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#21 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2006
Messaggi: 19401
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![]() Ma spero vivamente che non siano stati ascoltati, ma stiamo scherzando!? Sarebbe roba da denuncia! "la sua compagna è sana, ma mi disse qui, nel mio studio: se mio marito se ne va, me ne voglio andare insieme lui". Nel caso suddetto mi sento di dire che ci sono alternative migliori alla "dolce morte"...tipo una sana accettazione del lutto in maniera non egoistica non sarebbe meglio? Per me al pari di chi tenta il suicidio per classiche vie queste persone hanno bisogno di assistenza psicologica e non di essere aiutate a suicidarsi. Come se un 18enne viene da me e mi chiede se posso aiutarlo a suicidarsi perchè la sua ragazza è morta in un incidente col motorino... ![]() Questa è una condizione che trascende l'eutanasia per persone malate allo stadio terminale o con gravi menomazioni fisiche. Il rischio strumentalizzazione è ovviamente altissimo. |
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#22 | |
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Member
Iscritto dal: Mar 2009
Messaggi: 156
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Un giovane in tal caso non può essere assecondato, qualunque motivo lo spingesse a desiderare il suicidio può essere superato, ha il tempo per "rifarsi una vita".... Forse un limite di età per quanto possa sembrare un'idea assurda potrebbe essere considerata come parametro.
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>Un Viaggio< C'è un solo tipo di successo: quello di fare della propria vita ciò che si desidera avendo come guida un’unica fede, la fede in se stesso. |
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#23 |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2002
Città: Vercelli
Messaggi: 1874
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No ragazzi, non ci siamo.
Se l'intento (condivisibile) è quello di evitare che tale diritto venga esercitato in modo troppo superficiale o frettoloso (dal ragazzo disperato per la morte della fidanzata), o sfruttato per uccidere una persona facilmente raggirabile.. la soluzione NON E' quella di negare erga omnes (anche con limiti d'età) l'esercizio del diritto. Se, da un lato, è un rimedio molto facile, dall'altro è inaccettabile in quanto travolge anche il diritto di chi lo eserciterebbe in piena convinzione e consapevolezza. Discorsi del tipo "ma se uno vuole morire a 18 anni, allora è malato di mente" sono pericolosissimi: primo perchè sarà strano finchè volete, ma può capitare che qualcuno lo decida per motivi che nessuno ha il diritto di sindacare; in secondo luogo, se cominciamo a classificare come "incapace d'intendere" chiunque faccia scelte che non comprendiamo, il rischio è quello di inaugurare un'assoluta arbitrarietà nel definire la "malattia mentale" e la conseguente riduzione del pieno diritto all'autodeterminazione (per qualcuno è mentalmente incapace anche chi "vota contro i propri interessi" o sceglie di fare il magistrato, capite cosa intendo?). Ciò premesso, sono altri i rimedi ai problemi che ponete: ad esempio, si può prevedere che chi chiede d'essere aiutato a morire pur non essendo affetto da patologie particolari, debba confermare più volte la richiesta, facendo trascorrere un certo lasso di tempo tra una conferma e l'altra: il tutto di fronte ad una commissione competente, che si occupi anche di stabilire (secondo criteri rigorosamente medico-scientifici) l'esistenza di eventuali vizi (interni o esterni) della volontà. Per i malati gravi, invece, potrebbero essere sufficienti minori garanzie (in considerazione del loro stato e della necessità di provvedere rapidamente all'esecuzione della loro volontà).
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"Personalmente non ho nulla contro chi crede in un Dio, non importa quale. Sono contrario a chi pretende che il suo Dio sia l’autorità che gli permette di imporre delle restrizioni allo sviluppo e alla gioia dell’umanità" (Alexander S. Neill, «Summerhill», 1960). Ultima modifica di LucaTortuga : 03-04-2009 alle 16:21. |
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#24 | |
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Member
Iscritto dal: Mar 2009
Messaggi: 156
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Bisogna considerare il fatto che se uno DECIDE di farla finita non chide il permesso ad altri per farlo. Noi ora discutiamo solo se assecondarlo, cioè leggittimare tele atto o meno. Ma la decisione finale resta sempre e solo del soggetto interessato.
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>Un Viaggio< C'è un solo tipo di successo: quello di fare della propria vita ciò che si desidera avendo come guida un’unica fede, la fede in se stesso. |
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#25 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2002
Città: Vercelli
Messaggi: 1874
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Ma il discorso fondamentale è: se sia "lecito" che una persona in possesso delle competenze tecniche necessarie possa aiutarne un'altra a morire, su esplicita richiesta di quest'ultima, senza finire in galera per omicidio. Io penso di sì, e vorrei che la legge italiana fosse modificata in modo da consentirlo (con tutte le cautele e le garanzie necessarie a verificare l'effettiva volontà del soggetto, convinta ed esente da vizi).
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"Personalmente non ho nulla contro chi crede in un Dio, non importa quale. Sono contrario a chi pretende che il suo Dio sia l’autorità che gli permette di imporre delle restrizioni allo sviluppo e alla gioia dell’umanità" (Alexander S. Neill, «Summerhill», 1960). |
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#26 | |
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Member
Iscritto dal: Mar 2009
Messaggi: 156
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E allora io............................. ti quoto!
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>Un Viaggio< C'è un solo tipo di successo: quello di fare della propria vita ciò che si desidera avendo come guida un’unica fede, la fede in se stesso. |
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#27 |
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Messaggi: n/a
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Beh a me sembra un estremo atto d'amore finale.
Non mi scandalizza nè deploro tale pratica. Vorrei però sapere quanto costa farla finita in quattro e quatt'otto in tale clinica.. |
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#28 | ||
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Senior Member
Iscritto dal: May 2003
Città: Lucca
Messaggi: 15190
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焦爾焦 |
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#29 |
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Iscritto dal: Sep 2007
Città: London, Uk attualmente..
Messaggi: 127
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ma te chi sei per decidere che uno si deve uccidere con un coltello?!
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Se un filosofo è un uomo cieco,in una stanza buia,che cerca un gatto nero,che non c'è,un teologo è l'uomo che riesce a trovarlo. -->E8500,Ati4850,4gb ocz ddr2, wd500, asrock p43r1<-- |
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#30 |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2002
Città: Caltanissetta
Messaggi: 969
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Vi faccio notare che "desiderare la morte" va semplicemente contro la natura umana. La morte è un qualcosa che inconsciamente l'essere umano teme per natura (è talmente lampante che non credo ci sia bisogno di spiegarlo... nemmeno ci saremmo evoluti se non fosse così). Voler morire è una distorsione psicologica (di natura sociale) che indica un problema. Ora, non credete che umanamente sarebbe più giusto cercare di risolvere quel problema invece di assecondare un desiderio innaturale?
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#31 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2006
Messaggi: 19401
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Il suicidio è un gesto estremo e una manifestazione di malessere, a volte un tentativo di liberarsi di una sofferenza psicologica che si ritiene ingestibile ma che puo' essere gestibile se non si viene abbandonati! Avere 90anni o 20 non deve essere una discriminante, altrimenti si accetta che una vita valga piu' di un'altra e questo sarebbe ledere un principio fondamentale di uguaglianza. Ma poi è proprio impensabile realizzare un sistema del genere...facciamo un consenso superinformato e sicuro ma a partire da che età uno è autorizzato a suicidarsi? Maggiore età? Facciamo 25 giusto per darci un po' di margine? Hai idea di quanto siano diffuse le idee e le convinzioni suicidiarie a tutte le età? Per lo piu' dovute a momentanee difficoltà della vita o a traumi? Se togliamo pure le difficoltà del metterle in atto e cominciamo a ritenere il suicidio come un gesto culturalmente accettabile ci ritroveremmo ben presto senza adolescenti (suicidi per delusioni d'amore), senza padri (arrivati alla crisi di mezza età), senza mogli (suicide per depressione post-partum), senza nonni (che si sentono ormai inutili) ecc... Non è una cosa saggia ed esistono alternative decisamente migliori: se siete in grado di ipotizzare una commissione che si occupi del caso in modo "pragmatico" perche' invece non pensate a fare in modo che queste persone vengano aiutate a superare momenti difficili e possano tornare a vivere la loro vita (o quella che rimane) in modo sereno e con pienezza (non costrette da malattie o menomazioni gravi ad una vita limitata e sofferente in maniera inutile); credo valga la pena fare un tentativo. |
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#32 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2006
Città: Trapani (TP)
Messaggi: 3098
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A casa ho almeno sette PC, in firma non ci stanno
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#33 |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2002
Città: Caltanissetta
Messaggi: 969
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Eh appunto... se si è costretti a ragionare "caso per caso" significa che siamo davanti ad "anomalie", no? E' solo logica eh...
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#34 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2006
Città: Trapani (TP)
Messaggi: 3098
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Semplicemente non è automatico che uno che voglia morire sia per forza in torto. Tra l'altro se una persona dichiara, in un momento in cui è lucida e responsabile, di voler morire allora ha il diritto di uccidersi (o di farsi aiutare a farlo). Ovvio che non è la norma, infatti non siamo tutti rinchiusi a casa a tagliarci le vene.
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#35 |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2005
Città: ROMA
Messaggi: 5574
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Ognuno sarà libero di scegliere almeno come cazzo morire in questo lurido mondo?
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#36 |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2006
Città: Trapani (TP)
Messaggi: 3098
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La cosa meravigliosa è che se a soffrire è un animale che ci stà caro come un cane allora l'eutanasia è la norma (giustificata sempre come "atto di pietà"), se a soffrire è un malato terminale o un anziano in pessimo stato (che, per di più, chiede di morire... a differenza del cane) allora iniziano i "no, non si può, non possiamo".
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#37 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2002
Città: Caltanissetta
Messaggi: 969
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Ti faccio notare poi che le "cause" per cui uno decide volontariamente di morire (specie se parliamo di giovani) sono in ogni caso di natura "sociale"... ora, concettualmente è orribile pensare che la stessa società che produce "desiderio di morte" poi lo assecondi pure... per cui onestamente mi viene difficile pensare che una società che accetta l'eutanasia sia "giusta". Naturalmente il discorso non vale per i malati terminali... loro sono già condannati alla morte, non l'hanno desiderata... in quel caso è più giusto parlare di "umana pietà". |
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#38 | |||
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2006
Città: Trapani (TP)
Messaggi: 3098
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E invece non lo facciamo. Saremo un po'oltre il livello "animale" ? Quote:
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#39 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2002
Città: Italia
Messaggi: 3681
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Il corpo è mio e decido io. Voglio un testamento biologico che mi permetta di scegliere di non vivere da vegetale, o di accelerare la morte in caso di malattia terminale. E sono abbastanza incaxxato dopo la puntata di porta a porta, vista ieri sera.... Ovviamente rispetto chi si prende cura dei vegetali, più per egoismo che per altro (secondo il mio parere), ma anche lo stato e i politici devono rispettare chi ha idee diverse dal vaticano
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#40 |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2004
Città: Londra (Torino)
Messaggi: 3692
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Pensate che bella una causa intentata da un tizio trovato stramazzato per terra da un medico che l'ha aiutato nelle cure di primo soccorso.
Salvo poi scoprire che questo voleva in realta' suicidarsi, con tanto di dichiarazione legale e autorizzazione firmata dal notaio, e che intenta quindi causa... Comunque voglio proprio vedere quanti medici "obiettori di oscienza" si opporrebbero al suicidio assistito non giustificato da cause mediche. E voglio proprio vedere gli "oppositori" che vorranno costringere i medici a commettere l'omicidio per legge, similmnete agli aborti oggi. Un medico ha studiato per curare e alleviare le pene, non per fare quello che gli altri vogliono che venga fatto. Vuoi ucciderti? Vai dallo sfasciacarrozze e chiedigli di schiacciare il pulsante sotto la pressa. Ma non mettiamo di mezzo i medici. E come se a me Tizio venisse a chiedere di sviluppare un virus per computer perche' ne ha voglia e mi paga per questo. Io oggi non posso per legge sviluppare un virus per computer. E non voglio che nessuna legge autorizzi nessuno a produrre legalmente virus per computer. E non voglio che nessuna legge autorizzi ad uccidere alcuno per nessun motivo, nello stato in cui scelgo di vivere, ne' con la pena di morte ne' volontariamente.
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Se pensi che il tuo codice sia troppo complesso da capire senza commenti, e' segno che molto probabilmente il tuo codice e' semplicemente mal scritto. E se pensi di avere bisogno di un nuovo commento, significa che ti manca almeno un test. |
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