Discord rinvia la verifica dell'età globale, cambio di rotta dopo le proteste degli utenti
Discord ha rinviato alla seconda metà del 2026 il piano di verifica globale dell'età dopo le proteste degli utenti. Stop a scansioni facciali e documenti come opzione predefinita, fine della partnership con Persona. L'azienda promette sicurezza, maggiore trasparenza sui fornitori e alternative come la carta di credito.
di Manolo De Agostini pubblicata il 25 Febbraio 2026, alle 10:21 nel canale WebDiscord
Discord ha deciso di posticipare il rollout globale del sistema di verifica dell'età inizialmente previsto per marzo, rinviandolo alla seconda metà del 2026. La scelta è arrivata dopo settimane di critiche da parte della community, innescate dall'ipotesi di rendere obbligatoria la verifica tramite scansione facciale o documento d'identità per tutti i circa 200 milioni di utenti mensili.
In un intervento pubblico, il cofondatore e CTO Stanislav Vishnevskiy ha ammesso che l'azienda "ha mancato l'obiettivo" nella comunicazione del progetto, riconoscendo come il clima di diffidenza verso le big tech e la sorveglianza online abbia amplificato le preoccupazioni degli utenti.
Il piano originario prevedeva di impostare automaticamente gli account in una modalità con restrizioni per minori di 16 anni, fino a verifica completata. Gli utenti non verificati avrebbero perso l'accesso ai contenuti con limiti d'età e avrebbero operato con impostazioni di sicurezza più restrittive.

Discord sostiene che oltre il 90% degli utenti non vedrà alcuna modifica, poiché già oggi la piattaforma utilizza un sistema interno di "determinazione dell'età" basato su segnali indiretti: anzianità dell'account, presenza di un metodo di pagamento, tipologia di server frequentati e comportamenti generali.
Secondo l'azienda, il sistema non analizza messaggi, conversazioni o contenuti pubblicati. Solo una minoranza - stimata sotto il 10% - dovrebbe quindi ricorrere a una verifica esplicita dell'età quando il nuovo sistema entrerà in funzione.
Per rispondere alle critiche, Discord si è impegnata a pubblicare la metodologia utilizzata per l'inferenza dell'età prima del rilascio globale e ad ampliare le modalità di verifica, includendo opzioni che non richiedano scansioni biometriche o di documenti. Tra queste è in sviluppo la verifica tramite carta di credito.
Un punto centrale della polemica ha riguardato il partner scelto per la verifica dell'identità, Persona. La collaborazione è stata interrotta: secondo Discord, il fornitore "non ha soddisfatto il nuovo standard" richiesto, in particolare la necessità che l'eventuale stima dell'età tramite volto avvenga interamente on-device, senza che i dati biometrici lascino lo smartphone dell'utente.
Lo scorso ottobre circa 70.000 immagini di documenti ufficiali raccolte tramite un precedente partner di verifica erano probabilmente finite esposte a seguito di un attacco informatico. Successivamente, ricercatori indipendenti avevano individuato file associati a Persona accessibili pubblicamente online.
Ulteriori controversie sono nate in relazione ai finanziatori della società, tra cui il fondo Founders Fund riconducibile a Peter Thiel, cofondatore di Palantir Technologies. Quest'ultima è nota per lo sviluppo di piattaforme di analisi dati e sistemi utilizzati anche da agenzie governative statunitensi, elemento che ha contribuito ad alimentare il dibattito sulla gestione dei dati sensibili.
Discord ha inoltre confermato che un test limitato con Persona nel Regno Unito è terminato e che in futuro verrà pubblicata una lista completa dei fornitori coinvolti nei processi di verifica. L'azienda ha inoltre ribadito che, quando il sistema verrà implementato, le immagini eventualmente utilizzate per la verifica non saranno conservate. Se e quanto queste rassicurazioni saranno sufficienti a ricostruire la fiducia della base utenti resta, tuttavia, una questione aperta.
Il rafforzamento dei controlli sull'età si inserisce in un quadro regolatorio in evoluzione in mercati come Regno Unito, Unione Europea, Australia, Brasile e in diversi Stati USA, dove sono in discussione o già in vigore normative più stringenti sull'accesso dei minori ai social network.










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1 Commenti
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