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Old 10-05-2004, 03:23   #21
Thunder82
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Sono praticamente identici. anche se per una navetta destinata a viaggiare nello spazio l'aspetto aerodinamico è ininfluente... però si capisce che userà le stesse procedure di rientro dello SS (ali a delta, stesso assetto in pista "a muso all'ingiù",... )

Spero almeno che introducano una maggiore capacità di carico
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Old 10-05-2004, 10:30   #22
GioFX
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Originariamente inviato da Thunder82
Resta il fatto che a ogni lancio dello SS, bisogna spendere una MAREA di soldi! L'immenso serbatoio del propellente e i 2 motori per il distacco vanno completamente persi ogni volta (immagina i soldi), senza contare il tempo e i $$$$ per l'assemblaggio e il posizionamento sulla rampa di lancio.
come ho detto la parte più costosa del programma STS è la manutenzione, non il lancio... cmq i due SRB sono riutilizzabili, e vengono recuperati dopo il lancio. Solo l'ET è persa.

Quote:
Imho sarebbe stato molto meglio cercare di tirare fuori un veicolo per quanto più possibile "autonomo", che sia in grado di decollare da una comune pista per aeromobili. La cosa non è sicuramente semplice ma per un progetto completamente nuovo era la strada da affrontare secondo me, in caso di successo sarebbe stato un notevole balzo in avanti in confronto allo SS, rendendo lo SS ancora più obsoleto di quello che già è con notevoli vantaggi per l'ESA.
Sono stati fatti studi e test in merito (come l'X40), altri ancora in corso, il problema maggiore di questo sistema è che cmq non serve a granchè, nel senso che bisogna raggiungere la velocità geostazionaria nel caso di missioni LEO (figurati nel caso di missioni fuori dall'orbita), e questo non è possibile senza la propulsione chimica e senza considerare che un volo del genere richiederebbe soluzioni tecnologiche del tutto nuove per resistere alle enormi forze dinamiche sulla navetta.

Quote:
Invece a occhio [vedo che il PHoenix usa un rientro planante, quindi ipotizzo (e c'è anche scritto nell'articolo) l'uso dell'Ariane per il lancio perchè onboard non ha motori di potenza sufficiente per il lancio] hanno mantenuto gli stessi limiti dello SS.
Ovvio, il Phoenix usa tre Vulcain, ma non basta per il lancio, ti occorrono sempre potenti motori chimici (solidi o liquidi, come nel caso dell'Energia) per lanciare tonnelate di peso in orbita alla velocità di 26000 km/h dopo aver vinto la forza di gravità.

Tieni conto che la propulsione solida nel caso dello Shuttle fornisce il 74% di spinta alla partenza (e lo shuttle usa i più potenti motori a LOX/LH mai costruiti) e dura solo per 2,05 minuti.

[/quote]
Invece in questo modo nel 2020 avremo (almeno da parte Europea, chissà l'oriente, potenza aerospaziale in espansione, cosa ci riserverà...) una navetta che ha gli stessi ENORMI costi di gestione dello SS. E questo più che un passo avanti è un passo indietro. [/quote]

Scusa, ma il progetto è appena in fase di studio, ed è solo uno dei tanti, oltretutto phoenix è fatto con materiali innovativi e meno costosti... (tieni conto che lo Shuttle, vecchio di 30 come concezione, è quasi tutto in alluminio) come kevlar, fibra di carobonio e titanio. Senza contare che è molto più leggero, sulla carta, ed efficente.

Ma ripeto: è uno studio, nulla di più. Tutto dipende da cosa decideranno a Parigi per i possibili sviluppi e per il programma ISS e per gli altri programmi che potrebbero utilizzare la soluzione del progetto Phoenix.
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Old 10-05-2004, 10:32   #23
GioFX
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Originariamente inviato da Thunder82
Sono praticamente identici. anche se per una navetta destinata a viaggiare nello spazio l'aspetto aerodinamico è ininfluente... però si capisce che userà le stesse procedure di rientro dello SS (ali a delta, stesso assetto in pista "a muso all'ingiù",... )
Beh identici non direi proprio, allora il Buran cos'era?

Cmq, se si vuole utilizzare una soluzione che permetta l'atterraggio come un normale aereo l'unica fattibile al momento è quella di una navetta con ali a delta molto piccole, altrimenti non vai da nessuna parte... troppi problemi insormontabili per far resistere il tutto alle enormi forze dinamiche al rientro (ma soprattutto al lancio!) ed al calore dell'area di massimo impatto al rientro.
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Old 10-05-2004, 10:49   #24
Thunder82
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Originariamente inviato da GioFX
Cmq, se si vuole utilizzare una soluzione che permetta l'atterraggio come un normale aereo l'unica fattibile al momento è quella di una navetta con ali a delta molto piccole, altrimenti non vai da nessuna parte... troppi problemi insormontabili per far resistere il tutto alle enormi forze dinamiche al rientro (ma soprattutto al lancio!) ed al calore dell'area di massimo impatto al rientro.
Praticamente è un "sasso volante"

Cmq io sono appena agli inizi dello studio di questi mostri, ho appena cominciato il corso di Dinamica del volo spaziale, e per la prima settimana ci hanno solo parlato delle missioni precedenti... sicuramente più avanti ne saprò di più
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Old 10-05-2004, 10:52   #25
Thunder82
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Cmq già il fatto che è costruito con materiali innovativi è una cosa buona... nel senso che sicuramente peserà poco, con conseguenti vantaggi (minore combustibile necessario per il lancio, motori di minore potenza per manovre orbitali, dovrebbe planare un po' meglio dello shuttle, ecc...).

Fra l'altro la guida via GPS (non so se ce l'abbia anche lo SS) è molto interessante, praticamente torna a casa da solo (guasti al computer permettendo)
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Old 10-05-2004, 12:08   #26
GioFX
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Fra l'altro la guida via GPS (non so se ce l'abbia anche lo SS) è molto interessante, praticamente torna a casa da solo (guasti al computer permettendo)
Si, anche lo SS è praticamente in grado di farlo, anzi una volta uno shuttle ha rischiato di schiantarsi in fase di atterraggio perchè il pilota non aveva dato retta alle indicazioni del computer... cmq dovrebbe essere testato a fondo per il volo automaitico. I sovietici lo fecero dall'inizio (pensa a quanto hanno rischiato gli americani con il primo volo del Columbia), in parte per evitare che potessero subire incidenti gli astronauti, in parte perchè più economico in fase di test ma anche, si dice, per due distinte filosofie: gli americani non so sono mai fidati troppo dei computer, e preferivano lasciare il controllo all'uomo, i sovietici invece non si fidavano del controllo umano e preferivano il computer...

Cmq la limitazione allora era solamente la quantità di memoria, per questo il Buran fece solo due orbite prima di rientrare. Limitazione che, naturalmente, oggi non esiste più, anche se un volo in automatico di giorni richiederebbe comunque una mole spaventosa di dati da inserire nelle memorie dei computer di bordo.
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Ultima modifica di GioFX : 10-05-2004 alle 12:12.
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Old 10-05-2004, 12:10   #27
GioFX
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Old 10-05-2004, 12:30   #28
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Ma hai fatto un post vuoto?
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Old 10-05-2004, 12:31   #29
GioFX
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Ma hai fatto un post vuoto?
si, era un doppio...
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Old 10-05-2004, 12:51   #30
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ma che e' quel bastone d'avanti ?
Mi sembra si chiami tubo di Pitot, cmq serve a misurare la velocitá.
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Adoro i piani ben riusciti!
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Old 10-05-2004, 13:13   #31
Gyxx
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Bello il progetto .....


mi vengono in mente "solo" 2 domandine :

1) A suo tempo l'affaticamento dei metalli era facilmentne rilevabile, mentre NON era prevedibile quello dei materiali compositi ... se nulla di questo è cambiato, potremmo avere uno shuttle europeo di cui non si possono prevedere i limiti di rottura .... (sicuramente avranno risolto, mi interessava solo sapere come )

2) Avevo sentito parlare dell' uso di motori chimici basati su reazionie fra silicio e azoto come la prossima generazione di motori aerospaziali, in quanto sebene molto difficili da costrure (pressioni IMMANI x innescare la reazione) avrebbero avuto una resa e una potenza assurda .... nessuno ne sa nulla ?????

Ciapps

Gyxx
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Old 10-05-2004, 14:29   #32
ziozetti
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Originariamente inviato da Gyxx
2) Avevo sentito parlare dell' uso di motori chimici basati su reazionie fra silicio e azoto come la prossima generazione di motori aerospaziali, in quanto sebene molto difficili da costrure (pressioni IMMANI x innescare la reazione) avrebbero avuto una resa e una potenza assurda .... nessuno ne sa nulla ?????
Azoto
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Old 10-05-2004, 14:47   #33
Gyxx
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Originariamente inviato da ziozetti
Azoto
Grazie a google ho ritrovato qualcosa ....

http://www.plichta.de/english/english.php?patents

Ciapps

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Old 10-05-2004, 16:25   #34
ziozetti
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Grazie a google ho ritrovato qualcosa ....

http://www.plichta.de/english/english.php?patents

Ciapps

Gyxx
Non riesco (dannato proxy!) ad accedere al sito... puoi riportare qui quello che c'è scritto? O, se troppo ingombrante per il forum, mandarmelo per email?
Grazie
ZZ
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Old 10-05-2004, 16:31   #35
ziozetti
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Originariamente inviato da ziozetti
Non riesco (dannato proxy!) ad accedere al sito...
Non è vero, ce l'ho fatta.
"It has been known since 1,924 that nitrogen at a temperature of 1,400 oC reacts with powder silicon to form silicon-nitride while emitting heat."
Benchè l'avessero scoperto 80 anni fa... non lo sapevo...
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Old 10-05-2004, 16:37   #36
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Originariamente inviato da ziozetti
Non riesco (dannato proxy!) ad accedere al sito... puoi riportare qui quello che c'è scritto? O, se troppo ingombrante per il forum, mandarmelo per email?
Grazie
ZZ
Dei brevetti del sito aveva parlato una qualche trasmissione televisiva .... mi pare un superquark, a proposito della sola sintesi dei silani come carburante x missili o x turbine in ambito aerospaziale ..... cmq ti riporto sia la pagina dei patent che la biografia del tizio, che IMHO non è niente male (considera che a Marburg, dove ha studiato e lavora, c'era una delle sedi principali (o la principale, mboh!) della Hoeckst ... ) ....


poi magari è un ciarlatano x la "sua" progettazione del razzo, ma la chimica dei propellenti non sembra affatto male (ma io non sono un granchè esperto di quella roba, quindi ) .....

Ciapps

Gyxx

Single-stage rocket into space and back?

From linear disposable and hydrogen-powered rocket technology to disk-shaped spacecraft burning silicon-based fuel.

The Duesseldorf chemist and mathematician Dr Peter Plichta is the author of the book "God's Secret Formula” (Element Books) which has just been published in England and the United States. The book deals with the famous Euler formula for unit circle which connects the transcendental mathematical constants e, i and p with the numbers +1, -1 and 0. The astonishing thing, however, is that Dr Plichta can also use his concepts of cyclic mathematics to effect a revolution in space travel. He has already received several patents for the construction of a disc-shaped reusable spacecraft which will be fuelled by the diesel oils of silicon. The special feature of these homologue substances of carbon is that they do not only burn with oxygen, but also with nitrogen. Such a spacecraft can namely lie on the atmosphere, inhale its air and thus do without the standard oxidation tank.

In 1933 the chemist Alfred Stock published his book "Hydrides of Boron and Silicon" in the United States. During and following the First World War he worked at the Technische Hochschule in Karlsruhe, Germany and showed that silicon-hydrogen compounds could be synthesised. Because the element silicon is listed in the periodic table below the element carbon, this result was actually expected. Stock managed to reach a chain length of 4 silicon atoms, with the first two silanes being gaseous, the third and fourth liquid. All these silanes are very highly prone to self-ignition.

In 1970 Peter Plichta disproved the textbook theory that the higher silanes are unstable. One of his achievements was to create a mixture of silanes with the chain lengths 5 to 10 (Si5H12 to Si10H22). He also managed to separate the oil into the individual silanes by of means gas chromatic analysis. This showed the surprising result that silanes with a chain length of over 7 silicon atoms will no longer ignite spontaneously and can thus be used for commercial purposes.

Silicon has already made a significant contribution to our century as a means of rectifying alternating currents, and more importantly in the replacement of radio tubes by transistors; and, of course, no computer could function without memory chips made of silicon. Its importance can be seen in chemistry, too. Silicon oils, silicon-based plastics and newly developed ceramics, e.g. cerane, have finally arrived and they are here to stay.

It has been known since 1924 that nitrogen at a temperature of 1400 oC reacts with powder silicon to form silicon-nitride while emitting heat. This material can resist temperatures of up to 1900 oC, indicating a very high bonding strength in the molecule. In contrast to silicon, carbon atoms cannot burn for reasons of quantum mechanics, which means that rocket fuel such as kerosene, liquid hydrogen and hydrazine in an air-intaking engine can do nothing with the 80% nitrogen contained in the air but agitate it through the engine.

Multi-stage rockets function from the mathematical point of view according to principles of rocket ascent. At the first stage of the launch they have to lift their whole weight with the power of fuel combustion. Because they quickly lose weight because of the spent fuel, they then accelerate although the power of the thrust remains the same. The discarded stages are burned in the atmosphere, which can only be described as a ridiculous waste of money. The Space Shuttle was intended to make space travel less costly; but actually the opposite has happened. Just as the invention of the wheel made all human transport easier, a circular spacecraft will some day soon replace the linear design of current multi-stage rockets. We are all familiar with the elegance with which a disc or a Frisbee is borne by the air through which it flies.

Peter Plichta got the idea of constructing a disc in which jet-turbines attached to shafts would drive two ring-shaped blade rings rotating in opposite directions. This will cause the disc to be suspended by the air just like a helicopter. The craft can then be driven sideways by means of a drop-down rocket engine. When a speed of over 200 km/h has been reached, the turbines for the blade rings will be switched off and covered to enhance the aerodynamic features of the shape. The craft will now be borne by the up-draught of the air, just like an aircraft is. This will also mean that the critical power required for rocket ascent will not be necessary. When the spacecraft is orbiting the planet, the N2/O2 mixture of the air will first be fed in through a drop-down air intake when the craft is still at a low altitude of 30 km (1 % air pressure). This will be conducted to the rocket motor and the craft will thus accelerate to a speed of 5000-8000 km/hour. This is where a standard rocket jettisons its first stage, because by then about 75% of the fuel has already been used up.

The disc on the other hand will continue to accelerate to 20,000 km/h and will thus reach an altitude of approx. 50 km (1 per thousand of air pressure). The speed will increase as the air pressure drops, so that the process can be continued until an altitude of approx. 80 kilometres and 25,000 km/h can be maintained. In order to reach the required speed of 30,000 km/h and an altitude of around 300 km, only a single measure of oxidation agent will be needed at the end.

In the hot combustion chamber silanes decompose spontaneously into hydrogen and silicon radicals. The hydrogen is burned by the oxygen in the air and water formed. Because molecular nitrogen is very tightly bonded, it must be preheated and subject to catalytic dissociation. The extremely hot silicon radicals will provide additional support for this process, which will in turn lead to silicon nitride (Hf = -750 kJ) being formed. In order to burn superfluous nitrogen, larger amounts of Mg, Al or Si powder can be added to the silane oil.

When the spacecraft is returning from space the ceramic-protected underside of the disc will brake its speed to approximately 500 km/h and the covering will open again, while the blade rings will automatically begin to rotate. The jet turbines will then be started for the landing operation.


Webdesign by Erwin Kraska Stand: 04.11.2002


Dr Peter Plichta, born in Remscheid in 1939, read chemistry at Cologne University (diploma 1966). He subsequently studied nuclear chemistry and law until 1970.
He acquired his doctorate in inorganic chemistry in 1970 with a paper on the fusion of silicon and germanium hydrogen compounds. Up till then, these compounds had been considered impossible to produce.

Shortly after his doctorate, he was able to present a preparation of the higher silanes (penta- to deca-silane), the 'diesel oils' of silicon.

This was to be followed by numerous publications and Patents.

Following studies were pharmaceutical- and biochemistry in Marburg (pharmacy-diploma 1977).

After establishing a pharmacy, he was able to turn his attention to extensive studies in physics and mathematics as a Privatgelehrter in Düsseldorf.

From 1984 up to 1991, he concentrated chiefly on the first two volumes of the book "Das Primzahlkreuz” (The Prime Number Cross ), published in German in 1992.

Since 1988, scientific assistance for the work on number theory in volume II "Das Unendliche”, has been provided by the mathematician Dr Michael Felten. Volume III is scheduled to appear in 1998.

In 1993 Dr Plichta received a patent for his invention of a reusable spacecraft with 3 different propulsion units and in the shape of a disk. He later received patents for a silicon-based fuel, that burns together with the nitrogen in the atmosphere.

The period between 1994 and 1996 saw a major breakthrough in the area of infinite series and their coding in prime numbers. This established once and for all that the mathematical constants e = 2,71 ... and = 3,14 ... are natural constants, that exist eternally outside the human mind. Their values are coded in prime numbers.

In 1995 the book "Gottes geheime Formel” was published in Germany. The english version "God´s Secret Formula" was published in 1997. The polish and italien Version was published in 1998 and a japanese, dutch and a rumäische version will follow.

Dr Peter Plichta lives in Düsseldorf and has a 26-year-old daughter.


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