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Iscritto dal: Feb 2009
Città: Biellese
Messaggi: 84
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Cina,bestseller:cancelleremo gli Usa
La Cina sogna, ma i sogni nati dentro la Grande Muraglia per gli altri potrebbero essere incubi.
È l’impressione che suscita un best-seller che nelle ultime settimane ha affollato gli scaffali delle librerie di Pechino e delle maggiori città cinesi. Il libro si intitola Il sogno della Cina - è stato scritto da Liu Mingfu, un colonnello dell’esercito popolare (che insegna studi strategici all’Università militare) - e vende migliaia di copie, fatto non usuale per un libro di strategia. Quanto a quale sia il sogno raccontato da questo alto ufficiale è presto detto: che il suo Paese diventi al più presto la prima potenza mondiale. Insomma, una sorta di China uber alles che viene intonato per un totale di 300 pagine. E sin qui non ci sarebbe nulla di male, si tratterebbe di normale sciovinismo, di grandeur in salsa asiatica. Nel testo, però, uno dei maggiori cervelloni del più numeroso esercito del mondo pianifica un percorso di espansione economico-politica che, senza tanti giri di parole, altro non è che una sfida continua ed estrema agli Stati Uniti. Una sfida che non esclude affatto l’opzione militare. Anzi, visto che i cinesi programmano alla lunga, il piano novantennale di Liu Mingfu prevede che servano trent’anni per sviluppare in pieno il prodotto interno sino a renderlo maggiore di quello degli Stati Uniti, altri trent’anni per sviluppare una forza militare e un’influenza culturale uguale o superiore alla loro, e un altro trentennio per superarli come prodotto interno pro capite. Ma in questa tripartizione quello che più interessa a Liu Mingfu è l’opzione militare perché, secondo lui: «Se anche la Cina diventasse capitalista come e più degli Stati Uniti d’America, Washington farebbe comunque di tutto per contenere la sua espansione». Anzi, la preoccupazione di Liu è più che altro rivolta ai prossimi 15-20 anni, lasso di tempo nel quale gli statunitensi, secondo lui, potrebbero essere più tentati di mettere i bastoni tra le ruote al carro di questo nuovo non tanto celeste Impero. E, considerando il grado e il ruolo dell’autore, il libro potrebbe quasi apparire come un ammonimento delle gerarchie militari al governo di Pechino che, quest’anno per la prima volta, ha deciso di limitare la crescita del budget delle forze armate. Per capirci: invece di dare il solito 10% in più, ha aumentato le risorse dei militari di un misero 7,5%. Una percentuale che farebbe, comunque, urlare di gioia qualsiasi stato maggiore occidentale, ma che qui è considerata una dimostrazione di estremo pacifismo. Certo, per non essere accusato di aver fatto il verso alla ricerca di spazi vitali del Mein Kampf, lo stratega cinese precisa che anche se «la Cina ha bisogno sia di una crescita economica che di una crescita militare... la competizione con gli Usa non prenderà per forza la forma di un conflitto mondiale e forse nemmeno quella della Guerra fredda. Non sarà come un duello a colpi di pistola o un match di boxe, sarà piuttosto come una gara di atletica o come una maratona che si protragga molto a lungo». Una maratona che però i nazionalisti cinesi, convinti che «la Cina sarà la potenza egemone del XXI secolo», preferiscono correre pesantemente armati. Anche perché Zhongguo meng (il sogno della Cina) è soltanto la punta dell’iceberg di un’ondata di scritti nazionalisti che all’estero sono ignorati, semplicemente perché non sono tradotti. Ci sono decine di saggi e pamphlet che hanno toni accesi verso l’Occidente e che invitano il governo a respingere qualsiasi intromissione nell’ambito dei diritti umani (Tibet docet) o a fare la voce grossa con chiunque aiuti Taiwan. Due titoli per tutti: Cina infelice e La Cina può dire no, entrambi a firma di Song Quiang (e di altri coautori), uno degli scrittori più duri nel contestare anche il più piccolo cedimento alle richieste delle democrazie occidentali. E la gente li legge: Cina infelice ha venduto centomila copie in un solo mese. Certo i numeri vanno tarati sull’immensità del mercato editoriale cinese. Ma è un fatto che il tema dell’orgoglio tira, e c’è chi parla di un destino manifesto che parte da Mao e arriva all’attuale dirigenza, un destino che non si può svendere in cambio di «finte libertà». Tant’è che queste posizioni estreme creano imbarazzo anche al governo che, in molti casi, ha tutto l’interesse ad assumere atteggiamenti più morbidi (almeno all’apparenza). E sapete qual è lo spauracchio che più spesso gli ultrà della Cina dura e pura agitano di fronte ai loro lettori? Quello di fare la fine dei giapponesi che negli anni Ottanta sognavano di superare l’economia americana e ora si accontentano di essere riccamente secondi (crisi permettendo). Ad alcuni in Cina questo sembra un destino proprio atroce. A molti, nell’intero orbe terraqueo, potrebbe sembrare un sogno. Il Giornale.it |
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#2 |
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Senior Member
Iscritto dal: Feb 2004
Messaggi: 2908
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dovremmo approfittare dell'ingegneria genetica per ridurre il tasso di testosterone della classe dirigente di tutte le nazioni
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Impedire alla gente di esprimersi liberamente minacciando "sistematiche querele" dal mio punto di vista è semplicemente una EVIDENTE MANIFESTAZIONE DI PAURA e l'idea che qualcuno abbia paura del fatto che io possa esprimere un idea mi da semplicemente più forza e convinzione nell'esprimerla |
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#3 |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2001
Città: Berghem Haven
Messaggi: 13528
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Ma non dovevano conquistarci i musulmani fino a ieri?
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#4 |
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Iscritto dal: Feb 2009
Città: Biellese
Messaggi: 84
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Eh ma qua musulmani o comunisti fedifraghi convertiti al capitalismo fanno tutti parte della stessa brodaglia amara che vuole espellerci dal mondo.
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Bach (Polonaise)-Bach (Badinerie)-Bach (Bourrèe)-Bach BWV 147-Il tè nel deserto-Pachelbel Canon in D major fantastic version Ultima modifica di frankytop : 09-03-2010 alle 15:06. |
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#5 |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2002
Città: AnTuDo ---------- Messaggi Totali: 10196
Messaggi: 1521
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Il governo italiaota, potrebbe statalizzare tutte quelle imprese fognatura del nord, che hanno delocalizzato in cina..? no? cani da riporto, scimmie da spalla..
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“ Fiat iustitia, et pereat mundus”-המעז מנצח -
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#6 |
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Iscritto dal: Jul 2006
Città: ischia
Messaggi: 73
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Ma qualè il problema lesa maestà ?
Ed il pentagono che per dovere istituzionale studia un'opzione militare per ognuno dei paesi del globo terracqueo secondo la "dottrina" rotolesca come dovrebbe essere considerato ? E' in questa aria fritta che ogni giorno i lettori del rotolo si rotolano.... Contenti loro.... Ultima modifica di marcello1854 : 09-03-2010 alle 14:06. |
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#7 |
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Iscritto dal: Jan 2010
Messaggi: 109
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Colpa di tutti quelli stronzi che gli hanno dato il know-how e che continuano a darglielo...
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#8 | |
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Iscritto dal: May 2002
Città: S.Maria di Sala (VE)
Messaggi: 1081
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ma sai com'è...in palio ci sono cayenne+barca!
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"I Vitelli dei romani sono belli!" |
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#9 |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2006
Città: Trapani (TP)
Messaggi: 3098
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Vedo che nessuno ha letto il Ryanverse di Tom Clancy.
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A casa ho almeno sette PC, in firma non ci stanno
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#10 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2008
Messaggi: 376
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Le aziende vanno dove gli costa meno, la Cina costa meno. Agli amministratori delegati importa il GUADAGNO, non certo se la cina diventerà o meno (in novant'anni?) "padrona" del mondo. |
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#11 | |
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Iscritto dal: Jan 2010
Messaggi: 109
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La Cina è già "padrona" del mondo. Poi che convenga produrre in Cina ho i miei dubbi. Conveniva... |
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#12 |
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Iscritto dal: Jan 2010
Messaggi: 109
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#13 |
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Iscritto dal: Feb 2009
Città: Biellese
Messaggi: 84
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E' grave?
Non so nemmeno chi sia Tom.
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#14 | |
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Iscritto dal: Feb 2009
Città: Biellese
Messaggi: 84
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Wto!
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#15 |
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Bannato
Iscritto dal: May 2006
Città: A casa.
Messaggi: 701
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Beh rimane il fatto che produrre in cina costa meno, comprare cinese costa meno e un sacco di italiani comprano cinese perchè costa meno...non è difficile da capire, se io ho un'attività e vedo che tutti comprano cinese, cosa faccio? Mi suicido non adeguandomi? Chiudo? Che faccio?
Sono d'accordo che il sistema sia sbagliato, ma allo stato attuale delle cose la produzione VA delocalizzata... Io non ho MAI, giuro MAI, comprato cinese...niente, ma basta farsi un giro nelle sezioni tecniche per vedere quanto sia florido il mercato...come può il mercato italiano competere, non può se non abbasssando i prezzi, ma se già non vendo, abbasso anche...eh ca##o no...io le riduzioni dei prezzi le ho notate comunque sul mercato italiano al dettaglio...certo, niente a che vedere con le cinesate...se tutti in blocco non comprassero più cinese, allora si che non converrebbe più importare cineseria, o delocalizzare la produzione... Esempio, devo comprare un telecomando della fotocamera, lo compro dal negoziante italiano che me lo fa pagare 15 euro (originale Canon), o lo compro su internet a 4 euro dalla cina? Voi cosa fareste in questo caso? |
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#16 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2004
Messaggi: 383
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#17 |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2006
Città: Trapani (TP)
Messaggi: 3098
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Ryanverse:
The Hunt for Red October (1984) Patriot Games (1987) The Cardinal of the Kremlin (1988) Clear and Present Danger (1989) The Sum of All Fears (1991) Without Remorse (1993) Debt of Honor (1994) Executive Orders (1996) Rainbow Six (1998) The Bear and the Dragon (2000) Red Rabbit (2002) The Teeth of the Tiger (2003) Una serie di libri (e film tratti dai libri, fra cui Giochi di potere e Caccia ad ottobre rosso) incentrati su Jack Ryan. In quei libri lo sciovinismo USA era tale da essere irritante.
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A casa ho almeno sette PC, in firma non ci stanno
Ultima modifica di ConteZero : 09-03-2010 alle 16:38. |
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#18 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2004
Messaggi: 426
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Mah.. resto dell'idea che quando tutto il popolo cinese si renderà conto di chi li governa ne vedremo delle belle. È solo questione di tempo, come una bomba ad orologeria.
Ah giusto, dimenticavo: forse succederà anche in Italia .
Ultima modifica di qaywsx : 09-03-2010 alle 16:41. |
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#19 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2000
Città: Bolzano
Messaggi: 2777
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mmm, non sono d'accordo. prendi un esempio nel campo informatico... apple produce un portatile, i cinesi ne producono uno uguale o quasi qui puoi scegliere se comprare apple o il tarocco. peccato che non funzioni così...perchè apple li fabbrica in cina e per usare l'esempio che hai fatto tu...pure canon li fa in cina. semplicemente non ci sono cazzi, l'andazzo e questo e il libro scritto da quel generale cinese non dice nulla di nuovo, e tu consumatore non puoi fare una beata mazza. |
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#20 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2006
Città: Trapani (TP)
Messaggi: 3098
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Quote:
Può fare come gli odiati "pacifinti" e comprare solo roba "equa e solidale" per l'informatica, prodotta in paesi industrializzati. Gli costerebbe il triplo però, ed alla gente il soldo piace tenerselo stretto.
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A casa ho almeno sette PC, in firma non ci stanno
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