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Old 02-07-2005, 17:02   #21
ironmanu
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Originariamente inviato da TXFW
No, sul fatto che si debba per cominciare eliminare il sostituto di imposta, assieme a tutto cio' che non fa trasparenza.

Su questo sono d'accordo. Il punto precedente serve a rendere visibile la cosa.
Se il risultato di una differenza di imposte e' uno stipendio piu' basso, la persona media se la prende col datore di lavoro.
Io voglio pagare le tasse in modo visibile, in modo che se la mia regione chiede piu' tasse di un'altra regione me ne accorgo senza possibilita' di errore. Se il servizio che offre la mia regione e' migliore di quello dell'altra, magari mi sta bene. Se e' peggiore o uguale, magari no.
Pero' fino a quando i due terzi di cio' che pago sono nascosti e un terzo e' la differenza tra il netto e il lordo non me ne accorgo.
O meglio, me ne accorgo, ma faccio parte di una minoranza.
Non era per fare esibizione delle cifre, ma per descrivere i campi.

Facciamo cosi': niente busta e solo descrizione.

Per cominciare, le imposte sono un affare tra me, lo stato locale e il governo federale. Il datore di lavoro non c'entra nulla.

Il datore di lavoro in effetti versa le tasse per conto mio, ma non come sostituto d'imposta.

La differenza e' notevole.

Quello che succede e' che io calcolo quanto devo versare, partendo dal mio reddito lordo e dalle esenzioni (come dovessi fare la denuncia dei redditi). I calcoli sono semplici e inoltre si possono fare in automatico sul sito dell'IRS.

Poi presento al datore di lavoro un modulo in cui gli chiedo di versare per mio conto un tot al mese. Questo tot puo' anche essere zero, decisione mia. Chiaramente mi fa comodo che versi il giusto. In qualunque momento durante l'anno posso presentare altri moduli e modificare la cifra (che so, ho vinto alla lotteria oppure ho acceso un mutuo).

La differenza e' fondamentale. Il datore di lavoro italiano fa obbligatoriamente l'esattore (gratis) per conto dello stato e mi toglie in maniera coatta soldi che versa allo stato, in quantita' stabilita a priori. Poi con la denuncia dei redditi io devo aggiustare il tiro e cercare di recuperare cio' che non mi avrebbero dovuto togliere. Se hai un mutuo non e' che il datore di lavoro ti tolga di meno. Devo inoltre raccontare al datore di lavoro gli affari della mia famiglia. Se ho persone a carico, se alcune di queste sono disabili, ecc., in modo che possa applicare almeno quelle esenzioni.

Il datore di lavoro americano invece offre un servizio (gratis) a me, nel senso che per conto mio versa la somma che stabilisco io, che altrimenti dovrei provvedere a versare di persona.

La busta paga contiene le seguenti voci:

- nome e indirizzo del datore di lavoro;
- nome e indirizzo mio (i primi due dati si vedono dalle finestre della busta chiusa, perche' i cedolini paga arrivano per posta);
- periodo di riferimento
- data del pagamento
- stipendio lordo;
- eventuali bonus (una tantum o benefit);
- imposta federale versata;
- imposta statale versata (per il Texas e' zero, per cui la voce non c'e');
- netto
- totale lordo da inizio anno;
- totale imposte versate da inizio anno;
- una riga che specifica l'imponibile fiscale per quel mese (in generale uguale al lordo piu' i bonus).

Il confronto con la busta italiana e' impietoso.

Al fondo c'e' un assegno, che puo' essere valido o annullato. Nel mio caso e' annullato perche' il versamento e' gia' arrivato direttamente in banca.
Per tutti, il primo stipendio arriva con assegno, che versi sul tuo conto corrente, cosi' il datore di lavoro riceve conferma dalla banca e verifica il numero di conto, in modo da evitare errori nei versamenti. Stessa cosa se cambi banca: comunichi il cambiamento e lo stipendio successivo e' pagato con assegno.

Chiaramente la busta di dicembre contiene gia' tutti i dati per compilare la denuncia dei redditi. Nonostante questo, il datore di lavoro deve consegnarti il W-2 (l'equivalente del CUD) entro il 31 gennaio.

Il W-2 a parte i dati tuoi e del datore di lavoro contiene 3 campi:
- totale retribuzione (comprende tutto, stipendio, bonus, benefit, ecc.);
- totale imposte federali versate;
- totale (per me zero) imposte statali versate.

Per capirci, il W-2 e' un foglietto di 15 cm x 4 cm. Ancora, il confronto col CUD e' impietoso.

Da quando hai il W-2 puoi fare la denuncia dei redditi (tax return). Va fatta entro il 15 aprile (tax day), ma puoi farla in qualunque momento e, visto che ti pagano al volo, la fai subito.
Se presenti la denuncia in formato elettronico (internet), entro 24 ore dalla presentazione ricevi conferma che e' stata verificata e trovata formalmente corretta (o sbagliata, con le correzioni). Se hai diritto a un rimborso e hai fornito un numero di conto corrente, entro altre 24 ore ricevi il bonifico (se no ti mandano un assegno per posta entro 2 settimane). Se devi pagare tu paghi online con la carta di credito.

Al di la' dei metodi, che possono essere piu' efficienti, e' da sottolineare la trasparenza.
Per la cronaca, se dovessi pagare imposte statali, per l'anno successivo le detrarrei dall'imponibile.

Tutto chiarissimo.
Ora penso al detto che Al Capone fu catturato per aver evaso le tasse e all'immagine che ho del fisco americano , peggio della CIA

Queste piccole osservazioni rendono l'idea del perchè in italia nn è cosi'.basti guardare il nero che riescono a fare quegli artigiani che conosco e che nn hanno alcun sostituto d'imposta....suvvia l'Italia nn è un paese serio su ste cose
__________________
"I Vitelli dei romani sono belli!"
ironmanu è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 02-07-2005, 18:16   #22
ENGINE
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Originariamente inviato da gourmet
Sono sempre piu' convinto che il federalismo in Italia significa solo queste cose.
quale federalismo........ ?
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Old 02-07-2005, 18:38   #23
Freeride
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L'Avatar di Freeride
 
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Originariamente inviato da ironmanu
Queste piccole osservazioni rendono l'idea del perchè in italia nn è cosi'.basti guardare il nero che riescono a fare quegli artigiani che conosco e che nn hanno alcun sostituto d'imposta....suvvia l'Italia nn è un paese serio su ste cose
Conosco anche artigiani che non hanno il sostituto d'imposta ma gli studi di settore, e per evitare la certezza dell'accertamento o delle cartelle esattoriali dichiarano più di quanto incassano!
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Old 02-07-2005, 20:01   #24
TXFW
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Originariamente inviato da Freeride
Conosco anche artigiani che non hanno il sostituto d'imposta ma gli studi di settore, e per evitare la certezza dell'accertamento o delle cartelle esattoriali dichiarano più di quanto incassano!
E magari ci credi anche.
Diciamo che dichiarano piu' di quanto registrano.

Comunque il concetto dello studio di settore mi sembra ottimo. Che poi sia mal fatto non stupisce molto.
Pero' la potenzialita' mi piace. Posti i parametri giusti devono uscire cifre ragionevoli e si userebbe meno carta:

- Che mestiere fai? Supponiamo il barbiere;
- Citta' grande o piccola?
- In che regione?
- In zona centrale o in periferia? In un'area a reddito basso, medio o alto (si ricaverebbe dall'ICI se fosse equa, solo che a Sestriere pagano meno che a Lanzo Torinese)?
- Che movimento hai (lavori da solo o hai dipendenti)?

Da questo ricavi un reddito presunto e non si scappa: paghi in base a quello, senza compilare nessuna dichiarazione o raccogliere fatture e ricevute.
Se guadagni di meno non sai fare il tuo mestiere ed e' meglio cambiare. Se guadagni quello non hai da lamentarti, se guadagni di piu' e' perche' sei un gran lavoratore ed e' giusto che tu guadagni di piu'. Quello che guadagni in piu' rispetto alla media di quelli che fanno il tuo lavoro e' giusto che ingrassi te e non il fisco.
__________________
Marco - Hardware Upgrade Aerospace Group - Clan Anti K "per un mondo migliore"
I am a leaf on the wind - watch how I soar.
Get your motor runnin', Head out on the highway Lookin' for adventure And whatever comes our way.
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Old 02-07-2005, 20:17   #25
Gianpaolo81
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L'Avatar di Gianpaolo81
 
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Originariamente inviato da TXFW
E magari ci credi anche.
Diciamo che dichiarano piu' di quanto registrano.

Comunque il concetto dello studio di settore mi sembra ottimo. Che poi sia mal fatto non stupisce molto.
Pero' la potenzialita' mi piace. Posti i parametri giusti devono uscire cifre ragionevoli e si userebbe meno carta:

- Che mestiere fai? Supponiamo il barbiere;
- Citta' grande o piccola?
- In che regione?
- In zona centrale o in periferia? In un'area a reddito basso, medio o alto (si ricaverebbe dall'ICI se fosse equa, solo che a Sestriere pagano meno che a Lanzo Torinese)?
- Che movimento hai (lavori da solo o hai dipendenti)?

Da questo ricavi un reddito presunto e non si scappa: paghi in base a quello, senza compilare nessuna dichiarazione o raccogliere fatture e ricevute.
Se guadagni di meno non sai fare il tuo mestiere ed e' meglio cambiare. Se guadagni quello non hai da lamentarti, se guadagni di piu' e' perche' sei un gran lavoratore ed e' giusto che tu guadagni di piu'. Quello che guadagni in piu' rispetto alla media di quelli che fanno il tuo lavoro e' giusto che ingrassi te e non il fisco.
Se si facesse così come dici tu, non oso immaginare la voragine di magagne che si aprirebbe... siamo pur sempre in Italia.
Gianpaolo81 è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 02-07-2005, 23:21   #26
Freeride
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L'Avatar di Freeride
 
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Messaggi: 2093
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Originariamente inviato da TXFW
E magari ci credi anche.
Diciamo che dichiarano piu' di quanto registrano.

Comunque il concetto dello studio di settore mi sembra ottimo. Che poi sia mal fatto non stupisce molto.
Pero' la potenzialita' mi piace. Posti i parametri giusti devono uscire cifre ragionevoli e si userebbe meno carta:

- Che mestiere fai? Supponiamo il barbiere;
- Citta' grande o piccola?
- In che regione?
- In zona centrale o in periferia? In un'area a reddito basso, medio o alto (si ricaverebbe dall'ICI se fosse equa, solo che a Sestriere pagano meno che a Lanzo Torinese)?
- Che movimento hai (lavori da solo o hai dipendenti)?

Da questo ricavi un reddito presunto e non si scappa: paghi in base a quello, senza compilare nessuna dichiarazione o raccogliere fatture e ricevute.
Se guadagni di meno non sai fare il tuo mestiere ed e' meglio cambiare. Se guadagni quello non hai da lamentarti, se guadagni di piu' e' perche' sei un gran lavoratore ed e' giusto che tu guadagni di piu'. Quello che guadagni in piu' rispetto alla media di quelli che fanno il tuo lavoro e' giusto che ingrassi te e non il fisco.
E no mio caro cowboy dal lone star state, ragioni proprio alla Visco!
Sei forse stato troppo distante dall'italia per comprendere come qui ultimamente funzionano gli studi di settore.
Quello che riporti è ottimo sulla carta, ma sulla carta non viene applicato in italia.
Gli studi di settore sono stati inventati da visco, e quando presentò la riforma ai giornalisti incazzato rispose "sotto questo reddito voi non ci dovete proprio andare"!!! Che equivale al tuo "non sai fare il tuo mestiere ed e' meglio cambiare"! Certo andiamo tutti sotto ai ponti!
Ti consiglio di scaricare il documento dell'agenzia entrate "come difendersi dagli studi di settore" per poi scoprire che l'unica alternativa è "ricorrete all'accertamento": praticamente ti dichiari evasore e patteggi in cambio di uno sconto!
Se il tuo intrallazzo è inferiore a quanto dichiarato astrattamente da un software "Ge.Ri.Co" (se hai un po' di tempo scaricatelo sempre dalla agenzia entrate e inventati un lavoro per vedere un po' come deve girare) non ti vengono a controllare, ma ti mandano una cartella esattoriale!
Gli studi di settore non sono una indicazione sommaria di quanto devi dichiarare; se si bene, se no pazienza, sono a tutti gli effetti una "minimun tax"!
Se paghi di meno paghi la multa e le tasse e poi vai davanti ad una commissione tributaria cercando di dimostrare che tu hai guadagnato meno, ...come? Nn lo so come un contribuente fa a dimostrare di
non aver guadagnato quello che dice lo stato!
Allora o ti adegui o ti adegui e il fisco incassa: obiettivo raggiunto!
Se no hai la certezza di un accertamento induttivo.
Uno pensa che l'accertamento sia un accertemento appunto, una indagine, che arriva un omino vestito di grigioverde e controlla cosa fai: l'accertamento è una spia che si accende sui computer dell'agenzia entrate e una sanzione che scatta!
Prima di arrivare all'accertamento è possibile mettere le mani avanti, dichiarando le cause dello scostamento, dopo è troppo tardi. Come? Paghi un commercialista e ti fai fare una perizia tecnica per ottenere un visto di conformità, interpelli le associazioni di categoria e incroci le dita che quella perizia sia sufficiente al fisco, non sei comunque al riparo dall'accertamento. Poi dovrai andare davanti ad un tribunale in contradditorio e dimostrare quella perizia!
Praticamente aderisci all'accertamento. E dopo che si è accesa la spia e mi hanno avvertito cosa faccio?
Scelta 1: spontaneamente adegui i ricavi/compensi.
Scelta 2: dimostri i motivi dello scostamento.
Facile, scelgo la 2! Ti chiedono se l'alluvione ha spazzato via l'azienda o se sei stato in ospedale per 4 mesi e giungono alla conclusione che lo scostamento non è giustificato e ti obbligano ad adeguare ricavi e compensi!

Mia sorella fa la commercialista, e di casi ne ho visti tanti, anche un medico che aveva aperto uno studio privato, dopo il primo anno gli è arrivato l'accertamento, 30000 euro da pagare, ha chiuso tutto ed è ritornato a lavorare nel pubblico!
Oppure artigiani cha a fine mese emettono bolle a vuoto per arrivare al minimo: perchè devo rischiare accertamenti che mi darebbero sicuramente torto, perchè devo rischiare multe e sanzioni e perchè devo rischiare di pagare comunque poi le tasse se con 300 o 500 euro presi dal mio patrimonio sono a posto con la legge?

Io sono contrario per principio agli studi di settore perchè i redditi vanno verificati, non presunti.

Verificati con controlli incrociati, con la tracciatura delle transazioni (abbiamo il codice fiscale tutti, usiamolo), con una responsabilizzazione sia del venditore che dell'acquirente anche con mezzi che suddividono le responsabilità tra le parti. Perchè non mi venite a dire che il dentista che non emette fattura e il paziente che la accetta hanno colpe diverse!
Freeride è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
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