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Old 19-01-2009, 13:06   #121
nomeutente
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Non si tratta di me, ma dell'uomo in generale.
Per me è impossibile ad esempio anche una sociètà basata sui principi del vangelo, ma esistono le comunità di mormoni che vivono felicemente.
Continui ad esporre un postulato astratto.

Io posso ad esempio affermare:
"non si può vivere secondo i principi del vangelo perché gli uomini sono portati a desiderare la donna degli altri"
questa è un'opinione giusta o sbagliata, comunque discutibile, in cui viene indicato un motivo, cioè una specifica tendenza umana che a mio avviso è incompatibile con i precetti del vangelo.
(Disclaimer: è un esempio, non la penso realmente così).

Se io mi limito a dire "non si può vivere secondo i principi del vangelo perché non sono coerenti con la natura umana" sto parlando di fuffa.

Mutatis mutandis, se tu vuoi affermare l'incompatibilità del modello comunista (non quello che hai in testa tu, ma quello che stiamo descrivendo in questo thread) devi specificare quale punto da noi descritto è in contraddizione con quale caratteristica umana tu consideri ineludibile.

Diversamente, non solo è impossibile intavolare una discussione, ma il tuo intervento ha utilità=0.
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Old 19-01-2009, 13:39   #122
stetteo
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Magari un giorno ci si mette di impegno.
in effetti non sarebbe male...
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Old 19-01-2009, 13:59   #123
quelarion
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Magari un giorno ci si mette di impegno.
potremmo riassumere le nostre idee in un thread e fondare la nostra corrente

oddio mi sto quasi prendendo sul serio!
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Old 19-01-2009, 14:33   #124
Banus
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Sarebbe veramente bello fare delle FAQ
Concordo. E' da molto tempo che se ne sente il bisogno.
(e magari coinvolgere Morkar per fare lo stesso per l'anarco-capitalismo)

Quote:
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La storia non dimostra niente riguardo ai principi generali.
Puó dimostrare che il modello sovietico nel suo contesto storico é fallito, ma non dimostra che il modello sovietico per se é fallimentare.
Personalmente, penso che economia e sociologia non potranno mai diventare delle scienze alla pari di biologia o geologia fino a quando si darà spazio a posizioni come questa. Lo trovo come pretendere di studiare l'evoluzione senza tener conto dei ritrovamenti dei fossili, o studiare cosmologia solo con modelli teorici. Non possiamo eseguire esperimenti sulla società, e quindi la storia è uno dei pochi strumenti che possono vincolare i nostri modelli.
(l'osservazione di Blamecanada è buona, ma il modello ateniese è diverso dal nostro in scala e soprattutto per la mancanza di diritti umani - vedi schiavi. La rappresentanza in democrazia e i principi liberali non sono dettagli ma "invenzioni" critiche della società moderna).

Quote:
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Quindi non ha senso dirmi "tu puoi fare il comunismo sull'isoletta": a nessun marxista interessa creare una società idilliaca su una base materiale inefficiente: cesserebbe lo scopo.
Questo è un punto che mi piacerebbe vedere nelle FAQ: perché il comunismo è più efficiente solo a livello mondiale. Quello che non riesco a capire è perché non è possibile costruire gradualmente una nuova struttura con ad esempio due stati che commerciano fra loro con le nuove regole, che dimostrano (fra di loro) i vantaggi e che "conquistano" gradualmente tutti gli altri stati.
Il mio dubbio è rinforzato dal fatto che un sistema che funziona solo se ci sono tutti i pezzi al posto giusto è definito da chi studia i sistemi complessi come "fragile": piccole perturbazioni, interne o esterne, si trasmettono su tutte le parti e possono rendere instabile il sistema, portando a collassi catastrofici. Questo è un problema che si ritrova anche con il capitalismo e l'accentramento industriale e finanziario; ma nel caso del comunismo il collasso sarebbe anche politico.

Quote:
Con l'ulteriore sviluppo dei fattori produttivi e con la creazione di un'economia virtualmente in grado di soddisfare qualsiasi bisogno materiale (che è il fine ultimo che si propongono i marxisti)
Volgarmente chiamata economia post-scarsità...

Quote:
In effetti la prima cosa da fare è smaterializzare la moneta: ogni uomo dovrebbe avere una sorta di "palmare" con cui riceve ed effettua i pagamenti, sempre connesso ad una rete centrale che tenga traccia di tutte le transazioni.
Aggiungi strumenti per tracciare ogni prodotto oggetto delle transazioni, e hai l'ubicomp...

A leggerti, più che un comunista, mi sembra di ascoltare un tecno-utopianista... a questo punto ti basta solo aspettare che la tecnologia faccia il suo corso, anche se il futuro "comunismo" probabilmente assomiglierà molto al capitalismo
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echo 'main(k){float r,i,j,x,y=-15;while(puts(""),y++<16)for(x=-39;x++<40;putchar(" .:-;!/>"[k&7])) for(k=0,r=x/20,i=y/8;j=r*r-i*i+.1, i=2*r*i+.6,j*j+i*i<11&&k++<111;r=j);}'&>jul.c;gcc -o jul jul.c;./jul |Only Connect| "To understand is to perceive patterns" Isaiah Berlin "People often speak of their faith, but act according to their instincts." Nietzsche - Bayesian Empirimancer - wizardry

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Old 19-01-2009, 14:42   #125
Dream_River
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Concordo. E' da molto tempo che se ne sente il bisogno.
(e magari coinvolgere Morkar per fare lo stesso per l'anarco-capitalismo)
Anarco-capitalismo è una contraddizione, meglio chiamarli libertari

E soprattutto, se iniziano a spuntare FAQ come funghi, io coinvolgo cdmauro e chiunque ne abbia voglia per fare le FAQ dell'anarchismo
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Chiesa Valdese - Remember, my child: Without innocence the cross is only iron, - Grazie Daniele di regalarmi ogni giorno il tuo amore! - Per l'Alternativa - Chi ci pensa nel miele, annega - La Filosofia è come la Russia, piena di paludi e spesso invasa dai tedeschi. (Roger Nimier)
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Old 19-01-2009, 14:58   #126
GianoM
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E soprattutto, se iniziano a spuntare FAQ come funghi, io coinvolgo cdmauro e chiunque ne abbia voglia per fare le FAQ dell'anarchismo
Oh si si, io per iniziare ho già le domande

Stile queste:
http://ita.anarchopedia.org/Una_FAQ_Anarchica

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Old 19-01-2009, 15:01   #127
nomeutente
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Concordo. E' da molto tempo che se ne sente il bisogno.
(e magari coinvolgere Morkar per fare lo stesso per l'anarco-capitalismo)
Mi fa piacere notare che l'idea è condivisa.


Quote:
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Non possiamo eseguire esperimenti sulla società, e quindi la storia è uno dei pochi strumenti che possono vincolare i nostri modelli.
Concordo con questa posizione, ma l'applicazione corretta deve prevedere l'analisi di tutte le variabili.
Imho le scienze sociali non sono diverse da quelle considerate "esatte": semplicemente il numero di variabili di cui tenere conto è enormemente superiore alle nostre attuali capacità analitiche e al numero di "esperimenti" che la storia propone è infinitesimale rispetto a quelli necessari.
Metaforicamente parlando, pensare di elaborare una teoria generale del collettivismo basandola sui risultati dell'Urss è come pensare che Newton potesse elaborare la teoria della gravità sulla base del fatto che uno gli ha tirato una mela contro la nuca. Un singolo evento, avente caratteristiche peculiari, non può essere innalzato a modello se non con estrema cautela.


Quote:
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Questo è un punto che mi piacerebbe vedere nelle FAQ: perché il comunismo è più efficiente solo a livello mondiale.
L'obiezione è molto sensata
Ma è anche la ragione per cui un marxista ritiene essenziale il superamento del capitalismo
Come tu stesso sottolinei (coerentemente con i marxisti, peraltro) è lo stesso capitalismo che, sviluppando le sue interconnessioni, si espone al rischio di un crollo verticale in caso di una crisi anche limitata. La teoria marxista individua però le ragioni della crisi nell'economia di mercato (contraddistinta da competizione sulla base di piani "segreti" e quindi imprevedibili) e propone come soluzione la pianificazione complessiva dell'economia.
Ciò è coerente con l'esperienza: tutte le aziende che operano sul mercato e tutti gli stati, al fine di limitare il rischio di crisi, si impegnano al fine di prevedere le preferenze dei consumatori, pianificare gli interventi, ordinare lo sviluppo.
Il marxismo indica quindi i seguenti due parametri essenziali per un'economia efficiente:
- il maggior livello di integrazione e differenziazione delle fasi produttive (sul modello capitalista-taylorista che al momento è risultato il più efficiente sul mero piano della produzione);
- il maggiore livello di prevedibilità e pianificazione al fine di limitare al minimo il rischio di una crisi; questo è il punto in cui viene postulata l'esigenza del superamento della proprietà privata, in quanto incompatibile con tale proposito.


Quote:
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A leggerti, più che un comunista, mi sembra di ascoltare un tecno-utopianista... a questo punto ti basta solo aspettare che la tecnologia faccia il suo corso, anche se il futuro "comunismo" probabilmente assomiglierà molto al capitaslimo
Sì, in effetti il comunismo può anche essere visto come una società tecnocratica.
Tuttavia, per un marxista, questo livello non si raggiunge "gradualmente" e all'interno dell'economia di mercato, in quanto è centrale la teoria della crisi ciclica: il capitalismo non può sviluppare così tanto le sue forze produttive a causa della sua intrinseca irrazionalità che lo porta, ciclicamente, a distruggere le forze via via accumulate.
E' ad esempio ciò che sta accadendo in quest'ultimo periodo: un crollo del pil dovuto non ad una carestia ma ad una crisi finanziaria.
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Old 19-01-2009, 15:06   #128
Ziosilvio
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Se sbaglio correggetemi, ma:

Il sistema comunista è (assimilabile ad) un punto di ottimo locale.
Quello capitalista, è (assimilabile ad) un punto di equilibrio di Nash.
Verso quale delle due condizioni evolverà un sistema costituito da agenti egoisti in mutua competizione?
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Ubuntu è un'antica parola africana che significa "non so configurare Debian" Chi scherza col fuoco si brucia.
Scienza e tecnica: Matematica - Fisica - Chimica - Informatica - Software scientifico - Consulti medici
REGOLAMENTO DarthMaul = Asus FX505 Ryzen 7 3700U 8GB GeForce GTX 1650 Win10 + Ubuntu
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Old 19-01-2009, 15:18   #129
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Quote:
Originariamente inviato da Ziosilvio Guarda i messaggi
Se sbaglio correggetemi, ma:

Il sistema comunista è (assimilabile ad) un punto di ottimo locale.
Quello capitalista, è (assimilabile ad) un punto di equilibrio di Nash.
Verso quale delle due condizioni evolverà un sistema costituito da agenti egoisti in mutua competizione?
Il bianco più bianco è quello di Dash!



No, scherzi a parte, non ho capito una cippa.
L'unica cosa che ho capito è la parte "individui egoisti in mutua competizione", sulla quale già avrei dei grossi dubbi.
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Old 19-01-2009, 15:58   #130
Hactor
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Non concordo sul fatto che il comunismo sia efficiente solamente a livello globale e che non sia possibile instaurarlo con efficienza nelle singole realtà.
Questo perché le singole realtà sono facilmente interfacciabili con l'esterno mediante pochi canali di comunicazione e la maggior parte di questi non prevede un'interferenza diretta con l'interno.

I motivi dell'insuccesso dei sistemi comunisti (o sedicenti tali) ad oggi è molto più facilmente riconducibile a problemi sociali, sociologici, storici, etici e morali delle singole realtà, piuttosto che non all'estensione delle idee comuniste nel loro complesso.

Non a caso tutti i paesi, nessuno escluso, dove il comunismo ha attecchito erano uscenti da periodi di crisi, guerre e un generale disfacimento sociale. Sommando a questo il principio generale per cui il comunismo avrebbe "garantito un benessere collettivo" è ben chiaro che a fronte della mancata realizzazione nell'immediato delle aspettative si aveva un veloce decadimento del sistema stesso fino al suo completo fallimento.

In parole povere: la Storia sembra dimostrare che la gente abbracci il comunismo quando sembrano non esserci altre vie d'uscita.

Purtroppo però nessun sistema può risollevare immediatamente le sorti di una società disastrata, come poteva essere quella della Russia zarista, e il tempo di passaggio del recupero è sempre stato il punto cruciale che ha determinato scelte infelici portando a conclusioni altrettanto bislacche (si veda lo Stalinismo).

Insomma il comunismo può anche funzionare, ammesso che ci siano le basi giuste per andare avanti e non è necessario escludere globalmente altre realtà sociali o di mercato.
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Old 19-01-2009, 16:08   #131
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Non concordo sul fatto che il comunismo sia efficiente solamente a livello globale e che non sia possibile instaurarlo con efficienza nelle singole realtà.
Questo perché le singole realtà sono facilmente interfacciabili con l'esterno mediante pochi canali di comunicazione e la maggior parte di questi non prevede un'interferenza diretta con l'interno.
Il supposto livello "globale" è ovviamente relativo.
Nel caso esista un'isola su cui ci sono tutte le materie prime, tutte le competenze e tutti gli strumenti necessari, allora ci si può chiudere sull'isola.
Fatto sta che nel mondo contemporaneo è impossibile trovare una zona geografica che non dipenda dall'esterno per la fornitura di una materia prima o di un bene essenziale.

Su tutto il resto del tuo post concordo.
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Old 19-01-2009, 16:09   #132
Banus
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Imho le scienze sociali non sono diverse da quelle considerate "esatte": semplicemente il numero di variabili di cui tenere conto è enormemente superiore alle nostre attuali capacità analitiche e al numero di "esperimenti" che la storia propone è infinitesimale rispetto a quelli necessari.
Caos deterministico. Anche conoscendo tutte le variabili e applicando i modelli corretti, non sei in grado di costruire previsioni verificabili. Secondo me è completamente insensato cercare di studiare l'economia come la fisica newtoniana
Anche la storia della vita sulla Terra, la storia geologica, la cosmologia offrono una quantità limitata di esperimenti, e descrivono fenomeni caratterizzati da un'enorme quantità di variabili; ciononostante i pochi dati che possiamo raccogliere ci permettono di escludere molte teorie. Non è per ideologia che il lamarkismo, la teoria della Terra che cresce e lo stato stazionario sono state abbandonate.

Quote:
Come tu stesso sottolinei (coerentemente con i marxisti, peraltro) è lo stesso capitalismo che, sviluppando le sue interconnessioni, si espone al rischio di un crollo verticale in caso di una crisi anche limitata.
Il capitalismo (reale) non deve essere per forza fortemente interconnesso, vedi protezionismo. E hai evitato la domanda (come mai un accordo a due non funziona?)

(nota che anche la prevedibilità è fonte di fragilità, perché porta a decisioni che dipendono criticamente dal verificarsi delle previsioni. Per citare un famoso detto di Minsky, "la stabilità è instabile". Il moderno capitalismo non si basa solo sulle previsioni, ma ha creato, sopra una rete già molto complessa, strumenti ed enti come capitale di ventura e startup proprio perché il volere dei consumatori o la bontà di un'idea sono difficilissimi da anticipare, anche per chi ha risorse in abbondanza come le grandi multinazionali.)

Quote:
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No, scherzi a parte, non ho capito una cippa.
L'unica cosa che ho capito è la parte "individui egoisti in mutua competizione", sulla quale già avrei dei grossi dubbi.
L'equilibrio di Nash è una soluzione in teoria dei giochi nella quale i partecipanti scelgono la strategia migliore per sé tenendo conto delle decisioni degli altri partecipanti; vale a dire che se un partecipante cambia strategia unilateralmente, ha sempre da perdere.
Guardala come la traduzione matematica di quello che hai scritto prima
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echo 'main(k){float r,i,j,x,y=-15;while(puts(""),y++<16)for(x=-39;x++<40;putchar(" .:-;!/>"[k&7])) for(k=0,r=x/20,i=y/8;j=r*r-i*i+.1, i=2*r*i+.6,j*j+i*i<11&&k++<111;r=j);}'&>jul.c;gcc -o jul jul.c;./jul |Only Connect| "To understand is to perceive patterns" Isaiah Berlin "People often speak of their faith, but act according to their instincts." Nietzsche - Bayesian Empirimancer - wizardry

Ultima modifica di Banus : 19-01-2009 alle 16:15.
Banus è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 19-01-2009, 16:55   #133
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Caos deterministico. Anche conoscendo tutte le variabili e applicando i modelli corretti, non sei in grado di costruire previsioni verificabili. Secondo me è completamente insensato cercare di studiare l'economia come la fisica newtoniana
Attenzione, non ho detto che l'economia e la fisica sono la stessa cosa. Una mela che cade non ha una personalità e non compie azioni in base ad un senso soggettivo. Gli esseri umani, al contrario, lo fanno.
A meno che non si riesca a tenere sotto controllo ogni variabile (come la psicostoria di Asimov, che è fantascienza) il modello non avrà la stessa capacità previsionale di un modello fisico.
Tuttavia converrai che per avere un modello minimamente affidabile non è sufficiente avere un numero limitato di esperimenti posti in essere in condizioni limite.
Allo stato attuale, le varie scienze sociali sono in grado di dare una spiegazione ed attuare previsioni solo in campi estremamente limitati di analisi e, soprattutto, devono decidere se operare in campo micro o macroscopico.

Una "teoria del tutto" sarà formulata in fisica forse nei prossimi cento anni, mentre in sociologia ho idea che ci vorrà qualche millennio anche solo per identificare le variabili di base e capire come metterle in relazione


Quote:
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Anche la storia della vita sulla Terra, la storia geologica, la cosmologia offrono una quantità limitata di esperimenti, e descrivono fenomeni caratterizzati da un'enorme quantità di variabili; ciononostante i pochi dati che possiamo raccogliere ci permettono di escludere molte teorie. Non è per ideologia che il lamarkismo, la teoria della Terra che cresce e lo stato stazionario sono state abbandonate.
Controesempio: Lamark, sulla base di un'analisi superficiale ha elaborato la sua teoria; successivi studi più approfonditi e, soprattutto, la scoperta della genetica, hanno permesso di elaborare un modello più pertinente.


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Il capitalismo (reale) non deve essere per forza fortemente interconnesso, vedi protezionismo.
Protezionismo è diverso da autarchia

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E hai evitato la domanda (come mai un accordo a due non funziona?)
Hai ragione, ma pensavo fosse implicito e comunque ho risposto ad Hactor: qualora sia possibile individuare una specifica area geografica in grado di sostenersi in maniera autonoma, lì sarebbe possibile tentare l'esperimento.
Del resto la "globalità" è da intendersi in termini relativi: per Marx "il mondo" era l'Europa e nemmeno tutta, per noi non è necessario prevedere un'economia globale con i marziani () ma se in futuro cominciassimo a commerciare con i marziani e questi avessero l'elemento 115 essenziale per il funzionamento dei nostri reattori, allora sarebbe necessario includere anche marte nell'economia socialista.


Quote:
Originariamente inviato da Banus Guarda i messaggi
(nota che anche la prevedibilità è fonte di fragilità, perché porta a decisioni che dipendono criticamente dal verificarsi delle previsioni. Per citare un famoso detto di Minsky, "la stabilità è instabile".
Sì, hai ragione: la mia era un'approssimazione. Non ci si può affidare interamente alla prevedibilità di un fenomeno ed è necessario avere un certo margine. Ma a questo ci pensa la statistica.

Anzi, so bene che questa mia risposta è ancora estremamente semplicistica, se pensiamo alla teoria della Vaughan secondo cui in un ambito di razionalità limitata, l'adozione di specifiche procedure (che per la maggior parte delle teorie costituiscono l'unico rimedio all'anarchia) conduce inevitabilmente ad un processo di normalizzazione della devianza, tale da rendere impermeabile il processo decisionale ad ogni agente perturbante, salvo poi trovarselo al termine del processo, sotto forma di problema che nessuno aveva previsto e che ti sbatte sul naso facendoti crollare il castello di carte.
Ma questo è un ambito di analisi estremamente specifico e ho idea che ci condurrebbe molto fuori strada
Dal mio punto di vista, concordo in parte con la Vaughan, ma ritengo che l'adozione di processi paralleli (ridondanza) possa limitare il rischio.

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Il moderno capitalismo non si basa solo sulle previsioni, ma ha creato, sopra una rete già molto complessa, strumenti ed enti come capitale di ventura e startup proprio perché il volere dei consumatori o la bontà di un'idea sono difficilissimi da anticipare, anche per chi ha risorse in abbondanza come le grandi multinazionali.)
Vero, ma questo dipende dal fatto che le grandi multinazionali non sanno cosa fanno gli altri.


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L'equilibrio di Nash è una soluzione in teoria dei giochi nella quale i partecipanti scelgono la strategia migliore per sé tenendo conto delle decisioni degli altri partecipanti; vale a dire che se un partecipante cambia strategia unilateralmente, ha sempre da perdere.
Guardala come la traduzione matematica di quello che hai scritto prima
Grazie per la spiegazione.
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Old 19-01-2009, 17:02   #134
quelarion
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Concordo con questa posizione, ma l'applicazione corretta deve prevedere l'analisi di tutte le variabili.
Imho le scienze sociali non sono diverse da quelle considerate "esatte": semplicemente il numero di variabili di cui tenere conto è enormemente superiore alle nostre attuali capacità analitiche e al numero di "esperimenti" che la storia propone è infinitesimale rispetto a quelli necessari.
Metaforicamente parlando, pensare di elaborare una teoria generale del collettivismo basandola sui risultati dell'Urss è come pensare che Newton potesse elaborare la teoria della gravità sulla base del fatto che uno gli ha tirato una mela contro la nuca. Un singolo evento, avente caratteristiche peculiari, non può essere innalzato a modello se non con estrema cautela.
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Caos deterministico. Anche conoscendo tutte le variabili e applicando i modelli corretti, non sei in grado di costruire previsioni verificabili. Secondo me è completamente insensato cercare di studiare l'economia come la fisica newtoniana
Anche la storia della vita sulla Terra, la storia geologica, la cosmologia offrono una quantità limitata di esperimenti, e descrivono fenomeni caratterizzati da un'enorme quantità di variabili; ciononostante i pochi dati che possiamo raccogliere ci permettono di escludere molte teorie. Non è per ideologia che il lamarkismo, la teoria della Terra che cresce e lo stato stazionario sono state abbandonate.


Il capitalismo (reale) non deve essere per forza fortemente interconnesso, vedi protezionismo. E hai evitato la domanda (come mai un accordo a due non funziona?)
Hai ragione che le variabili sono infinite. Quindi la teoria sarebbe caotica.
Proprio per questo stai parlando di un caso molto particolare con precise condizioni al contorno, e dunque non puoi attribuire il fallimento al modello comunista con certezza.
Esempio: le previsioni meteorologiche si fanno con modelli caotici. Se io scrivo un nuovo modello di previsione e lo testo UNA SINGOLA volta con un set di condizioni iniziali e viene una schifezza non posso concludere che il modello sia sbagliato.
A maggior ragione se il modello ha una serie di parametri interni molto vasta.

Stesso discorso per il "comunismo", che può essere realizzato in molto maniere differenti in contesti storico/sociali ugualmente differenti. Ergo: il comunismo sovietico/maoista/cubano etc etc sono falliti nel proprio contesto storico.
Non si può attribuire con certezza il fallimento al principio "comunista" (che tra l'altro non ha un significato di per se ma va anch'esso spiegato nel dettaglio per essere definito)
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Old 19-01-2009, 17:53   #135
Dream_River
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Ottimo, appena avrò un pò di tempo, me metterò a compilare un buon documento di FAQ
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Old 19-01-2009, 18:14   #136
gbhu
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Ma quindi voi pensate veramente che la gente voterà comunista in considerazione delle teorie astruse che vedo scritte in queste pagine?
No perché se ritenete valida la democrazia (almeno spero), penso che quello a cui aspirate difficilmente si realizzerà.
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Old 19-01-2009, 18:20   #137
Banus
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Attenzione, non ho detto che l'economia e la fisica sono la stessa cosa.
Nemmeno io avevo inteso questo. Mi riferisco all'approccio ingressi -> modello -> risultato che è tipico della fisica newtoniana e in generale di tutti i modelli abbastanza semplici.
Il numero di variabili non è un problema come sembri credere, quando la tecnologia permetterà di mettere un chip in ogni cosa puoi sempre prendere come ingressi tutte le transazioni avvenute in un certo periodo di tempo. Ma non parlavo di "previsioni meteorologiche" per la società: parlo semplicemente di decidere su base empirica quale teoria fra marxismo, teoria neoclassica, Hayek, Keynes, etc. descrive meglio il funzionamento dell'economia, ed esempio.

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Controesempio: Lamark, sulla base di un'analisi superficiale ha elaborato la sua teoria; successivi studi più approfonditi e, soprattutto, la scoperta della genetica, hanno permesso di elaborare un modello più pertinente.
Darwin non aveva molti più elementi di Lamarck per formulare la sua teoria, e soprattutto non conosceva gli studi di Mendel sulla genetica
Il problema è più a monte del numero di esperimenti (0 per entrambi ): è il confronto con i dati empirici.

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Vero, ma questo dipende dal fatto che le grandi multinazionali non sanno cosa fanno gli altri.
No, il problema è più sottile. Sono stati osservati sistematicamente casi in cui una grande azienda, pur avendo tutte le tecnologie necessarie, non ha servito un nuovo mercato, e lo stesso hanno fatto i loro concorrenti, fin quando i nuovi arrivati non li hanno spodestati. E' un problema legato all'incertezza e al rischio di cambiare modo di produzione in un mercato in continuo mutamento.

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Originariamente inviato da quelarion Guarda i messaggi
Hai ragione che le variabili sono infinite. Quindi la teoria sarebbe caotica.
Proprio per questo stai parlando di un caso molto particolare con precise condizioni al contorno, e dunque non puoi attribuire il fallimento al modello comunista con certezza.
Puoi avere un sistema caotico con una sola variabile
Infatti non sto dicendo che il crollo dell'URSS prova l'impossibilità del comunismo, ma che si tratta di una realizzazione che vincola i modelli. Ad esempio si può dire che oggettivamente un ordinamento come quello dell'URSS porta a un minor tasso di innovazione tecnologica? o che riduce il coefficiente di diseguaglianza di Gini? Intendo domande come questa.
__________________
echo 'main(k){float r,i,j,x,y=-15;while(puts(""),y++<16)for(x=-39;x++<40;putchar(" .:-;!/>"[k&7])) for(k=0,r=x/20,i=y/8;j=r*r-i*i+.1, i=2*r*i+.6,j*j+i*i<11&&k++<111;r=j);}'&>jul.c;gcc -o jul jul.c;./jul |Only Connect| "To understand is to perceive patterns" Isaiah Berlin "People often speak of their faith, but act according to their instincts." Nietzsche - Bayesian Empirimancer - wizardry
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Old 19-01-2009, 18:29   #138
quelarion
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Ma quindi voi pensate veramente che la gente voterà comunista in considerazione delle teorie astruse che vedo scritte in queste pagine?
No perché se ritenete valida la democrazia (almeno spero), penso che quello a cui aspirate difficilmente si realizzerà.
la speranza è l'ultima a morire

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Puoi avere un sistema caotico con una sola variabile
Infatti non sto dicendo che il crollo dell'URSS prova l'impossibilità del comunismo, ma che si tratta di una realizzazione che vincola i modelli. Ad esempio si può dire che oggettivamente un ordinamento come quello dell'URSS porta a un minor tasso di innovazione tecnologica? o che riduce il coefficiente di diseguaglianza di Gini? Intendo domande come questa.
ma questo di variabili ne ha infinite
Comunque certo, si possono trarre conclusioni nel merito del modello attuato. Quello però che tanti "imparano" dalla tv è che se il comunismo è fallito in URSS deve fallire sempre. Un po' riduttivo.
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Old 19-01-2009, 18:34   #139
lowenz
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No, il problema è più sottile. Sono stati osservati sistematicamente casi in cui una grande azienda, pur avendo tutte le tecnologie necessarie, non ha servito un nuovo mercato, e lo stesso hanno fatto i loro concorrenti, fin quando i nuovi arrivati non li hanno spodestati. E' un problema legato all'incertezza e al rischio di cambiare modo di produzione in un mercato in continuo mutamento.
Microsoft vs Google?
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Old 19-01-2009, 18:46   #140
GianoM
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Ma quindi voi pensate veramente che la gente voterà comunista in considerazione delle teorie astruse che vedo scritte in queste pagine?
No perché se ritenete valida la democrazia (almeno spero), penso che quello a cui aspirate difficilmente si realizzerà.
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