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#2921 | |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2007
Città: Baldorias
Messaggi: 245
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disprezzo
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lasciano molto esterrefatto. Le colpe sono da parte israeliana in primis.........volevo scrivere altro ma chiedo scusa lo schifo mi pervade...........per questo mi incazzo quando chiamano il "giovane Leone fornito di criniera..." Animale!!!!! |
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#2922 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2004
Messaggi: 666
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#2923 | |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2006
Città: Paris
Messaggi: 537
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Tu hai sparato una percentuale, quella del 71% tirando in ballo la transgiordania, che faceva parte della palestina storica al tempo dell'impero ottomano, non al tempo del mandato britannico e che non ha proprio nulla a che vedere con la nascita dello stato israeliano, e in nessun modo rientra nei piani di spartizione discussi dall'onu nel 47. Quindi dici falsità per sparare bumeri a caso a supporto delle tue tesi. Secondo, qua non é questione di giustificare il sionismo. E' questione che tu hai tirato in ballo la risoluzione del 48 dicendo falsamente che israele nasce da quella risoluzione. Ed é una affermazione storicamente falsa, come gia spiegato. Se poi tu vuoi falsificare la storia per renderla coerente al tuo schemino neocon della lotta contro il terrorismo e gli arabi cattivi che ci vogliono sterminare; continua pure. |
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#2924 |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2006
Città: Paris
Messaggi: 537
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a parlare di crisi umanitaria sono la croce rossa e l'onu.
che secondo te sono meno affidabili di un blog russo che posta foto d'archivio? Ultima modifica di Fritz! : 14-01-2009 alle 20:28. |
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#2925 |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2004
Messaggi: 666
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Stanno su Getty con la data, più chiaro di cosi, e gettyimages fornisce di fotografie anche i quotidiani, quindi non è che sono i primi venuti
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#2926 | |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2006
Città: Paris
Messaggi: 537
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di che parli scusa? la foto di un mercato del 2005 cosa dovrebbe dimostrare? E prendendo per buone le due foto di cui si dice, nel blog russo, che sono attuali cosa dimostri? si vede un interno in cui si distribuiscono alimentari, quindi? |
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#2927 | |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2006
Città: Paris
Messaggi: 537
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ma secondo wiki, Lieberman é stato ministro fino a un anno fa del governo Olmert. Ministro alle "minacce strategiche", uno che affermava robe del tipo if it were up to me I would notify the Palestinian Authority that tomorrow at ten in the morning we would bomb all their places of business in Ramallah, for example." o che vorrebbe togliere diritti di cittadinanza a 500'000 cittadini arabo israeliani http://en.wikipedia.org/wiki/Arab_citizens_of_Israel Avigdor Lieberman of Yisrael Beiteinu, the fourth largest faction in the 17th Knesset, is one of the foremost advocates of the transfer of large Arab towns located just inside Israel near the border with the West Bank (e.g. Tayibe, Umm al-Fahm, Baqa al-Gharbiyye), to the jurisdiction of the Palestinian National Authority in exchange for Israeli settlements located inside the West Bank.[87][88][89][90][91][92][93][94] As the London Times notes: "Lieberman plans to strengthen Israel’s status as a Jewish state by transferring 500,000 of its minority Arab population to the West Bank, by the simple expedient of redrawing the West Bank to include several Arab Israeli towns in northern Israel. Another 500,000 would be stripped of their right to vote if they failed to pledge loyalty to Zionism Questo sarà pure un estremista, ma faceva parte di un governo, che in teoria dovrebbe essere moderato |
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#2928 | ||
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2005
Città: Ferrara (cs_italy)
Messaggi: 5102
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Il fatto che più determinò la vittoria israeliana fu l'annientamento a terra di quasi tutti i 385 velivoli siriani ed egiziani dando loro il dominio del cielo e togliendo alle truppe di terra. Se gli arabi non fossero stati presi di sorpresi la storia sarebbe andata molto diversamente. Ovvio che si possono fare molte supposizioni, ma è innegabile che la decisione di israele fu indubbiamente la migliore per la sua sopravvivenza e dubito che gli stati arabi continuassero ad ammassare truppe per fare qualche parata militare Quote:
Nel video il ragazzo viene messo al checkpoint, però non si vedono palestinesi in rivolta ed i soldati israeliani prendono il ragazzo proprio mentre sono seguiti dai giornalisti quindi dubito che si mettano a fare una figura barbina davanti alla stampa. Sicuro che quello sarebbe uno scudo umano? In ogni modo, anche se ci sono stati soldati che hanno attuato questa pratica, anche qui si vede la differenza fra Israele ed Hamas. I soldati israeliani sono stati richiamati dalla Corte suprema e tale pratica è illegale, cosa che non succede tra le file dei combattenti di Hamas dove gli scudi umani sono la prassi e la norma.
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#2929 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2004
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#2930 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2001
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#2931 |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2006
Messaggi: 19401
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Il fardello dell'uomo israeliano
BARBARA SPINELLI Non molto tempo prima dell’offensiva contro Gaza, il premier israeliano Ehud Olmert pose a se stesso e al proprio popolo una domanda gelida, senza precedenti. Una domanda non concernente i valori e la morale, ma la pura utilità. Era il 29 settembre, e in un’intervista a Yedioth Ahronoth denunciò quarant’anni di cecità: quella d’Israele e la propria. Disse che era arrivato il momento, non rinviabile, in cui lo Stato doveva mutare natura e scegliere come vivere e sopravvivere: se guerreggiando in permanenza, o cercando la pace coi vicini. Non negò le colpe di Hamas e di molti Stati arabi, ma invitò i connazionali a concentrarsi sul «proprio fardello di colpa». Il fardello consisteva negli automatismi del pensiero militarizzato: «Gli sforzi di un primo ministro devono puntare alla pace o costantemente aspirare a rendere il paese più forte, più forte, più forte, con l’obiettivo di vincere una guerra?». Aggiunse che personalmente non ne poteva più di leggere i rapporti dei propri generali: «Possibile che non abbiano imparato assolutamente nulla? Per loro esistono solo i carri armati e la terra, il controllo dei territori e i territori controllati, la conquista di questa e quella collina. Tutte cose senza valore». L’unico valore da ritrovare era la pace, perseguibile a un’unica condizione: liquidando le colonie, restituendo «quasi tutti se non tutti i territori», dando ai palestinesi «l’equivalente di quel che Israele terrà per sé». Alla Siria andava reso il Golan, ai palestinesi parte di Gerusalemme. Così parlò il primo ministro d’Israele, non un preconcetto nemico dello Stato ebraico e del suo popolo. Da queste parole sembra passato un tempo enorme e oggi non sono che fumo e fame di vento, come nel Qohèlet. Allora l’opportunità era imperativa, vicina. Nemmeno tre mesi dopo, la guerra è decretata «senza alternative». Allora Olmert pareva ascoltare gli intellettuali contrari alle soluzioni belliche: da Tom Segev a Gideon Levy a Abraham Yehoshua che tra i primi, su La Stampa, ha invocato negli ultimi giorni la tregua. Tre mesi dopo il pensiero militarizzato si riaccende e il dissenso si dirada. Non restano che Segev, Gideon Levy, Yossi Sarid. Perfino Yehoshua considera vana una reazione proporzionata ai missili di Hamas «perché la capacità di sopportazione e resistenza dei palestinesi è infinitamente superiore a quella degli israeliani». La domanda gelida di Olmert, a settembre, era la seguente e resta valida: «Che faremo, dopo aver vinto una guerra? Pagheremo prezzi pesanti e dopo averli pagati dovremo dire all’avversario: cominciamo un negoziato». Secondo Olmert, Israele era a un bivio: «Per quarant’anni abbiamo rifiutato di guardare la realtà con occhi aperti (...). Abbiamo perso il senso delle proporzioni». Non poche cose s’intuiscono, anche se ai giornalisti è vietato il teatro di guerra. Quel paesaggio che da giorni vediamo sugli schermi, alle spalle dei reporter, è praticamente tutta Gaza: non più di 40 chilometri di lunghezza, 9,7 chilometri di profondità. Con 360 chilometri quadrati, Gaza è più piccola di Roma e abitata da 1,5 milioni di palestinesi. Inevitabile che in un lembo sì minuscolo i civili abbattuti siano tanti (metà degli uccisi, secondo alcuni). Inevitabile chiedersi se i governanti israeliani non persistano nella cecità, quando negano che la loro guerra sia contro i civili e un disastro umanitario. Israele ha serie ragioni da accampare: i missili di Hamas sulle città del Sud, da anni e malgrado il ritiro unilaterale voluto da Sharon nel 2005, generano angoscia e collera indicibile, anche se i morti non sono molti. Ma ci sono cose non dette, in chi giustamente s’indigna: cose che questi ultimi nascondono a se stessi, dure da ammettere, non vere. Non è vero, innanzitutto, che lo Stato israeliano reagisca senza voler penalizzare i civili. Bersagliando i luoghi da cui partono i missili di Hamas, esso sa che subito Hamas e i missili si sposteranno altrove, e che in quei luoghi non resteranno che i civili: vecchi, donne, bambini. Lo dicono essi stessi, ai giornalisti: «Quando parte un missile vicino alle nostre case, scuole, moschee, sappiamo che non Hamas sarà colpito, ma noi». La domanda è tremenda: come spiegare agli abitanti di Gaza la differenza con rappresaglie che, come a Marzabotto, sacrificarono centinaia di civili al posto di introvabili partigiani? Secondo: non è vero che non esistessero alternative all’attacco aereo e terrestre. Se la tregua con Hamas non ha funzionato, è perché mai iniziò veramente. Perché i coloni avevano evacuato la Striscia ma Israele manteneva il controllo dei cieli, del mare, dei confini. Il cessate il fuoco negoziato a giugno prevedeva la fine del lancio di missili palestinesi ma anche la rimozione del blocco di Gaza, imputabile a Israele. I missili son diminuiti, anche se non scomparsi: ne cadevano a centinaia tra maggio e giugno, ne son caduti meno di 20 nei quattro mesi successivi. Nulla invece è accaduto per il blocco. Questo è il «fardello di colpe» israeliane, non piccolo, e ancora una volta la geografia aiuta a capire. Dice il governo d’Israele che dal 2005 Gaza appartiene ai palestinesi, ma che non è servito a nulla. È falso anche questo, perché Gaza essendo priva di autonomia non è messa alla prova. Non le manca solo il controllo dell’aria, del mare. Ci sono sei punti di passaggio che dovrebbero consentire il transito di cibo, acqua, elettricità, uomini (lungo la frontiera con Israele il valico Erez a Nord, i valichi Nahal Oz, Karni, Kissufim, Sufa a Est; ai confini con l’Egitto il valico Rafah) e tutti sono chiusi. Per una briciola come Gaza è impossibile vivere senza rapporti coll’esterno, ed essi sono bloccati da quando Hamas ha vinto le elezioni e rotto con Fatah. Anche in tal caso un’intera popolazione paga per i politici, e quando il cardinale Martino parla di campo di concentramento (altri parlano di prigione a cielo aperto) non s’allontana dai fatti. I tunnel servono a contrabbandare armi, è vero. Ma anche a trasportare cibo, medicine, pezzi industriali di ricambio. Il disastro umanitario a Gaza non comincia oggi. E quel milione e mezzo è lì perché cacciatovi dall’esercito israeliano nel ’48. La punizione è parola chiave, in numerose guerre israeliane. Ma la punizione en masse dei civili non punisce in realtà nessuno, e accresce ire omicide nei contemporanei e nei discendenti. È una sorta di vendetta esibita. È guerra terapeutica che libera da inibizioni morali, guerra fatta per roteare gli occhi, scrive Yossi Sarid (Haaretz, 9 gennaio). È non solo feroce, ma vana. I missili di Hamas continuano a colpire e hanno addirittura allungato la gittata: ormai colpiscono Beer Sheva (36 chilometri dalla centrale atomica di Dimona) e la base di Tel Nof (27 chilometri da Tel Aviv). Gaza e Cisgiordania sono più che mai interdipendenti. Quel che accade in Cisgiordania ha pesato amaramente su Gaza, e pesa ancora. In questo caso sì: non c’è alternativa alla decolonizzazione e al ritiro. Anche Israele, come tanti imperi, deve passare di qui. Deve smettere di separare i teatri d’azione: di edificare nuove colonie ogni volta che negozia o ogni volta che guerreggia su altri fronti, in Libano o a Gaza. È quello che teme anche oggi Dror Etkes, coordinatore dell’associazione israeliana Yesh Din (volontari per i diritti umani): «Posso certificare che proprio in queste ore stanno spianando terre in Cisgiordania per una nuova colonia presso Etz Efraim, e per un avamposto presso Kedumim». In un libro di Idith Zertal e Akiva Eldar (Lords of the Land, New York 2007) è scritto che la pace è irraggiungibile se non si riconosce che ogni singola colonia, e non solo i cosiddetti avamposti illegali, viola la legge internazionale; se non ci si spoglia dell’ossessione delle armi e delle terre idolatrate, che Olmert stesso ha denunciato poche settimane fa. http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tm...asp?ID_blog=40 |
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#2932 |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2006
Messaggi: 19401
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Moni Ovadia parla di Gaza
Scritto il 13 gennaio 2009 Durissime parole dello scrittore di origine ebraica sul governo di Tel Aviv. Il richiamo a saper guardare oltre la propaganda dei governanti di Israele. Lo scrittore Moni Ovadia partecipando a Siena a un incontro dell’Arci ha detto.”Dopo Sharon Israele non è stata più capace di esprimere un leader degno di questo nome. I governanti israeliani non vogliono una soluzione di pace. Una soluzione di questo tipo non è mai stata proposta veramente e i vari tavoli di pace che si sono succeduti negli ultimi anni sono solo buffonate”. ”Nessuno si chiede - ha continuato Ovadia - perchè Hamas lancia i missili? Forse perchè Gaza è da mesi blindata e recintata? La tregua da chi è stata rotta? Forse dagli israeliani? Dobbiamo sempre tener presente che Hamas è un gruppo democraticamente eletto e non solo un organizzazione terroristica. E dobbiamo anche ricordare che Hamas è stata per anni sostenuta dagli israeliani in funzione anti Olp proprio come Bin Laden è stato per molto tempo sul libro paga della Cia. L’establishment israeliano si lamenta di come gli arabi vogliano cancellarli ma omettono di dire come proprio la cancellazione del popolo palestinese sia stato il paradigma per l’avvio del secondo sionismo”. Quindi, riferendosi al fatto di essere stato definito antisemita, lo scrittore di origine ebraica ha osservato: ”non me ne frega proprio niente. La Torah in fondo non dice come votare”. http://www.inviatospeciale.com/2009/...parla-di-gaza/ |
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#2933 |
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Member
Iscritto dal: Oct 2001
Città: Oldest Republic
Messaggi: 74
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Mi spiace per tutti ma, non ne posso più di questi litiganti.
Facciamo un bell impianto sportivo come il colosseo, ci mettiamo dentro i contendenti in numero equanime, poi a loro la scelta: o trovano un accordo o si scannano a mani nude. |
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#2934 |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2006
Città: Paris
Messaggi: 537
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In onore ai valori occidentali, della democrazia, della libertà d'opinione la knesset ha votato per bandire i partiti degli arabi israeliani dalle elezioni di febbraio.
http://www.haaretz.com/hasen/spages/1054867.html Last update - 01:58 13/01/2009 Israel bans Arab parties from running in upcoming elections By Shahar Ilan and Roni Singer-Heruti, Haaretz Correspondents and The Associated Press Tags: Arab, elections, Israel news The Central Elections Committee (CEC) yesterday banned the Arab parties United Arab List-Ta'al and Balad from running in next month's parliamentary elections amid accusations of racism from Arab MKs. Both parties intend to challenge the decision in the Supreme Court. Members of the CEC conceded yesterday that the chance of the Supreme Court's upholding the ban on both parties was slim. Arab faction delegates in the CEC walked out of the hall before the vote, shouting, "this is a fascist, racist state." As they walked out, CEC deputy chairman MK David Tal (Kadima) and the Arab delegates pushed each other and a Knesset guard had to intervene and separate them. Advertisement The CEC voted overwhelmingly in favor of the motions, accusing the country's Arab parties of incitement, supporting terrorist groups and refusing to recognize Israel's right to exist. The requests to ban the Arab parties were filed by two ultra right parties Yisrael Beiteinu and National Union-National Religious Party. |
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#2935 |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2001
Messaggi: 460
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http://www.dazebao.org/news/index.ph...nte&Itemid=277
Gaza: 18° giorno di stragi. Lieberman: "Buttiamo due bombe atomiche" di Matteo Alvisi Si combatte a Gaza City. Cresce la crisi umanitaria con 1.009 morti e 4.500 feriti. Ban Ki-Moon parte per il medio oriente ROMA - "Gaza dovrebbe essere cancellata dalle carte geografiche. Hamas si merita lo stesso trattamento che ebbero nella seconda guerra i giapponesi. Lanciamo due bombe nucleari come quelle di Hiroshima e Nagasaky, tanto Israele ne possiede 400." A pronunciare queste parole non è uno psicopatico, ma Avigdor Lieberman, presidente di Yisrael Beitenu, il quinto partito politico di estrema destra in Israele, che dimostra da sempre una spiccata ispirazione all'odio razziale contro i palestinesi.
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#2936 | |
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Junior Member
Iscritto dal: Aug 2006
Messaggi: 11
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è come se interpellassero il roberto fiore israeliano della situazione |
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#2937 | |
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Member
Iscritto dal: Feb 2006
Città: Venezia, Bananistan
Messaggi: 183
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Fiore non è mai stato eletto in parlamento, non ha mai ricoperto incarichi ministeriali e Forza nuova non ha mai fatto parte di una coalizione di governo. Lieberman è un immigrato moldavo che vive in un insediamento israeliano in piena Cisgiordania. Egli non solo vuole negare i diritti fondamentali ai cittadini israeliani di origine araba, vorrebbe cacciare tutti gli arabi che vivono laggiù da ben prima che lui e la sua famiglia arrivassero in Palestina e si è espresso in favore dello sterminio della gente di Gaza. In più sostiene l’ingresso di Israele nella Nato, quindi sembrerebbe avere tutte le carte in regola per diventare il beniamino di molti forumisti |
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#2938 |
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Member
Iscritto dal: Feb 2006
Città: Venezia, Bananistan
Messaggi: 183
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Ecco un tipico esempio di come Israele porti avanti anche un'offensiva mediatica, cercando di ribaltare la realtà in modo da passare sempre per vittima anziché per aggressore.
M.O.: ISRAELE, MILITANTI PALESTINESI SPARANO PROIETTILI AL FOSFORO BIANCO 1. Bombarda col fosforo bianco Gaza 2. I palestinesi lo denunciano ma Israele nega di averlo utilizzato 2. Dpo che l'utilizzo del fosforo viene documentato dai medici e dalla stampa internazionale, evita di rilasciare dichiarazioni trincerandosi nel silenzio 3. A giorni di distanza dallo scandalo, costretto dall'evidenza dei fatti, conferma di averlo utilizzato, ma di non aver violato il Trattato di Ginevra perché è stato usato come illuminante (come se in questo modo facesse meno male agli abitanti di Gaza una volta che gli arriva addosso!) 4. Dopo qualche settimana accusa i militanti palestinesi di aver sparato proiettili al fosforo in fantomatici attacchi che non hanno lasciato traccia alcuna, cioè non potendo più negare il fatto vuole far credere che anche palestinesi commettano queste atrocità. 5. Trova sempre qualche volenteroso disposto a credere a queste storie |
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#2939 | ||
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2001
Messaggi: 460
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http://www.arabnews.it/2006/10/25/il-primo-ministro-israeliano-firma-un-accordo-per-lingresso-dell-estrema-destra-nel-governo/ Il primo ministro israeliano firma un accordo per l\’ingresso dell'estrema destra nel governo
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#2940 |
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Member
Iscritto dal: Feb 2006
Città: Venezia, Bananistan
Messaggi: 183
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New York 11/01/2009, manifestanti in favore di Israele e dell'attacco a Gaza, sostengono le loro curiose tesi su come trattare i palestinesi...
http://it.youtube.com/watch?v=FABqq_jjRRo |
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