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Old 22-04-2009, 13:26   #101
elect
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Posso scrivere anche io che l'utente Elect stuprava le vecchiette , ma senza fonte vale zero.
Non ho mai detto di aver smesso

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Anzi, visto che non ci sono riscontri giudiziari direi che si può tranquillamente sospendere l'utente che ha postato queste cose; non è che perchè scribacchia su un rotolo di carta (anzi) le sue accuse devono essere automaticamente vere.

LuVi
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Old 22-04-2009, 13:30   #102
nomeutente
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Anzi, visto che non ci sono riscontri giudiziari direi che si può tranquillamente sospendere l'utente che ha postato queste cose; non è che perchè scribacchia su un rotolo di carta (anzi) le sue accuse devono essere automaticamente vere.

LuVi
Non avendolo accusato di un reato, direi di no.
Se ci sono sentenze che accertano i fatti (pur dichiarandoli non penalmente rilevanti) non si afferma niente di sanzionabile.
__________________
Inviato dal mio pollo di gomma™ usando la carrucola
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Old 22-04-2009, 13:43   #103
claudioborghi
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MANCA LA FONTE

Comunque, se fosse tutto vero, finirebbe anche lui nella "black list" e senza passare dal via.
AL momento di sicuro contro di lui ci sono solo le foto mentre balla con pamela prati
L'ho messa sotto la fonte, ma dato che sicuramente non vi piace sono certo che gradirete di piu' Ferdinando Imposimato


Tratto da "corruzione ad alta velocita'" - koine' edizioni

...Per capire il perché il banchiere italo-svizzero sia diventato così generoso nei confronti di uno degli amici più cari di Di Pietro, è necessario capire che ruolo abbia avuto nella vita di Di pietro l’ingegner Antonio A’Adamo, imprenditore milanese. Tutto quello che segue sta nelle carte dei pubblici ministeri di Brescia che hanno chiesto il rinvio agiudizio dell’ex magistrato milanese ma anche nella sentenza del Tribunale di Milano che decise sulle denunzie di Di Pietro.
Cominciamo dalla seconda moglie di Tonino, l’avv. Susanna Mazzoleni. Tra lei e D’Adamo c’è un rapporto di lavoro molto importante. Lei ha infatti dei contatti di consulenza legale con alcune società di D’Adamo. Solo che esistono fatture, regolarmente pagate, di importo decisamente superiore da quanto previsto dai contratti di consulenza: La stessa signora Di Pietro era stata legale della Maa assicurazioni di quel Giancarlo Gorrini, anch’egli sfortunato accusatore dell’ex pm milanese, al quale aveva prestato ben cento milioni senza interessi e senza termini per la restituzione.Sempre Gorrini aveva permesso a Di Pietro l’acquisto di una Mercedes a prezzo stracciato e con comode rate e poi aveva contribuito al salvataggio economico dell’altro amico di Di pietro, Eleuterio Rea, capo dei Vigili Urbani di Milano e pieno di debiti per il suo amore per il gioco.
Le auto sono un po’ la costante della vita di Di Pietro: Non c’è solo la Mercedes di Gorrini, c’è anche la Lancia Dedra intestata ad una società di D’Adamo, la Sii spa, che Tonino usava e alla cui manutenzione provvedeva un collaboratore del magistrato, Rocco Stragaprede, che la portava all’officina Sentieri di Milano, guardandosi bene dal pagare perché i conti della macchina venivano fatturati alla stessa Sii spa. La Dedra era fornita anche di un radiotelefono (intestato alla Edilgest Finanziaria, altra società di D’Adamo). Stranamente Di Pietro restituisce macchina e radiotelefono soltanto quando vennero di pubblico dominio i rapporti tra il pm e l’imprenditore.
Di Pietro rinnovava il suo guardaroba rifornendosi negli stessi negozi che servivano D’Adamo, “Hitman” e “Tincati”. E magari capitava che l’ingegnere pagasse anche abiti della taglia diversa dalla sua, ma corrispondesse a quella del magistrato. Per un ovvio mero disguido.
Tra il 1990 e il 1993 Di Pietro ha avuto in uso anche un appartamento di proprietà del solito D’Adamo, un appartamento in via Agnello 5, a Milano. Stando alle dichiarazioni di D’Adamo, Di Pietro non ha mai pagato né canone, né luce ,né telefono.
E’ poi assolutamente naturale che chi compra casa gli amici facciano a gara nel fare prestiti per qualche centinaia di milioni, naturalmente senza alcun interesse e tantomeno stabilendo delle antipatiche date di restituzione. Seguendo questa nobile consuetudine, che testimoniava tutto il suo affetto per il magistrato, anche D’Adamo, nel 1991, è corso inm aiuto a Di Pietro quando costui decise di acquistare la casa in quel di Curno (Bergamo). Gli versò qualcosina più di cento milioni che gli furono restituiti senza interessi, tre anni dopo, ma in contanti. E dentro una scatola.
Ma come per le auto , anche per le case Di Pietro era insaziabile. Sempre nel1991 (prima che cominciasse l’inchiesta “mani pulite”) l’allora magistrato scopre di avere urgente bisogno di un altro appartamento a Milano.
Con le opportune entrature, come si addice a uno che conta, raccomandato dal socialista Sergio Radaelli, presidente della Cariplo, la Cassa di Risparmio delle Province Lombarde, Di Pietro si vede assegnare in affitto un appartamento in via Andegari, n.18, nel pieno centro storico della città. La raccomandazione evidenzia che la cosa ( o meglio la casa) interessa al Sindaco Pillitteri. L’appartamento gli viene affittato con procedura discrezionale, in quanto locato in deroga alle norme che stabilivano la destinazione degli immobili della banca ai dipendenti o pensionati dell’istituto: Nonostante le spese per la ristrutturazione siano a carico della stessa Carialo, per l’arredamento ci sarebbero dei soldini da sborsare, soldini che verranno anticipati dal dottore ma …rimborsati dall’ing. D’Adamo, al quale verranno restituiti, come è ormai prassi nel 1994 e ovviamente senza interessi di sorta. Anzi per amor di precisione, saranno restituiti solo 15 milioni, invece dei 18 impiegati per l’arredo di casa di Di Pietro. I tre milioni in meno e i mancati interessi bancari non sono forse altre munificenze?
Quello dell’alloggio deve essere stato in un certo periodo della sua vita, certamente tra il 1990 e il 1993, una vera fissazione per Di Pietro. Due case a Milano, una a Curno e poi gli alberghi. Quelli romani in particolare. Tra il marzo del ’90 e il maggio del ’93 il pubblico ministero fa avanti e indietro fra Milano e la capitale. Per 12 volte alloggia presso il residence “My Fair”. Nello stesso arco di tempo risultano 13 biglietti aerei andata/ritorno a lui intestati. Per 12 pernottamenti solo uno è stato pagato dal magistrato, i restanti vengono saldati dalla solita Edilgest Finanziaria spa, solita società del solito D’Adamo. Quanto ai voli nessuno risulta essere stato pagatola Di Pietro: cinque sono nelle note spese della Edilgest. I sette che mancano li ha pagati D’Adamo, in contanti di tasca sua.
Ma Di Pietro, si sa, è un uomo di grande cuore, un uomo generoso. Non pensa solo a se stesso, ma anche ai suoi stessi collaboratori. Rocco Stragaprede ad esempio, ad esempio. Lo abbiamo già incontrato. E’ quello che gli portava la “Dedra” in garage per la manutenzione. Rocco ha biosogno di telefonare e anche lui deve pur avere una casa dove vivere. Ed ecco che anche il caRO Rocco ha in uso un cellulare, ovviamente intestato a una società di D’Adamo. E per la casa dottò che debbo fare? Non c’è problema Rocco. Ti va bene Rho? Non è distante da Milano. Anche l’appartamento di Rho, dove Rocco Styragapede vive , è intestato ad un dipendente di D’Adamo che è in possesso delle ricevute del canone d’affitto per il periodo gennaio-novembre 1994 e della quasi totalità delle bollette per luce e gas del periodo luglio 1993-luglio 1995. Persino una libreria per la casa di Curno risulta essere stata pagata da D’Adamo, con un assegno firmato da Stragapede, coperto da soldi però dati dallo stesso ingegnere...
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Old 22-04-2009, 14:08   #104
elect
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L'ho messa sotto la fonte, ma dato che sicuramente non vi piace sono certo che gradirete di piu' Ferdinando Imposimato
Bè, bisogna ammettere che come fonte è già un spanna sopra
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Old 22-04-2009, 14:40   #105
sider
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L'ho messa sotto la fonte, ma dato che sicuramente non vi piace sono certo che gradirete di piu' Ferdinando Imposimato


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...Per capire il perché il banchiere italo-svizzero sia diventato così generoso nei confronti di uno degli amici più cari di Di Pietro, è necessario capire che ruolo abbia avuto nella vita di Di pietro l’ingegner Antonio A’Adamo, imprenditore milanese. Tutto quello che segue sta nelle carte dei pubblici ministeri di Brescia che hanno chiesto il rinvio agiudizio dell’ex magistrato milanese ma anche nella sentenza del Tribunale di Milano che decise sulle denunzie di Di Pietro.
Cominciamo dalla seconda moglie di Tonino, l’avv. Susanna Mazzoleni. Tra lei e D’Adamo c’è un rapporto di lavoro molto importante. Lei ha infatti dei contatti di consulenza legale con alcune società di D’Adamo. Solo che esistono fatture, regolarmente pagate, di importo decisamente superiore da quanto previsto dai contratti di consulenza: La stessa signora Di Pietro era stata legale della Maa assicurazioni di quel Giancarlo Gorrini, anch’egli sfortunato accusatore dell’ex pm milanese, al quale aveva prestato ben cento milioni senza interessi e senza termini per la restituzione.Sempre Gorrini aveva permesso a Di Pietro l’acquisto di una Mercedes a prezzo stracciato e con comode rate e poi aveva contribuito al salvataggio economico dell’altro amico di Di pietro, Eleuterio Rea, capo dei Vigili Urbani di Milano e pieno di debiti per il suo amore per il gioco.
Le auto sono un po’ la costante della vita di Di Pietro: Non c’è solo la Mercedes di Gorrini, c’è anche la Lancia Dedra intestata ad una società di D’Adamo, la Sii spa, che Tonino usava e alla cui manutenzione provvedeva un collaboratore del magistrato, Rocco Stragaprede, che la portava all’officina Sentieri di Milano, guardandosi bene dal pagare perché i conti della macchina venivano fatturati alla stessa Sii spa. La Dedra era fornita anche di un radiotelefono (intestato alla Edilgest Finanziaria, altra società di D’Adamo). Stranamente Di Pietro restituisce macchina e radiotelefono soltanto quando vennero di pubblico dominio i rapporti tra il pm e l’imprenditore.
Di Pietro rinnovava il suo guardaroba rifornendosi negli stessi negozi che servivano D’Adamo, “Hitman” e “Tincati”. E magari capitava che l’ingegnere pagasse anche abiti della taglia diversa dalla sua, ma corrispondesse a quella del magistrato. Per un ovvio mero disguido.
Tra il 1990 e il 1993 Di Pietro ha avuto in uso anche un appartamento di proprietà del solito D’Adamo, un appartamento in via Agnello 5, a Milano. Stando alle dichiarazioni di D’Adamo, Di Pietro non ha mai pagato né canone, né luce ,né telefono.
E’ poi assolutamente naturale che chi compra casa gli amici facciano a gara nel fare prestiti per qualche centinaia di milioni, naturalmente senza alcun interesse e tantomeno stabilendo delle antipatiche date di restituzione. Seguendo questa nobile consuetudine, che testimoniava tutto il suo affetto per il magistrato, anche D’Adamo, nel 1991, è corso inm aiuto a Di Pietro quando costui decise di acquistare la casa in quel di Curno (Bergamo). Gli versò qualcosina più di cento milioni che gli furono restituiti senza interessi, tre anni dopo, ma in contanti. E dentro una scatola.
Ma come per le auto , anche per le case Di Pietro era insaziabile. Sempre nel1991 (prima che cominciasse l’inchiesta “mani pulite”) l’allora magistrato scopre di avere urgente bisogno di un altro appartamento a Milano.
Con le opportune entrature, come si addice a uno che conta, raccomandato dal socialista Sergio Radaelli, presidente della Cariplo, la Cassa di Risparmio delle Province Lombarde, Di Pietro si vede assegnare in affitto un appartamento in via Andegari, n.18, nel pieno centro storico della città. La raccomandazione evidenzia che la cosa ( o meglio la casa) interessa al Sindaco Pillitteri. L’appartamento gli viene affittato con procedura discrezionale, in quanto locato in deroga alle norme che stabilivano la destinazione degli immobili della banca ai dipendenti o pensionati dell’istituto: Nonostante le spese per la ristrutturazione siano a carico della stessa Carialo, per l’arredamento ci sarebbero dei soldini da sborsare, soldini che verranno anticipati dal dottore ma …rimborsati dall’ing. D’Adamo, al quale verranno restituiti, come è ormai prassi nel 1994 e ovviamente senza interessi di sorta. Anzi per amor di precisione, saranno restituiti solo 15 milioni, invece dei 18 impiegati per l’arredo di casa di Di Pietro. I tre milioni in meno e i mancati interessi bancari non sono forse altre munificenze?
Quello dell’alloggio deve essere stato in un certo periodo della sua vita, certamente tra il 1990 e il 1993, una vera fissazione per Di Pietro. Due case a Milano, una a Curno e poi gli alberghi. Quelli romani in particolare. Tra il marzo del ’90 e il maggio del ’93 il pubblico ministero fa avanti e indietro fra Milano e la capitale. Per 12 volte alloggia presso il residence “My Fair”. Nello stesso arco di tempo risultano 13 biglietti aerei andata/ritorno a lui intestati. Per 12 pernottamenti solo uno è stato pagato dal magistrato, i restanti vengono saldati dalla solita Edilgest Finanziaria spa, solita società del solito D’Adamo. Quanto ai voli nessuno risulta essere stato pagatola Di Pietro: cinque sono nelle note spese della Edilgest. I sette che mancano li ha pagati D’Adamo, in contanti di tasca sua.
Ma Di Pietro, si sa, è un uomo di grande cuore, un uomo generoso. Non pensa solo a se stesso, ma anche ai suoi stessi collaboratori. Rocco Stragaprede ad esempio, ad esempio. Lo abbiamo già incontrato. E’ quello che gli portava la “Dedra” in garage per la manutenzione. Rocco ha biosogno di telefonare e anche lui deve pur avere una casa dove vivere. Ed ecco che anche il caRO Rocco ha in uso un cellulare, ovviamente intestato a una società di D’Adamo. E per la casa dottò che debbo fare? Non c’è problema Rocco. Ti va bene Rho? Non è distante da Milano. Anche l’appartamento di Rho, dove Rocco Styragapede vive , è intestato ad un dipendente di D’Adamo che è in possesso delle ricevute del canone d’affitto per il periodo gennaio-novembre 1994 e della quasi totalità delle bollette per luce e gas del periodo luglio 1993-luglio 1995. Persino una libreria per la casa di Curno risulta essere stata pagata da D’Adamo, con un assegno firmato da Stragapede, coperto da soldi però dati dallo stesso ingegnere...
Se stanno realmente così le cose il sig. Di Pietro è un disonesto non avrà MAI il mio voto e lo metto nell'altro calderone inasieme a moltri altri.
Detto questo, in che maniera il disonesto comportamento di un altro cittadino sminuisce in qualche maniera quello del nostro presidente del consiglio?
Se esiste il mostro di Firenze allora diventa accettabile uccidere le coppiette che si appartano? Non capisco il ragionamento.
sider è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 22-04-2009, 14:59   #106
Matuhw
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Ecco la risposta di Di Pietro

Quote:
In questi anni, molti si sono divertiti e molti hanno avuto interesse a criminalizzarmi a seguito di un’inchiesta svolta nei miei confronti nel 1995 dai magistrati di Brescia (specie il dr. Salamone di cui ho parlato nel primo capitolo) e riguardante i miei rapporti con il dr. Gorrini, avvenuti oramai oltre 20 anni addietro. Secondo l’accusa, io avrei preteso da Gorrini:
- un prestito di 100 milioni, senza interessi;
- la cessione gratuita di una autovettura Mercedes;
- l’affidamento a mia moglie (che fa l’avvocato) di cause della Maa Assicurazione riguardante sinistri stradali;
- il ripianamento dei debiti contratti alle corse dei cavalli da Eleuterio Rea, persona che avrei pure favorito all’epoca in cui egli divenne Capo dei Vigili di Milano.

In tutti questi anni, le suddette accuse mi sono state rinfacciate in ogni occasione, come se avessi davvero commesso i reati in questione. Anzi tutti oramai le danno per acquisite.

Ebbene, pubblico la sentenza di primo grado n. 189 del 29.03.96 del GIP di Brescia (allego il documento integrale diviso in pagine: indice - 1-20 - 21-41 - 42-62 - 63-83 - 84-104 - 105-134), in cui - dopo una meticolosa ricostruzione di tutti gli avvenimenti in ben 132 pagine fitte fitte di motivazione - il giudice così conclude : “dichiaro non luogo a procedere nei confronti di Di Pietro Antonio in ordine ai reati ascritti perché i fatti non sussistono”. Per intenderci, le accuse sopra menzionate – e di cui giornalisti prezzolati e politici interessati si sono riempiti la bocca in tutti questi anni per denigrarmi – semplicemente “non sussistono”. Come a dire che – se fossi stato accusato di omicidio – il morto sarebbe in realtà vivo.

Non basta. Anche la Corte di Appello di Brescia, investita della questione dalla Procura, ha confermato senza riserve la sentenza del GIP. Pubblico la sentenza d’Appello n. 829/97 del 9 luglio 1997 della Corte di Appello di Brescia (allego il documento integrale diviso in pagine: indice - 1-20 - 21-31 - 32-42 - 43-53 - 54-64 - 65-75 - 76-86 - 87-97 - 98-107), anch’essa preceduta da una motivazione di oltre 100 pagine.
Per una più comoda lettura, invito a seguire gli appositi indici, sia della sentenza di primo grado che della sentenza d’appello dei rispettivi quel documenti.

A questo punto, vi chiederete: ma perché allora Gorrini ha accusato ingiustamente Di Pietro? Se lo è chiesto anche il Giudice ed al riguardo ha scritto l’apposito capitolo 9°, significativamente intitolato “le reticenze, gli interessi, i legami di Gorrini”. Sono ben 29 pagine di “cruda verità” (da pag. 71 a pag. 99 della prima sentenza), finora sostanzialmente inedite, che da sole dovrebbero bastare per far capire (a chi ne ha voglia ed è scevro da preconcetti di qualsiasi natura) che cosa all’epoca è stato messo in piedi – e chi lo ha fatto e perché – per fermare Mani Pulite.

Sull’analisi di queste 29 pagine di motivazione giudiziaria tornerò a parlare in uno dei prossimi capitoli di questa storia a puntate. Per ora mi basta segnalare il seguente passo della sentenza del GIP: “…scaturisce il fondato sospetto che lo stesso (Gorrini) abbia volutamente alterato i contenuti reali dei rapporti con Di Pietro, strumentalizzandoli per interessi propri e di altri personaggi inquisiti dall’ex magistrato che finalmente potevano vedere nella vesta di accusato il loro acerrimo accusatore…” (vedi pag. 84 sentenza primo grado).

Già, ma chi sarebbero questi altri personaggi? Si legge a pag. 72 della stessa sentenza: “…Gorrini…si era presentato dopo essersi rivolto nel settembre 94 a Berlusconi Paolo, imputato in vari procedimenti della c.d. Tangentopoli promossi da Di Pietro e dal Pool Mani Pulite, al Berlusconi avendo fornito copia di un promemoria datato 4.10.1994, contenente le accuse…(a Di Pietro)”.

Si legge, inoltre, a pag. 89 sempre della stessa sentenza: “…Il Gorrini ha narrato che aveva contattato Berlusconi e Cusani (quello del processo Enimont) indicati come "i due marpioni là" onde "far loro presente in quale situazione loro mi avevano coinvolto…".

Insomma, risulta per tabulas che Gorrini, prima di recarsi dagli inquirenti a raccontare una vicenda non vera, aveva in qualche modo concordato la storia con Paolo Berlusconi. Allora è forse il caso di ritornare al tipo di indagini di cui mi stavo occupando nella rovente estate del ‘94. Avevo da poco chiesto l’arresto di Paolo Berlusconi per la vicenda delle tangenti alla Guardia di Finanza…il fratello Silvio (che poi sarà inquisito pure lui per gli stessi fatti) era Capo del Governo e promulgò il decreto Biondi con cui venivano fermate le nostre indagini…io e gli altri del Pool ci appellammo al paese…nel frattempo dalla Svizzera stavano arrivando rogatorie compromettenti… proprio il giorno in cui Gorrini datava il suo promemoria accusatorio per Paolo Berlusconi, io presentavo all’udienza del processo Enimont le carte che mi erano arrivate dai colleghi Svizzeri sul conto All Iberian (che, per chi non lo ricorda, era il conto estero su cui transitò il denaro dal Gruppo Berlusconi a Craxi, anche in relazione alla vicenda per cui poi furono condannati Previti e Squillante).

Ma per oggi fermiamoci qui. La storia è troppo lunga per raccontarla in una sola volta.
Niente link per ragioni di regolamento.
Matuhw è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 22-04-2009, 15:00   #107
John Cage
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Se stanno realmente così le cose il sig. Di Pietro è un disonesto non avrà MAI il mio voto e lo metto nell'altro calderone inasieme a moltri altri.
Detto questo, in che maniera il disonesto comportamento di un altro cittadino sminuisce in qualche maniera quello del nostro presidente del consiglio?
Se esiste il mostro di Firenze allora diventa accettabile uccidere le coppiette che si appartano? Non capisco il ragionamento.
Ma infatti io non capisco questa corsa nel dimostrare che i politici sono tutti uguali da parte dell'elettorato di centrodestra.

I vari claudioborghi vorrebbero che per coerenza l'elettore di centrosinistra che predica onestà non dovrebbe più votare per i politici "disonesti" come Di Pietro.

Io invece vorrei capire come fa l'elettore medio di centrodestra a strafregarsene di queste tematiche e votare convintamente per "disonesti" > o = a Di Pietro.

E dispensare consigli elettorali predicando onestà.
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Ultima modifica di John Cage : 22-04-2009 alle 15:02.
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Old 22-04-2009, 15:20   #108
claudioborghi
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Ecco la risposta di Di Pietro
... E anche quella di Imposimato

"...Di Pietro, all’uscita del libro di Imposimato, tanto per non smentirsi, annunciò querela. «La sto ancora aspettando. Né io né la mia casa editrice Koiné abbiamo mai ricevuto querele, citazioni o richieste di rettifica da Di Pietro o da suoi rappresentanti», rivela Imposimato "

Il Tonino si trincera dietro alla sentenza che dice che il fatto (la concussione) non sussiste, evvabbe'... ma i regali non li ha smentiti nesuno.

Per quanto riguarda il "ma anche", volevo solo far notare la scarsa coerenza di quegli utenti che in presenza di un'archiviazione nei confronti di Berlusconi dicono che "Eh, si, ma la morale", mentre in presenza di un comportamento (secondo me ben piu' amorale) di Di Pietro dicevano "Eh, si, ma la sentenza"...

Ripeto poi che per me non c'e' nesun ma anche, non vedo cosa ci sia di drammatico nel segnalare qualcuna a qualcuno per un lavoro (tanto piu' qando la segnalazione poi non va a buon fine), viceversa ritengo sospetto e odioso accettare regali esagerati se si fa il magistrato o qulsiasi altro ruolo di seria responsabilità.
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Old 22-04-2009, 15:24   #109
Stigmata
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Come, a quanto sembrerebbe, l'accettare prestiti da indagati ?. Utilizzare appartamentini in comodato gratuito ?. Oppure il "dimenticarsi" di nominare un responsabile per l'archivio dei DS posto sotto sequesto, poi volatilizzatosi nottetempo, per ottenere, in seguito, dallo stesso partito, lo so che sono un malpensante ma che volete farci se non sono cieco, una candidatura in un collegio superblindato ?. Tutti atti non penalmente rilevanti, ma eticamente come li definiamo, atti degni di encomio forse ?
No, naturalmente.
Personalmente vedrò di informarmi meglio e, se lo riterrò opportuno, non voterò più IDV.

Tu che farai, ora che hai sentito la voce di 'o imperatore dire quelle cose?
Stigmata è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 22-04-2009, 15:38   #110
John Cage
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Originariamente inviato da Stigmata Guarda i messaggi
No, naturalmente.
Personalmente vedrò di informarmi meglio e, se lo riterrò opportuno, non voterò più IDV.

Tu che farai, ora che hai sentito la voce di 'o imperatore dire quelle cose?
ma infatti il risultato è che una buona fetta di elettorato di centrosinistra per coerenza preferisce l'astensionismo.
Lo stesso non avviene tra l'elettorato di centrodestra. Evidentemente loro sono contenti così.
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Ultima modifica di John Cage : 22-04-2009 alle 15:45.
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Old 22-04-2009, 15:44   #111
John Cage
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Originariamente inviato da claudioborghi Guarda i messaggi
... E anche quella di Imposimato

"...Di Pietro, all’uscita del libro di Imposimato, tanto per non smentirsi, annunciò querela. «La sto ancora aspettando. Né io né la mia casa editrice Koiné abbiamo mai ricevuto querele, citazioni o richieste di rettifica da Di Pietro o da suoi rappresentanti», rivela Imposimato "

Il Tonino si trincera dietro alla sentenza che dice che il fatto (la concussione) non sussiste, evvabbe'... ma i regali non li ha smentiti nesuno.

Per quanto riguarda il "ma anche", volevo solo far notare la scarsa coerenza di quegli utenti che in presenza di un'archiviazione nei confronti di Berlusconi dicono che "Eh, si, ma la morale", mentre in presenza di un comportamento (secondo me ben piu' amorale) di Di Pietro dicevano "Eh, si, ma la sentenza"...

Ripeto poi che per me non c'e' nesun ma anche, non vedo cosa ci sia di drammatico nel segnalare qualcuna a qualcuno per un lavoro (tanto piu' qando la segnalazione poi non va a buon fine), viceversa ritengo sospetto e odioso accettare regali esagerati se si fa il magistrato o qulsiasi altro ruolo di seria responsabilità.
se si fa il magistrato oppure ad esempio se si devono prendere decisioni su appalti pubblici. Vorrei quindi precisare che il "qualsiasi ruolo di seria responsabilità" comprende ruoli politici di qualsiasi natura.
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Ultima modifica di John Cage : 22-04-2009 alle 15:54.
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Old 22-04-2009, 15:52   #112
John Cage
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Atto dovuto se si considera lo stipendio di un magistrato o di simile incaricato di pubblico servizio. Chi svolge certi ruoli non solo deve essere corretto ed onesto, ma anche apparire tale. Se lascia adito anche al minimo dubbio è da spedire a casa perchè dimostra di renderi conto adeguatamente di quali responsabilità gli competano.
e due.
pubblico servizio è anche chiunque esercita un qualsiasi ruolo politico.
A questo si aggiunge che chi ha incarichi pubblici deve dimostrare di non agire per se stesso o per gli amici, ma per la collettività. Quindi bisogna assolutamente regolamentare gli eventuali conflitti di interesse a tutti i livelli.
Dovrebbero essere regole basilari, ma ancora in Italia non ci siamo arrivati.
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Old 22-04-2009, 15:59   #113
Onisem
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Atto dovuto se si considera lo stipendio di un magistrato o di simile incaricato di pubblico servizio. Chi svolge certi ruoli non solo deve essere corretto ed onesto, ma anche apparire tale. Se lascia adito anche al minimo dubbio è da spedire a casa perchè dimostra di renderi conto adeguatamente di quali responsabilità gli competano.
Lo stesso non vale per i politici? Tanto per capire... O vale solo il discorso "non è penale"?
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Tanto poco un uomo si interessa dell'altro, che persino il cristianesimo raccomanda di fare il bene per amore di Dio. (Cesare Pavese)
"Sono un liberale di destra, come potrei votare uno come Berlusconi?"
Marcello Dell'Utri, fondatore del partito Forza Italia, è stato condannato per mafia.
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Old 22-04-2009, 16:21   #114
claudioborghi
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se si fa il magistrato oppure ad esempio se si devono prendere decisioni su appalti pubblici. Vorrei quindi precisare che il "qualsiasi ruolo di seria responsabilità" comprende ruoli politici di qualsiasi natura.
Certo che si, in finanza ci sono dei regolamenti che impediscono di ricevere doni superiori a 100 euro, non vedo perche' dovrebbe essere diverso. Se diventassi assessore e arrivasse uno a pagarmi i vestiti di tincati non vedo perche' dovrei accettare. Fra i doni considero ok solo i conti al ristorante perche' a tavola si lavora meglio.
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Old 22-04-2009, 16:58   #115
Onisem
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Ovvio che dovrebbe valere per tutti, per questo se io venissi eletto vorrei uno stipendio tale che quello attuale di un parlamentare è, al paragone, una miseria. Purtroppo in questo paese, come ho già detto, il più pulito ha la rogna e non solo tra i politicanti.

Questo paese è in decomposizione alla stregua di un cadavere, io spero solo che la lega riesca a farlo crollare al più presto e ciò ci costringa a ricostruirlo su basi diverse ed in modo diverso. Se ciò non accadrà entro, diciamo, dieci anni il cadavere potrà solo continuare a marcire senza più speranze di rinascite rapide.
Ah ecco, quindi tu che te la prendi sempre con le menti deboli, il popolo bue, hai girato in lungo e in largo, visitato paesi lontani e che hai capito tutto, confidi nella Lega come salvatrice della patria. A posto!

See you soon.
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Tanto poco un uomo si interessa dell'altro, che persino il cristianesimo raccomanda di fare il bene per amore di Dio. (Cesare Pavese)
"Sono un liberale di destra, come potrei votare uno come Berlusconi?"
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Old 22-04-2009, 18:59   #116
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Rido per non piangere
C'è chi davanti alle porcate si incazza e protesta e chi ride, evidentemente tu fai parte del secondo gruppo.

Gusti.
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Ultima modifica di CozzaAmara : 22-04-2009 alle 19:07.
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Old 22-04-2009, 19:02   #117
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Old 22-04-2009, 19:32   #118
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Ma almeno vi paga o avete sacrificato la vostra dignità per difendere l'indifendibile agratisse?
Guarda la tua di dignità, che fai più bella figura
La mia la difendo io, ed è inattaccabile e limpida.
E tu non hai voce in capitolo sulla mia dignità, ne tu ne i tuoi compagni di merende.
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Old 22-04-2009, 19:34   #119
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Tu ci scherzi sopra ma la cosa è grave assai, rischiamo di trovarci in una dittatura "de facto" per manifesta incapacità con relativa dissoluzione dell'opposizione, parte vitale per mantenere quella parvenza di oligarcodemocrazia della quale abbiamo goduto fin'ora.
e come si fa a non scherzarci sopra, dai
sono una macchietta di opposizione. E non vedo rischi di dittatura.
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Old 23-04-2009, 10:47   #120
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Ma almeno vi paga o avete sacrificato la vostra dignità per difendere l'indifendibile agratisse?
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Originariamente inviato da S.h.a.d.o. Guarda i messaggi
Guarda la tua di dignità, che fai più bella figura
La mia la difendo io, ed è inattaccabile e limpida.
E tu non hai voce in capitolo sulla mia dignità, ne tu ne i tuoi compagni di merende.
Vediamo di darci un taglio


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Leggi meglio, altrimenti non fai altro che avvalorare il concetto, da te espresso e di cui ti assumi la responsabilità, di menti deboli.

P.S. La tua faciloneria è disgustevole, pretendi di trinciare giudizi su argomenti che non paiono, almeno stando ai tuoi scritti, alla tua portata, riducendoli, arbitrariamente quanto impropriamente, a ciò, scarso ndr, sembri in grado di elaborare.
Qui invece abbiamo passato abbondantemente la misura.
3 gg per polemica personale.
__________________
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