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Old 09-01-2009, 21:20   #1
tutmosi3
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NAS in breve

NAS in breve

I Network Attached Storage (NAS) sono dispositivi di memorizzazione con interfaccia di rete che possono essere impiegati per immagazzinare grandi quantità di dati, rendendoli disponibili agli utenti della rete senza bisogno di avere un PC acceso. In pratica sono costituiti da un box che può contenere uno o più hard disk, un'elettronica di controllo per la gestione e l'interfaccia di rete. Sono quindi indicati per chi volesse condividere dati (fotografie, musica, video, o altri documenti) tra diversi PC in rete, sfruttando il basso consumo energetico, le ridotte dimensioni fisiche e la silenziosità di questi dispositivi, rispetto a prevedere un “muletto” sempre acceso e collegato in rete. Altri vantaggi sono nelle funzioni accessorie, quali ad esempio il supporto al P2P (Peer to Peer), che consente cioè di avviare il download di alcuni file e lasciare solo il NAS acceso a portare avanti le operazioni, o la possibilità di collegare pen drive o dischi USB ed e – SATA direttamente al dispositivo, permettendo di espandere le capacità di memorizzazione, o di condividere semplicemente e velocemente i dati su queste periferiche portatili.
I NAS sono di fatto dei computer in miniatura, ottimizzati per la memorizzazione e gestione di file; hanno risorse hardware (processore, memoria, ecc) e sistema operativo propri.
Rappresentano una fascia di prodotti che si sta rapidamente affermando sul mercato per versatilità, utilità e semplicità d'uso.
La guida qui di seguito tratta nel dettaglio caratteristiche e potenzialità di questi dispositivi, oltre che alcune analogie e differenze con soluzioni simili.
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Sorridi ... Sempre, anche quando le cose non vanno|2 aprile 2005, ore 21:37 - Giovanni Paolo II vive
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Old 09-01-2009, 21:24   #2
tutmosi3
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Ringraziamenti

Ringraziamenti

Un doveroso ringraziamento al grande gabriweb per la stesura della guida NAS originaria (http://www.hwupgrade.it/forum/showthread.php?t=1054561), da cui, a seguito di ampliamenti, aggiornamenti, integrazioni e una riorganizzazione, essa ha assunto la forma attuale.
CRL e Pegasolabs hanno contribuito alla revisione del testo fino alla stesura finale.
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Old 09-01-2009, 21:26   #3
tutmosi3
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Guida ai NAS

Guida ai NAS

L’evoluzione del settore informatico in ambito domestico (SOHO – Small Office Home Office) ha decretato la fine dei tempi in cui avere a disposizione qualche decina di GB di spazio per memorizzare dati da condividere tra i PC facenti parte di una rete locale, era considerata una delle migliori alternative per la condivisione di files, documenti ed applicazioni.

Le esigenze degli utenti, dettate dalle tecnologie attuali e dalla diffusa accessibilità economica dei personal computers, sono radicalmente mutate negli ultimi anni: oggi i numerosi files presenti nei nostri PC (filmati, brani musicali, immagini di CD/DVD, ecc.) ma anche i semplici documenti di testo o delle normali fotografie, rendono problematico, sotto il duplice aspetto di spazio e fruibilità, la gestione di tali contenuti. La gestione dello spazio riflette la continua richiesta di maggiori capacità di memorizzazione dei dati, mentre la fruibilità indica la crescente necessità di condividere gli stessi sulle reti locali o remote. Ormai, la presenza di LAN (Local Area Network – reti locali) con più di un PC fisso e/o portatile rappresenta uno scenario abbastanza diffuso con il quale è necessario fare i conti per consentire a tutti gli utenti della propria rete locale un accesso ai dati istantaneo, ottimale e soprattutto sicuro. Le previsioni per il futuro dunque vedono come strumento centrale per la fruizione di contenuti dei dispositivi che rispondano a specifiche esigenze di storage, backup e condivisione: si tratta dei dispositivi denominati NAS.
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Cos'è un NAS

Cos'è un NAS

I NAS sono unità di memorizzazione dotate di hardware e software embedded, ovvero integrati ed ottimizzati, il cui scopo è quello di centralizzare completamente i dati presenti sui diversi PC della LAN consentendo a chi ne fa parte di poterne usufruire in qualsiasi momento, non essendo collegati ad uno specifico PC, ma direttamente alla rete locale, e quindi accessibili da tutti gli utenti della stessa. Proprio in questa direzione, il concetto di condivisione utilizzato in passato nella classica forma client/server viene completamente a decadere: se il server (ovvero la macchina contenente i files, non un server nel senso strettamente tecnico) non era in rete non sarebbe stato possibile accedere ai documenti presenti al suo interno. E’ possibile azzerare completamente tutte queste problematiche legate alle vecchie metodologie di condivisione, proprio grazie ai NAS.
I NAS sono dotati di interfaccia di rete (può essere cablata e/o wireless) ed al loro interno è possibile montare dei comuni hard disk. Oggi gli HDD in commercio possono arrivare anche a 1.5 TB ed i NAS li supportano agevolmente. In questo senso è bene sottolineare che i NAS aggirano il problema delle schede madri meno recenti che non supportano dischi di dimensioni maggiori di 127 GB, dato che la gestione dei dischi grandi è lasciata al firmware del NAS e la connessione al computer avviene tramite interfaccia di rete. Nella scelta di un NAS è possibile optare sia per soluzioni preconfezionate, con il disco già presente all'interno, che per soluzioni dove si acquistano separatamente il NAS ed il disco da inserirvi, avendo maggiore flessibilità nella scelta.
Le unità in questione sono visibili in Risorse di Rete, proprio come se si trattasse di un normale PC che condivide i propri dati all'interno della LAN, ma con il notevole vantaggio derivante dal fatto che non esistono più relazioni di dipendenza da una macchina costantemente accesa qual è il personal computer. In realtà i vantaggi sono molto superiori e non si limitano alla sola condivisione, ma entrano in gioco anche fattori di fondamentale importanza come la sicurezza dei dati (RAID) e l'accesso differenziato ai dati stabilito in base a delle credenziali di autorizzazione.
Spesso i NAS, prevedono la possibilità di espandere la capacità interna del dispositivo attraverso l’impiego di unità di memoria aggiuntive, come ad esempio dei comunissimi dischi esterni USB, delle pen drive, dischi e – SATA, da collegare direttamente alle porte disponibili sul NAS stesso. Possono anche prevedere funzionalità aggiuntive come l’implementazione di print server, iTunes server, web server con PHP + MySQL e FTP server, ecc. che verranno spiegate in seguito.
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Storage e backup

Storage e backup

Prima di proseguire è bene chiarire due concetti fondamentali cui si farà riferimento nel seguito e sono: la funzione di storage e la funzione di backup.
Lo storage viene inteso come accentramento di archivi provenienti da diversi PC. I file vengono spostati dall’HDD del PC e posizionati in un NAS per renderli disponibili a tutti, anche a PC spenti, secondo politiche di condivisione decise dall’amministratore dello stesso. In questa configurazione è evidente la necessità di creare una copia di sicurezza dei dati, diversamente, in caso di rottura dell’HDD o del NAS tutto l’archivio potrebbe essere perso.
La funzione di backup è la copia di sicurezza dei propri dati nel NAS. In questo caso l’archivio permane nel PC locale e viene copiato nel NAS secondo una programmazione temporale decisa dall’utente. Vi sono svariati software in grado di assolvere a questo delicato compito, molti di questi sono anche gratuiti e di alta qualità mentre altri sono in dotazione con il NAS.
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Cos'è un firmware

Cos'è un firmware

Un NAS può essere inteso come un piccolo PC, ottimizzato nell’hardware e nel software per lo storage o il backup di dati in rete. Quindi, come ogni PC, per funzionare ha bisogno di un sistema operativo. Il firmware del NAS è il suo sistema operativo ed è, per la maggior parte dei prodotti in commercio, basato su Linux.
Linux è un sistema operativo sviluppato a partire dal 1991 da Linus Torvalds, un programmatore di Helsinky, ad esso vengono universalmente riconosciute stabilità, flessibilità, scalabilità, affidabilità, sicurezza e leggerezza.
Le case costruttrici di NAS affidano la gestione dei loro prodotti a sistemi operativi/firmware basati su versioni di Linux appositamente modificate per girare al meglio in CPU dalle ridotte capacità, quindi dai bassi consumi.
Come tutti i sistemi operativi, anche i firmware possono essere sostituiti/aggiornati in caso di necessità, come ad esempio in presenza di errori conclamati da parte della casa madre, che mette a disposizione una versione corretta. Questo rappresenta un punto spesso controverso, la sostituzione di un firmware infatti è una manovra divenuta semplice durante gli anni ma non per questo priva di rischi. Se durante l’operazione qualcosa andasse storto, ci possono essere gravi complicazioni sul funzionamento che potrebbero portare anche all’inutilizzabilità dell’intero apparato: a tal proposito un accorgimento minimo è operare sotto ad un UPS.
Esistono anche versioni non ufficiali per i sistemi operativi di alcuni NAS molto diffusi o con una comunità attiva alle spalle: sostituire un firmware originale con uno sviluppato al di fuori dei canali ufficiali significa aggiungere al proprio NAS funzionalità non comprese nel firmware della casa madre, facendo però decadere la garanzia dell’apparato. L’esempio più famoso è stato con una versione sviluppata da un utente Synology che aggiungeva ai NAS di questo brand un server mail e la riproduzione MP3 tramite casse connesse ad una delle prese USB del NAS; successivamente, quest’ultima modifica fu accorpata nelle release ufficiali successive. Per quanto riguarda il server mail esso è presente nell'ultima release beta del firmware ciò fa pensare ad una prossima integrazione.
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Old 09-01-2009, 21:32   #7
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NAS e la velocità di trasferimento in rete

NAS e la velocità di trasferimento in rete

Questo aspetto è attualmente al centro delle discussioni di tutti i possessori di NAS e di coloro che intendono acquistarne uno. L’interfaccia di rete della quale sono dotati è di 2 tipi: cablata o wireless.
Quest’ultima si trova in pochi NAS a causa della loro stessa natura, cioè un apparato destinato allo storage o al backup di rete che supporta transiti di consistenti moli di dati. Il più veloce degli standard di rete wireless è 802.11g la cui soglia è di 54 Mb/s, questo valore va inteso come limite massimo teorico irraggiungibile. Nel più ottimistico dei casi, la velocità si attesterà sui 25 – 30 Mb/s (3 – 4 MB/s), tali velocità si raggiungono solo se non ci sono interferenze (altre WLAN, cordless, forni a micro onde, ecc.), ostacoli (pareti, solai, ecc.) e con distanze minime. Va quindi sottolineato che ogni installazione wireless sarà soggetta a velocità diverse in base al posizionamento ed alle condizioni ambientali.
I NAS per reti cablate hanno schede 10/100 o 10/100/1000, questi ultimi possono raggiungere la velocità di 1 Gb/s con cavi e hardware compatibili, ma risultano relativamente più costosi. Anche in questo caso la velocità di trasferimento dati da e verso la rete locale dipende da una serie di parametri: cablaggi, rare interferenze nell’uso di cavi non schermati, non corretta messa a terra dei cavi schermati, configurazione software dell’apparecchio e qualità dei dispositivi di rete quali router, switch, ecc.
Tenete presente che comunque, è impossibile raggiungere le velocità nominali delle schede di rete: l’hardware dei NAS è di tipo embedded (ridotto e compatto) quindi è necessario qualche compromesso tra velocità e funzionalità con un occhio di riguardo ai consumi. Per i più esigenti questo potrebbe costituire un deterrente, poiché file di qualche GB, impiegherebbero parecchi muniti per essere trasferiti. In questo caso, una rete 10/100/1000 con adeguato hardware porterebbe ad un’ottimizzazione dei tempi con velocità medie sui 150 – 250 Mb/s (20 – 30 MB/s).
La rete 10/100 è ancora la più diffusa, specie in ambito casalingo, è la sua velocità media si attesta sui 60 – 70 Mb/s (circa 8 MB/s).
L’aspetto che va sottolineato è che le reti wireless sono spesso soggette ad oscillazioni e disconnessioni indipendenti dalla volontà dell’utente o dalla qualità della struttura, diversamente, le reti su cavo, se correttamente cablate riescono ad esprimere velocità e stabilità maggiori.
Per un approfondimento sulle unità di misura vi rimando alle pagine di Wikipedia
http://it.wikipedia.org/wiki/Kibibyte
http://it.wikipedia.org/wiki/Kilobit
http://it.wikipedia.org/wiki/Kilobyte
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Old 09-01-2009, 21:33   #8
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I File System e la formattazione

I File System e la formattazione

Gran parte dei NAS, come detto, usa sistemi operativi Linux. Linux non è Windows, quindi anche la formattazione degli HDD segue direttive diverse. Negli ultimi anni le release Windows usano il file system NTFS. Linux sfrutta diversi file system, i più diffusi in ambito NAS sono EXT2 e EXT3.
EXT3 è la versione più recente e la più grande differenza rispetto alla versione 2 sta nell’introduzione del journaling, una tecnologia che previene la perdita di dati in caso di mancanza di tensione durante la scrittura. Anche NTFS è un file system journaled, mentre FAT32 no.
La principale differenza dei file system EXT rispetto a quelli di Windows è che i dati sono organizzati sul disco in blocchi, dove un blocco è una sorta di sotto – partizione. File della stessa cartella sono preferenzialmente posizionati nello stesso blocco e quando si modifica un file i settori utilizzati sono preferibilmente quelli successivi a quelli già impiegati per quel file. E’ inoltre possibile fare in modo che ad una cartella siano riservati un numero di settori in eccesso del suo blocco, da impiegare per nuovi file che dovessero essere posizionati in quella cartella. Per queste ragioni EXT2 e 3 sono quasi immuni al problema della frammentazione di file e cartelle, al punto da limitare la percentuale di frammentazione dei dati ad un massimo di circa 5% ed anche per questi motivi sono i file system più diffusi in ambito NAS.
Il futuro ci riserva l’arrivo di EXT4 capace di contenere ulteriormente questa soglia grazie ad un tool di deframmentazione concettualmente assimilabile a quello integrato in Windows.
Linux è in grado di leggere e scrivere anche FAT32 (per questo motivo molti NAS permettono la formattazione dei dischi anche secondo questo file system) mentre è in grado solamente di leggere NTFS e per questa ragione in caso di connessione di un box USB o di una pen drive o altro ad una delle prese del NAS, esso risulterà scrivibile solo se formattato in FAT32 o EXT.
L’uso di un file system diverso da quelli noti non deve spaventare. La comunicazione di rete tra NAS e PC avviene a livello TCP/IP, cioè uno standard comune da anni. Facendo un esempio: una volta lanciato il comando di copia da PC a NAS, quest’ultimo si occuperà di eseguirlo scrivendo i dati nel suo file system. In altre parole, il NAS funge da tramite tra i PC della LAN e l’HDD installato al suo interno.
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NAS multi – HDD e il RAID

NAS multi – HDD e il RAID

Esistono in commercio soluzioni NAS dotate di un numero di alloggiamenti per HDD superiore a 1.
Un tempo queste soluzioni erano dedicate solo ad ambiti aziendali e strutturate in modo da essere montate solo su rack, oggi invece si possono avere i benefici di un NAS Multi – HDD anche a casa propria senza spendere cifre folli.
Nello specifico va detto che tutte le principali case costruttrici hanno a catalogo almeno un NAS con 2 HDD e il volume di vendita di queste soluzioni si avvicina rapidamente a quelle monodisco, complice anche il calo di prezzo delle prime.
Si possono trovare con frequenza apparati da 2, 4 e 5 HDD.
Agli indubbi vantaggi per coloro che necessitano di molto spazio va affiancata la riduzione del rischio di perdere una grossa quantità di dati per la rottura di un dispositivo monodisco. A tal proposito esistono soluzioni RAID, che configurano i dischi in modo da lavorare insieme a beneficio di prestazioni o sicurezza, o entrambe. Per maggiori dettagli sulle varie possibilità del RAID vi rimando all’ottima guida scritta da MM http://www.hwupgrade.it/forum/showthread.php?t=623918.
Generalmente in ambito NAS le configurazioni a vantaggio delle prestazioni (per esempio RAID 0) non sono impiegate in quanto il collo di bottiglia risiede nella capacità di elaborazione del processore del NAS e nella capacità della connessione di rete. Molto più diffuse sono soluzioni orientate alla sicurezza dei dati, come il RAID 1, dove i dati sono scritti simultaneamente su due dischi, che appaiono all’esterno come uno solo, rinunciando di fatto a metà dello spazio disponibile. In caso di guasto di uno dei due dischi l’altro contiene una copia identica del contenuto. Per queste configurazioni è consigliabile acquistare due dischi uguali.
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Funzioni accessorie

Funzioni accessorie

Le recenti evoluzioni del mercato NAS ha implementato funzioni un tempo sconosciute.
Se alla nascita il mercato NAS contava su apparati destinati solo allo storage o al backup, oggi assistiamo alla proliferazione di programmi integrati che spesso costringono i costruttori ad adottare processori più potenti e una dotazione RAM maggiorata.
Le più diffuse sono
Server FTP: utile per lo scambio dati anche con sistemi operativi che non sono in grado di rilevare il NAS nella rete e per accedere ai dati anche da remoto, permettendo anche a chi non risiede fisicamente nel luogo in cui il NAS si trova di poter gestire i propri files da postazioni remote grazie ad account gratuiti di DNS dinamici.
Web server: in genere questo è affiancato anche a PHP e MySQL in modo da facilitare lo sviluppo di siti web dinamici e non.
iTunes Server: quando si attiva questa funzionalità, ogni PC in LAN, con iTunes attivo, riconoscerà le cartelle assegnate all’iTunes Server sul NAS come fonte di file da riprodurre.
Client Torrent: permette la connessione alla rete Torrent e il download dei contenuti anche senza l’ausilio di PC.
Gestione UPS: molto spesso i NAS sono alimentati da gruppi di continuità per preservarli da black out, tuttavia il black out potrebbe essere prolungato al punto da esaurire anche l’UPS che lancerà un segnale di allarme tramite USB o RS232, tale segnale sarà raccolto dal NAS che provvederà al suo spegnimento prima della caduta dell’UPS.
Server UPnP/DLNA: molti nuovi apparati multimediali sono provvisti di scheda ethernet per risalire la rete alla ricerca di contenuti da riprodurre, le cartelle assegnate ai Server UPnP e DLNA vengono riconosciute dal lettore multimediale ignorando altre eventuali condivisioni di cartelle su PC sprovvisti di tali server.
Download Station: una volta assegnato un file in download esso continuerà indipendentemente dalla presenza di un PC acceso.
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Premesso che esistono molti criteri per poter categorizzare le diverse tipologie di NAS, in questa guida ci limiteremo ad effettuare la distinzione principale che divide l’offerta di mercato di questi dispositivi in due grandi categorie: NAS Diskless e NAS Diskful.
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NAS Diskless (senza hard disk integrato)

NAS Diskless (senza hard disk integrato)

Necessitano di un hard disk da inserire all’interno, generalmente da 3,5” con interfaccia SATA o PATA, anche se questi ultimi sono ormai di difficile reperimento. E’ possibile utilizzare dischi della capacità voluta, sarà quindi l’utente finale a decidere marca e modello del disco da utilizzare e in caso di NAS Multi HDD essi dovrebbero essere preferibilmente uguali, per non causare sbilanciamenti del carico di lavoro tra uno e l’altro. Una volta installato il disco, il sistema operativo del NAS provvederà a formattarla e a prepararla per l’utilizzo tramite le apposite funzionalità software di cui è provvisto. Quest’operazione avviene indipendentemente dalla provenienza del disco, quindi un HDD estratto da un PC Linux e già formattato in EXT3 non verrà esentato da una nuova formattazione. Un tempo i NAS più venduti erano a un solo slot ma attualmente si stanno gradualmente diffondendo modelli che permettono di utilizzare 2 o più dischi, prevalentemente orientati all’impiego delle funzionalità RAID. In genere sono destinati a un’utenza relativamente esperta in materia in quanto sono necessarie conoscenze hardware (pur se di base) ed una buona padronanza degli strumenti di configurazione.
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NAS Diskfull (con hard disk integrato)

NAS Diskfull (con hard disk integrato)

Sono user – ready, il più delle volte già impostati dalla fabbrica con il minimo delle configurazioni necessarie per poter essere resi operativi sulla rete locale.
Richiedono meno procedure d’installazione da parte dell’utente e permettono un utilizzo pressoché immediato: è sufficiente configurare gli account utente e le impostazioni della scheda di rete tramite i vari wizard e si è subito pronti per condividere. Esistono in tagli di ogni tipo e complessivamente sono quelli che offrono il miglior rapporto prezzo/prestazioni (e quindi maggiormente indicati per normali utenze di tipo SOHO). Molto spesso questi prodotti hanno vani di accesso all’HDD un po’ angusti il che ne rende difficoltoso o impossibile l’eventuale sostituzione del disco stesso.
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Cos’è un NDAS (Network Direct Attached Storage)

Cos’è un NDAS (Network Direct Attached Storage)

Oltre ai NAS esistono degli apparecchi più economici che assolvono al compito della condivisione dei dati pur se con caratteristiche tecniche e potenzialità molto più limitate: si tratta delle periferiche NDAS.
Il vantaggio principale offerto da questi è l’economicità: è, infatti, possibile affrontare una spesa minima che permetta di dotare il proprio network di una memoria condivisa. Il principale svantaggio che li caratterizza è purtroppo la totale assenza del supporto ai protocolli di comunicazione più utilizzati (HTTP, FTP, SMB), che rendono obbligatoria, nella maggior parte dei casi, l’adozione di un software esterno da installare sulle macchine clients per consentire la comunicazione fra queste ultime e il NDAS. Inoltre, per via dell’architettura software, non è possibile effettuare un accesso concorrenziale ai dati memorizzati su questi apparecchi: è possibile accedervi soltanto un utente alla volta, motivo per cui è assolutamente consigliato preferire un NAS, anche se il costo è più elevato.
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Quali sono i limiti di un NAS SOHO

Quali sono i limiti di un NAS SOHO

I dispositivi dei quali stiamo disquisendo sono tutti caratterizzati da una forte semplicità di utilizzo e configurazione, permettono di condividere velocemente e in maniera snella i propri files all'interno di una rete locale e perché no in alcuni casi anche remota.

Tuttavia l'ostacolo più grande nell'utilizzo di un NAS è rappresentato dallo stato attuale dei dispositivi di rete che troviamo oggi disponibili sul mercato: per quanto riguarda gli switch 1 Gb/s si possono reperire con facilità ed il loro prezzo è in discesa ma la pressoché totalità dei vari routers disponibili sul mercato SOHO ha banda teorica di 100 Mb/s, che equivale a dire, una velocità di trasferimento effettiva da/verso il NAS intorno a 8 MB/s. Si tratta tuttavia di un limite ancora da ridurre, in quanto l'hardware di cui i NAS sono dotati è di tipo embedded (un hardware cioè molto compatto e per questo dalle prestazioni ridotte) che come detto, gioca un ruolo fondamentale nella determinazione delle velocità di trasferimento pocanzi citate.

A tal proposito, è comunque da tenere in considerazione il fatto che i NAS per uso domestico sono in genere progettati per scambiare e condividere files di piccole dimensioni come ad esempio un filmato o dei brani mp3, oltre ai classici documenti come foto, testo ecc.; rendendo quindi momentaneamente giustificabile la mancanza di un’interfaccia 1 Gb/s sui modelli di classe entry level.
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I SAN (Storage Area Network)

I SAN (Storage Area Network)

Completamente su un piano diverso si collocano i SAN, reti ad alta velocità (1 Gb/s) costituite da una serie di dispositivi di memorizzazione di massa condivisi. Un dispositivo è una macchina che può essere composta da uno o più dischi per contenere dati. I protocolli attualmente più diffusi per l'utilizzo in questo ambito sono FC (FibreChannel) ed iSCSI (Internet SCSI).

Lo scopo della creazione di una SAN è principalmente quello di lavorare in modo che tutti i dispositivi di memorizzazione siano disponibili a qualsiasi server della rete LAN o MAN (rete metropolitana) di cui la SAN in questione fa parte; una SAN può essere anche condivisa fra più reti interconnesse, anche di natura diversa: in tal caso uno dei server locali fa da ponte fra i dati memorizzati e gli utenti finali.
Il vantaggio di simili architetture risiede nella concentrazione di tutta la potenza di calcolo messa a disposizione dei server esclusivamente per far girare applicazioni, delegando il compito della distribuzione dei dati fra i vari server e fra i server ed i clients alle apparecchiature della SAN.

Le infrastrutture SAN fanno utilizzo di tecnologie più avanzate, specialmente per quanto riguarda la protezione dei dati: i dischi sono infatti collegati con interfacce RAID per migliorare le prestazioni ed aumentare il livello di sicurezza dei sistemi. Questi aspetti si traducono quindi in benefici quali alte prestazioni, scalabilità dei sistemi, affidabilità e semplicità di gestione.
La creazione di una SAN ha generalmente lo scopo di gestire dai grandi database, alle procedure di disaster recovery, videosorveglianza, sino alle più complesse ed articolate applicazioni come il data warehousing, per questo non sono generalmente destinati ad un’utenza domestica.
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