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Old 01-06-2008, 15:55   #21
NeroCupo
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again , non ti ho chiesto di tua moglie, ti ho chiesto come mai dopo l'entrata nell'euro della romania,e anche in attesa dell'entrata, le imprese italiane, delocalizzano dalla romania in cina...
Non ho idea di chi siano, e se ci sono sono poche, e in ogni caso non ne conosco nessuna che se ne voglia andare da là.
Uno spaccato invece più che positivo (anche se vecchiotto) si può leggere qui:
Quote:
La presenza italiana in Romania

L’Italia è uno dei partners economici principali della Romania.
Il tessuto imprenditoriale dell’Italia settentrionale è da tempo protagonista in questo paese e certamente nei prossimi anni le opportunità di collaborazione per le nostre imprese cresceranno ulteriormente.
Nel 2005 erano censite in Romania 18.528 società miste romeno-italiane, con un capitale investito pari a 757,73 milioni di euro.
Le prospettive per le aziende italiane interessate al mercato romeno sono sicuramente positive, non solo per la posizione geografica del Paese e per il numero dei suoi abitanti (21,7 milioni di potenziali consumatori), ma anche per i vantaggi comparativi che ancora offre nella delocalizzazione produttiva.
Tra i settori più importanti, oltre a quelli tradizionali del tessile/abbigliamento e della trasformazione del legname, suscettibili di positivi sviluppi a breve-medio termine sono quelli dell’informatica e telecomunicazioni (che dall’1 gennaio 2003 sono completamente liberalizzate) e delle costruzioni. A questi si aggiungono anche i comparti che beneficiano - e beneficeranno - dei finanziamenti UE (vedi i programmi Phare, Ispa, Sapard) quali, infrastrutture, trasporti, ambiente, agroindustria e turismo rurale.
I settori che continueranno ad attirare investimenti saranno gli stessi del 2005: componenti auto, industria dei materiali da costruzione, comunicazioni e tecnologia dell’informazione.
Interessante è la presenza di istituti di credito italiani in Romania. Alcune tra le nostre più importanti banche hanno proprie filiali (Banca di Roma, Gruppo Veneto Banca), desk operativi (Banca Popolare di Verona), o hanno effettuato acquisizioni di quote di banche locali (Unicredito ha acquisto la turca Demirbank trasformandola in Unicredit Romania, la San Paolo IMI ha acquistato il 97% della West Bank trasformandola in San Paolo IMI Bank Romania, il gruppo di società italiane IMM Manufatti Maglierie controlla il pacchetto maggioritario della Daewoo Bank Romania e la Banca Popolare di Vicenza ha il 5% della filiale romena dell’austriaca Volksbanken A.G.).
Nel 2005 sono proseguite le operazioni di sviluppo delle rete bancaria italiana in Romania:
- UniCredit Romania: ha aperto una seconda agenzia a Costanza consolidando la sua presenza nelle regioni con potenziale economico (36 unità operazionali). Con la recente fusione con l’HVB, secondo gruppo finanziario tedesco, la rete locale dell’Unicredit cresce ancor più
- San Paolo IMI Romania: oltre all’attuale rete territoriale di 17 agenzie e 7 succursali, il gruppo sta esaminando la possibilità di estendere la propria attività sul mercato romeno, finora concentrata soprattutto agli imprenditori italiani operanti in Transilvania.
NeroCupo
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Old 01-06-2008, 15:56   #22
dantes76
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Originariamente inviato da Fritz! Guarda i messaggi
Raramente si trovano pasticci qualunquisti piu incasinati.

L'unico rimedio concreto che proponi, la riduzione delle aliquote, è completamente fuori bersaglio.

Le aliquote sono quelle dell'irpef, tassazione sui redditi delle persone
e dal 98 che devono tagliare l'irpef... e oro riparlano della riduzione delle aliquote entro 3 anni, speriamo non con il metodo taglio ici, ovvero tagliare tasse, senza entrate strutturali, ovvero colpire i CRIMINALI che evadono... ritorno dell'evasione..
__________________
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Old 01-06-2008, 15:57   #23
NeroCupo
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Originariamente inviato da GUSTAV]< Guarda i messaggi
come la recente storia insegna, in Italia non devi pagare nulla, poi aspetti che il fisco
ti denuncia, allora vai davanti al tribbunale e fai il patteggiamento...
Riuscirai a pagare solo il 30% di ciò che dovevi..
Eppoi lo sanno tutti che alcuni importanti personaggi italiani non dichiarano
quasi nulla del guadagno reale che la società gli versa in conto terzi..

Vedi invece gli imprenditori Austriaci che avevano il conto in likkestain..
Non è detto che avere un conto all'estero sia automaticamente sintomo di evasione, facciamo attenzione
NeroCupo
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Old 01-06-2008, 16:00   #24
NeroCupo
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Originariamente inviato da Fritz! Guarda i messaggi
Raramente si trovano pasticci qualunquisti piu incasinati.

L'unico rimedio concreto che proponi, la riduzione delle aliquote, è completamente fuori bersaglio.

Le aliquote sono quelle dell'irpef, tassazione sui redditi delle persone
Non ho mai trovato un tuo messaggio costruttivo, e questa l'ennesima conferma

Le aliquote che un'azienda paga sono ben diverse (e molto più alte nel loro complesso) da quelle che pagano le persone fisiche, informati prima.
Neroupo
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Old 01-06-2008, 16:01   #25
Mailandre
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PER COLPA DI CHI????

Per colpa di chi
Zucchero

Funky gallo come sono bello stamattina
Non c'è più la mia morosa
E sono più leggero di una piuma

Intanto zio rufus sta
Coi suoi pensieri in testa
Portando in giro la vita
A fare la pipì

Per colpa di chi chi chi chi
Chichichirichi

Stanotte voglio stare acceso e
Dire sempre di si

Per colpa di chi chi chi chi
Chichichirichi
I'm a hootchiee cootchiee man
Hootchiee cootchiee man yeah

Funky gallo
Come sono in ballo questa sera

.......cut......

...."Il Rappresentante di SOGEFI (Dr. Bosio) ha ampiamente illustrato le ragioni che hanno portato alla
decisione di chiusura dello stabilimento di Mantova. La Sogefi Filtration Spa, che fa capo alla
Holding Sogefi Spa è attiva in Italia con due siti: S. Antonino, specializzato nella produzione di
prodotti per primo equipaggiamento e Mantova, specializzato nella produzione after market; questi
ultimi considerati prodotti a basso contenuto tecnologico ed oggi facilmente aggredibili dalle low
cost companies
(elevata concorrenzialità). La decisione di chiudere lo stabilimento di Mantova e
comunque di lasciare inalterata la produzione di S. Antonino, deriva dal declino dei volumi sul
mercato italiano dei ricambi, che risente dei seguenti fattori:
- allungamento del periodo di garanzia del prodotto, con il conseguente calo della domanda;
- calo della domanda proveniente dai costruttori d’auto che, sempre più spesso, si
approvvigionano presso produttori low cost (localizzati nel far east)
.
La conseguenza di tutto questo è stato un lento ma costante deterioramento delle marginalità che si
è acutizzato al termine del 2007 con una perdita di 2,7 mln € mentre per il 2008 è atteso un risultato
ancora peggiore.


P.s. Bisogna lavorare a gratissss ,...e lasccciarreee evadere per essserreee coompeettittivviiiii..........
__________________
Bye......
MâíÎÅñÐrë ®
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Old 01-06-2008, 16:02   #26
dantes76
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Non ho idea di chi siano, e se ci sono sono poche, e in ogni caso non ne conosco nessuna che se ne voglia andare da là.
Uno spaccato invece più che positivo (anche se vecchiotto) si può leggere qui:

NeroCupo
si molto positivo, sai percaso di finaziamenti UE nel corso degli anni per incentvare l'apertura d'imprese in romania?

Ps:
i dati da me riportati venivano da una trasmissione su raitre dedicata al nordest, e alla romania.
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Old 01-06-2008, 16:03   #27
dantes76
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Non è detto che avere un conto all'estero sia automaticamente sintomo di evasione, facciamo attenzione
NeroCupo
all'estero dove? in francia? in spagna? ecco hai detto bene facciamo attenzione ai paesi.
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Old 01-06-2008, 16:07   #28
Fides Brasier
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E io ti ripeto:
NON LO SO. Nn mi è MAI capitato di vedere aziende austriache in crisi, quindi non ne sono a conoscenza, a differenza di quanto succede qui in italia dove ho un sacco di amici italiani che si sono trasferiti all'estero e hanno chiuso i battenti qui.
NeroCupo
forse i tuoi amici si trasferiscono all'estero perche' qua c'e' crisi; e qua c'e' crisi perche' gli stipendi non riescono a tenere il passo del costo della vita.
e indovina un po' chi paga gli stipendi? le aziende che tu difendi

un mio amico si sta trasferendo in austria: programmatore, qui guadagna 1300-1400 euro al mese, senza nessuna possibilita' di crescita economica. in austria gli daranno 1800 euro al mese, che e' di piu' di quello che aveva richiesto lui perche non potevano dargli cosi' poco
negli ultimi dieci anni il pil si e' spostato dai salari ai profitti delle aziende; e se potessero prenderebbero anche di piu': se l'azienda potesse licenziare quel mio amico lo farebbe volentieri, e prenderebbe un ragazzino pagandolo mille euro al mese
__________________
E' il tuo sguardo che mi fa capire cosa mi puoi fare E le tue labbra accese e accattivanti mi fanno barcollare e l'adrenalina sale! Vorrei un altro pianeta disperso per noi due è solo un modo per dirti cosa ti farei!! E' il tuo odore che mi fa impazzire ho questa strana voglia di renderti il mio cibo Ma non temere sono solo un tipo strano che vuole la tua carne in preda all'essere animale Vorrei un altro pianeta disperso per noi due e come un tuono nel cielo sparire come Dei..
Fides Brasier è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 01-06-2008, 16:09   #29
Fritz!
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Non ho mai trovato un tuo messaggio costruttivo, e questa l'ennesima conferma

Le aliquote che un'azienda paga sono ben diverse (e molto più alte nel loro complesso) da quelle che pagano le persone fisiche, informati prima.
Neroupo
Scusami, ma di che stiamo parlando?

Non c'è un sistema di aliquote progressive per la tassazione degli utili aziendali.

Capisco che sentendo alla televisione "bisogna ridurre le aliquote" ora tu lo riproponga anche qua, ma stai facendo casino sul nulla.

Dici che le aziende pagano l'IVA, cosa falsa, perchè l'imposta sul valore aggiunto cade a cascata sul consumatore finale.


Dici che le aziende pagano il 60% in tasse.

Ma 60% DI CHE????

A questo contrapponi il 25 % austriaco. Ma questa è la percentuale fissata per l'imposta sugli utili aziendali. che in Italia è (mi pare) al 33, non al 60
Fritz! è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 01-06-2008, 16:13   #30
GUSTAV]<
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Non è detto che avere un conto all'estero sia automaticamente sintomo di evasione, facciamo attenzione
NeroCupo
è risaputo che il 90% di chi ha il conto nei paradisi fiscali lo fà per un motivo ben noto..
o no ?
GUSTAV]< è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 01-06-2008, 16:15   #31
rgart
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Città: Bologna...! Xbox360Live!: Sakko83
Messaggi: 5167
Ma tu dici che un'azienda ha il netto a 40%. a me non sembra proprio una miseria....

Un operaio devolve il tasse il 40% del suo stipendio e non ci vedo questa enorme differenza se non nel fatto che l'imprenditore può arrotondare facendo un pò di evasione un operaio per arrotondare fa un pò di nero, ma questo vuol dire lavorare di più...

Io non mi lamenterei più di tanto, e poi la mentalità italiana è quella che porta ad evadere 1000 miliardi di euro all'anno... finchè c'è questa mentalità lamentarsi è ridicolo...
__________________
гла́вный корабе́льный старшина́ - - FacebookOtdelom - Vendo per XboX 360
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Old 01-06-2008, 16:41   #32
scorpionkkk
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Questo succede a dar contro per principio a imprenditori e aziende: alla lunga si stufano e se ne vanno in altri stati.
Stessa cosa è avvenuta molte volte qui nel nordest, sempre per gente che si è stufata di essere additata come 'delinquente' solo perchè è stata così in gamba da aver eretto un'attività e magari aver dato da mangiare a decine di persone.

Molte persone vedono l’impresa privata come una tigre feroce,
da uccidere subito. Altre, invece, come una mucca da mungere.
Pochissime la vedono com’è in realtà: un robusto cavallo che,
in silenzio, traina un pesante carro.
Winston Churchill


NeroCupo

Le aziende non vanno all'estero per questioni di principio.
Le aziende vanno all'estero perchè:

1)In Europa il costo del lavoro è comunque alto
2)Gli imprenditori italiani non hanno una vera cultura imprenditoriale
3)Gli imprenditori italiani non hanno una vera cultura nel campo dell'innovazione (e, in generale, a volte non hanno una vera cultura e basta)
4)Gli imprenditori italiani non hanno alcuna cultura di mercato.
5)Gli imprenditori italiani non sono avvezzi alla competitività nè sanno come farle fronte.
6)Gli imprenditori italiani non anno alcuna cultura finanziaria.

Detto questo è ovvio che quindi una maggior pressione fiscale sbaragli completamente una cultura imprenditoriale più "familiare" che industriale fondata sul vizio, la sicurezza e sulle risorse locali non certo sulle idee o sul rischio


Soluzione: in periodo di precarietà dei giovani dare la massima semplificazione alla formazione di startups, magari in collaborazione con le Università, di studi di collaborazione collettivi tra professionisti (giovani) che sbaraglino gli "imprenditori" nostrani alla luce di quel prezioso bagaglio culturale scientifico che da anni sprechiamo e che gli imprenditori attuali non hanno e, se lo hanno, non applicano verso l'oblio della mente e il raggiungimento del traguardo del QI=1.
scorpionkkk è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 03-06-2008, 10:45   #33
dave4mame
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la "piccola" differenza tra impresa e privato (oltre al già citato aliquota unica vs. aliquota progressiva) è che l'impresa paga solo sugli utili (detratto quindi qualunque cosa); il privato non detrae tutto quanto spende per produrre il suo reddito.
diventa quantomeno difficile fare paragoni.
questo detto è abbastanza inutile negare il fatto che un regime fiscale favorevole attira capitali.
negli anni 80 l'irlanda è passata da cenerentola del blocco UE a paese in pieno boom economico.

aggiungiamo il fatto che in romania il costo del lavoro è ridicolmente più basso che non in italia...
dave4mame è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 03-06-2008, 11:06   #34
Fritz!
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Originariamente inviato da dave4mame Guarda i messaggi
la "piccola" differenza tra impresa e privato (oltre al già citato aliquota unica vs. aliquota progressiva) è che l'impresa paga solo sugli utili (detratto quindi qualunque cosa); il privato non detrae tutto quanto spende per produrre il suo reddito.
diventa quantomeno difficile fare paragoni.
questo detto è abbastanza inutile negare il fatto che un regime fiscale favorevole attira capitali.
negli anni 80 l'irlanda è passata da cenerentola del blocco UE a paese in pieno boom economico.

aggiungiamo il fatto che in romania il costo del lavoro è ridicolmente più basso che non in italia...
Si è vero, ma un conto è paragonare 25 e 33 (vabbeh 37 se si considera irap)
un altro paragonare 25 e un improbabile 60

Oltretutto quella percentuale è calcolata sull'utile e l'utile non è una misura standard. Ogni paese ha le sue norme su quali e quante detrazioni sono ammesse, quindi il paragone non è evidente.
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Old 03-06-2008, 11:08   #35
dave4mame
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sono assolutamente d'accordo; sottolineavo l'estrema difficoltà nel fare paragoni.

diciamo però che, in assoluto, l'italia di sicuro non è che faccia molto per attirare imprenditoria dall'estero.
se a questo ci aggiungiamo che, per assurdo, importa manodopora a go-go, il quadro è facile da tracciare...
dave4mame è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 03-06-2008, 11:10   #36
NeroCupo
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Si è vero, ma un conto è paragonare 25 e 33 (vabbeh 37 se si considera irap)
un altro paragonare 25 e un improbabile 60...
Non diciamo stupidaggini, please.
vai da qualunque commercialista e chiedi quanto pagano in tasse, balzelli, costi indeducibili etc i vari imprenditori sull'utile dichiarato.
Ovvero, se ho dichiarato 100 di utile, quanto porto a casa effettivamente?
Meno di 40, credimi.
Prendine uno a caso, non ha importanza.
Poi riparliamone.
ma prima, INFORMATI
Altrimenti, perchè andarsene se l'italia è un paradiso?
NeroCupo
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Old 03-06-2008, 11:12   #37
lupotto
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Scusa NeroCupo ma un'azienda che delocalizza e che licenzia può farlo per 1000 motivi, da quello che "in Italia vi sono costi troppo alti" alla semplice e mera convenienza di "aumentiamo le quote di profitto anche se siamo in attivo".

Il problema è che se è vero che in Italia le tasse sono alte, è anche vero che vi è un bassissimo senso civico da parte di molti imprenditori che pur girando in Ferrari piangono miseria.

Forse se tutti pagassimo il giusto, le tasse sarebbero più basse per tutti, e l'impresa italiana in uqesti ultimi anni ha avuto molti aiuti, dal cuneo fiscale, alla precarizzazione del lavoro che consente un discreto sfruttamento e potere di ricatto nei confronti del dipendente.
lupotto è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 03-06-2008, 11:12   #38
dave4mame
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non dovrebbe essere difficile fare due conti spannometrici, comunque.
basta prendere un bilancio di una società qualunque e verificare le voci utile ante imposta e utile netto...
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Old 03-06-2008, 11:14   #39
Fritz!
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sono assolutamente d'accordo; sottolineavo l'estrema difficoltà nel fare paragoni.

diciamo però che, in assoluto, l'italia di sicuro non è che faccia molto per attirare imprenditoria dall'estero.
se a questo ci aggiungiamo che, per assurdo, importa manodopora a go-go, il quadro è facile da tracciare...
Se importa manodopera è anche, soprattutto, per le politiche scelte dalle aziende che continuano a puntare su manodopera poco qualificata e malpagata.

Per il resto il caso di airfrance dimostra che per attirare capitali esteri ci sono tutta una serie divariabili importanti e un lavoro di sistema da fare. Le tasse sono una piccola parte.

L'irlanda aveva tasse basse, ma soprattutto aveva un mercato traparente e aperto, una manodopera madrelingua inglese e con un buon livello di istruzione e vari progetti per la realizzazione di infrastrutture
Fritz! è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 03-06-2008, 11:20   #40
dave4mame
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diciamo che puntano su produzioni che impiegano manodopera poco qualificata.

e che nessun italiano vuole fare.
d'altronde è ovvio... se sei uno degli eletti con in mano un diploma mica puoi fare l'operaio, no?
dave4mame è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
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