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#221 | |
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Iscritto dal: Mar 2008
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insomma mi sto stufando, come te lo devo dire che la neurologia è una scienza medice serissima e la psichiatria è una pseudo-scienza? io porto un grandissimo rispetto alla neurologia, alla psichiatria che reputo una falsa scienza no
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Marco Travaglio http://fire.rettorato.unito.it/blog/?id=20544 |
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#222 | |
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Junior Member
Iscritto dal: Mar 2008
Messaggi: 24
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1 dove sono le prove scientifiche che le malattie della mente siano squilibri chimici del cervello? 2 come si chiama un test in grado di diagnosticare una malattia della mente come disfunzione del cervello? 3 come mai le malattie della mente vengono votate per alzata di mano e non con test scientifici? 4 come mai l'omosessualità fino a 20 anni fa era considerata una malattia mentale e poi improvvisamente è stata tolta dai disturbi mentali? 5 come potrebbe un cardiologo imprivvisamente togliere l'infarto cardiaco dall'elenco delle malattie come la psichiatria ha fatto con l'omosessualità? 6 come mai esiste un'antipsichiatria, ma non esiste ad es. un'anticardiologia, un'antioculistica, un'antiortopedia e via dicendo? come mai guardacaso proprio la psichiatria viene presa di mira? 7 come mai digitando in rete la parola antipsichiatria vengono fuori migliaia di siti? faccio questa domanda x un motivo semplice, cioè che non credo che una persona si svegli un mattino e decida di essere contro la psichiatria perchè non ha nulla da fare, ma credo che se una persona fa una cosa ci sia un motivo
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Marco Travaglio http://fire.rettorato.unito.it/blog/?id=20544 |
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#223 |
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Junior Member
Iscritto dal: Mar 2008
Messaggi: 24
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la grande bufala del dsm
http://www.ccdu.org/contenuti/il-dsm ora arriveranno quelli che c'entra scientology, gli alieni, le toghe rosse, i cattocomunisti ecc...... intanto le cose dette sono assolutamente vere e difficilmente sbugiardabili
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Marco Travaglio http://fire.rettorato.unito.it/blog/?id=20544 |
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#224 |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2004
Città: Londra (Torino)
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Ma se si nega la "malattia" del cervello non mi vengono in mente altre ipotesi che:
- Non sono malattie, sono una funzionalita' normale del cervello. Come tali non si devono neppure cercare di curare, chi sara' tendente al suicidio si lascera' suicidare allegramente, perche' e' "normale", non e' una malattia - Non e' colpa del cervello, la colpa e' da qualche altra parte. Non mi ci pronuncio nemmeno. Inoltre se gli antidepressivi funzionano perche' addirittura come detto possono indurre al suicidio invece che alla soluzione, e' evidente che in qualche modo una relazione con questo comportamento ce l'hanno. Che sia chimico o metafisico hanno la capacita' di intervenire in questione, e a me basta... Insomma, non e' come la cura omeopatica dell'acqua diluita, che non puo' far male (e quindi neppure bene)
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Se pensi che il tuo codice sia troppo complesso da capire senza commenti, e' segno che molto probabilmente il tuo codice e' semplicemente mal scritto. E se pensi di avere bisogno di un nuovo commento, significa che ti manca almeno un test. Ultima modifica di gugoXX : 02-06-2009 alle 19:51. |
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#225 | |
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Junior Member
Iscritto dal: Mar 2008
Messaggi: 24
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io non nego nè le malattie del cervello nè quelle della mente ma dire che le malattie della mente sono malattie del cervello è falso, non è scientificamente provato ad oggi magari in futuro chissà ma spacciare per vera una cosa che è falsa non mi sta bene le malattie del cervello esistono ma sono meningite, tumori al cervello ecc.... le malattie della mente esistono ma non corrispondono a squilibri chimici del cervello come dicono gli psichiatri, capisci? loro lo devono provare ma non hanno prove in scienza funziona che chi afferma una cosa la prova, sennò è falsa ad oggi non esistono prove nè test che le malattie della mente siano malattie del cervello, punto. chi ha prove del contrario le porti
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Marco Travaglio http://fire.rettorato.unito.it/blog/?id=20544 |
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#226 |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2004
Città: Londra (Torino)
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Si', ma se poi alla fine l'antidepressivo funziona, quale che sia la natura del male (chimico o etereo che sia), quale che sia la loro attivita' sul cervello (chimica o cos'altro?), alla fine quello che conta e' che vengano studiati e dosati giustamente.
Il metodo di studio sara' la statistica qui piu' che in altri campi medici, e come gia' detto reputo la medicina attraverso statistica un po' meno nobile, ma se niente altro abbiamo cosa facciamo? Per la "gente" l'importante e' che funzioni. Il perche' o come alla maggior parte direi che importa poco.
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#227 | |
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Junior Member
Iscritto dal: Mar 2008
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siamo chiari, funziona su alcuni, e potrebbe essere solo placebo ci sono migliaia di persone che dicono di essere uscite dalla depressione solo coi fiori di bach, non per questo i fiori di bach sono scientifici gli antidepressivi funzionano su alcuni, su altri nn fanno nessun effetto, ad altri addirittura inducono al suicidio come la mettiamo con tutti quelli (e sono migliaia) che sotto prozac si sono suicidati? vallo a dire a loro che funziona....
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Marco Travaglio http://fire.rettorato.unito.it/blog/?id=20544 |
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#228 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2004
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Tiriamo fuori i numeri se esistono.
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#229 | |
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Junior Member
Iscritto dal: Mar 2008
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A cura di Davis Fiore La fluoxetina, il principio attivo della pillola universalmente nota col nome di Prozac, tanto contestata perché sembra provocare il suicidio, è stata autorizzata in Europa a tutti i bambini dagli otto anni in su. L'EMEA (l'Agenzia Europea per la Sicurezza e l'Efficacia dei Farmaci), dopo questa decisione, ha raccomandato ulteriori verifiche da parte della Eli Lilly, l'azienda produttrice. Ma intanto il farmaco all’estero ha già provocato 1885 suicidi. Il "Freedom of Information Act" ha portato alla luce molte verità poco note sullo psicofarmaco. L'azienda farmaceutica nel corso di prove cliniche ha constatato che un paziente su cento, dopo aver assunto il farmaco, sviluppa tendenze suicide, prima assenti. Molti scienziati sono stati sollecitati a sostituire parole come "tentato suicidio" con "overdose", e "tendenza al suicidio" con "depressione". La storia di questo psicofarmaco ha messo più volte in evidenza il pericolo in esso celato. Commercializzato per la prima volta nel gennaio del 1988, ad oggi sono stati registrati ben 26.623 casi di reazioni avverse e si conoscono 900 effetti collaterali. L'antidepressivo frutta $1,73 miliardi di dollari l'anno e si può ben comprendere quali interessi economici vi stiano dietro. Saturato un mercato si è sempre tentato di estendere il predominio su un altro. Così è stato quando si è passati dal mercato americano degli adulti a quello dei bambini, molto più fragile. Ora che 400 mila minorenni negli Stati Uniti lo consumano, si è tentato di introdurlo anche in Europa. In Italia è già in vendita con 21 differenti nomi commerciali e il cittadino, molto spesso, invece di essere informato rimane confuso. L’FDA (Federal Drug Administration) ha richiesto maggiori avvertimenti sulla confezione. Infatti, tra i i possibili effetti collaterali troviamo il delirio, le allucinazioni, le convulsioni, l’ostilità violenta, l’aggressione, la psicosi e persino la morte. Ventisette morti furono accertate già nel corso di prove cliniche, prima che il farmaco fosse commercializzato. Era il 15 ottobre nel 1987 e il 29 dicembre di quello stesso anno il farmaco fu approvato dall’FDA. Com’è potuta accadere una cosa simile? Basti pensare che cinque su dieci dei membri della “Psychopharmacologic Drugs Advisory Committee” della FDA avevano conflitti d’interesse con i produttori di antidepressivi. David Dunner, uno dei membri della commissione, rivelò di avere ricevuto 100 mila dollari dalla Eli Lilly per condurre uno studio sulla Paroxetina e come si scoprì in seguito, anche sul Prozac. Dopo l’approvazione dello psicofarmaco ricevette un secondo finanziamento per studiarne gli effetti sul sonno. p.s. si badi bene che uno su 100, a differenza di quanto pare, è una percentuale molto alta visto che questo farmaco è assunto da milioni di persone al mondo fate voi le proporzioni
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Marco Travaglio http://fire.rettorato.unito.it/blog/?id=20544 Ultima modifica di 9957 : 02-06-2009 alle 20:10. |
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#230 |
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Iscritto dal: Dec 2006
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http://myreligion.scientologist.net/davisfiore/
Mi chiamo Davis Fiore, sono uno Scientologist... ...abbiamo detto tutto. ![]() EPIC FAIL
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A casa ho almeno sette PC, in firma non ci stanno
Ultima modifica di ConteZero : 02-06-2009 alle 20:16. |
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#231 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2005
Città: prov di NA
Messaggi: 888
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e cmq come ti e' stato gia' detto gli effetti collaterali esistono in tutti i farmaci |
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#232 |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2004
Città: Londra (Torino)
Messaggi: 3692
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Ci saranno scritte questi elementi sul bugiardino.
Comunque quando chiedo numeri in questi casi chiedo i dati degli esperimenti in doppio cieco. Altrimenti si puo' dire tutto e il contrario di tutto. Ovvero servirebbe sapere se le persone che si sono suicidate sotto effetto di Prozac (o che per esso) si sarebbero suicidate lo stesso anche senza, e anche se le persone che sono guarite sotto effetto di Prozac sarebbero guarite lo stesso anche senza, studio ovviamente impossibile. Quindi doppio cieco o nulla.
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#233 |
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Iscritto dal: Feb 2003
Messaggi: 130
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molto interessante fu un documentario in cui mostravano la storia degli antidrepessivi dagli anni 50-60 in poi. I barbiturici furono sostituiti dalle benzodiazepine per l'enorme casistica di suicidi dei primi.
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Shake adorato dai bambini, venerato dalle vecchiette! |
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#234 | |
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Junior Member
Iscritto dal: Mar 2008
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questa si che è onestà intellettuale, complimenti che il prozac induce il suicidio lo sanno anche i muri e prima ho postato persino il bugiardino, ma tu continui a guardare il dito e non la luna cosa ha che non va se una cosa la dice uno di scientology? io mi preoccuperei di vedere se quella cosa è vera o falsa, non se chi la dice fa parte di questa o di quella organizzazione la tua si chiama malafede intellettuale vediamo se questo ti piace di più —PREOCCUPAZIONI SULL'ASPETTO SUICIDI— Di Leah R. Garnett, Globe Staff, 5/7/2000 Traduzione di Valdes Fainozzi Proprio mentre il brevetto di 14 anni sul Prozac sta per scadere e il produttore del farmaco, la Eli Lilly & Co., si sta preparando a lanciare una nuova versione sono venute alla luce una quantità di evidenze che rivelano il lato oscuro dell'antidepressivo. I documenti interni dell'azienda, alcuni dei quali datati metà anni '80, come pure le richieste governative ed i brevetti, indicano che il gigante farmaceutico sapeva da anni il suo farmaco più venduto poteva causare reazioni suicide in un piccolo ma significante numero di pazienti. I documenti potrebbero diventare pericolosi nel momento in cui la Lilly richiede l'approvazione governativa per il suo nuovo Prozac. Fonte: Oism (Osservatorio Italiano Salute Mentale) Tra le scoperte: - Documenti interni mostrano che nel 1990 gli scienziati della Lilly venivano forzati dai dirigenti ad alterare i rapporti sulle esperienze mediche col Prozac, modificando le menzioni dei tentativi di suicidio in "overdose" e i pensieri suicidi in "depressione". - Tre anni prima che il Prozac ricevesse l'approvazione della Food and Drug Administration statunitense alla fine del 1987, la tedesca BGA, equivalente della FDA in quella nazione, aveva delle riserve talmente serie sulla sicurezza del Prozac che si rifiutò di approvare l'antidepressivo basandosi sugli studi della Lilly, i quali dimostravano che pazienti precedentemente non tendenti al suicidio, dopo aver assunto il farmaco, avevano una media di suicidi e di tentativi di suidicio cinque volte superiore dei pazienti che assumevano i vecchi antidepressivi tre volte superiore di coloro che prendevano dei placebo. - I valori della Lilly stessa, contenuti nei rapporti messi a disposizione del Globe, indicano che 1 su 100 tra i pazienti senza precedenti tendenze al suicidio, assumendo il farmaco nei primi test clinici sviluppava una grave forma di ansietà e agitazione denominata akathisia, portandoli a tentare di commettere o a commettere suicidio durante gli studi. - Nonostante la Lilly abbia difeso fermamente la sicurezza del farmaco ed abbia minimizzato gli studi che collegano il Prozac al suicidio, il brevetto per il nuovo Prozac (R-fluoxetina, la cui commercializzazione da parte della Lilly è attesa per l'inizio 2002) annota che la nuova versione non produce i gravi effetti collaterali attuali incluso "akathisia, pensieri suicidi ed auto-mutilazioni", definiti dal brevetto "uno degli effetti collaterali più significativi". - Il Dott. Martin Teicher, ricercatore al McLean Hospital e professore associato alla Harvard Medical School, i cui studi nei primi anni '90 collegarono il Prozac all'akathisia e al suicidio, è, assieme a Timothy J. Barberich (direttore generale di Sepracor Inc., una casa farmaceutica di Marlborough) e James W. Young, il co-inventore del nuovo Prozac che la Lilly pianifica di commercializzare. - "Prozac Backlash",un libro appena pubblicato dal Dott. Joseph Glenmullen, uno psichiatra di Cambridge, ha attirato le ire della Lilly per aver discusso il collegamento del Prozac con suicidio, tic, sintomi di astinenza ed altri effetti collaterali del Prozac e di antidepressivi simili. I funzionari della Lilly continuano a difendere l'efficacia del farmaco dicendo che il suo curriculum è confermato dal fatto che è tutt'ora il farmaco più ampiamente prescritto della sua specie. In una dichiarazione scritta Jeff Newton, un portavoce della Lilly, disse: "Non ci sono evidenze credibili che stabiliscano un collegamento casuale tra il Prozac e il comportamento violento o suicida. Ci sono, al contrario, evidenze scientifiche dimostranti che il Prozac e i medicinali simili proteggono in realtà da tali comportamenti". Utilizzando i dati sul Prozac sia della Lilly che di ricerche indipendenti, il Dott. David Healy, un esperto del sistema seratoninico del cervello e direttore del North Wales Department of Psychological Medicine all'Università di Wales, stimò che "probabilmente, dal suo lancio, 50.000 persone trattate con il Prozac hanno commesso suicidio, superando il numero di quelli che lo avrebbero commesso se non trattati". Healy, nel frattempo, sta conducendo un nuovo studio che egli dice essere il primo di questo genere, somministrando antidepressivi a persone in salute per studiare i possibili collegamenti al suicidio. La pubblicazione dei risultati è attesa in Giugno. Il successo del Prozac è certamente fuori discussione. L'introduzione del farmaco sul mercato USA alla fine degli anni '80 ha cambiato il modo con cui gli Americani consideravano le loro emozioni e limitazioni più intime. Annunciato come un farmaco miracoloso nel combattere la depressione mediante l'aumento dei livelli della seratonina chimica nel cervello, il Prozac e altri ad esso simili dissero di rimediare ad una moltitudine di debolezze umane, dalla scarsa auto-stima e concentrazione alla paura di essere rifiutati. Alla fine dell'anno scorso, oltre 35 milioni di persone in tutto il mondo stavano usando il farmaco, procurando alla Lilly più del 25% dei suoi 10 miliardi di dollari di reddito del 1999. Eppure i problemi con il Prozac erano conosciuti persino prima che fosse introdotto sul mercato USA. I valori riportati in un documento del 1984 della Lilly indicano che l'akathisia, il grave turbamento che può portare al suicidio, si manifesta almeno nell'1 percento dei pazienti, un livello considerato un evento "frequente", e come tale dovrebbe essere divulgato nella letteratura aziendale del prodotto e negli inserti delle confezioni. Ma non c'è nessuna simile rivelazione nella letteratura del Prozac negli USA, e non è chiaro se la commissione dell'FDA incaricata di approvare il Prozac abbia semplicemente sorvolato su alcuni dati critici della Lilly oppure se non abbia avuto accesso ad essi. I ricercatori dicono che, come risultato di ciò, la maggior parte dei medici statunitensi non sa di dover avvertire i pazienti degli effetti potenzialmente dannosi che, stando alla letteratura pubblica sull'argomento, possono essere alleviati con sedativi oppure sospendendo l'assunzione del farmaco. I funzionari tedeschi, che alla fine hanno approvato l'uso del Prozac in quel paese, richiedono un'etichetta di avvertimento dei rischi di suicidio e suggeriscono l'uso parallelo di sedativi quando necessario. L'akathisia è elencata nella letteratura USA della Lilly riguardante i propri prodotti, ma come evento sporadico nei consumatori di Prozac. Nessuna menzione viene fatta della sua potenziale relazione con il suicidio. Una relazione, tuttavia, fu scoperta in una ricerca del Globe sui pazienti USA. Il brevetto del nuovo Prozac o R-fluoxetine (US Patent no. 5,708,035), che la Lilly commercializzerà dopo che l'attuale brevetto sarà scaduto nel 2001, contiene un'informazione sulla salute riguardante il Prozac originale. In base al brevetto, il nuovo Prozac diminuirà gli effetti collaterali del Prozac attuale, come mal di testa, nervosismo, ansietà e insonnia, così come la "irrequietezza interiore (akathisia), pensieri suicidi e auto-mutilazioni" - gli stessi effetti che la Lilly ha sostenuto non essersi verificati in alcun modo sostanziale nei circa 200 processi subiti nell'ultima decade. La maggior parte delle cause furono patteggiate fuori dalle aule dei tribunali e le condizioni sono rimaste riservate. Un comunicato del 1990 In un comunicato elettronico datato 13 Novembre 1990 (ottenuto dall'autore Glenmullen), inviato da Claude Bouchy (un dipendente della Lilly in Germania) a tre dirigenti Lilly presso la sede aziendale di Indianapolis, Bouchy afferma che lui ed un collega hanno "problemi con le direttive che i nostri addetti alla sicurezza stanno ricevendo dalla corporazione (Drug Epidemiology Unit), le quali ci richiedono di modificare l'identificazione degli eventi riferiti dai medici … Al personale della sicurezza viene richiesto di modificare il termine "tentato suicidio" [riferito dai medici] in "overdose"." Bouchy continuò dicendo che "… ci viene richiesto di modificare … "pensiero suicida" in "depressione"." Poi Bouchy fa un appello ai suoi colleghi della Lilly USA: "Non credo di poter spiegare alla BGA, a un giudice, ad un reporter o perfino alla mia famiglia come mai facciamo questo, specialmente sul punto sensibile del suicidio e del pensiero suicida . Almeno non con le spiegazione che sono state date finora al nostro staff". La Lilly ha anche cercato in modo aggressivo di screditare i ricercatori che hanno pubblicato dati colleganti il suo prodotto al suicidio. Uno dei suoi primi bersagli fu il Dott. Martin Teicher, un professore associato di psichiatria alla Harvard Medical School e ricercatore al McLean Hospital, che nel 1990 scrisse un documento cruciale sul collegamento tra suicidio e Prozac; egli scoprì che il 3,5 percento dei pazienti trattati con il Prozac tentarono o commisero suicidio a causa del grave turbamento derivante dall'akathisia. Come risultato della campagna della Lilly, molti all'interno della comunità psichiatrica dicono di ritenere che Teicher si sia allontanato dal suo lavoro originario. Ma in una rara intervista al Globe, Teicher disse di aver difeso il suo lavoro, e che la capacità del Prozac di indurre al suicidio una minoranza di pazienti "è il vero fenomeno". Teicher, Barberich e Young presentarono il loro brevetto per il nuovo Prozac nell'Agosto 1993, nello stesso anno Teicher pubblicò un altro rapporto, questa volta sul giornale Drug Safety, intitolato "Farmaci antidepressivi e l'emergenza delle tendenze suicide". L'articolo era una sfida diretta ai dati riferiti sul numero del Marzo 1991 del Journal of Clinical Psychiatry a cura dei dottori Maurizio Fava e Jerrold Rosenbaum del Massachusetts General Hospital. Il loro studio non trovò differenze significanti tra il "pensiero suicida" dei pazienti trattati con la fluoxetina e quello di coloro che assumevano altri antidepressivi. Teicher scrisse nell'articolo del 1993 che le statistiche di Fava e Rosenbaum erano difettose. Usando i dati di Fava e Rosenbaum, Teicher pervenne alla conclusione opposta: vale a dire che i pazienti trattati con il Prozac avevano il triplo delle probabilità di diventare suicidi che non quelli trattati con antidepressivi più vecchi. La FDA pervenne ad un risultato simile persino prima che Teicher pubblicasse i suoi dati del 1993. Il Dott. David Graham, capo della Divisione Epidemiologica della FDA, l'11 Settembre 1990 scrisse che i dati della Lilly sul suicidio e il Prozac, così pure come lo studio di Fava e Rosenbaum, erano insufficienti per provare che il Prozac era sicuro. In un promemoria interno della FDA Graham scrisse: "Dovuto alla apparente pochezza di dati su larga scala, l'analisi dell'azienda non può essere considerata una prova che la fluoxetina e il comportamento violento sono scollegati". "Ripercussioni del Prozac" Ora, una decade più tardi, la Lilly ha preso di mira il Dott. Joseph Glenmullen, il cui libro "Prozac Backlash" apparentemente ha fatto infuriare i dirigenti della Lilly. Glenmullen, un docente di psichiatria clinica alla Harvard Medical School nonché medico clinico presso la Harvard University Health Services, dice di aver scritto il libro poiché era allarmato dal numero di pazienti che lamentavano gravi effetti collaterali derivanti dagli antidepressivi che aumentano la seratonina, incluso il Prozac, il Paxil, lo Zoloft e il Luvox. In una intervista disse che "I due effetti collaterali più sconvolgenti erano che i pazienti diventavano suicidi mentre assumevano il farmaco, e l'insorgere di tic facciali sfiguranti". Dopo aver ottenuto centinaia di pagine di documenti dell'FDA tramite il Freedom of Information Act, come pure ciclostilati interni della Lilly facenti parte della documentazione pubblica nelle cause legali promosse contro la casa farmaceutica, Glenmullen scrisse che la Lilly ha cercato di minimizzare per anni gli effetti collaterali del Prozac. La Lilly mise in guardia i giornali e le stazioni TV rigurardo il libro e iniziò una campagna per screditarne l'autore, dicendo che i professori della Harvard Medical School non conoscevano il suo lavoro e non riconoscevano il suo nome. Glenmullen, laureato alla Harvard Medical School, è uno dei 415 docenti clinici in medicina ad Harvard. Ramanzina da un critico Il principale tra i critici di Glenmuller è il gran Generale del Massachusetts Rosenbaum, un professore di psichiatria alla Harvard Medical School che in una dichiarazione scritta inviata al Globe definisce "Prozac Backlash" un "libro disonesto", "manipolatore" e "dannoso". Ma anche l'obiettività di Rosenbaum è stata messa in dubbio. Il suo studio del 1991 su Prozac e suicidio fu criticato da almeno due serie di ricercatori come pure dalla FDA, ma non solo, i documenti ottenuti dal Globo mostrano che il rapporto tra Rosenbaum e la Lilly è un rapporto intimo: egli ha lavorato come ricercatore del Prozac e sedette in un comitato di consulenza al marketing per conto della Lilly prima che il Prozac venisse lanciato. Quando in un'intervista gli fu chiesto come mai stesse alzando la voce contro il libro di Glenmullen, Rosenbaum disse che la controversia sul suicidio era una "notizia vecchia" e che il libro presenta tale informazione come una nuova ricerca. Egli fece notare che l'akathisia è "piuttosto rara" e che "non si verifica più frequentemente di quanto succeda tra le persone a cui viene dato un placebo". "Ma poiché non c'è un sistema ufficiale di segnalazioni sugli effetti collaterali dei farmaci, nessuno sa quanto comuni essi siano" ha detto Larry Sasich, un ricercatore analista presso la Public Citizen a Washington, D.C. "Non c'è un sistema di sorveglianza attiva per esaminare gli eventi avversi" ha detto. "A meno che non succeda qualcosa di veramente sfortunato e un gran numero di persone vengano danneggiate in maniera inusuale, nessuno vi presterà attenzione; mai nessuno trae le logiche conseguenze mettendo assieme due più due." Il brevetto di Sepracor Il 12 Aprile la Federal Trade Commission (Commissione Federale per il Commercio, N.d.R.) ha dato il via libera alla Lilly per commercializzare il nuovo Prozac di Teicher, Barberich e Young, il cui brevetto è detenuto dalla Sepracor. Il nuovo Prozac, R-fluoxetina, è una forma modificata di un ingrediente che si trova nel Prozac e che, secondo Sepracor, non solo ha meno effetti collaterali ma ha potenzialmente maggiori utilizzi e benefici dell'originale. Nel prendere la decisione, la FTC ha respinto le argomentazioni dei propri avvocati e dell'industria farmaceutica generica sul punto che l'accordo limita ingiustamente la competitività del Prozac generico. Secondo un comunicato stampa di Sepracor datato 13 Aprile, l'azienda riceverà dalla Lilly 20 milioni di dollari inclusivi della licenza e di un pagamento anticipato, e ulteriori 70 milioni di dollari in base alla progressione del farmaco. Stando al comunicato, Sepracor riceverà le royalty e in cambio la Lilly avrà l'esclusiva mondiale sui diritti della R-fluoxetina per tutte le indicazioni e gli usi. La Lilly sarà responsabile dello sviluppo del farmaco, delle richieste di regolamentazione, della fabbricazione del prodotto, del marketing e della vendita. Glenmullen si chiede se il nuovo Prozac, di fatto, non sia un po' più che uno sforzo di prolungare la vita di un prodotto il cui brevetto sta per scadere a breve. Sebbene si promuova la diminuzione di effetti collaterali, nessuno sa quali effetti possono manifestarsi allorquando un grande numero di persone lo prenderà per mesi o anni. Nell'epilogo di questo libro, egli dice semplicemente: "Come ogni nuovo farmaco, anche questo sarà un esperimento continuo".
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#235 | |
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ripeto non hai le basi per parlare di queste cose.... |
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#236 |
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ma perchè devi sparare cavolate? il prozac si usa eccome, pure in Italia
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#237 |
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si vabbè buonanotte dai, non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire
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#238 | |
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Quote:
Cosa v'aspettate da uno che cita un resoconto di uno scientologist ?
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Ultima modifica di ConteZero : 02-06-2009 alle 20:23. |
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#239 |
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#240 |
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Tutto questo giro di walzer è sintetizzabile in questo link:
http://en.wikipedia.org/wiki/Scientology_and_psychiatry Notate lo slogan
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