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#21 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2006
Città: Tristram
Messaggi: 517
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Tra l'altro, nella questione da te sollevata, il fatto che nel tuo caso tu abbia studiato di più in una scuola privata non mi pare un dato statisticamente rilevante per sostenere che la scuola privata sia migliore di quella pubblica. Ma, ripeto, si tratta comunque di un'altra questione.
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Il sole è giallo |
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#22 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Feb 2002
Città: Termini Im. (I)/Port Talbot (UK)/Ludwigshafen (D)
Messaggi: 936
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«Sono cristiano con Copernico, Descartes, Newton, Leibniz, Pascal, Eulero, Gerdil, con tutti i grandi astronomi e fisici del passato. E se mi si chiedessero le mie ragioni sarei felice di esporle» (Cauchy) /// I shall fear no evil, for Thou art with me /// CLIO COMMUNITY /// AF inside /// Sehnsucht
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#23 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2006
Città: Tristram
Messaggi: 517
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Quoto in pieno, di questo passo si rischia di arrivare a mercificare anche la somministrazione della cultura. Che, giusto per essere chiari, dovrebbe essere una risorsa per il paese intero e dovrebbe premiare la mobilità sociale ed i più meritevoli, piuttosto che rappresentare un prodotto di nicchia da vendere in scatola alle classi più abbienti.
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Il sole è giallo |
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#24 | |||
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Utente sospeso
Iscritto dal: Oct 2007
Messaggi: 17065
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non l'ho mica detto io che finanziando la scuola paritaria si sostituisce dante con mediashopping togliere fondi alla statale non vuol dire per forza regressione, magari quei fondi vengono tolti per eiliminare il marcio che c'è nella P.A (in questo caso le scuole) e poi non sarà statisticamente rilevante, ma non credo di aver frequentato l'unica scuola di fannulloni italiana Quote:
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Traverser l'hémisphère à cheval sur la lumière, tu deviens mon héliport... Parcourir l'univers tout au long des tes paupières... Revenir avant l'aurore... (cit.) |
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#25 | |||
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2005
Messaggi: 376
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Vuoi dire che pur di stare in una scuola privata ritenuta migliore un professore sarebbe disposto ad essere sottopagato? Chi ti dice che quei professori siano lì perché non hanno trovato di meglio e pur di lavorare sono disposti ad essere sottopagati? Come dice spesso Tremonti "piuttosto che niente, meglio piuttosto". Io non ci vedo nulla di buono, le tue mi sembrano illazioni, io alle superiori avevo dei professori che ci tenevano a quello che facevano, poi le pecore nere possono essere ovunque. Quote:
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Si dà un servizio di base, cioè la suola pubblica, poi chi vuole può scegliere di andare a quella privata. |
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#26 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2006
Città: Tristram
Messaggi: 517
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Il sole è giallo |
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#27 |
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Junior Member
Iscritto dal: Apr 2009
Messaggi: 2
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una domanda...come mai il primo settore dove si fanno i tagli è sempre la scuola????????chi va a scuola non è il futuro del nostro paese???perchè danneggiarlo al posto di invogliarlo a studiare??dopo il mistero del santo gral c'è questo mistero nella mia mente...bo...proviamo a chiedere a mariello prapapappo
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#28 | |
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Member
Iscritto dal: Mar 2002
Messaggi: 62
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Non lo sai che l'imperativo di oggi è l'ottimismo? vai al lago con la ragazza, vai al parco, guarda Amici di Maria, il grande fratello, vai allo stadio ma non porre domande che presuppongono uno spirito critico. |
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#29 | |
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Junior Member
Iscritto dal: Apr 2009
Messaggi: 2
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mitico...hai fatto il riassunto dell'Italia...proprio sta mattina la mia professoressa di italiano mi diceva...se un politico ti dice che non ti devi preoccupare perchè è tutto sottocontrollo devo sbrigarmi a fare le valige ed andarmene!!!!! |
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#30 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2005
Città: prov di NA
Messaggi: 888
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1) LA SCUOLA DEVE ESSERE PUBBLICA 2) LA COSTITUZIONE RECITA: Art. 33. L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento. La Repubblica detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi. Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato. La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali. È prescritto un esame di Stato per l'ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l'abilitazione all'esercizio professionale. Le istituzioni di alta cultura, università ed accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato. PS: VERGOGNA! AVETE UCCISO UN PAESE! |
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#31 |
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Member
Iscritto dal: Oct 2004
Città: Genova
Messaggi: 52
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#32 |
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Member
Iscritto dal: Nov 2004
Città: Vicenza
Messaggi: 297
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ecco depurata dai mille annunci e spot vari che hanno combinato con la scuola
I PROVVEDIMENTI Al di là dell’attivismo, spesso più mediatico che sostanziale, dei primi mesi, ecco i punti affrontati dal governo in carica nel suo primo anno sul terreno della scuola. Introduzione del maestro prevalente nella scuola primaria (articolo 4 legge 30/10/2008, n. 169), soggetta tuttavia alla domanda del regime d’orario richiesto dalle famiglie. Impossibile a tutt’oggi determinare l’impatto sui livelli di organico degli insegnanti della scuola primaria. I dati riportati dalla stampa segnalerebbero un aumento della richiesta di tempo pieno, che comporterebbe un aumento del fabbisogno organico nella scuola primaria. Accorpamento delle scuole di dimensione inferiore ai 500 studenti, con attuazione rinviata al 2010-11 (sentito il parere della conferenza Stato-Regioni). Si tratta di una misura potenzialmente efficace nel produrre risparmi almeno a livello di personale Ata, ma di cui non è possibile quantificare i risultati in questo momento. Riduzione degli orari e dei curricula per le scuole secondarie del secondo ciclo a partire dall’anno scolastico 2009-2010. Impossibile a tutt’oggi determinare l’impatto sui livelli di organico degli insegnanti della scuola secondaria. Reintroduzione dell’insegnamento di educazione civica, reintroduzione della valutazione numerica nella scuola primaria, reintroduzione del voto di condotta ai fini della valutazione complessiva dello studente (Dl n. 137 del 1/9/2008, convertito nella legge 30/10/2008, n. 169) Blocco della riattivazione dei nuovi anni per i corsi di specializzazione per la formazione degli insegnanti di scuola secondaria, i Ssis (Dm 65/2008) con la sostanziale chiusura di ogni canale di ingresso nella professione insegnante per le scuole secondarie. È tuttavia proseguita l’immissione in ruolo delle persone in graduatoria, già approvata dal governo precedente. Sono state varate le direttive Invalsi per la valutazione del sistema scolastico nel triennio 2008-2011, ma non assegnate risorse adeguate per la rilevazione censuaria sul territorio nazionale GLI EFFETTI Nel complesso, la politica sulla scuola è stata fortemente incentrata sulla necessità di ridurre l’organico docente, senza che al momento attuale sia ancora possibile valutarne gli esiti. Sono rimasti inalterati i nodi di assegnazione del personale alle direzioni regionali, e da queste alle scuole. Non è stata affrontata la questione della disparità territoriale nell’assegnazione degli insegnanti di sostegno. Sono stati effettuati interventi sostanzialmente marginali sul piano della didattica. Al di là degli annunci giornalistici, il tema della valutazione delle scuole e di un uso più efficiente delle risorse è rimasto silenziosamente sullo sfondo. Né maggior importanza hanno avuto le politiche di promozione dell’uguaglianza delle opportunità, se si escludono interventi sull’università relativi al diritto allo studio, che potrebbero favorire l’attrazione di studenti dal segmento inferiore della scuola secondaria PROVVEDIMENTI Gli aspetti più rilevanti del primo anno di attività del governo in tema di università sono i tagli al Fondo di finanziamento ordinario e l’articolo del decreto legge del 10 novembre 2008, poi convertito in legge a gennaio 2009, che stabilisce, per la prima volta in Italia, che una quota significativa delle risorse per gli atenei verrà attribuita sulla base dei risultati conseguiti. La manovra di finanza pubblica predisposta con il decreto legge n. 112 del 25 giugno 2008 contiene misure rilevanti per le università. Il perno è costituito dalla riduzione progressiva, su un arco quinquennale, del Fondo di finanziamento ordinario, collegata al rallentamento degli scatti automatici di anzianità (da due a tre anni) e alla limitazione delle assunzioni di personale a tempo indeterminato. L’effetto negativo del taglio non è tanto legato ai singoli provvedimenti di riduzione o rallentamento della spesa, quanto piuttosto al fatto che è stato distribuito in modo uniforme tra tutti gli atenei. A legislazione invariata i tagli al finanziamento si faranno sentire pesantemente nei prossimi anni, rendendo difficile il necessario ricambio generazionale, il sostegno alla didattica e il finanziamento della ricerca. Per quanto riguarda invece la quota di risorse distribuite in modo premiale, il decreto del 10 novembre stabilisce che già nel 2009 il 7 per cento delle risorse del Fondo di finanziamento ordinario dovrà essere distribuito in funzione della “qualità dell'offerta formativa, dei risultati dei processi formativi e della qualità della ricerca scientifica”. Le linee guida pubblicate dal ministero a novembre stabiliscono inoltre che nei prossimi anni la quota salirà al 30 per cento. Perché il decreto avvii una trasformazione delle università e dei comportamenti del corpo docente occorre che le regole di ripartizione del fondo siano molto nette e trasparenti: devono premiare dipartimenti, facoltà e atenei che hanno conseguito buoni risultati e non finanziare gli altri. E, all’interno di ciascun ateneo, devono individuare quali gruppi di ricerca hanno contribuito maggiormente al risultato. Entro il 31 marzo 2009, il ministro avrebbe dovuto definire con apposito decreto in che modo la qualità dell’offerta formativa e della ricerca saranno utilizzate per ripartire i fondi. Non lo ha fatto e il ritardo è grave e inspiegabile, anche perché nei prossimi anni le università subiranno i tagli previsti dal decreto legge 133 del giugno 2008, tagli che peraltro hanno colpito tutti gli atenei, indipendentemente dai risultati conseguiti. GLI EFFETTI I documenti informali sui criteri con cui il 7 per cento sarà ripartito che attualmente circolano tra ministero, rettori e Cun sono preoccupanti. Mentre procede l’utilizzo di indicatori sulla performance didattica per la ripartizione dei fondi legati alla programmazione triennale 2007-9, si ventila l’utilizzo di indicatori diversi con pesi diversi per quanto riguarda l’assegnazione del fondo del 7 per cento. Con il probabile risultato che verranno individuati molteplici criteri, nominalmente riferiti a qualità della didattica e della ricerca, ma di fatto fortemente correlati alla spesa storica delle singole università. Basti dire che nella programmazione triennale gli atenei possono scegliere i pesi da assegnare agli indicatori sulla base dei quali verranno assegnati loro i fondi. Vale la pena di ricordare che una valutazione efficace deve basarsi su pochi indicatori, chiaramente comprensibili da chi deve essere valutato e deve riguardare delle variabili di risultato che siano chiaramente sotto il controllo degli atenei. A titolo di esempio, il numero dei corsi attivati, il numero e la qualità delle pubblicazioni scientifiche, l’impatto delle pubblicazioni sulla comunità scientifica. Se così non fosse, la frustrazione nel mondo accademico sarebbe enorme, anche tra coloro che avevano guardato con favore a riforme basati sul merito e la valutazione. È imminente la presentazione di un disegno di legge di riforma della struttura organizzativa e di governo delle università, della quale circolano svariate versioni. Dovrebbe prevedere una riduzione dei compiti delle facoltà a beneficio dei dipartimenti, un tetto massimo alla rieleggibilità negli organi di governo e l’ingresso di soggetti esterni nell’amministrazione economica degli atenei. Sembra accantonata la progettata trasformazione degli atenei in fondazioni di diritto privato. Nel corso dell’anno il ministro ha anche più volte annunciato un piano di riforme con un disegno di legge sulle regole di reclutamento dei professori universitari, la governance e lo stato giuridico. Sempre stando alle anticipazioni, si tratterebbe di una legge delega al governo, che avrebbe un anno di tempo per varare un nuovo sistema di reclutamento, apparentemente centrato su un’idoneità da conseguire a livello nazionale e decisioni di reclutamento e promozioni prese a livello locale. Questo iter potrebbe prolungare l’attuale blocco delle assunzioni per almeno altri due anni (tra approvazione della legge delega e varo dei decreti delegati), arrivando facilmente al 2012. Se si considera che le uscite del personale docente previste tra 2009 e 2012 si posizionano tra 1.500 e 2mila unità per anno, ci si ritroverebbe al varo della nuova modalità di reclutamento con un arretrato di rimpiazzi necessari compreso tra 6mila e 8mila unità, ingolfando immediatamente le nuove procedure con migliaia di domande di partecipazione. OCCASIONI MANCATE L’impianto generale dei progetti annunciati - ad esempio per quanto riguarda l’abolizione dei concorsi esclusivamente locali e una maggiore indipendenza dei rettori dai corpi accademici - è condivisibile, ma una cattiva partenza sulla ripartizione del 7 per cento e una dilatazione dei tempi avrebbe un effetto fortemente negativo sull’efficacia di un processo di riforma. dalla lavoce.info
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Sono contrario al matrimonio dei preti: se fanno figli, siamo finiti. (cit) |
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#33 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2002
Città: Reggio Calabria -> London
Messaggi: 12112
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Vuoi forse dire che TUTTI i professori di TUTTE le scuole della tua zona sono nullafacenti? Strano, da me vanno nelle scuole private SOLO ED ESCLUSIVAMENTE quelli che si fanno bocciare e vanno a recuperare l'anno oppure si trasformano in genietti che si prendono due anni in uno.
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#34 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2002
Città: Germania
Messaggi: 26110
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Anche dalle mie parti (Sicilia) è lo stesso: le private sono dei diplomifici.
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Per iniziare a programmare c'è solo Python con questo o quest'altro (più avanzato) libro @LinkedIn Non parlo in alcun modo a nome dell'azienda per la quale lavoro Ho poco tempo per frequentare il forum; eventualmente, contattatemi in PVT o nel mio sito. Fanboys |
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#35 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2006
Messaggi: 1022
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come si fa a considerare paritarie scuole private dove :
1) i docenti non accedono tramite concorso e graduatoria 2) si può essere licenziati con motivazioni che sono assurde per qualsiasi Stato democratico moderno . ???? |
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#36 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2000
Città: La città più brutta della Toscana: Prato
Messaggi: 6714
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ancora un grande provvedimento passato sotto silenzio...
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#37 |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2005
Città: Palermo
Messaggi: 1474
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La scuola privata non deve avere fondi pubblici, perchè un privato se investe deve farlo a suo rischio e pericolo!
Tra l'altro si favorirebbe la nascita di nuove scuole di cui magari non c'è necessità. Al sud (e non so al nord) le scuole private sono di una qualità notevolmente inferiore rispetto alle statali ed è uno schifo che ci siano persone che prendono il diploma solo perchè hanno pagato una retta e senza magari avere frequentato. Dare soldi alle private significa peggiorare l'istruzione. Ci sono già troppi ragazzi che di scuola non ne vogliono niente. |
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#38 |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2008
Città: Rovereto
Messaggi: 2735
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c'è una curiosa risoluzione del parlamento europeo ( ribadita recentemente dalla corte di giustizia) che ad un certo punto dice
9. - il diritto alla libertà di insegnamento implica per sua natura l’obbligo per gli Stati membri di rendere possibile l’esercizio di tale diritto anche sotto il profilo finanziario e di accordare alle scuole le sovvenzioni pubbliche necessarie allo svolgimento dei loro compiti e all’adempimento dei loro obblighi in condizioni uguali a quelle di cui beneficiano gli istituti pubblici corrispondenti, senza discriminazione nei confronti degli organizzatori, dei genitori, degli alunni e del personale; - a ciò non osta però che da parte degli istituti di insegnamento fondati per libera iniziativa si esiga un certo contributo proprio, quale espressione della responsabilità propria e a sostegno della loro indipendenza; secondo alcuni dati ( di parte ) 'In Italia circa l’11% degli studenti frequenta le scuole private e qualcuno ha provato a fare dei conti: lo Stato risparmia una marea di quattrini (6 miliardi 245 milioni di euro l’anno) grazie all’esistenza di questi istituti e uno studente privato costa da dieci a venti volte meno di uno pubblico. E I CONTRIBUTI? Qualcosa arriva alle private parificate primarie (quelle che una volta chiamavamo elementari): circa 20mila euro a classe. Ma per secondarie di primo e secondo grado (ex medie e superiori) è notte fonda. La Lombardia è la regione italiana dove l’istruzione privata costa meno: copre il 25% delle spese Esiste come per i giornali una lista degli istituti e dei soldi che ricevono?
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Godo, vedere come è ridotto il PCI non ha prezzo ![]() 5774_10_shevat |
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#39 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2006
Messaggi: 1022
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Quote:
eppure queste scuole percepiscono ugualmente fondi dallo Stato. |
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#40 |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2008
Città: Rovereto
Messaggi: 2735
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può essere
ma può essere anche che la discriminazione a cui si riferisce il testo sia quella ( eventuale) dello stato verso le scuole quella degli istituti verso il personale dovrebbe essere 'gestita' dalle leggi nazionali
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Godo, vedere come è ridotto il PCI non ha prezzo ![]() 5774_10_shevat |
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Tutti gli orari sono GMT +1. Ora sono le: 13:04.












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