Amazon vince: ingiunzione temporanea contro il browser Comet di Perplexity
Un tribunale federale ha concesso ad Amazon un'ingiunzione temporanea contro Perplexity, bloccando l'uso dell'AI del browser Comet per effettuare acquisti sul marketplace. Amazon sostiene che i bot violano i termini di servizio, mentre Perplexity difende il diritto degli utenti di scegliere liberamente strumenti di intelligenza artificiale
di Francesco Messina pubblicata il 11 Marzo 2026, alle 10:11 nel canale WebPerplexityAmazon
La battaglia legale tra Amazon e Perplexity AI ha registrato un importante sviluppo. Un tribunale federale di San Francisco ha infatti concesso ad Amazon un'ingiunzione temporanea che obbliga Perplexity a interrompere l'uso dell'agente di intelligenza artificiale integrato nel browser Comet per effettuare acquisti sul marketplace dell'azienda.
La decisione è stata presa dal giudice distrettuale Maxine Chesney, che ha stabilito che Amazon ha presentato prove sufficienti per dimostrare che l'AI di Perplexity accedeva agli account degli utenti sulla piattaforma senza un'autorizzazione diretta da parte della società. Secondo il tribunale, il sistema del browser Comet riusciva ad accedere ad aree protette da password degli account Amazon grazie al consenso degli utenti, ma senza l'approvazione formale del marketplace stesso.
L'ingiunzione preliminare impone ora a Perplexity di interrompere l'accesso a qualsiasi sezione protetta del sistema Amazon. Inoltre, la società dovrà distruggere eventuali copie dei dati ottenuti dal servizio durante l'utilizzo del suo agente AI. Tuttavia, la decisione non è definitiva: Perplexity ha a disposizione una settimana per presentare appello contro l'ordinanza.

Ulteriori dettagli sul conflitto fra Amazon e Perplexity
Il conflitto tra le due aziende riguarda l'uso dei cosiddetti "AI shopping bot", strumenti che permettono agli utenti di delegare a un assistente intelligente la ricerca e l'acquisto di prodotti online. In questo caso, l'agente integrato nel browser Comet era progettato per effettuare automaticamente operazioni come la selezione dei prodotti e il completamento degli acquisti sul marketplace di Amazon.
Amazon sostiene che questo tipo di accesso viola i termini di servizio della piattaforma. L'azienda aveva già inviato una lettera di cease-and-desist a Perplexity nel novembre precedente, chiedendo di interrompere l'utilizzo dei bot per effettuare acquisti automatici sul sito. Un portavoce di Amazon ha dichiarato che l'ingiunzione rappresenta un passo importante per garantire un'esperienza di acquisto sicura e affidabile per i clienti.
L'azienda ritiene infatti che l'uso di bot automatizzati possa compromettere la sicurezza del sistema e delle informazioni degli utenti. Perplexity, invece, ha difeso la propria posizione sostenendo che gli utenti dovrebbero avere la libertà di scegliere quale intelligenza artificiale utilizzare per navigare e interagire con internet. La disputa legale tra le due aziende è quindi ancora in corso.










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