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E' morto il poliedrico sassofonista napoletano. Recitò anche con Moretti
Nel 1966 a Roma lanciò per primo l'improvvisazione collettiva Musica, addio a Mario Schiano "padre" del free jazz italiano ROMA - Lutto nel mondo della musica italiana. E' morto a Roma Mario Schiano, sassofonista e uomo di cultura, uno dei padri protagonisti del free jazz nel nostro paese. Nato a Napoli nel 1933, era malato da tempo. I funerali si svolgeranno lunedì nella capitale. Sassofonista, organista, cantante, direttore artistico, all'occorrenza anche attore e scrittore, Schiano era considerato una delle icone del free jazz italiano. Ha animato la vita musicale e culturale del nostro Paese per quarant'anni, trovandosi spesso in antitesi con le regole conformiste del far musica. Contrario alla retorica, ha contribuito ad affrancare il jazz dal modello americano, creando una vera e propria scuola italiana, con caratteri personali e autonomi, dando vita a una nuova immagine di musicista, un artista che si fa partecipe della realtà sociale in cui opera. Esordisce come fisarmonicista nei night club di Napoli e dintorni nei primi anni '50, poi si avvicina al jazz grazie al Circolo Napoletano. Nel 1960 suona per la prima volta "free", in maniera spontanea e autonoma. Inizia così a sperimentare l'instant composition, in un ambiente dove predomina l'intrattenimento da night club e il revival jazz di New Orleans. L'esplosione contemporanea del free jazz in America è determinante nel rafforzare la sua inclinazione. Nel 1966, insieme a Franco Pecori e Marcello Melis, fonda il Gruppo Romano Free Jazz 1966, il primo in Italia a praticare la libera improvvisazione collettiva. In 45 anni di carriera Schiano ha influenzato diverse generazioni di musicisti, riuscendo a far emergere le personalità più interessanti. Tenace promotore culturale, a lui si deve "Controindicazioni", una delle manifestazioni più importanti per gli improvvisatori nel continente, che si tiene a Roma da 17 anni. Molti tra quelli che sono attualmente protagonisti della scena italiana hanno trovato in lui un consigliere prezioso e un leader generoso. Forse anche per questo Nanni Moretti lo aveva voluto nel cast dei suoi film. (10 maggio 2008) (Repubblica)
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#22 |
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riposi in pace...
però, tornando freddi e in tema, il free jazz... quanto sarebbe da definirsi jazz o comunque musica? non so, nella mia ignoranza ci vedo uno di quegli esperimenti per far cose diverse, però insensate... cioè, all'epoca, una musica del genere, era ottima per rendere l'idea della rabbia e la sofferenza di un popolo, ma comunque non sarebbe da definirsi "musica" al cento per cento... jazz poi... ovviamente secondo me, e per quanto ne posso sapere... come la vedi tu? ps: sto studiando la materia da qualche mese |
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#23 |
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A Napoli aveva portato grandi nomi internazionali
A lutto il mondo jazzistico napoletano E' morto Enzo Lucci, direttore dell'Otto Jazz Lucci ha ricoperto l'incarico di direttore artistico per oltre 30 anni fino alla chiusura, l'anno scorso, del club NAPOLI - Il mondo del jazz piange Enzo Lucci, direttore artistico dell'Otto Jazz Club. Una morte improvvisa che lascia un vuoto enorme a Napoli e in tutti quelli che negli anni hanno apprezzato la sua competenza, conoscenza e produzione culturale. Lucci, per oltre 30 anni, ha ricoperto il ruolo di direttore artistico dell’Otto Jazz Club portando il capoluogo campano al centro della scena musicale jazzistica europea e internazionale. Una passione e competenza riconosciuta da tutti, artisti, operatori culturali e istituzioni. Un anno fa, il duro colpo alla sua carriera e alla sua passione: la chiusura del club che Lucci avrebbe voluto far rivivere con l'istituzione della Casa del Jazz napoletano. Un progetto che Lucci non potrà vedere realizzato. 27 agosto 2008 Corriere del Mezzogiorno ------------------------------------------------------------------------ Sorrento, è grande jazz dal 31 agosto al 4 settembre di Redazione del 28/08/2008 in Musica & Spettacolo - SORRENTO (Napoli). Ritorna il grande jazz a Sorrento. Dal 31 agosto al 4 settembre, il Chiostro di S. Francesco e il Circolo dei Forestieri ospiteranno la IX edizione di Sorrento Jazz. L’inizio del festival sarà annunciato il 31 agosto dalla street band “’A paranza do’ Lione” che a partire dalle 19 percorrerà le strade di Sorrento suonando gli strumenti della tradizione popolare campana. Alle 20.30 la rassegna avrà ufficialmente l’inizio con l’esibizione al Chiostro di S. Francesco di The Mammolights Jazz Quintet, giovane formazione allestita nel 2007 dal batterista Matteo Mammoliti, cui seguirà nella stessa sera il concerto di Saba Anglana, cantante che vive in Italia dall’età di cinque anni e che si è imposta al grande pubblico con l’album da solista "Jidka", cantato nella lingua della terra delle sue origini: la Somalia. Il primo settembre, ancora al Chiostro di S. Francesco, saliranno sul palco prima The Walking Time Jazz Ensemble che hanno di recente pubblicato un disco con la collaborazione di Fabrizio Bosso alla tromba e Aldo Vigorito al contrabbasso, e successivamente il pianista Francesco Nastro per un concerto in assolo. Trasferimento al Circolo dei Forestieri per gli appuntamenti del 2, 3 e 4 settembre. Si comincia con l’attesissimo concerto di Al Di Meola, che si esibirà accompagnato da Gumbi Ortiz alle percussioni, Peo Alfonsi alla chitarra classica e Fausto Beccalossi alla fisarmonica. Il 3 settembre sarà il giorno di Tom Harrell, il genio della tromba, il virtuoso all’improvvisazione dalla straordinaria vena solistica, che salirà sul palco di Sorrento Jazz nel suo Quintet Light On in cui è accompagnato dal sax tenore di Wayne Escoffery, dal piano di Danny Grisset, dal basso di Ugonna Okegwo e dalla batteria di Johnatan Blake. Armonie jazz e ritmi brasiliani per il concerto che chiuderà la rassegna: quello di Tania Maria il 4 settembre. La regina della musica brasiliana, straordinario talento canoro, si esibirà anche al piano accompagnata da Caio Mamberti alla batteria, da Marc Bretaux al basso, e da Mestre Carnero alle percussioni. “A Sorrento ormai sono di casa e ci torno spessissimo – ha commentato il Direttore Artistico di Sorrento Jazz Tullio De Piscopo, presentando il suo festival –. Abbiamo voluto costruire un’edizione all’insegna delle novità aspirando a soddisfare l’esigente palato di un pubblico internazionale. Il feeling che cerchiamo di instaurare con il pubblico che ci sostiene caratterizza ogni aspetto della manifestazione, sia le cinque serate del cartellone principale, sia le tante iniziative a corredo che mirano a diffondere la cultura jazz”. Tullio De Piscopo assisterà ai concerti di Al Di Meola, Tom Harrell e Tania Maria. C'è da scommettere che come accaduto in tutte le altre edizioni del festival, non resisterà all'impulso di salire sul palco per suonare con gli artisti in improvvisate jam sessions. (pupia.tv)
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Randy Brecker in concerto con la Salerno Jazz Orchestra: domani la presentazione
( 13-gen-09 ) - SALERNO – 20 GENNAIO 2009 TEATRO “G. VERDI” - SALERNO Domani, mercoledì 14 gennaio 2009, alle ore 11.00 presso la sala giunta del Comune di Salerno si svolgerà la conferenza stampa di presentazione del concerto della Salerno Jazz Orchestra. L’importante appuntamento, in programma martedì 20 gennaio 2009 al teatro “G. Verdi”, è organizzato dall’Associazione Salerno Jazz Orchestra con il contributo del Comune di Salerno. Special Guest sarà il trombettista americano Randy Brecker, grande protagonista della scena jazzistica internazionale. Le musiche e gli arrangiamenti in scaletta per il concerto del 20 gennaio saranno dello stesso Brecker. Questo è il quarto appuntamento che la Salerno Jazz Orchestra, composta da jazzisti salernitani che nel tempo si sono affermati nel panorama nazionale ed internazionale della musica d’impianto afro americana, offre al pubblico del teatro “G. Verdi”. Dopo gli incontri con musicisti del calibro di Tom Harrell e Peter Erskine la big band che di questa città porta il nome, proprio a sottolineare un valore di appartenenza, è pronta a scrivere un nuovo capitolo musicale al fianco del virtuoso della tromba nonché uno dei più riconosciuti interpreti del jazz contemporaneo, Randy Brecker. Per informazioni è consultabile il sito www.salernojazzorchestra.com (fonte: cilento.it)
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10/3/2009
Jason Marsalis alla Casa della Musica Il Napoli Jazz Winter prosegue sulla strada della qualità Jason Marsalis | Italian quartet Sabato 14 Marzo 2009 - Casa della Musica (via Barbagallo 115) - Posto unico €. 15,00 + prev. Chiamarsi Marsalis non deve essere cosa facile, soprattutto se si è l’ultimo arrivato in famiglia e tuo fratello Wynton ha scritto alcune delle pagine più importanti del jazz contemporaneo. Invece il più giovane esponente della celeberrima famiglia di musicisti è da considerarsi indubbiamente uno dei fenomeni musicali più interessanti sulla scena odierna. Compositore di eccezionale talento, grande vibrafonista e batterista, Jason Marsalis ha ereditato non solo il virtuosismo compositivo e le competenze associate alla famiglia Marsalis, ma ha anche sviluppato un carattere distintivo,uno stile batteristico “poliritmico”. A dodici anni esordisce da professionista con il padre, ed in parallelo studia percussioni classiche alla Loyola University di New Orleans. Ha lavorato come sideman in band funk, fusion, in ensemble di percussioni brasiliane (Casa Samba), e persino in un gruppo celtico. A lui si deve l’incontro tra il percussionista Bill Summers ed il trombettista Irvin Mayfield con i quali fonda “Los Hombres Calientes”, che riscuote un grandissimo successo. Poi, al culmine della popolarità, Jason lascia la band per un unirsi in un nuovo progetto con il noto pianista Marcus Roberts. Dopo il live di apertura del Combo Jazz di Nicola Conte, il Napoli Jazz Winter prosegue sulla strada della qualità portando per la prima volta in città questo straordinario musicista polistrumentista che presenterà, tra gli altri, brani tratti dall’ultimo disco “Music update” realizzato nel 2008. Formazione : Jason Marsalis, vibrafono Antonello Vannucchi, pianoforte Giorgio Rosciglione, contrabbasso Andrea Roventini, batteria (napoli.com)
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Uhm Uhm Uhm carina assai sta cosa. La prendo in considerazione
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Alla fine ci sono andato
Mi ha fatto molta tristezza il fatto che eravamo in trenta...
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Il Giornale n. 97 del 2009-04-23
Napoli come Colonia, Keith Jarrett e un concerto «memorabile» di Pier Francesco Borgia Il celebre jazzista americano ha accettato l'invito della rassegna «Angeli musicanti festival». Da domani in vendita i biglietti del concerto che si terrà il prossimo 18 maggio Ogni sua apparizione in pubblico è un evento. E anche la scelta della ribalta, quindi, appare altamente significativa. Così, per chi quest'anno non vuole rinunciare al brivido di assistere a un'esibizione di Keith Jarrett, senza ombra di dubbio il più grande pianista jazz vivente, segnaliamo l'unica data italiana della sua nuova tournèe. L'artista americano suonerà, infatti al San Carlo di Napoli ilprossimo 18 maggio (ore 21). E da domani i biglietti del concerto saranno messi in vendita. L'esibizione di Jarrett si annuncia come uno degli eventi più prestigiosi della stagione musicale italiana: una leggenda del jazz mondiale solo al piano in uno dei teatri che rappresentano la nostra cultura a livello internazionale. Jarrett ha scelto Napoli accettando, così, l'invito del teatro San Carlo e di «Angeli Musicanti Festival», che ha voluto il concerto nel cartellone della rassegna «Non Solo Piano» per costruire un grande evento attorno a un'occasione unica di vedere dal vivo il jazzista. «Sono veramente felice che il San Carlo - commenta il Commissario del teatro, Salvatore Nastasi - possa proporre al suo pubblico il concerto di Keith Jarrett. Un evento speciale, non solamente per l'unicità dell'appuntamento italiano, ma soprattutto perché il meraviglioso pianista jazz per la prima volta suonerà al San Carlo, oggi rinnovato, con la sua perfetta acustica, in una serata che entrerà, ne sono certo, negli annali del jazz, accanto al mitico concerto a Colonia. Jarrett al San Carlo, il grande jazz nel teatro d'opera più antico del mondo, è l'apice della nuova politica di apertura a un nuovo pubblico, ai giovani, iniziata con successo lo scorso anno». «Una suggestiva mescolanza di note - aggiunge Nastasi - che porterà nuova vita musicale al San Carlo». «In questi anni, tutti gli artisti che hanno suonato a Napoli nella rassegna al San Carlo hanno offerto per "Angeli Musicanti Festival" qualcosa di particolare, mettendosi in gioco e optando per inediti cambi di prospettiva» spiega Paolo Uva, direttore artistico di «Angeli Musicanti Festival». «Ora è Keith Jarrett a esserne protagonista, con il suo progetto da solo, al piano, uno degli strumenti privilegiati da "Angeli Musicanti Festival", Il modo di suonare di Jarrett, la corporeità, contrasta in modo eccellente con la spiritualità del percorso e la levità del sublime cui questo pianista anomalo ci consente di accedere». E la musica? Come scrive Girolamo De Simone, uno dei più attenti musicologi italiani, «Va da un polo all'altro (corpo e spirito) come se nulla fosse: un momento prima è tematica, con la melodia infinita che procede per consequenzialità tipicamente jarrettiane, e che se si prova a ripetere sulla tastiera, a freddo, perde ogni fascino. E tuttavia nella sua articolazione e "produzione istantanea" raggiunge vette inattingibili a qualsiasi altro musicista». Jarrett non è soltanto uno dei più creativi e intelligenti interpreti jazz. Al suo attivo ha anche numerose incursioni nel mondo della classica, con memorabili interpretazioni di Mozart e dell'amatissimo Bach. Tanto che il musicista americano è stato l'unico jazzista (oltre a Miles Davis) a vincere nel 2004 il prestigioso premio Léonie Sonning che solitamente vede insigniti interpreti di classica e autori di musica contemporanea (il primo a ricevere il premio fu, nel 1959, Igor Stravinsky). (Il Giornale)
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