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#121 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2005
Messaggi: 3759
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Io posso ad esempio affermare: "non si può vivere secondo i principi del vangelo perché gli uomini sono portati a desiderare la donna degli altri" questa è un'opinione giusta o sbagliata, comunque discutibile, in cui viene indicato un motivo, cioè una specifica tendenza umana che a mio avviso è incompatibile con i precetti del vangelo. (Disclaimer: è un esempio, non la penso realmente così). Se io mi limito a dire "non si può vivere secondo i principi del vangelo perché non sono coerenti con la natura umana" sto parlando di fuffa. Mutatis mutandis, se tu vuoi affermare l'incompatibilità del modello comunista (non quello che hai in testa tu, ma quello che stiamo descrivendo in questo thread) devi specificare quale punto da noi descritto è in contraddizione con quale caratteristica umana tu consideri ineludibile. Diversamente, non solo è impossibile intavolare una discussione, ma il tuo intervento ha utilità=0.
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Inviato dal mio pollo di gomma™ usando la carrucola |
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#122 |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2008
Città: Bergamo
Messaggi: 7547
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in effetti non sarebbe male...
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#123 |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2004
Città: Londra, UK
Messaggi: 538
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#124 | ||||
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2002
Città: Singularity
Messaggi: 894
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Concordo. E' da molto tempo che se ne sente il bisogno.
(e magari coinvolgere Morkar per fare lo stesso per l'anarco-capitalismo) Quote:
(l'osservazione di Blamecanada è buona, ma il modello ateniese è diverso dal nostro in scala e soprattutto per la mancanza di diritti umani - vedi schiavi. La rappresentanza in democrazia e i principi liberali non sono dettagli ma "invenzioni" critiche della società moderna). Quote:
Il mio dubbio è rinforzato dal fatto che un sistema che funziona solo se ci sono tutti i pezzi al posto giusto è definito da chi studia i sistemi complessi come "fragile": piccole perturbazioni, interne o esterne, si trasmettono su tutte le parti e possono rendere instabile il sistema, portando a collassi catastrofici. Questo è un problema che si ritrova anche con il capitalismo e l'accentramento industriale e finanziario; ma nel caso del comunismo il collasso sarebbe anche politico. Quote:
Quote:
A leggerti, più che un comunista, mi sembra di ascoltare un tecno-utopianista... a questo punto ti basta solo aspettare che la tecnologia faccia il suo corso, anche se il futuro "comunismo" probabilmente assomiglierà molto al capitalismo
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echo 'main(k){float r,i,j,x,y=-15;while(puts(""),y++<16)for(x=-39;x++<40;putchar(" .:-;!/>"[k&7])) for(k=0,r=x/20,i=y/8;j=r*r-i*i+.1, i=2*r*i+.6,j*j+i*i<11&&k++<111;r=j);}'&>jul.c;gcc -o jul jul.c;./jul |Only Connect| "To understand is to perceive patterns" Isaiah Berlin "People often speak of their faith, but act according to their instincts." Nietzsche - Bayesian Empirimancer - wizardry Ultima modifica di Banus : 19-01-2009 alle 14:59. Motivo: refusi |
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#125 | |
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Member
Iscritto dal: Feb 2007
Città: Romagna ma col cuore in Toscana, e spero nel prossimo futuro in Spagna
Messaggi: 362
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E soprattutto, se iniziano a spuntare FAQ come funghi, io coinvolgo cdmauro e chiunque ne abbia voglia per fare le FAQ dell'anarchismo
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Chiesa Valdese - Remember, my child: Without innocence the cross is only iron, - Grazie Daniele di regalarmi ogni giorno il tuo amore! - Per l'Alternativa - Chi ci pensa nel miele, annega - La Filosofia è come la Russia, piena di paludi e spesso invasa dai tedeschi. (Roger Nimier) |
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#126 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2005
Città: Trentino
Messaggi: 1084
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Stile queste: http://ita.anarchopedia.org/Una_FAQ_Anarchica |
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#127 | ||||
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2005
Messaggi: 3759
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Imho le scienze sociali non sono diverse da quelle considerate "esatte": semplicemente il numero di variabili di cui tenere conto è enormemente superiore alle nostre attuali capacità analitiche e al numero di "esperimenti" che la storia propone è infinitesimale rispetto a quelli necessari. Metaforicamente parlando, pensare di elaborare una teoria generale del collettivismo basandola sui risultati dell'Urss è come pensare che Newton potesse elaborare la teoria della gravità sulla base del fatto che uno gli ha tirato una mela contro la nuca. Un singolo evento, avente caratteristiche peculiari, non può essere innalzato a modello se non con estrema cautela. Quote:
Ma è anche la ragione per cui un marxista ritiene essenziale il superamento del capitalismo Come tu stesso sottolinei (coerentemente con i marxisti, peraltro) è lo stesso capitalismo che, sviluppando le sue interconnessioni, si espone al rischio di un crollo verticale in caso di una crisi anche limitata. La teoria marxista individua però le ragioni della crisi nell'economia di mercato (contraddistinta da competizione sulla base di piani "segreti" e quindi imprevedibili) e propone come soluzione la pianificazione complessiva dell'economia. Ciò è coerente con l'esperienza: tutte le aziende che operano sul mercato e tutti gli stati, al fine di limitare il rischio di crisi, si impegnano al fine di prevedere le preferenze dei consumatori, pianificare gli interventi, ordinare lo sviluppo. Il marxismo indica quindi i seguenti due parametri essenziali per un'economia efficiente: - il maggior livello di integrazione e differenziazione delle fasi produttive (sul modello capitalista-taylorista che al momento è risultato il più efficiente sul mero piano della produzione); - il maggiore livello di prevedibilità e pianificazione al fine di limitare al minimo il rischio di una crisi; questo è il punto in cui viene postulata l'esigenza del superamento della proprietà privata, in quanto incompatibile con tale proposito. Quote:
Tuttavia, per un marxista, questo livello non si raggiunge "gradualmente" e all'interno dell'economia di mercato, in quanto è centrale la teoria della crisi ciclica: il capitalismo non può sviluppare così tanto le sue forze produttive a causa della sua intrinseca irrazionalità che lo porta, ciclicamente, a distruggere le forze via via accumulate. E' ad esempio ciò che sta accadendo in quest'ultimo periodo: un crollo del pil dovuto non ad una carestia ma ad una crisi finanziaria.
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Inviato dal mio pollo di gomma™ usando la carrucola |
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#128 |
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Moderatore
Iscritto dal: Nov 2003
Messaggi: 16213
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Se sbaglio correggetemi, ma:
Il sistema comunista è (assimilabile ad) un punto di ottimo locale. Quello capitalista, è (assimilabile ad) un punto di equilibrio di Nash. Verso quale delle due condizioni evolverà un sistema costituito da agenti egoisti in mutua competizione?
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Ubuntu è un'antica parola africana che significa "non so configurare Debian" Scienza e tecnica: Matematica - Fisica - Chimica - Informatica - Software scientifico - Consulti medici REGOLAMENTO DarthMaul = Asus FX505 Ryzen 7 3700U 8GB GeForce GTX 1650 Win10 + Ubuntu |
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#129 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2005
Messaggi: 3759
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Quote:
No, scherzi a parte, non ho capito una cippa. L'unica cosa che ho capito è la parte "individui egoisti in mutua competizione", sulla quale già avrei dei grossi dubbi.
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Inviato dal mio pollo di gomma™ usando la carrucola |
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#130 |
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Bannato
Iscritto dal: Sep 2008
Messaggi: 330
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Non concordo sul fatto che il comunismo sia efficiente solamente a livello globale e che non sia possibile instaurarlo con efficienza nelle singole realtà.
Questo perché le singole realtà sono facilmente interfacciabili con l'esterno mediante pochi canali di comunicazione e la maggior parte di questi non prevede un'interferenza diretta con l'interno. I motivi dell'insuccesso dei sistemi comunisti (o sedicenti tali) ad oggi è molto più facilmente riconducibile a problemi sociali, sociologici, storici, etici e morali delle singole realtà, piuttosto che non all'estensione delle idee comuniste nel loro complesso. Non a caso tutti i paesi, nessuno escluso, dove il comunismo ha attecchito erano uscenti da periodi di crisi, guerre e un generale disfacimento sociale. Sommando a questo il principio generale per cui il comunismo avrebbe "garantito un benessere collettivo" è ben chiaro che a fronte della mancata realizzazione nell'immediato delle aspettative si aveva un veloce decadimento del sistema stesso fino al suo completo fallimento. In parole povere: la Storia sembra dimostrare che la gente abbracci il comunismo quando sembrano non esserci altre vie d'uscita. Purtroppo però nessun sistema può risollevare immediatamente le sorti di una società disastrata, come poteva essere quella della Russia zarista, e il tempo di passaggio del recupero è sempre stato il punto cruciale che ha determinato scelte infelici portando a conclusioni altrettanto bislacche (si veda lo Stalinismo). Insomma il comunismo può anche funzionare, ammesso che ci siano le basi giuste per andare avanti e non è necessario escludere globalmente altre realtà sociali o di mercato. |
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#131 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2005
Messaggi: 3759
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Quote:
Nel caso esista un'isola su cui ci sono tutte le materie prime, tutte le competenze e tutti gli strumenti necessari, allora ci si può chiudere sull'isola. Fatto sta che nel mondo contemporaneo è impossibile trovare una zona geografica che non dipenda dall'esterno per la fornitura di una materia prima o di un bene essenziale. Su tutto il resto del tuo post concordo.
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Inviato dal mio pollo di gomma™ usando la carrucola |
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#132 | |||
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2002
Città: Singularity
Messaggi: 894
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Anche la storia della vita sulla Terra, la storia geologica, la cosmologia offrono una quantità limitata di esperimenti, e descrivono fenomeni caratterizzati da un'enorme quantità di variabili; ciononostante i pochi dati che possiamo raccogliere ci permettono di escludere molte teorie. Non è per ideologia che il lamarkismo, la teoria della Terra che cresce e lo stato stazionario sono state abbandonate. Quote:
(nota che anche la prevedibilità è fonte di fragilità, perché porta a decisioni che dipendono criticamente dal verificarsi delle previsioni. Per citare un famoso detto di Minsky, "la stabilità è instabile". Il moderno capitalismo non si basa solo sulle previsioni, ma ha creato, sopra una rete già molto complessa, strumenti ed enti come capitale di ventura e startup proprio perché il volere dei consumatori o la bontà di un'idea sono difficilissimi da anticipare, anche per chi ha risorse in abbondanza come le grandi multinazionali.) Quote:
Guardala come la traduzione matematica di quello che hai scritto prima
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echo 'main(k){float r,i,j,x,y=-15;while(puts(""),y++<16)for(x=-39;x++<40;putchar(" .:-;!/>"[k&7])) for(k=0,r=x/20,i=y/8;j=r*r-i*i+.1, i=2*r*i+.6,j*j+i*i<11&&k++<111;r=j);}'&>jul.c;gcc -o jul jul.c;./jul |Only Connect| "To understand is to perceive patterns" Isaiah Berlin "People often speak of their faith, but act according to their instincts." Nietzsche - Bayesian Empirimancer - wizardry Ultima modifica di Banus : 19-01-2009 alle 16:15. |
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#133 | |||||||
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2005
Messaggi: 3759
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A meno che non si riesca a tenere sotto controllo ogni variabile (come la psicostoria di Asimov, che è fantascienza) il modello non avrà la stessa capacità previsionale di un modello fisico. Tuttavia converrai che per avere un modello minimamente affidabile non è sufficiente avere un numero limitato di esperimenti posti in essere in condizioni limite. Allo stato attuale, le varie scienze sociali sono in grado di dare una spiegazione ed attuare previsioni solo in campi estremamente limitati di analisi e, soprattutto, devono decidere se operare in campo micro o macroscopico. Una "teoria del tutto" sarà formulata in fisica forse nei prossimi cento anni, mentre in sociologia ho idea che ci vorrà qualche millennio anche solo per identificare le variabili di base e capire come metterle in relazione Quote:
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Del resto la "globalità" è da intendersi in termini relativi: per Marx "il mondo" era l'Europa e nemmeno tutta, per noi non è necessario prevedere un'economia globale con i marziani ( Quote:
Anzi, so bene che questa mia risposta è ancora estremamente semplicistica, se pensiamo alla teoria della Vaughan secondo cui in un ambito di razionalità limitata, l'adozione di specifiche procedure (che per la maggior parte delle teorie costituiscono l'unico rimedio all'anarchia) conduce inevitabilmente ad un processo di normalizzazione della devianza, tale da rendere impermeabile il processo decisionale ad ogni agente perturbante, salvo poi trovarselo al termine del processo, sotto forma di problema che nessuno aveva previsto e che ti sbatte sul naso facendoti crollare il castello di carte. Ma questo è un ambito di analisi estremamente specifico e ho idea che ci condurrebbe molto fuori strada Dal mio punto di vista, concordo in parte con la Vaughan, ma ritengo che l'adozione di processi paralleli (ridondanza) possa limitare il rischio. Quote:
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#134 | ||
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2004
Città: Londra, UK
Messaggi: 538
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Proprio per questo stai parlando di un caso molto particolare con precise condizioni al contorno, e dunque non puoi attribuire il fallimento al modello comunista con certezza. Esempio: le previsioni meteorologiche si fanno con modelli caotici. Se io scrivo un nuovo modello di previsione e lo testo UNA SINGOLA volta con un set di condizioni iniziali e viene una schifezza non posso concludere che il modello sia sbagliato. A maggior ragione se il modello ha una serie di parametri interni molto vasta. Stesso discorso per il "comunismo", che può essere realizzato in molto maniere differenti in contesti storico/sociali ugualmente differenti. Ergo: il comunismo sovietico/maoista/cubano etc etc sono falliti nel proprio contesto storico. Non si può attribuire con certezza il fallimento al principio "comunista" (che tra l'altro non ha un significato di per se ma va anch'esso spiegato nel dettaglio per essere definito) |
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#135 | |
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Member
Iscritto dal: Feb 2007
Città: Romagna ma col cuore in Toscana, e spero nel prossimo futuro in Spagna
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#136 |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2008
Messaggi: 1242
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Ma quindi voi pensate veramente che la gente voterà comunista in considerazione delle teorie astruse che vedo scritte in queste pagine?
No perché se ritenete valida la democrazia (almeno spero), penso che quello a cui aspirate difficilmente si realizzerà. |
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#137 | ||||
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2002
Città: Singularity
Messaggi: 894
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Il numero di variabili non è un problema come sembri credere, quando la tecnologia permetterà di mettere un chip in ogni cosa puoi sempre prendere come ingressi tutte le transazioni avvenute in un certo periodo di tempo. Ma non parlavo di "previsioni meteorologiche" per la società: parlo semplicemente di decidere su base empirica quale teoria fra marxismo, teoria neoclassica, Hayek, Keynes, etc. descrive meglio il funzionamento dell'economia, ed esempio. Quote:
Il problema è più a monte del numero di esperimenti (0 per entrambi Quote:
Quote:
Infatti non sto dicendo che il crollo dell'URSS prova l'impossibilità del comunismo, ma che si tratta di una realizzazione che vincola i modelli. Ad esempio si può dire che oggettivamente un ordinamento come quello dell'URSS porta a un minor tasso di innovazione tecnologica? o che riduce il coefficiente di diseguaglianza di Gini? Intendo domande come questa.
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echo 'main(k){float r,i,j,x,y=-15;while(puts(""),y++<16)for(x=-39;x++<40;putchar(" .:-;!/>"[k&7])) for(k=0,r=x/20,i=y/8;j=r*r-i*i+.1, i=2*r*i+.6,j*j+i*i<11&&k++<111;r=j);}'&>jul.c;gcc -o jul jul.c;./jul |Only Connect| "To understand is to perceive patterns" Isaiah Berlin "People often speak of their faith, but act according to their instincts." Nietzsche - Bayesian Empirimancer - wizardry |
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#138 | ||
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2004
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Comunque certo, si possono trarre conclusioni nel merito del modello attuato. Quello però che tanti "imparano" dalla tv è che se il comunismo è fallito in URSS deve fallire sempre. Un po' riduttivo. |
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#139 | |
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Bannato
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#140 | |
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Senior Member
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