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#101 | |
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Iscritto dal: Jan 2010
Messaggi: 109
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Ma allora perchè rompono le scatole certi personaggi? Alla fine consumiamo poco poco, abbiamo poche centrali a carbone, molte centrali idroelettriche, molte centrali a gas... Aggiungere ancora centrali nucleari sarebbe ottimo per produrre energia pulita... |
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#102 | |
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Bannato
Iscritto dal: Mar 2010
Messaggi: 1
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il nucleare per energia pulita? le scorie le usiamo per concimare i campi? |
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#103 |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2001
Città: Trapani-Palermo
Messaggi: 1556
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#104 |
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Member
Iscritto dal: Jul 2009
Messaggi: 58
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Sull'uranio (articolo ricevuto per email)
Françafrique: la rapina dell’uranio. Aspettando Cinamerica di Umberto Mazzantini - 08/03/2010 Françafrique: la rapina dell’uranio, una storia di ferrovie, strade, porti e corruzione. Aspettando Cinamerica All'inizio del 2009, dopo che Areva aveva firmato con l'ex uomo forte del Niger, Mamadou Tandja (defenestrato dal recente colpo di Stato) un contratto per lo sfruttamento dell'uranio che avrebbe dovuto mettere definitivamente fuori gioco i cinesi dalla partita della immensa miniera di Imouraren, il governo di Parigi ha subito dato il via ad un nuovo piano per trasportare l'uranio dall'Africa alla Francia. Infatti, non si trattava più di trasportare circa 3.300 tonnellate all'anno come prevedeva il vecchio trattato, ma subito 5.000 tonnellate che dovrebbero gradualmente salire fino a 9.000 all'anno entro il 2012, per poi restare entro questi limiti produttivi e di trasporto per un trentennio. Uno dei "giocattoli" che il presidente francese Nicolas Sarkozy aveva promesso al suo impresentabile amico Tandja era proprio un treno per trasportare l'uranio, mentre il gruppo di Vincent Bolloré (amico e sponsor di Sarkozy) proponeva ad Areva di portare «des butins de guerre du Niger» in Francia attraverso il porto di Abidjan, in Costa d'avorio, già famoso per il disastro dei rifiuti tossici della Probo Koala e per essere la porta di ingresso (e di fuga) in Africa dei peggiori traffici mondiali. In questo caso la nuova ferrovia avrebbe dovuto collegare il Niger alla Costa d'Avorio attraverso il Burkina-Faso, una soluzione che avrebbe consentito di raccogliere anche il manganese passando da Tambao. L'altra proposta veniva dalla Necotrans un'azienda di trasporti del gruppo Getma International che controlla il porto di Cotonou nel Benin e di Conakry, in Guinea: l'uranio di Imouraren partirebbe verso la Francia dalla capitale del Benin arrivando dalla strada che parte da Dosso, in Niger. Di questa zuffa sulla logistica del yéllow cake ha cercato di approfittarne il presidente del Togo Faure Gnassingbé, che ha offerto alla Bolloré il porto autonomo di Lomè per assicurarsi la protezione del governo di Parigi nelle elezioni che si sono tenute a febbraio nel piccolo Paese africano e che sono state segnate da numerose irregolarità. Durante il summit Ue-Africa del dicembre 2007, il giornale satirico francese "Le Canard Enchainé" rivelò quello che Sarkozy disse all'«amico personale» Gnassingbé riguardo al porto di Lomé: «Bolloré è in cima alla lista. Quando si è amici della Francia, bisogna pensare alle imprese francesi». In questi giorni l'opposizione democratica del Togo si chiede se le elezioni presidenziali di febbraio non fossero già stata vinte prima dal clan Gnassingbé a Parigi e se il "système RPT" (Rassemblement du Peuple Togolais, il partito al potere) che opprime il Togo da 20 anni non sia in realtà in mano a chi cura gli interessi della Francia. Intanto Gnassingbé ha preparato un nuovo regalo a Sarkozy: l'arrivo in Togo dell'operatore di telefonia mobile Orange, un ramo di France Télécom, che sostituirà la Moov una società del gruppo Emirati Etisalat che in Togo ha 600.000 abbonati e dà lavoro a circa 200 persone e che il governo aveva già bloccato nel 2009 accusandolo di non aver pagato le concessioni. Quel che è certo è che la banda che governa il Togo ha fatto di tutto per togliere dai guai e favorire i protagonisti finanziari della Françafrique. Così oggi Vincent Bolloré che controlla i porti di Abidjan e da poco quello di Lomé, ha a disposizione la logistica più sicura da offrire ad Areva, potendo proporre sia una ferrovia Agadez-Lomé o, più tardi, dopo le sempre rimandate elezioni presidenziali in Costa d'Avorio, la ferrovia Agadez-Abidjan. Alla luce di tutto questo Le Potentiel rilegge anche la genesi del colpo di Stato in Niger: «Forte di questo contratto di Imouraren, che blocca tutta una regione dell'Africa occidentale che possiamo chiamare il regno del gruppo nucleare francese Areva, composto dai Paesi satelliti della Francia in Africa, cioè il Niger, il Burkina Faso, la Costa d'Avorio, il Togo e il Benin, Mamadou Tandja, consacrato monarca dalla Francia, dopo aver passato 10 anni alla testa del Niger, ha intrapreso una vasta manovra di distruzione delle istituzioni del Niger in tutta impunità, con l'obiettivo di del potere eterno. All'inaugurazione del complesso di Imouraren, senza imbarazzo né timore, ha annunciato davanti ai suoi invitati, tra i quali Alain Joyandet ministro della cooperazione e della francofonia, ed Anne Lauvergeon, presidente di Areva, il suo referendum costituzionale del 4 agosto 2009, per «smontare le istituzioni democratiche del Niger». Eì così, con il beneplacito francese, che Tandja ha dissolto il Parlamento e la Corte costituzionale nel giro di un mese per poi indire elezioni boicottate dall'opposizione nelle quali si è assicurata una «Vittoria schiacciante» che ha comportato l'espulsione del Niger dalla Comunità degli Stati dell'Africa occidentale (Cedeao), la sospensione di 18 milioni di euro di aiuti da parte dell'Unione europea, ma non la riprovazione di Areva. Anzi, Anne Lauvergeon ha recentemente pubblicato un libro intitolato "La troisième révolution énergétique" che evidenzia come nel mondo ci siano 440 centrali nucleari, 58 delle quali in Francia (anche se dà per realizzata la numero 59, cioè l'Epr, per il 2010). Il giornale di Kinshasa La Potentiel spiega: «Questa rivoluzione delle potenze industriali a nella corsa alle energie strategiche, vale a dire il petrolio e l'uranio, ha per terreno di ostilità l'Africa. La Cina, la Francia e gli Stati Uniti, tutti membri del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite si dividono il guadagno energetico e minerario del continente africano. Questo non succede senza conflitto ideologico, né degrado dei valori democratici nel Niger di Mamadou Tandja, nel Congo-Brazzaville di Sassou Nguesso, nel Gabon dei Bongo, nel Togo dei Gnassingbé, nella Costa d'Avorio divisa in due, nella Guinea Conakry di Dadis Camara, nel Madagascar di Rajoelina e Ravalomanana, nel Centrafrica di Bozizé ecc. per quel che riguarda il gioco pericoloso della Francia sul continente». Anche la Cina sembra veder vacillare la sua immagine fraterna in Africa: pesa l'accusa di aver venduto armi al regime del Sudan che le avrebbe utilizzate nel genocidio del Darfour. Però i cinesi continuano imperterriti la loro espansione africana, firmando con tutti i Paesi accordi di assistenza tecnica nel settore agricolo, per le infrastrutture stradali e per la sanità. Anne-Cécile Robert, giornalista di Le Monde diplomatique ed autrice del libro "L'africa in soccorso dell'occidente", fa osservare su Le Potentiel che «Senza dubbio in risposta al summit strategico sino-africano, il nuovo presidente americano non ha ricevuto, a margine della sessantaquattresima Assemblea generale della Nazioni Unite a New York, i Capi di Stato dell'Africa subsahariana. Non c'è là una volontà di creare dei summit americano-africani per contrastare l'influenza della Cina sul nostro continente, sull'esempio dei summit franco-africani?». Eppure la Cina dimostra una spregiudicatezza senza limiti, come quando ha approfittato dell'abbandono da parte della Francia della giunta militare golpista di Dadis Camara in Guinea (accusata del massacro degli oppositori a Conakry) per firmare subito con i golpisti un contratto da 7 miliardi di euro per l'estrazione di minerali strategici, assicurando protezione e impunità ai militari. Lo stesso benevolo trattamento Pechino lo ha riservato al sudanese Omar El Béchir che se ne frega del mandato di arresto internazionale, proprio come tutti i dittatori africani non si preoccupano molto delle critiche occidentali per i loro delitti ed abusi. La Robert su Le Potentiel evidenzia che «Secondo gli esperti di geopolitica e strategia, questa competizione franco-sino-americana assumerà tutta la sua dimensione intorno al 2040 o al 2050, per diventare, alla fine, un affare esclusivamente Sino-Americano, con l'eliminazione della Francia in Africa. Questa sarà la guerra Pechino-Washington. Si comprende comodamente perché i Paesi occidentali e le loro istituzioni finanziarie non chiedano l'avvento della democrazia, la libertà e lo Stato di diritto in Africa come da loro. Essendo questi valori incompatibili con i loro interessi sul continente, preferiscono ingannare gli africani con il molto interessato concetto di buona governance». |
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#105 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2005
Città: prov di NA
Messaggi: 888
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il succo della puntata era la DIVERSIFICAZIONE tra le cose ovvie "eh ma con le rinnovabili non si sotiene tutto il fabbisogno" e "in italia la mafia guadagna con i parchi eolici che poi non vengono mai messi in funzione ed inoltre il governo investe lo 0.00001% delle risorse nelle rinnovabili, mentre in austria un paesino si autosostiene con la legna" c'e' di mezzo il mare |
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#106 | |
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Member
Iscritto dal: Feb 2009
Città: Biellese
Messaggi: 84
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Mi fa piacere che qualcuno finalmente stia scoprendo il significato della parola "diversificazione". Ad ogni modo nel gioco della diversificazione c'entra anche il nucleare. |
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#107 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2003
Città: milano
Messaggi: 14073
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In Sicilia penso ad es. alla provincia di Agrigento che è molto ventosa (non a caso molti paesini sono tappezzati di torri eoliche). Sulle biomasse (premetto che non sono esperto in materia, eh) è vero che potrebbero essere sfruttate di più, (il patrimonio boschivo italiano è una risorsa e come tale va sfruttata in modo sostenibile) PERO' vorrei capire una cosa: se è vero che il bilancio di co2 è tendente a 0, lo stesso non si può dire per il resto (polveri e altro) http://www.vaol.it/it/notizie/sondri...nquinanti.html ..insomma bisogna vedere come lo si brucia.
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#108 | ||
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2007
Messaggi: 1791
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Io sono favorevole al nucleare per il semplice fatto che tutti i procedimenti non rinnovabili creano scorie, la differenza tra una c. nucl e una a carbone sta nel semplice fatto che la prima crea un concentrato di scorie mentre la seconda le spara nell'atmosfera quindi per assurdo è più facile gestire la prima. Io sono però contrario al nucleare in Italia perchè qui i fatti parlano, non siamo neanche in grado di fare un'autostrada che necessita di un buco riempito di cemento e poi una pennellata per fare le linee. E ti ripeto, il rinnovabile è un'ottimo modo per diversificare. Quote:
Il punto è che gli alberi che tagli poi li devi ripiantare e ne devi tagliare e ripiantare in maniera tale che i boschi non ne risentano. In Italia la cosa è difficile perchè non abbiamo grandi spazi ma in Germania hanno la foresta nera... che è uno spazio di 150km x 50km... tipo tutta l'umbria. In compenso abbiamo la sicilia... la calabria... la sardegna... la puglia... hai voglia a mettere pannelli.
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#109 |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2005
Città: prov di NA
Messaggi: 888
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vado a memoria ma non ricordo (dalla nascita dell'universo ad oggi 8 marzo 2010 festa delle donne) nessun essere senziente che abbia mai perseguito la strada del "100% dell'energia dal sole" o del "100% dell'energia dal vento" o del "100% dell'energia dalle maree" o del "100% dell'energia dalla gassificazione dei boschi" etc etc
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#110 |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2005
Città: prov di NA
Messaggi: 888
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#111 | ||
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2007
Messaggi: 1791
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E' il motivo per cui sto paese sta andando a put****e, soprattutto da quando hanno varcato i confini per risalire... Ed è il motivo per cui in questa situazione conviene stare immobili, appena ti sposti di un cm un dolore lancinante ti ricorda di avere un palo su per le chiappe.
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#112 |
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Iscritto dal: Jul 2009
Messaggi: 58
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#113 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2002
Città: Agrate B.za (MB)
Messaggi: 11543
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#114 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2002
Città: Firenze, Perugia, Formia(LT)
Messaggi: 9033
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cmq fondamentalmente daccordo....ma non troppo...
![]() gli alberi non possono essere considerati rinnovabili...il tempo di far ricrescere un albero quanti ne hai bruciati? se poi si fa il discorso la co2 che c'è nell'albero è quella che ha assorbita nella vita e torna nel ciclo... be il petrolio fa uguale...solo che il ciclo supera le decine di generazioni. |
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#115 | ||
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2001
Città: Sardinia - TrollKillah user
Messaggi: 3773
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Il legno lo si gassifica come si fa per il carbone (in questo ciclo si potrebbero anche impiegare legnami non riutilizzabili come materie prime secondarie) e si brucia il gas. Quote:
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"Il silenzio è la più perfetta espressione del disprezzo." - « Tancas serradas a muru Fattas a s'afferra afferra Si su chelu fit in terra L'aiant serradu puru » - vedere avvinazzati darsi arie da sommelier non ha prezzo -
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#116 |
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Iscritto dal: Oct 1999
Messaggi: 186
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Ma se i soliti furbetti non appena dopo una sciagura si premuniscono di accaparrarsi gli appalti, ma se gli scandali nell'edilizia sono all'ordine d giorno, ma se la cultura del più furbo è la vincente, mi dite voi quale persona dotata di buon senso può permettersi di avere centrali nucleari in Italia?
Alcuni dicono, ok non facciamo il nucleare in Italia ma la Francia costruisce le centrali a due passi da noi; ebbene, non fa nulla! Più che del nucleare ho paura delle centrali nel paese dei furbetti. Pensiamo al Lambro, è stato quasi certamente doloso et voilà oramai è scomparso dai giornali. E se fosse successo ad una centrale atomica? Avremmo fatto un decreto interpretativo?
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membro dell'HWU Scouts Group |
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#117 | |||
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2007
Messaggi: 1791
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Come si diceva prima il concetto di base è diversificare, anche se con questo metodo si ottiene solo il 2% è già un buon risultato. Il punto è che se L'Italia deve spendere 50miliardi di € l'anno per gli idrocarburi tanto vale che spende gli stessi soldi per creare però energia internamente (che in pratica è quello che ha fatto la germania)
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#118 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2002
Città: S.Maria di Sala (VE)
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"I Vitelli dei romani sono belli!" |
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#119 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2002
Città: S.Maria di Sala (VE)
Messaggi: 1081
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il punto è che non si doveva fare il referendum, si avrebbe così avuto uno zoccolo energetico che ci avrebbe connsentito migliori margini di manovra. Adesso è bagarre, spesso ideologica Personalmente ritengo che le nostre scelte energetiche NON SI POSSANO CONFRONTARE CON QUELLE DEI PAESI "NUCLEARI". Ogni loro decisione è basata su uno stato di cose in materia energetica che noi non abbiamo, per ogni investimento più o meno rischioso che fanno, hanno sempre centrali nucleari che pompano energia A TUTTA. Vedere caso ALCOA a riguardo.Allora di che voliamo parlare, di quello che faremmo se avessimo i "soldi" degli altri?
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"I Vitelli dei romani sono belli!" Ultima modifica di ironmanu : 09-03-2010 alle 09:36. |
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#120 | |
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Senior Member
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