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Città: Milano
Messaggi: 64
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Non sono un esperto ma: 1) Non hanno mai dichiarato ufficialmente di avere o meno l'atomica. 2) Come razzo fai a nuclearizzare una zona così vicina e piccola? |
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#2942 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Feb 2003
Città: 45°38' 00"N - 8°23' 25"E
Messaggi: 390
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La sezione Sport e Motori è morta ... viva la sezione Sport e Motori !!! Migna è colpevole !!! LOL - SuperGIF Clan - FIX - "Una piccola senzazione per un uomo, un grande culo per l'umanità" Dr. Greg House |
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#2943 | ||
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Iscritto dal: Feb 2006
Città: Venezia, Bananistan
Messaggi: 183
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#2944 |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2006
Messaggi: 19401
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Gaza: violenti bombardamenti israeliani
Colpita agenzia Onu e torre tv: 5 feriti L'Unrwa sospende attività. Ospedale in fiamme nella zona di Tel Hawa. I morti salgono a 1.054, ore decisive per la tregua GAZA (15 gennaio) - Continua l'offensiva israeliana nella Striscia di Gaza. Nella notte nuovi raid e violenti bombardamenti hanno causato la morte di almeno 16 palestinesi. Gli attacchi dell'aviazione di Israele si sono concentrati sulle città di Gaza, Khan Yunis e Rafah. Colpita sede rifugiati Onu Questa mattina l'artiglieria israeliana ha colpito la sede dell'Unrwa - l'agenzia per i rifugiati delle Nazioni Unite - a Gaza City, tre dipendenti dell'agenzia sono rimasti feriti. Colpito anche l'ospedale della Mezzaluna Rossa palestinese. Secondo la tv satellitare al-Jazeera, l'agenzia dell'Onu ha annunciato la sospensione delle sue attività nella Striscia per salvaguardare l'incolumità dei suoi operatori. Poco dopo l'attacco alla sede Unrwa è stata colpita la sede della Mezzaluna Rossa, che si trova nella zona di Tel Hawa e che ospita anche un piccolo ospedale, con 500 persone tra operatori sanitari e feriti e i suoi locali sono andati in fiamme. Le truppe di Israele avanzano da sud verso il centro della città di Gaza. Carri armati israeliani, con la copertura aerea di elicotteri, sono entrati stamane in profondità in un quartiere periferico di Gaza City, da dove gli abitanti, in preda al panico, stanno fuggendo. Lo hanno riferito fonti palestinesi, secondo le quali stabili di molti piani sono stati colpiti dal fuoco israeliano. Le stesse fonti riferiscono che in questo quartiere, Tal Al-Hawa, sono in corso accaniti combattimenti con miliziani palestinesi che fanno uso di mortai e di razzi anticarro. Incursioni di blindati si sarebbero inoltre verificate in due altri quartieri di Gaza, Sajaiya e Zaitun. Segretario Onu: sono scandalizzato Il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, in visita oggi a Gerusalemme, ha condannato il coinvolgimento del quartier generale dell'Unrwa nell'offensiva militare israeliana a Gaza City e il ferimento di tre suoi dipendenti causato dall'esplosione di proiettili d'artiglieria. Ban si è detto «scandalizzato» dall'episodio, «Ho chiesto una spiegazione dettagliata», ha aggiunto, sottolineando di essere in attesa di chiarimenti sia dal ministro degli Esteri, Tzipi Livni, sia dal ministro della Difesa, Ehud Barak. Oltre mille morti. Come riferiscono fonti mediche, tra i morti c'è un giovane di 13 anni, mentre cinque persone sono rimaste ferite in un raid portato contro una moschea di Rafah. L'ultimo bilancio provvisorio dei servizi di pronto soccorso palestinesi stima che i palestinesi uccisi dall'inizio dell' operazione Piombo Fuso il 27 dicembre scorso siano 1.054, 335 dei quali bambini e un centinaio donne. I militari israeliani hanno colpito anche la Torre di Ashruq, l'edifico di Gaza City che ospita gli studi di vari canali televisivi. Lo riferisce l'emittente satellitare al-Arabiya, aggiungendo che due giornalisti della tv Abu Dhabi sono rimasti feriti e che il palazzo è stato evacuato. Secondo la tv al-Jazeera, inoltre, i carri armati dello stato ebraico si trovano a pochi metri dall'abitazione del dirigente di Hamas e ministro degli Esteri del governo che controlla la Striscia di Gaza Mahmoud al-Zahar, a Gaza City. Fino a 14 razzi sono stati lanciati su Israele nelle prime ore del mattino di oggi. Gli ordigni hanno colpito diverse località del territorio israeliano, non si hanno tuttavia al momento notizie di danni o vittime. Fra i morti palestinesi degli ultimi giorni inoltre, si è intanto appreso, vi sono anche due calciatori molto noti nei territori. Quanto ai due calciatori, stando a quanto ha reso noto la Pfa, la federazione palestinese, si tratta di Ayman al-Kurd e di Wajih Mushtahi. Si continua a trattare intanto per raggiungere una tregua, con Hamas che sembra aprire alle clausole proposte dai mediatori egiziani al Cairo, dove oggi è arrivato anche l'inviato del ministero della Difesa israeliano Amos Ghilad. Il Venezuela nel fratempo ha rotto rompe le relazioni diplomatiche con Israele in segno di protesta contro l'offensiva su Gaza. Israele e Stati Uniti stanno intanto preparando un memorandum di intesa per impedire il contrabbando di armi destinate dall'Iran a Hamas nella striscia di Gaza, secondo il quotidiano Haaretz di oggi. http://www.ilmessaggero.it/articolo....NELMONDO&ssez= |
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#2945 | |
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Member
Iscritto dal: Nov 2005
Città: Milano
Messaggi: 64
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Israel is not a member of the Nuclear Non-Proliferation Treaty and refuses to officially confirm or deny having a nuclear arsenal, or having developed nuclear weapons, or even having a nuclear weapons program. Israel has pledged not to be the first country to introduce nuclear weapons into the region, but is also pursuing a policy of strategic ambiguity with regard to their possession. In the late 1960s, Israeli Ambassador to the US Yitzhak Rabin informed the United States State Department, that its understanding of "introducing" such weapons meant that they would be tested and publicly declared, while merely possessing the weapons did not constitute "introducing" them.[52] Although Israel claims that the Negev Nuclear Research Center near Dimona is a "research reactor", or, as was originally claimed, a "textile factory," no scientific reports based on work done there have ever been published. Extensive information about the program in Dimona was also disclosed by technician Mordechai Vanunu in 1986. According to the Natural Resources Defense Council and the Federation of American Scientists, Israel possesses around 75–200 weapons.[53] Imagery analysts can identify weapon bunkers, mobile missile launchers, and launch sites in satellite photographs. Israel may have tested a nuclear weapon along with South Africa in 1979, but this has never been confirmed (see Vela Incident). On May 26, 2008, ex-US president Jimmy Carter stated that Israel has “150 or more nuclear warheads” at a press conference at the annual literary Hay festival in Wales.[22] _____________________________ Non ho detto che non le hanno ho solo detto esattamente quanto evidenziato. |
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#2946 | |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2007
Città: Baldorias
Messaggi: 245
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Archimede,Einstein;Enrico Fermi......
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abbiamo oggi.In realta' lo trovo uno degli esseri piu' IDIOTI dell'intero e magnifico universo,ma tutto cio' mi fa' molta rabbia perche' la sua idiozia e stupidita' potrei definirla CON DOLO sa' fatto ad immagine di DIO per poi rivelarsi inferiore al mio gatto che noi tutti sappiamo essere ANIMALE!CHIARO IL CONCETTO? PS willy il tuo post secondo il punto di vista del mio gatto e' l'unica soluzione sensata fino ad ora letta e a dire il vero sarei tentato di darvi ragione |
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#2947 |
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Junior Member
Iscritto dal: Dec 2006
Messaggi: 14
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DISTRUTTA MA NON SCONFITTA, COSI’ HAMAS RIUSCIRA’ A VINCERE
DI URI AVNERY Gulf Times Guerra delle menzogne, calcoli sbagliati e la «follia morale» di Ehud Barak Quasi settant'anni fa, nel corso della seconda guerra mondiale, nella città di Leningrado fu commesso un crimine efferato. Per più di 70 giorni, una banda di estremisti chiamata «Armata rossa» tenne in ostaggio milioni di abitanti di quella città e, così facendo, provocò la rappresaglia della Wehrmacht tedesca dall'interno. I tedeschi non ebbero altra alternativa, se non bombardare la popolazione e imporre un blocco totale causando la morte di centinaia di migliaia di persone. Un po' di tempo prima, un crimine simile era stato commesso in Inghilterra. La banda di Churchill si era nascosta tra la popolazione londinese, sfruttando milioni di cittadini come scudi umani. I tedeschi furono costretti a inviare la Luftwaffe e, sebbene con riluttanza, a ridurre la città in rovine. Lo chiamarono il Blitz. Questa è la descrizione che apparirebbe oggi nei libri di storia - se i tedeschi avessero vinto la guerra. Assurdo? Non più delle quotidiane descrizioni nei nostri media, che si ripetono fino alla nausea: i terroristi di Hamas usano gli abitanti di Gaza come «ostaggi» e sfruttano le donne e i bambini come «scudi umani». Non ci lasciano altra alternativa se non i bombardamenti massicci nei quali, con nostro profondo dolore, migliaia di donne, bambini e uomini disarmati vengono uccisi o feriti. In questa guerra, come in qualunque guerra moderna, la propaganda gioca un ruolo fondamentale. La disparità tra le forze, tra l'esercito israeliano - con i suoi caccia, elicotteri da combattimento, aerei teleguidati, navi da guerra, artiglieria e tank - e le poche migliaia di combattenti di Hamas dotati di armi leggere, è di uno su mille, forse uno su un milione. Nell'arena politica il gap tra loro è ancora più ampio. Ma nella guerra di propaganda, il gap è quasi infinito. Quasi tutti i media occidentali inizialmente ripetevano la versione ufficiale della propaganda israeliana. Essi ignoravano quasi del tutto le ragioni dei palestinesi, per non parlare delle dimostrazioni quotidiane del campo della pace israeliano. La logica del governo israeliano («Lo stato deve difendere i suoi cittadini contro i razzi Qassam») è stata accettata come se quella fosse tutta la verità. L'altro punto di vista, per cui i Qassam sono una rappresaglia per l'assedio che affama il milione e mezzo di abitanti della Striscia di Gaza, non è stato riportato affatto. Solo quando le scene orribili provenienti da Gaza hanno cominciato ad apparire sui teleschermi occidentali, l'opinione pubblica mondiale ha gradualmente iniziato a cambiare. È vero, i canali televisivi occidentali e israeliani hanno mostrato solo una piccolissima frazione dei terribili eventi che appaiono 24 ore su 24 sul canale arabo al Jazeera, ma una sola immagine di un bimbo morto nelle braccia del padre terrorizzato è più potente di mille frasi elegantemente costruite dal portavoce dell'esercito israeliano. E alla fine, è decisiva. La guerra - ogni guerra - è il regno delle menzogne. Che si chiami propaganda o guerra psicologica, tutti accettano l'idea che sia giusto mentire per un paese. Chiunque dica la verità rischia di essere bollato come traditore. Il problema è che la propaganda è convincente per lo stesso propagandista. E dopo che ci si è convinti che una bugia è verità, e la falsificazione realtà, non si riesce più a prendere decisioni razionali. Un esempio di questo fenomeno riguarda quella che finora è stata la atrocità più scioccante di questa guerra: il bombardamento della scuola dell'Onu Fakhura, nel campo profughi di Jabaliya. Immediatamente dopo che esso era stato conosciuto in tutto il mondo, l'esercito ha «rivelato» che i combattenti di Hamas avevano sparato con i mortai da un punto vicino l'ingresso della scuola. Poco tempo dopo, il militare che aveva mentito ha dovuto ammettere che la foto aveva più di un anno. In breve: una falsificazione. In seguito l'ufficiale bugiardo ha affermato che avevano «sparato ai nostri soldati da dentro la scuola». Dopo appena un giorno, l'esercito ha dovuto ammettere dinanzi al personale Onu che anche quella era una menzogna. Nessuno aveva sparato da dentro la scuola; nella scuola non c'erano combattenti di Hamas: era piena di profughi terrorizzati. Ma l'ammissione ormai non faceva quasi più differenza. A quel punto, il pubblico israeliano era totalmente convinto che avessero «sparato da dentro la scuola», e gli annunciatori tv lo hanno affermato come un semplice fatto. Lo stesso è accaduto con le altre atrocità. Nell'atto della morte, ogni bambino si trasformava in un terrorista di Hamas. Ogni moschea bombardata diventava istantaneamente una base di Hamas, ogni palazzina un deposito di armi, ogni scuola una postazione terroristica, ogni edificio dell'amministrazione pubblica un «simbolo del potere di Hamas». Così l'esercito israeliano manteneva la sua purezza di «esercito più morale del mondo». La verità è che le atrocità sono un risultato diretto del piano di guerra. Questo riflette la personalità di Ehud Barak - un uomo il cui modo di pensare e le cui azioni sono una chiara esemplificazione di quella che viene chiamata «follia morale», un disturbo sociopatico. Il vero scopo (a parte quello di farsi eleggere alle prossime elezioni) è porre fine al governo di Hamas nella Striscia di Gaza. Nell'immaginazione di chi ha pianificato la guerra, Hamas è un invasore che ha ottenuto il controllo di un paese straniero. Naturalmente la realtà è completamente diversa. Il movimento di Hamas ha ottenuto la maggioranza dei voti nelle elezioni democratiche che si sono svolte in Cisgiordania, a Gerusalemme Est e nella Striscia di Gaza. Ha vinto perché i palestinesi erano giunti alla conclusione che l'atteggiamento pacifico di Fatah non avesse ottenuto nulla da Israele - né un congelamento degli insediamenti, né il rilascio dei prigionieri, né un qualunque passo significativo verso la fine dell'occupazione e la creazione dello stato palestinese. Hamas è profondamente radicato nella popolazione - non solo come movimento di resistenza che combatte l'occupante, come l'Irgun e il Gruppo Stern in passato - ma anche come organismo politico e religioso che fornisce servizi sociali, scuola e sanità. Dal punto di vista della popolazione, i combattenti di Hamas non sono un organismo straniero, ma figli di ogni famiglia della Striscia e delle altre regioni palestinesi. Essi non si «nascondono dietro la popolazione»: la popolazione li vede come i suoi unici difensori. Perciò, l'intera operazione si basa su presupposti errati. Trasformare la vita in un inferno sulla terra non fa insorgere la popolazione contro Hamas ma, al contrario, essa si stringe dietro Hamas e rafforza la propria determinazione a non arrendersi. La popolazione di Leningrado non si sollevò contro Stalin, più di quanto i londinesi non si sollevarono contro Churchill. Chi dà l'ordine di una simile guerra, con tali metodi, in un'area densamente popolata, sa che causerà il massacro di civili. A quanto pare, ciò non lo ha toccato. O forse credeva che loro avrebbero «cambiato modo» e la guerra avrebbe «marchiato a fuoco la loro coscienza», per cui in futuro non oseranno resistere a Israele. Una delle principali priorità per chi ha pianificato la guerra era l'esigenza di ridurre al minimo le vittime tra i soldati, sapendo che lo stato d'animo di una larga parte dell'opinione pubblica, favorevole ad essa, sarebbe cambiato se fossero giunte notizie di questo genere. È quanto è avvenuto nella prima e nella seconda guerra del Libano. Questa considerazione ha giocato un ruolo particolarmente importante perché l'intera guerra è parte della campagna elettorale. Ehud Barak, che nei primi giorni di guerra è salito nei sondaggi, sapeva che il suo gradimento sarebbe crollato se gli schermi televisivi si fossero riempiti di immagini di soldati morti. Perciò, si è fatto ricorso a una nuova dottrina: evitare perdite tra i nostri soldati mediante la distruzione totale di tutto ciò che incontrano sulla loro strada. Per salvare un soldato israeliano si era disposti a uccidere non solo 80 palestinesi, ma anche 800. Evitare perdite dalla nostra parte è il comandamento principale, che sta causando un numero record di vittime civili dall'altra. Questo significa la scelta consapevole di un tipo di guerra particolarmente crudele - e questo è il suo tallone di Achille. Una persona senza immaginazione, come Barak (il suo slogan elettorale: «Non un bravo ragazzo, ma un leader») non riesce a immaginare come le persone per bene, in tutto il mondo, possano reagire ad azioni come l'uccisione di intere famiglie, la distruzione di case sulla testa dei loro abitanti, le file di bambini e bambine in sudari bianchi pronti per la sepoltura, le notizie di persone lasciate a morire dissanguate per giorni perché non si consentiva alle ambulanze di raggiungerle, l'uccisione di dottori e medici impegnati a salvare vite umane, l'uccisione di autisti dell'Onu che trasportavano cibo. Le immagini degli ospedali, con i morti, le persone in fin di vita, i feriti stesi tutti insieme sul pavimento per mancanza di spazio hanno scioccato il mondo. I pianificatori pensavano di poter impedire al mondo di vedere queste immagini vietando con la forza la presenza dei media. I giornalisti israeliani - fatto riprovevole - si sono accontentati dei rapporti e delle foto forniti dal portavoce dell'esercito, come se fossero notizie autentiche, mentre loro stessi se ne restavano a miglia di distanza dai fatti. Anche ai giornalisti stranieri non è stato permesso di entrare, finché non hanno protestato e sono stati portati a fare rapidi tour in gruppi selezionati e controllati. Ma in una guerra moderna, uno sguardo così sterile e preconfezionato non può escludere completamente tutti gli altri - le videocamere sono dentro la Striscia, in mezzo all'inferno, e non possono essere controllate. Aljazeera trasmette le immagini a tutte le ore, e arriva in tutte le case. La battaglia per il teleschermo è una delle battaglie decisive della guerra. Centinaia di milioni di arabi dalla Mauritania all'Iraq, più di un miliardo di musulmani dalla Nigeria all'Indonesia vedono le immagini e sono orripilati. Questo ha un impatto forte sulla guerra. Molti spettatori vedono i governanti dell'Egitto, della Giordania, dell'Autorità palestinese come collaboratori di Israele nell'attuazione di queste atrocità ai danni dei loro fratelli palestinesi. I servizi di sicurezza dei regimi arabi stanno registrando un fermento pericoloso tra le popolazioni. Hosny Mubarak, il leader arabo più esposto per aver chiuso il valico di Rafah in faccia ai profughi terrorizzati, ha cominciato a premere sui decisori di Washington, che fino ad allora avevano bloccato tutti gli inviti a cessare il fuoco. Questi hanno cominciato a capire che i vitali interessi americani nel mondo arabo erano minacciati e improvvisamente hanno cambiato atteggiamento - nella costernazione dei compiacenti diplomatici israeliani. Le persone affette da follia morale non riescono a capire le motivazioni delle persone normali, e devono indovinare le loro reazioni. «Quante divisioni ha il papa?» se la rideva Stalin. «Quante divisioni hanno le persone con una coscienza?» potrebbe chiedersi oggi Ehud Barak. Ma, come stiamo vedendo, ne hanno qualcuna. Non tante. Non molto veloci a reagire. Non molto forti e organizzate. Ma a un certo momento, quando le atrocità dilagano e masse di persone si uniscono per protestare, questo può decidere di una guerra. L'incapacità di cogliere la natura di Hamas ha causato l'incapacità di capire i prevedibili risultati. Non solo Israele non è in grado di vincere la guerra: Hamas non può perderla. Anche se l'esercito israeliano dovesse riuscire a uccidere ogni combattente di Hamas fino all'ultimo uomo, anche allora Hamas vincerebbe. I combattenti di Hamas sarebbero visti come i modelli della nazione araba, gli eroi del popolo palestinese, i modelli da emulare per ogni giovane del mondo arabo. La Cisgiordania cadrebbe nelle mani di Hamas come un frutto maturo, Fatah affogherebbe in un mare di disprezzo, i regimi arabi rischierebbero di crollare. Se la guerra dovesse finire con Hamas ancora in piedi, sanguinante ma non sconfitto, a fronte della possente macchina militare israeliana, ciò apparirebbe come una vittoria fantastica, una vittoria della mente sulla materia. Nella coscienza del mondo, resterà impressa a fuoco l'immagine di Israele come un mostro lordo di sangue, pronto in qualunque momento a commettere crimini di guerra e non intenzionato a rispettare alcun freno morale. Questo avrà gravi conseguenze a lungo termine per il nostro futuro, per la nostra posizione nel mondo, per la nostra chance di raggiungere la pace e la tranquillità. In fondo, questa guerra è anche un crimine contro noi stessi, un crimine contro lo stato di Israele. Versione originale: Uri Avnery Fonte: www.gulfnews.com Link: http://www.gulfnews.com/Opinion/Colu.../10274351.html 11.01.2009 |
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#2948 |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2006
Messaggi: 19401
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SPARI SUI CIVILI - Civili palestinesi in fuga da Gaza denunciano di essere stati attaccati dalle forze israeliane mentre cercavano di fuggire dalle loro case, mettendo in mostra la bandiera bianca. Lo riporta la Bbc online che ha ricevuto la testimonianza insieme all'organizzazione israeliana per i diritti umani B’tselem in particolare di una donna con una bandiera bianca che sarebbe stata colpita alla testa. Israele affema che l'episodio è «senza fondamento». In un'altra testimonianza, una famiglia palestinese accusa di essere stata colpita dagli spari durante le tre ore di tregua umanitaria quotidiana mentre stava riempiendo taniche d'acqua.
http://www.corriere.it/esteri/09_gen...4f02aabc.shtml Israelis 'shot at fleeing Gazans' Claims have been received by the BBC and an Israeli human rights group that Israeli troops have fired on Gaza residents trying to escape the conflict area. Israel has strongly denied the allegations. BBC journalists in Gaza and Israel have compiled detailed accounts of the claims. http://news.bbc.co.uk/2/hi/middle_east/7828536.stm Audio corrispondente del corriere online a Gaza: http://video.corriere.it/?vxSiteId=4...&vxBitrate=300 |
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#2949 |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2001
Messaggi: 7906
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Dire che israele non ha almeno una bomba atomica sotto il culo equivale a dire che cicciolina è vergine
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#2950 | |
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Member
Iscritto dal: Nov 2004
Città: Vicenza
Messaggi: 297
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infatti ora stiamo negando perchè non lo confermano ufficialmente che non hanno il nucleare? cioè qualsiasi cosa che dicono i militari governo è vangelo? siamo arrivati a questo punto? anche sulle bombe?
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Sono contrario al matrimonio dei preti: se fanno figli, siamo finiti. (cit) |
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#2951 |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2001
Messaggi: 460
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prima o poi israele pagherà x i suoi crimini ..
http://it.peacereporter.net/articolo...+a+Rafah%0D%0A Gaza. Bombe al fosforo su sede Onu. Il portavoce dell'Unrwa, Chris Gunness, raggiunto da PeaceReporter a Gerusalemme, ha confermato che l'edificio della sede Onu a Gaza per i rifugiati (UNRWA) è stato colpito. “Tre bombe al fosforo bianco hanno raggiunto l'edificio - ha detto il portavoce Unrwa - e il deposito è andato in fiamme. Tre persone sono rimaste ferite fra il personale. Ancora una volta il lavoro del personale umanitario è sotto tiro”. “Le fiamme continuano ad alimentarsi perché non si può estinguere il fuoco generato dal fosforo bianco con normali estintori. Ci vuole la sabbia e non ce l'abbiamo” ha proseguito il portavoce, "le autorità israeliane hanno espresso il loro rincrescimento, ma questo non è abbastanza.
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#2952 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2001
Messaggi: 7906
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entro 10 post qualcuno smentirà e/o giustificherà postando un bambino kamikaze o altro. |
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#2953 |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2006
Città: Paris
Messaggi: 537
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The IDF has no mercy for the children in Gaza nursery schools
By Gideon Levy, Haaretz Correspondent Tags: Hamas, IDF, Israel, Gaza The fighting in Gaza is "war deluxe." Compared with previous wars, it is child's play - pilots bombing unimpeded as if on practice runs, tank and artillery soldiers shelling houses and civilians from their armored vehicles, combat engineering troops destroying entire streets in their ominous protected vehicles without facing serious opposition. A large, broad army is fighting against a helpless population and a weak, ragged organization that has fled the conflict zones and is barely putting up a fight. All this must be said openly, before we begin exulting in our heroism and victory. This war is also child's play because of its victims. About a third of those killed in Gaza have been children - 311, according to the Palestinian Health Ministry, 270 according to the B'Tselem human rights group - out of the 1,000 total killed as of Wednesday. Around 1,550 of the 4,500 wounded have also been children according to figures from the UN, which says the number of children killed has tripled since the ground operation began. This is too large a proportion by any humanitarian or ethical standard. It is enough to look at the pictures coming from Shifa Hospital to see how many burned, bleeding and dying children now lie there. History has seen innumerable brutal wars take countless lives. But the horrifying proportion of this war, a third of the dead being children, has not been seen in recent memory. God does not show mercy on the children at Gaza's nursery schools, and neither does the Israel Defense Forces. That's how it goes when war is waged in such a densely populated area with a population so blessed with children. About half of Gaza's residents are under 15. No pilot or soldier went to war to kill children. Not one among them intended to kill children, but it also seems neither did they intend not to kill them. They went to war after the IDF had already killed 952 Palestinian children and adolescents since May 2000. The public's shocking indifference to these figures is incomprehensible. A thousand propagandists and apologists cannot excuse this criminal killing. One can blame Hamas for the death of children, but no reasonable person in the world will buy these ludicrous, flawed propagandistic goods in light of the pictures and statistics coming from Gaza. One can say Hamas hides among the civilian population, as if the Defense Ministry in Tel Aviv is not located in the heart of a civilian population, as if there are places in Gaza that are not in the heart of a civilian population. One can also claim that Hamas uses children as human shields, as if in the past our own organizations fighting to establish a country did not recruit children. A significant majority of the children killed in Gaza did not die because they were used as human shields or because they worked for Hamas. They were killed because the IDF bombed, shelled or fired at them, their families or their apartment buildings. That is why the blood of Gaza's children is on our hands, not on Hamas' hands, and we will never be able to escape that responsibility. The children of Gaza who survive this war will remember it. It is enough to watch Nazareth-born Juliano Mer Khamis' wonderful movie "Arna's Children" to understand what thrives amid the blood and ruin we are leaving behind. The film shows the children of Jenin - who have seen less horror than those of Gaza - growing up to be fighters and suicide bombers. A child who has seen his house destroyed, his brother killed and his father humiliated will not forgive. The last time I was allowed to visit Gaza, in November 2006, I went to the Indira Gandhi nursery school in Beit Lahia. The schoolchildren drew what they had seen the previous day: an IDF missile striking their school bus, killing their teacher, Najwa Halif, in front of their eyes. They were in shock. It is possible some of them have now been killed or wounded themselves. http://www.haaretz.com/hasen/spages/1055574.html |
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#2954 | ||
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2002
Città: Vercelli
Messaggi: 1874
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Se proprio non si sopporta il governo eletto, come viene spesso ricordato dai "vincitori" delle ultime politiche nostrane, si può sempre emigrare. Quote:
Ci sarebbe da chiedersi perchè hanno scelto una regione del mondo popolata prevalentemente da "mele", per fondare il loro stato "peroso". Solo perchè c'è scritto nel loro "libro magico"? Mi sembra un motivo risibile..
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"Personalmente non ho nulla contro chi crede in un Dio, non importa quale. Sono contrario a chi pretende che il suo Dio sia l’autorità che gli permette di imporre delle restrizioni allo sviluppo e alla gioia dell’umanità" (Alexander S. Neill, «Summerhill», 1960). |
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#2955 |
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Junior Member
Iscritto dal: Dec 2006
Messaggi: 14
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![]() Heil Israhell! ("Molti occhi per un occhio...") |
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#2956 |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2001
Città: Milano Tokyo , purtroppo Utente con le palle fracassate
Messaggi: 2371
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anche il temutissimo Commando Nardini?
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Kotoshi mo yoroshiku onegai-itashimasu |
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#2957 | |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2006
Città: Paris
Messaggi: 537
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L'assurdità é che gli irredentismi e vari nazionalismi etnici ottocenteschi sono oggi giustamente considerati risibili e razzisti. L'unico che invece é rimasto, non si sa bene perché, presentabile é il sionismo |
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#2958 |
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Member
Iscritto dal: Apr 2003
Città: nord Italia
Messaggi: 65
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L'unico rimasto di nazionalismi e irredentisimi entici medievali li idenfichi nell' islam, ma se lo dici se un anti islamico razzista.
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Se gli arabi avessero deposto le armi, adesso sarebbe scoppiata la pace Se Israele avesse deposto le armi, israele adesso non esisterebbe. |
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#2959 | |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2006
Città: Paris
Messaggi: 537
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Non ha nemmeno senso confondere il piano religioso con quello del sionismo, che é alla base un movimento politico. E il fatto che il criterio religioso sia alla base della definizione di popolo ebraico non deve far dimenticare che i fondatori del sionismo erano in gran parte nettamente atei. Però capisco che questi dettagli siano superflui per chi si aggrappa alla retorica razzista del "arabi=musulmani= primitivi terroristi = guerra santa contro il terrorismo scontro di civiltà" e via col solito armamentario spazzatura dell'ideologia neocon Ultima modifica di Fritz! : 15-01-2009 alle 19:01. |
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#2960 | |
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Member
Iscritto dal: Apr 2003
Città: nord Italia
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Migliaia di pere vivevano già li da centinaia di anni e questo è un fatto storico innegabile come è innegabile che non esistevano neanche le mele quando c'erano le pere su quei luoghi santi. Pensa che circa un miliardo di persone vivono secondo un libro magico e ci credono cosi tanto che non hanno nessun motivo per sgozzarti se tu lo critichi o lo insulti. Si chiama teocrazia e la stessa voce delle mele significa sottomissione.
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Se gli arabi avessero deposto le armi, adesso sarebbe scoppiata la pace Se Israele avesse deposto le armi, israele adesso non esisterebbe. |
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Yurtta Sulh, Cihanda Sulh! - 











