46d9c33ec.html |
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#14 | ||
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Iscritto dal: Jun 2007
Messaggi: 6243
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#15 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2008
Messaggi: 14557
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la globalizzazione resta una cosa buona solo per chi la pensa come te non per la gente che lavora a cui viene detto cosa deve fare, se può fare, e che non farà più niente perchè lo si fa altrove questa è la differenza fra chi sogna utopie come la globalizzazione e chi vive nel pianeta terra e vede cosa vuol dire globalizzare nella realtà e non nelle utopie.. per questo è molto difficile parlare con chi non ha i piedi per terra e preferisce dare la colpa ad Amazon e ai centri commerciali e non alle scelte scellerate prese dalla gente che credeva in un utopia e poi ha visto come è stata realizzato come i fessi che hanno votato per la liberalizzazione di energia, telefonia e gas e adesso si lamentano che i prezzi salgono
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https://www.ansa.it/sito/notizie/cro...46d9c33ec.html |
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#16 |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2003
Città: Casa mia
Messaggi: 5415
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Praticamente hanno detto preparatevi a tanti nuovi disoccupati
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#17 | ||||
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2007
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Con la liberalizzazione (Bersani / Letta - inizio 2000) i prezzi sono diminuiti, e di molto, però siccome probabilmente non ti piacciono i socialdemocratici butti dentro al discorso gli effetti di una crisi dovuta principalmente alla guerra in Ucraina, a cui ora si aggiunge quella in Iran, per dire che i prezzi salgono per colpa della fine del monopolio ENEL - L'onestà intellettuale in questo forum è nella TOP 5 dei valori fondanti, seconda solo alla lettura completa dei post e la verifica delle proprie fonti |
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