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Junior Member
Iscritto dal: Oct 2009
Messaggi: 26
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Lettera aperta di Sergio Marchionne ai dipendenti Fiat
«A tutte le persone del Gruppo Fiat in Italia
Scrivere una lettera e' una di quelle cose che si fa raramente e solo con le persone alle quali si tiene veramente. Se ho deciso di farlo e' perche' la cosa che mi sta piu' a cuore in questo momento e' potervi parlare apertamente, per condividere con voi alcuni pensieri e per fare chiarezza sulle tante voci che in questi ultimi mesi hanno visto voi e la Fiat al centro dell'attenzione. Non e' la Fiat a scrivere questa lettera, non e' quell'entita' astratta che chiamiamo "azienda" e non e', come direbbe qualcuno, il "padrone". Vi sto scrivendo prima di tutto come persona, con quel bagaglio di esperienze che la vita mi ha portato a fare. Sono nato in Italia ma, per ragioni familiari e per motivi di lavoro, ho vissuto all'estero la maggior parte dei miei anni e conosco bene la realta' che sta al di fuori del nostro Paese. Ed e' questa conoscenza che sto cercando di mettere a disposizione della Fiat perche' non resti isolata da quello che succede intorno. Vi scrivo da uomo che ha creduto e crede ancora fortemente che abbiamo la possibilita' di costruire insieme, in Italia, qualcosa di grande, di migliore e di duraturo. Prendete questa lettera come il modo piu' diretto e piu' umano che conosco per dirvi come stanno realmente le cose. Ci troviamo in una situazione molto delicata, in cui dobbiamo decidere il nostro futuro. Si tratta di un futuro che riguarda noi tutti, come lavoratori e come persone, e che riguarda il nostro Paese, per il ruolo che vuole occupare a livello internazionale. Basta pensare a quanto e' basso il livello degli investimenti stranieri in Italia, a quante imprese hanno chiuso negli ultimi anni e a quante altre hanno abbandonato il Paese per capire la gravita' della situazione. Non nascondiamoci dietro il paravento della crisi. La crisi ha reso piu' evidente e, purtroppo, per molte famiglie, anche piu' drammatica la debolezza della struttura industriale italiana. La cosa peggiore di un sistema industriale, quando non e' in grado di competere, e' che alla fine sono i lavoratori a pagarne direttamente - e senza colpa - le conseguenze. Quello che noi abbiamo cercato di fare, e stiamo facendo, con il progetto "Fabbrica Italia" e' invertire questa tendenza. I contenuti del piano li conoscete bene e prevedono di concentrare nel Paese grandi investimenti, di aumentare il numero di veicoli prodotti in Italia e di far crescere le esportazioni. Ma il vero obiettivo del progetto e' colmare il divario competitivo che ci separa dagli altri Paesi e portare la Fiat ad un livello di efficienza indispensabile per garantire all'Italia una grande industria dell'auto e a tutti i nostri lavoratori un futuro piu' sicuro. Non ci sono alternative. La Fiat e' una multinazionale che opera sui mercati di tutto il mondo. Se vogliamo che anche in Italia cresca, rafforzi le proprie radici e possa creare nuove opportunita' di lavoro dobbiamo accettare la sfida e imparare a confrontarci con il resto del mondo. Le regole della competizione internazionale non le abbiamo scelte noi e nessuno di noi ha la possibilita' di cambiarle, anche se non ci piacciono. L'unica cosa che possiamo scegliere e' se stare dentro o fuori dal gioco. Non c'e' nulla di eccezionale nelle richieste che stanno alla base della realizzazione di "Fabbrica Italia". Abbiamo solo la necessita' di garantire normali livelli di competitivita' ai nostri stabilimenti, creare normali condizioni operative per aumentare il loro utilizzo, avere la certezza di rispondere in tempi normali ai cambiamenti della domanda di mercato. Non c'e' niente di straordinario nel voler aggiornare il sistema di gestione, per adeguarlo a quello che succede a livello mondiale. Eccezionale semmai - per un'azienda - e' la scelta di compiere questo sforzo in Italia, rinunciando ai vantaggi sicuri che altri Paesi potrebbero offrire. Anche la proposta studiata per Pomigliano non ha nulla di rivoluzionario, se non l'idea di trasferire la produzione della futura Panda dalla Polonia in Italia. L'accordo che abbiamo raggiunto ha l'unico obiettivo di assicurare alla fabbrica di funzionare al meglio, eliminando una serie interminabile di anomalie che per anni hanno impedito una regolare attivita' lavorativa. Proprio oggi abbiamo annunciato che, insieme alle organizzazioni sindacali che hanno condiviso con noi il progetto, metteremo in pratica questo accordo. Insieme ci impegneremo perche' si possa applicare pienamente, assicurando le migliori condizioni di governabilita' dello stabilimento. So che la maggior parte di voi ha compreso e ha apprezzato l'impegno che abbiamo deciso di prendere. Credo, inoltre, che questo non sia il momento delle polemiche e non voglio certo alimentarle. Ma di fronte alle accuse che sono state mosse e che hanno messo in dubbio la natura e la serieta' del progetto "Fabbrica Italia", sento il dovere di difenderlo. Non abbiamo intenzione di toccare nessuno dei vostri diritti, non stiamo violando alcuna legge o tantomeno, come ho sentito dire, addirittura la Costituzione Italiana. Non mi sembra neppure vero di essere costretto a chiarire una cosa del genere. E' una delle piu' grandi assurdita' che si possa sostenere. Quello che stiamo facendo, semmai, e' compiere ogni sforzo possibile per tutelare il lavoro, proprio quel lavoro su cui e' fondata la Repubblica Italiana. L'altra cosa che mi ha lasciato incredulo e' la presunta contrapposizione tra azienda e lavoratori, tra "padroni" e operai, di cui ho sentito parlare spesso in questi mesi. Chiunque si sia mai trovato a gestire un'organizzazione sa bene che la forza di quell'organizzazione non arriva da nessuna altra parte se non dalle persone che ci lavorano. Voi lo avete dimostrato nel modo piu' evidente, grazie al lavoro fatto in tutti questi anni, trasformando la Fiat, che nel 2004 era sull'orlo del fallimento, in un'azienda che si e' guadagnata il rispetto e la stima sui principali mercati internazionali. Quando, come adesso, si tratta di costruire insieme il futuro che vogliamo, non puo' esistere nessuna logica di contrapposizione interna. Questa e' una sfida tra noi e il resto del mondo. Ed e' una sfida che o si vince tutti insieme oppure tutti insieme si perde. Quello di cui ora c'e' bisogno e' un grande sforzo collettivo, una specie di patto sociale per condividere gli impegni, le responsabilita' e i sacrifici in vista di un obiettivo che vada al di la' della piccola visione personale. Questo e' il momento di lasciare da parte gli interessi particolari e di guardare al bene comune, al Paese che vogliamo lasciare in eredita' alle prossime generazioni. Questo e' il momento di ritrovare una coesione sociale che ci permetta di dare spazio a chi ha il coraggio e la voglia di fare qualcosa di buono. Sono convinto che anche voi, come me, vogliate per i nostri figli e per i nostri nipoti un futuro diverso e migliore. Oggi e' una di quelle occasioni che capitano una volta nella vita e che ci offre la possibilita' di realizzare questa visione. Cerchiamo di non sprecarla. Grazie per aver letto questa lunga riflessione e grazie a tutti quelli, tra voi, che vorranno mettere le loro qualita' e la loro passione per fare la differenza. Buon lavoro a tutti. Sergio Marchionne». http://www.milanofinanza.it/news/det...kAgenzie=PMFNW
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«Uomini belli fecero belle statue e la città aveva belle statue in parte grazie ai bei cittadini» (Lessing) |
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Bannato
Iscritto dal: Sep 2001
Messaggi: 3918
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AAHHAHAHAHAHAHAH!
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#3 |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2003
Città: Roma
Messaggi: 1654
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Solo una domanda sig. Marchionne, perche deve essere sempre l'operaio o il cittadino a prenderlo in berta? dietro questa crisi
ci si e arricchita diversa gente alle spalle di molti aumentanto il divario ricco e povero e il malcontento generale e perche mai il "povero" dovrebbe fare sacrifici? di quale competivita parla? come si puo parlare di competivita tra scenari nazionali cosi diversi come ce per esempio tra l'italia e la polonia? a me sinceramente sembra la fiera della ipocrisia, imho sia chiaro
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Puffo Programmatore su Puffolandia Groups Il Software è come il Sesso, è meglio quando è Libero |
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#4 |
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Bannato
Iscritto dal: Sep 2001
Messaggi: 3918
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Gente che vive con milionate di euro all'anno che si rivolge all'operaio monoreddito con 2 figli e 1200 euro netti in busta AHAHHAHAHAHHAHA
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#5 | |
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Messaggi: n/a
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#6 | |
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Member
Iscritto dal: Feb 2009
Città: Biellese
Messaggi: 84
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Naturalmente la disomogeneità del costo della vita esistente tra diversi paesi produce delle sofferenze sul reddito per quei dipendenti che vivono nei paesi con il costo più alto. |
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#7 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2006
Città: Trapani (TP)
Messaggi: 3098
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Insomma si, è vero che produrre in un paese ricco costa, ma è anche vero che il costo della manodopera non è l'unico fattore dell'equazione.
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A casa ho almeno sette PC, in firma non ci stanno
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#8 |
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Member
Iscritto dal: Oct 2008
Messaggi: 326
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edit va. mi spiace per quei lavoratori.
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libertà ! |
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#9 | |
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Iscritto dal: Feb 2009
Città: Biellese
Messaggi: 84
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#10 |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2004
Messaggi: 666
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per me resta uno dei migliori manager italiani, ha rimesso in carreggiata la fiat quando sembrava spacciata e ha rimesso in carreggiata la GM. Gli operai americani lo hanno applaudito, come ha fatto notare qualcuno, in italia non sarebbe mai accaduto.
Per di più non è certo uno che ha trovato la pappa pronta visto che il padre non era certo un grande industriale ma un maresciallo dei carabinieri emigrato in canada Ultima modifica di easyand : 09-07-2010 alle 20:31. |
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#11 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2000
Città: Bolzano
Messaggi: 2777
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mi sono sempre chiesto a chi cazzo vuole vendere tutte le panda che vuole produrre... andiamo avanti con il parco rottami attuale? con queste macchine di merda dovremmo forse competere con gli altri? ma che vuole questo? |
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#12 | |
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Junior Member
Iscritto dal: Oct 2009
Messaggi: 26
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#13 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2002
Città: Pelican Bay
Messaggi: 5575
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"A pessimist is someone who is waiting for it to rain. But I'm already soaked to the skin." L. Cohen. |
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#14 |
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Member
Iscritto dal: May 2003
Messaggi: 271
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per dirla alla Mourinho, se Marchionne si prostituisse meno intellettualmente, per tutti i soldi che ha ciucciato allo stato italiano sotto forma di incentivi, ci penserebbe 2^20 volte prima di fare certe richieste.
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Sono serissimo .. in coda. (cit. Nabrez) |
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#15 | |
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Member
Iscritto dal: May 2003
Messaggi: 271
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Se avessi tante azioni di una qualsiasi azienda, farei i salti mortali pur di farlo diventare amministratore delegato.
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Sono serissimo .. in coda. (cit. Nabrez) |
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#16 | |
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Bannato
Iscritto dal: Jan 2008
Città: Ivrea (TO)
Messaggi: 627
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la 500 col bicilindrico? ferrari e maserati? trovami solo un'altra macchina comoda come la panda col suo cambio in posizione alta... ah già ma le teteske hanno i 4 anelli è vero noi al massimo solo cavallini tridenti o biscioni, mi raccomando compriamo solo straniero così la affossiamo del tutto l'azienda che schifo Ultima modifica di matti157 : 09-07-2010 alle 22:13. |
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#17 |
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Bannato
Iscritto dal: Jan 2007
Città: Verona... finchè non mi buttano fuori :D
Messaggi: 3224
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lor signor illuminati geni della finanza sanno a quanto ammonta il lauto dividendo distribuito da fiat per l'esercizio 2009 ?
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#18 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2002
Città: Pelican Bay
Messaggi: 5575
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allora dica che è basso e bisogna aumentarlo...
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"A pessimist is someone who is waiting for it to rain. But I'm already soaked to the skin." L. Cohen. |
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#19 |
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Bannato
Iscritto dal: Jan 2007
Città: Verona... finchè non mi buttano fuori :D
Messaggi: 3224
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si va bene.
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#20 | |
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Member
Iscritto dal: May 2003
Messaggi: 271
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Poi ferrari e maserati in questa discussioni somigliano molto ai cavoli a merenda.
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Sono serissimo .. in coda. (cit. Nabrez) |
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