OpenAI punta a 8.000 dipendenti entro il 2026: 12 persone al giorno per battere Anthropic
Secondo il Financila Times, OpenAI vuole raddoppiare il personale fino a 8.000 dipendenti entro il 2026, rafforzando la presenza nel mercato enterprise per contrastare la crescita di Anthropic e aumentare ricavi.
di Manolo De Agostini pubblicata il 22 Marzo 2026, alle 13:01 nel canale WebOpenAI
OpenAI vuole accelerare sul fronte enterprise e, per questo motivo, si starebbe preparando a espandere la propria forza lavoro. Secondo quanto riportato dal Financial Times, la società guidata da Sam Altman punta a raggiungere circa 8.000 dipendenti entro la fine del 2026, quasi il doppio rispetto agli attuali 4.500, andamento che, se confermato, appare in netta controtendenza rispetto ai licenziamenti che hanno colpito il settore tecnologico di recente.
Il piano di crescita coinvolgerà più aree strategiche: sviluppo prodotto, ingegneria, ricerca e vendite. Una componente rilevante riguarderà anche figure definite di "technical ambassadorship", ovvero specialisti incaricati di supportare direttamente le aziende nell'adozione e nell'integrazione delle soluzioni AI. Il ritmo di crescita previsto è significativo, con una media stimata di circa 12 nuove assunzioni al giorno nel corso dell'anno.

La spinta sulle assunzioni si inserisce in una più ampia revisione strategica volta a rafforzare la posizione nel mercato enterprise, dove Anthropic sta guadagnando slancio. Secondo dati raccolti dalla fintech Ramp, le aziende che acquistano servizi AI per la prima volta sceglierebbero Anthropic con una frequenza fino a tre volte superiore rispetto a OpenAI, ribaltando gli equilibri rispetto all'anno precedente.
OpenAI ha contestato la validità di queste stime, sottolineando come i grandi contratti enterprise non vengano gestiti tramite carte di credito e quindi difficilmente tracciabili da dataset di questo tipo.
Tuttavia, già alla fine dello scorso anno, il CEO Sam Altman aveva lanciato un "Codice Rosso" per riallineare l'azienda sul core business. Più recentemente, Fidji Simo, responsabile della divisione applicazioni, ha spinto per abbandonare progetti secondari e concentrarsi su asset chiave come il modello di coding Codex e sull'evoluzione di ChatGPT come strumento di produttività. Tra le iniziative in sviluppo figura anche l'integrazione di Codex e ChatGPT in un'unica applicazione desktop, destinata sia al mercato consumer sia a quello professionale.
Nonostante il successo globale e oltre 900 milioni di utenti attivi, ChatGPT monetizza molto poco: più del 90% delle persone che lo usa non contribuisce direttamente ai ricavi. OpenAI sta quindi esplorando nuove modalità di monetizzazione, tra cui servizi premium, strumenti enterprise e pubblicità. L'obiettivo dichiarato è aumentare il peso del segmento business, che potrebbe arrivare a rappresentare circa il 50% dei ricavi entro fine anno, rispetto all'attuale 40%.
Oltre al controverso contratto con il Dipartimento della Difesa statunitense, OpenAI sarebbe in trattative avanzate con fondi di private equity, tra cui Brookfield Asset Management, per distribuire le proprie tecnologie all'interno delle aziende in portafoglio.
Sia OpenAI sia Anthropic operano attualmente in perdita, con investimenti da miliardi di dollari nello sviluppo di modelli sempre più avanzati. La pressione per raggiungere la sostenibilità economica è sempre più forte da parte degli investitori, anche in vista di possibili IPO nel breve periodo.










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2 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoPoi fantastica l'ideona della "superApp" che neppure loro sanno come descrivere in termini concreti (probabilmente come la superApp X di Musk, un vero successone).
Stanno cercando di proiettare ottimismo su di loro, ma se non hanno niente di nuovo e bello concreto, mi sa faranno a gara con Oracle su chi farà esplodere la bolla.
Per il resto Altman è lo Steve Jobs dei nostri giorni, uno molto, molto, molto bravo a vendere (anche fumo) e quello deve fare, mica è un Amodei o un Hassabis.
Bello però che l'azienda che ha dato il kick-off alla rivoluzione GenAI, per rimanere competitiva debba assumere migliaia di persone, fa ben sperare.
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