Bitcoin, 20 milioni di BTC minati: l'industria cambia pelle con l'AI
Il 9 marzo 2026, al blocco 939.999, Foundry USA ha estratto il 20.000.000° Bitcoin. Restano solo un milione di coin, che richiederanno oltre un secolo. Intanto, i grandi miner quotati puntano tutto sull'AI
di Andrea Bai pubblicata il 16 Marzo 2026, alle 11:31 nel canale WebBitcoin
Il 9 marzo 2026, al blocco 939.999, il mining pool Foundry USA ha estratto il 20.000.000° Bitcoin. Non c'è stato nessun annuncio ufficiale, nessuna cerimonia: la rete ha semplicemente aggiornato il contatore, confermato in tempo reale dai dati on-chain di CloverPool (BTC.com) e Glassnode. Ci sono voluti esattamente 17 anni, 2 mesi e una settimana dalla Genesis Block di Satoshi Nakamoto per arrivare a questa cifra. Il restante 5%, e cioè un milione di coin, richiederà circa 115 anni, secondo le stime di Wolfie Zhao di TheEnergyMag, che ha elaborato la proiezione sulla base dell'attuale schedule di halving e del tasso di hashing corrente.
Il meccanismo che spiega questa asimmetria è appunto l'halving: ogni 210.000 blocchi (circa quattro anni), la ricompensa per blocco viene dimezzata. Siamo partiti da 50 BTC per blocco nel 2009, siamo arrivati agli attuali 3,125 BTC dopo il quarto halving dell'aprile 2024. Al quinto halving, atteso per aprile 2028, la ricompensascenderà a 1,5625 BTC. Oggi entrano in circolazione circa 450 BTC al giorno; dopo il 2028 saranno circa 225. Negli anni '40 del secolo si scenderà sotto i 30 BTC quotidiani, negli anni '60 sotto i 2. L'ultimo Satoshi verrà emesso attorno al 2140.
Un'offerta più scarsa di quanto dicano i numeri
Il titolo "20 milioni di BTC estratti" è tecnicamente corretto, ma nasconde una realtà un po' diversa. Secondo le stime di River Financial e Chainalysis, tra 2,3 e 3,7 milioni di BTC sono permanentemente inaccessibili: chiavi private perse, hard disk buttati, wallet dell'era pionieristica mai protetti, coin inviati a indirizzi senza chiave privata nota. Alcune analisi, tra cui quelle di Ledger del 2025, spingono questa stima fino a 4 milioni. Se si sottraggono le monete perdute, l'offerta circolante reale oggi è verosimilmente compresa tra 16,3 e 17,7 milioni di BTC, e non può che diminuire nel tempo.
C'è un altro dato che vale la pena contestualizzare: dall'halving dell'aprile 2024, il tasso di inflazione dell'offerta BTC è sceso sotto lo 0,85% annuo. L'oro, per confronto, cresce di circa 1,5-2% l'anno per effetto dell'estrazione mineraria tradizionale. Bitcoin è già, in termini di crescita dell'offerta, l'asset monetario più scarso tra quelli mainstream e dopo il 2028 il divario si amplierà ulteriormente, portando il tasso di emissione a circa lo 0,4%.
Glassnode ha reso disponibili dati che illustrano la divergenza tra crescita dell'offerta e crescita della rete: 20 milioni di transazioni sono state registrate dopo soli 1.636 giorni; 20 milioni di indirizzi con saldo non zero sono stati raggiunti in 3.197 giorni. Il traguardo dell'offerta ha richiesto 6.267 giorni. La rete si è espansa molto più velocemente della moneta rispecchiando esattamente come il protocollo è stato progettato.
Il mercato non ha reagito, ma i fondamentali sì
Il giorno del nuovo traguardo, le quotazioni di Bitcoin si collocavano attorno ai 68.000-68.670 dollari, con un movimento di circa +1% legato principalmente all'allentamento delle tensioni geopolitiche USA-Iran, non all'evento on-chain. Il traguardo era atteso e di conseguenza i mercati lo avevano già incorporato. Più interessante è invece il comportamento dei miner stessi: il Miners' Position Index (MPI) di CryptoQuant si trovava a circa -1,6, un valore che indica come i trasferimenti di BTC dai miner verso gli exchange siano ben al di sotto della media storica. I dati on-chain dicono, nel breve termine, che i miner stanno trattenendo le monete e cioè non stanno scaricando i proventi del mining.
Questo quadro di apparente stabilità, però, entra in tensione con le previsioni di medio termine. John Todaro, research analyst di Needham, ha sintetizzato lo scenario in modo netto: "Un hash price strutturalmente basso combinato con il prossimo halving del 2028 crea uno scenario preoccupante. Molti operatori si trovano attualmente al breakeven o poco sopra, mentre i margini NOI nell'HPC superano l'80%." La lettura di Needham non contraddice il dato MPI attuale, che fotografa il presente, ma guarda ai prossimi 9-12 mesi: la previsione è che la maggior parte dei miner pubblici venderà quasi l'intero stock di BTC entro fine 2026 per finanziare le spese in conto capitale legate all'AI. In altri termini, il basso MPI di oggi potrebbe riflettere un'attesa strategica prima di una liquidazione pianificata, non una fiducia incondizionata nel prezzo di lungo periodo.
Sul fronte istituzionale, la domanda continua a crescere proprio mentre l'offerta si restringe: negli ETF spot Bitcoin statunitensi sono confluiti circa 1,45 miliardi di dollari di net inflow in sole cinque sessioni di trading nella prima settimana di marzo. MicroStrategy (ora ribattezzata Strategy) ha comunicato un acquisto da 1,28 miliardi di dollari in BTC nello stesso periodo. I wallet che detengono tra 100 e 1.000 BTC hanno raggiunto quasi 17.970 indirizzi, a segnalare un'accumulazione in corso da parte di holder di grandi dimensioni.
L'industria del mining punta sull'AI

Tutti i miner pubblici seguiti da Needham hanno già allocato una quota della propria capacità computazionale verso progetti di High Performance Computing (HPC) e AI, e la transizione è in atto da anni. Todaro stima che molte delle società attualmente quotate potrebbero abbandonare il mining di BTC nel corso del 2027-2028, proprio nell'avvicinarsi del prossimo halving. Si tratta di una transizione supportata da una la logica economica difficile da contrastare: i margini NOI nell'HPC superano abbondantemente quelli del mining BTC in un contesto di hash price compresso.
Bitdeer, il miner singaporiano co-fondato da Jihan Wu, già tra i protagonisti dell'industrializzazione del mining con Bitmain, che nel 2013 arrivò a controllare circa il 75% del mercato globale dei chip per mining, rappresenta un caso emblematico di questa doppia traiettoria. La società sta convertendo alcune delle proprie strutture in AI data center, sviluppando al contempo hardware di nuova generazione. Il responsabile delle comunicazioni, Gan, ha descritto la logica strategica in questi termini: "I miner che sopravviveranno saranno quelli con maggiore controllo sulla propria catena operativa. L'integrazione verticale è uno degli indicatori più chiari di vitalità a lungo termine." Nella pratica: progettare i propri chip, garantirsi capacità energetica a lungo termine e non dipendere da fornitori esterni per le componenti critiche.
Sam Holmes, altro operatore del settore interpellato da Decrypt, adotta una prospettiva meno pessimistica sulla sopravvivenza del mining BTC puro: "Le reward sui blocchi diminuiranno, ma questo non significa che l'industria sparirà; significa semplicemente che gli standard si alzano. I miner che resisteranno saranno quelli con le migliori fonti energetiche, le localizzazioni più favorevoli e la capacità di adattarsi." Una posizione che non contraddice la narrativa di Todaro, ma sposta il focus dalla dismissione alla selezione: sopravviverà chi è più efficiente, non chi è più grande.
Cosa succede quando l'ultimo Bitcoin verrà estratto
Dal 2140 in poi, i miner non guadagneranno più BTC di nuova emissione. Le entrate deriveranno esclusivamente dalle fee sulle transazioni: è la transizione che il protocollo ha sempre previsto, costruita sull'assunzione che la crescita del volume transazionale compensi progressivamente il calo del block subsidy. Raphael Zagury, CEO di Elektron Energy, ha offerto una lettura che mette in prospettiva l'intera questione: "La chiarezza dello schedule di emissione è senza precedenti. Gli esseri umani danno valore alle regole prevedibili, specialmente quando si tratta di denaro."
Entro il 2035, il 99% del supply totale di Bitcoin sarà già stato estratto. Da quel momento, il flusso di nuovi BTC sul mercato tende asintoticamente a zero. Il supply accessibile potrebbe, su scala secolare, essere inferiore a quello attuale: le coin perse non tornano. È uno scenario senza precedenti nella storia monetaria tradizionale: un'offerta rigidamente fissata, verificabile in tempo reale da chiunque, che decresce verso zero mentre la domanda istituzionale e retail continua a costruirsi.










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12 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoI Maya dicevano che quando l'ultimo dei bitcoin sarà minato, coinciderà con l'ultimo giro del lungo Computo, e la fine sarà arrivata....
1) Minare è ormai poco se non totalmente privo di convenienza se non per chi può permettersi energia gratis o quasi e hardware dedicato estremamente costoso con hashrate enormi. L'era del... mi faccio il mio piccolo guadagno con la GPU è sostanzialmente morta e sepolta e francamente salvo avere un enorme fotovoltaico da usare per lo scopo e investire non senza preoccupazione in hardware dedicato non vale la pena nemmeno provarci.
2) Che piaccia o meno i BTC vengono persi per X motivi come viene spiegato anche nell'articolo e non solo, ci sono anche portafogli enormi di BTC che rimangono immobili per motivi più o meno ipotizzabili e che quindi non circolano. Un problema per quella che doveva essere una sorta di moneta che a oggi non è insormontabile ma che nel tempo potrebbe diventare sempre più critico.
3) La diffusione delle più disparate cripto, ivi comprese vere e proprie truffe, ha nel tempo logorato la stima nell'asset da parte delle persone che dopo i guadagni stellari dei primi tempi ormai hanno molto ridimensionato l'attenzione al comparto. Sia chiaro non sto dicendo che hanno ragione e nemmeno torto dico solo che rispetto agli entusiasmi iniziali in cui quasi c'era chi pensava avrebbe sostituito totalmente o quasi la moneta degli stati, che si sarebbe pagato tutto in cripto, che la blockchain avrebbe avviato rivoluzioni incredibili oggi il tutto rimane una tecnologia assolutamente interessante ma che non ha avviato quella rivoluzione incredibile.
Non me ne voglia nessuno ma secondo me a oggi le cripto rimangono sostanzialmente, al di là degli aspetti tecnologici, una colossale operazione speculativa che come tante altre ha avuto un suo corso e che oggi è uno strumento come tanti ma destinato a rimanere mero strumento di finanza e nient'altro.
Non me ne voglia nessuno ma secondo me a oggi le cripto rimangono sostanzialmente, al di là degli aspetti tecnologici, una colossale operazione speculativa che come tante altre ha avuto un suo corso e che oggi è uno strumento come tanti ma destinato a rimanere mero strumento di finanza e nient'altro.
qualsiasi IA ti dirá vengano quasi esclusivamente usato per speculazione/uso illecito. ultimamente poi sono usciti alcuni nomi dietro btc e il quadro dovrebbe essere ancora piú chiaro
1) Minare è ormai poco se non totalmente privo di convenienza se non per chi può permettersi energia gratis o quasi e hardware dedicato estremamente costoso con hashrate enormi. L'era del... mi faccio il mio piccolo guadagno con la GPU è sostanzialmente morta e sepolta e francamente salvo avere un enorme fotovoltaico da usare per lo scopo e investire non senza preoccupazione in hardware dedicato non vale la pena nemmeno provarci.
2) Che piaccia o meno i BTC vengono persi per X motivi come viene spiegato anche nell'articolo e non solo, ci sono anche portafogli enormi di BTC che rimangono immobili per motivi più o meno ipotizzabili e che quindi non circolano. Un problema per quella che doveva essere una sorta di moneta che a oggi non è insormontabile ma che nel tempo potrebbe diventare sempre più critico.
3) La diffusione delle più disparate cripto, ivi comprese vere e proprie truffe, ha nel tempo logorato la stima nell'asset da parte delle persone che dopo i guadagni stellari dei primi tempi ormai hanno molto ridimensionato l'attenzione al comparto. Sia chiaro non sto dicendo che hanno ragione e nemmeno torto dico solo che rispetto agli entusiasmi iniziali in cui quasi c'era chi pensava avrebbe sostituito totalmente o quasi la moneta degli stati, che si sarebbe pagato tutto in cripto, che la blockchain avrebbe avviato rivoluzioni incredibili oggi il tutto rimane una tecnologia assolutamente interessante ma che non ha avviato quella rivoluzione incredibile.
Non me ne voglia nessuno ma secondo me a oggi le cripto rimangono sostanzialmente, al di là degli aspetti tecnologici, una colossale operazione speculativa che come tante altre ha avuto un suo corso e che oggi è uno strumento come tanti ma destinato a rimanere mero strumento di finanza e nient'altro.
4) I FENOMENI che dicono che il BTC (e tutte le altre criptovalute) sono immuni all'inflazione a differenza delle FIAT, non sanno nemmeno di cosa parlano, o peggio, lo fanno sapendo di dire una cazzata.
Chissà perché passano tutti o quasi per il circuito della moneta reale e legale......
1) Minare è ormai poco se non totalmente privo di convenienza se non per chi può permettersi energia gratis o quasi e hardware dedicato estremamente costoso con hashrate enormi. L'era del... mi faccio il mio piccolo guadagno con la GPU è sostanzialmente morta e sepolta e francamente salvo avere un enorme fotovoltaico da usare per lo scopo e investire non senza preoccupazione in hardware dedicato non vale la pena nemmeno provarci.
L'ultimo anno in cui si riusciva a minare qualcosa in modo casalingo con le gpu con bitcoin era il 2011 (e cmq era un hobby da nerd in perdita quasi ovunque, conveniva comprarli e lasciarli minare a chi si trovava in parti del mondo dove l'energia costava meno), che dire Buon 2012 !!
😂
Se dopo anni e dopo numerose batoste ancora non hanno capito, che gli scrivi a fare se non per prenderli in giro?
Guarda che il mondo non è mai così netto. Premesso che io non ho mai minato ma c'era gente che ha investito in impianti fotovoltaici con annesso mini server farm che minava l'eccesso di produzione.
Soprattutto in emilia romagna dove sopra stalle e capannoni sono stati finanziati impianti particolarmente importanti c'è chi ha tentato questa strada automatizzando l'assorbimento in modo da ottimizzare consumo e produzione per avere un autoconsumo del 100% tutti i giorni 365 giorni all'anno.
In questi casi le mini server farm venivano spesso fatte con GPU perché gli ASICS erano meno semplici da gestire e scalare. Poi sia chiaro io non mi occupo di tale hardware ma dell'aspetto finanziario e della gestione dei fondi comunitari quindi non ti so entrare più di tanto nel dettaglio delle scelte tecniche ma è per dire che il mondo non è tutto bianco o nero ma ci sono sfumature di gente che anche post 2011 ha tentato approcci più o meno sensati.
Oggi in tanti si sono riconvertiti con l'integrazione di software che scelgono cosa minare in base a non so che algoritmo di convenienza.
Se dopo anni e dopo numerose batoste ancora non hanno capito, che gli scrivi a fare se non per prenderli in giro?
Se invece di rispondere sempre in maniera tossica si imparasse a confrontarsi magari verrebbe meno uno dei motivi per cui le crypto vengono considerate spazzatura e additate sempre e solo come truffe.
Ma vedo che le solite abitudini di non chiedere nemmeno ma di giudicare immediatamente e in maniera aggressiva non passano.
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