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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2005
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Repubblica e Manifesto non li ho presi in considerazione, perché disgraziatamente un tema così specifico non lo puoi trattare con fonti generaliste ma devi avere una visione specifica del problema. Quote:
Peccato che non l'hai fatto. Quote:
Tu non hai la minima idea di cosa ci sia dietro una dichiarazione di adottabilità, nè dei problemi connessi ad un minore in stato di abbandono. Io medito, ma tu prova ad informarti. |
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#42 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2003
Città: troppo poco lontano dal confine con il Po
Messaggi: 1028
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Ma si dai facciamo sto sforzo, postami la dichiarazione di adottabilita' e poi vediamo le condizioni e se una tipica famiglia rom le rispetta. (non la posterai perche' verresti smentito, meglio fare lo gnorri)
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#43 |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2003
Città: troppo poco lontano dal confine con il Po
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tlin tlon
Dichiarazione di adottabilità -------------------------------------------------------------------------------- di Anna Teresa Paciotti La Legge n. 184/1983 “Diritto del minore ad una famiglia” regolamenta gli istituti dell’affidamento e dell’adozione. La legge all’art. 1 sancisce il principio fondamentale per cui “Il minore ha diritto di crescere ed essere educato nell'ambito della propria famiglia” e dispone interventi di aiuto e di sostegno alla famiglia che , laddove si verifichino condizioni di indigenza che possano ostacolare il diritto del minore a crescere nella famiglia di origine. Tuttavia, si possono verificare e si verificano, purtroppo, situazioni nelle quali, nonostante gli interventi di sostegno e aiuto disposti ai sensi dell'articolo 1, il minore resti privo di un ambiente familiare idoneo alla sua crescita ed educazione. In questi casi intervengono gli istituti dalla legge citata : affido o adozione. Una volta ricevuta la segnalazione dello stato di abbandono di un minore, che chiunque può trasmettere, ai sensi dell’art. 10 della legge citata “Il presidente del tribunale per i minorenni o un giudice da lui delegato, ricevuto il ricorso di cui all'articolo 9, comma 2, provvede all'immediata apertura di un procedimento relativo allo stato di abbandono del minore. Dispone immediatamente, all'occorrenza, tramite i servizi sociali locali o gli organi di pubblica sicurezza, più approfonditi accertamenti sulle condizioni giuridiche e di fatto del minore, sull'ambiente in cui ha vissuto e vive ai fini di verificare se sussiste lo stato di abbandono. All'atto dell'apertura del procedimento, sono avvertiti i genitori o, in mancanza, i parenti entro il quarto grado che abbiano rapporti significativi con il minore. Con lo stesso atto il presidente del tribunale per i minorenni li invita a nominare un difensore e li informa della nomina di un difensore di ufficio per il caso che essi non vi provvedano. Tali soggetti, assistiti dal difensore, possono partecipare a tutti gli accertamenti disposti dal tribunale, possono presentare istanze anche istruttorie e prendere visione ed estrarre copia degli atti contenuti nel fascicolo previa autorizzazione del giudice” . Con ciò si ha l’apertura del procedimento di affido o di adozione. Va sottolineato il disposto che prevede che i genitori e parenti che abbiano rapporti significativi con il minore assistiti dai difensori, possono partecipare a tutti gli accertamenti disposti dal Tribunale, presentare istanze, anche istruttorie, prendere visione e estrarre copia degli atti contenuti nel fascicolo, previa autorizzazione del giudice, nonché il disposto che prevede che l'attività di avvertire i genitori o i parenti e quella di invitarli ad esercitare il diritto di difesa spettano al Presidente, ma anche al giudice delegato. Va anche osservato che ai sensi dell’art. 8 della suddetta legge “Sono dichiarati in stato di adottabilità dal tribunale per i minorenni del distretto nel quale si trovano, i minori di cui sia accertata la situazione di abbandono perché privi di assistenza morale e materiale da parte dei genitori o dei parenti tenuti a provvedervi, purché la mancanza di assistenza non sia dovuta a causa di forza maggiore di carattere transitorio. La situazione di abbandono sussiste, sempre che ricorrano le condizioni di cui al comma 1, anche quando i minori si trovino presso istituti di assistenza pubblici o privati o comunità di tipo familiare ovvero siano in affidamento familiare. Non sussiste causa di forza maggiore quando i soggetti di cui al comma 1 rifiutano le misure di sostegno offerte dai servizi sociali locali e tale rifiuto viene ritenuto ingiustificato dal giudice. Il procedimento di adottabilità deve svolgersi fin dall'inizio con l'assistenza legale del minore e dei genitori o degli altri parenti, di cui al comma 2 dell'articolo 10. Quest’ultimo comma è di notevole rilievo, in quanto mira a garantire l'assistenza legale del minore fin dall'inizio del procedimento di adottabilità. Infatti, sempre ai sensi della normativa citata, nella specie, l’art. 15 comma 3, prevede un tutore e un curatore quali soggetti ai quali va notificata la sentenza, con avviso contestuale del diritto di proporre impugnazione. E’ ovvio, infatti che il minore si trova in una situazione di conflitto di interessi con i genitori. Il procedimento si apre, come già detto, con la convocazione dei genitori o dei parenti entro il quarto grado e con la loro audizione. I parenti vengono convocati anche quando esistono i genitori. Una volta ascoltati i genitori e i parenti, il Presidente del Tribunale, ovvero il giudice delegato, emette un decreto motivato con il quale stabilisce le misure che ritiene idonee a garantire la tutela del minore : l’assistenza morale e materiale, l’istruzione e l’educazione. Ai sensi dell’art. 12 della legge citata, Il Presidente o il giudice delegato può, altresì, chiedere al pubblico ministero di promuovere l'azione per la corresponsione degli alimenti a carico di chi vi è tenuto per legge. In tal caso l’azione va promossa innanzi al Tributario ordinario e non al Tribunale dei minori. Con ordinanza motivata, il Presidente può anche disporre la sospensione del procedimento di adattabilità, laddove ritenga che ciò sia nell’interesse del minore. La sospensione può essere dichiarata in quelle situazioni in cui si può intravedere una evoluzione della situazione familiare che vada nel senso del riacquisto delle capacità “genitoriali”. Se i genitori o i parenti non si presentano alla audizione, o se dalla audizione risulta l’incapacità di provvedere al minore, ovvero se le prescrizioni impartite non risultano rispettate, il Presidente dichiara lo stato di adottabilità. http://www.studiolegalelaw.it/new.asp?id=2718 la famiglia tipo rom, quella che sta nei campi abusivi....
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#44 | |
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Bannato
Iscritto dal: Apr 2002
Messaggi: 1913
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sei sicuro che basti che il bambino sia consenziente, ad essere usato per l'accattonaggio, per far si che non sussistano gli estremi per togliere l'affidamento ai genitori? |
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#45 |
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Member
Iscritto dal: Jan 2006
Città: casalecchio di reno
Messaggi: 311
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Se un bambino debba essere o meno tolto dalle mani dei genitori non si basa mica sulla felicità del bambino
Ci manca anche questo. Un bambino che fa accattonaggio può pure essere felice (probabilmente anche i bambini nell'ormai tristemente famosco scantinato austriaco probabilmente erano felici, non avendo mai conosciuto altro...) ma la sua situazione non è, ovviamente, quella che dovrebbe essere. Gli asistenti sociali si basano su dei modelli, delle leggi. Non vanno a chiedere al bambini se è felice. O meglio, glielo chiedono ma a fine terapeutico, non certo per decidere se è giusto o meno revocare l'affidamento di un bambino.
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Mi chiedete perchè non posso prendere sul serio questa Europa? Perchè il grado di sviluppo e maturità dei cocomeri va determinato in modo congruo e l'indice rifrattometrico della polpa, misurato al centro della polpa, nella sezione massima normale dell'asse deve essere uguale o superiore all'8° brix. |
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#46 |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2003
Città: milano
Messaggi: 14073
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Io trovo vergognoso che in Italia dei genitori mantengano la patria potestà nonostante costringano i propi figli a mendicare.
Visto che molti rom impongono (con la minaccia di percosse) questo ai propi figli (oltre a costringerli a rapinare), andrebbero loro tolti immediatamente, senza indugio (almeno questo dovrebbe avvenire in una paese civile). Se non è previsto dalla legge italiana, sarebbe urgente provvedere con delle norme ad hoc. Non è tollerabile vedere per le strade dei bambini laceri e sporchi che chiedono denaro agli incroci o in metropolitana, cosa che vedo spesso, almeno a Milano. Ultima modifica di zerothehero : 12-05-2008 alle 00:42. |
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#47 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2003
Città: troppo poco lontano dal confine con il Po
Messaggi: 1028
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Prossimamente In tutti i cinema italiani
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#48 |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2005
Messaggi: 3759
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Allora, cerchiamo di fare chiarezza.
Togliamoci dalla testa l'immagine del bambino maltrattato che accoglie con il sorrisone e gli occhioni i suoi nuovi genitori e diventa un pozzo di amore e gratitudine eterna. Un bambino in stato di deprivazione affettiva in molti casi: a) considera "normale" la sua situazione ed è comunque affettivamente legato ai genitori; b) nei casi peggiori (maltrattamenti pesanti, anche fisici) manifesta paura/odio nei confronti di tutti, soprattutto se estranei. Non si può semplicemente andare lì, prenderlo e portarlo in una nuova casa perché questo _non_ è un modo di fargli del bene. E' anzi noto in letteratura che bambini che passano da una condizione "difficile" ad una condizione "normale" possano avere fenomeni di regressione, tanto più spiccati quanto più la nuova situazione non rientra nei _suoi_ parametri di "normalità" (se ad es. uno è abituato a vivere in una capanna su un albero con 10 fratelli e lo porti in un appartamento insonorizzato, passerà verosimilmente qualche tempo rannicchiato in un angolo). Questa è poi la ragione per cui i minori dati in adozione continuano ad essere seguiti dai servizi sociali anche se i nuovi genitori sono stati scelti con cura e si suppone siano la migliore coppia disponibile per quel minore. Dal punto di vista giurisprudenziale, tali situazione sono in passato state oggetto, come è giusto che sia, di dubbio. Infatti ci sono stati tribunali che, in merito all'accattonaggio o a stili di vita discutibili, hanno sententenziato che la condizione necessaria per poter parlare di maltrattamenti sia la percezione soggettiva della vittima (cioè se uno non si ritiene maltrattato non è maltrattato). In seguito la cassazione ha negato questa interpretazione determinando che sussistono maltrattamenti in ogni caso se le condizioni di vita sono tali da impedire l'istruzione e la crescita equilibrata del bambino secondo criteri oggettivi e non soggettivi. Tale formulazione (nonostante la differenza lessicale con la precedente) pur determinando diverse conseguenze penali, non può superare i fatti acclarati: un bambino che secondo noi sta male ma secondo lui vive una vita normale (perché per lui è normale chiedere l'elemosina anziché andare a scuola) non può essere sottratto forzatamente alla sua famiglia senza che ne soffra. Queste sono le ragioni per cui un minore non viene subito preso e dato in adozione: c'è in mezzo un lunghissimo procedimento durante il quale la priorità viene data al mantenimento dell'unità famigliare. A meno che i genitori non siano del tutto assenti o incapaci di intendere e di volere, quindi, viene normalmente data loro la possibilità di conformarsi a certi standard e solo se ciò non avviene si procede, in seguito, alla dichiarazione dell'abbandono di minore e conseguentemente a quella di adottabilità. Le aggressioni alla polizia non c'entrano proprio una cippa. |
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Bannato
Iscritto dal: Apr 2002
Messaggi: 1913
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http://www.dirittominorile.it/news/news.asp?id=629
Contro lo sfruttamento togliere la potestà genitoriale. Le proposte del presidente dell´Osservatorio Sociale contro accattonaggio e abbandono. Contro lo sfruttamento togliere la potestà genitoriale. Contro l´abbandono e lo sfruttamento dei minori si cominci a togliere la patria potesta´ e si aprano inchieste. E´ l´appello lanciato da Luigi Camilloni, presidente dell´Osservatorio Sociale che ricorda come ´´in Italia, secondo alcune stime sono oltre 20.000 i baby accattoni che circolano indisturbati nelle nostre citta´ e circa 50.000 i minori stranieri abbandonati. I bambini coinvolti nell´accattonaggio sono di tutte le eta´, a partire dai neonati in braccio ai genitori. Sono bambini provenienti quasi tutti da Paesi dell´Europa centro-orientale´´. ´´Oggi -sottolinea Camilloni- la situazione e´ diventata ancora piu´ grave ed insostenibile: i bambini vengono abbandonati, venduti, e molti finiscono nelle mani di organizzazioni mafiose che li impiegano in varie attivita´: accattonaggio, pedofilia, pornografia, traffico degli organi e la prostituzione. Un vero e proprio business: infatti i bambini sono considerati come prodotti a buon mercato. E la Romania, che dal 1° gennaio e´ entrata nell´Ue, rischia di diventare l´epicentro di queste reti criminali´´. ´´La legislazione europea -aggiunge- in seguito alla decisione-quadro del 19 luglio 2002 relativa alla lotta contro la tratta degli esseri umani, obbliga gli Stati a non far finta di niente. Mentre in Belgio incitare un bambino a chiedere l´elemosina costituisce un reato con fattore aggravante, punibile con 10 anni di prigione, in Italia non si riesce neanche a fare applicare la legge Prestigiacomo´´. ´´Purtroppo -sottolinea ancora il presidente dell´Osservatorio Sociale- questa e´ ormai diventata la schiavitu´ moderna: una schiavitu´ dove non si sa nemmeno se le persone che mendicano con i bambini sono davvero i loro genitori. Inoltre, le persone che utilizzano i bambini come esche per attirare l´attenzione, per il 90% sono a loro volta vittime, obbligati da terzi. In questa situazione - aggiunge Camilloni - non rimane che la strada della repressione, l´unica in grado di arginare il fenomeno, strappando i bambini dalle mani dei loro sfruttatori´´. ´´Eppure -ricorda- l´articolo 403 del nostro codice civile parla chiaro: ´quando il minore e´ moralmente o materialmente abbandonato o e´ allevato in locali insalubri o pericolosi, la pubblica autorita´ lo colloca in luogo sicuro, sino a quando si possa provvedere in modo definitivo alla sua protezione´. Forse -ribadisce Camilloni- e´ giunto il momento di portare avanti delle inchieste, di informare il pubblico e di cominciare a togliere le patria potesta´´´. |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2006
Città: La Capitale
Messaggi: 776
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Avete seguito la vicenda dei bambini di Basiglio tolti ai genitori perchè alla bambina era stato attribuito un disegno di sesso, che poi si è appurato essere disegnato da un'altra bambina?
Bene, è bastato un semplice sospetto, ora caduto, per far scattare i servizi sociali anche quando in realtà non ce n'era bisogno, ma quando si tratta di bambini che passano le giornate per strade ad elemosinare (qui non ci sono sospetti, ma i fatti parlano da soli) nessuno interviene...bella L'itaglia dei due pesi e due misure.
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EeePC 900 HD Ciao ~ZeRO sTrEsS~ http://img252.imageshack.us/my.php?i...67large8cq.jpg |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2003
Città: milano
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Io mi chiedo perchè c'è grande solerzia a togliere un bambino a dei genitori per dei disegnini osè (peraltro fatti per scherzo da una bambina), mentre c'è il pressochè totale disinteresse per il fatto che parte dei bambini rom sono sfruttati economicamente dai loro genitori (accattonaggio e furti). Non ho ancora capito perchè il tribunale dei minori non fa niente. Fosse per me toglierei la patria potestà a tutti coloro che costringono i figli all'accattonaggio e al furto, senza distinzioni...e se la legge è carente su questo punto, va cambiata, radicalmente. E' incredibile anche il fatto che non vengano presi provvedimenti in relazione all'imponente evasione scolastica dei rom. http://www.consiglio.provincia.trent...IDAP_48503.pdf Ricapitolando: - Accampamenti abusivi fai da te. -Evasione scolastica di massa. - Accattonaggio, furti e violenze fisiche nei confronti degli stessi minori rom -Totale disinteresse (visto le cifre) a far rispettare le regole. L'Italia è uno stato di diritto? ![]() O le regole non si applicano perchè loro sono rom e quindi tutto questo fa parte dei loro "usi e costumi"? (degenerazione del multiculturalismo radicale ?) C'è una sciatteria completa e totale in ogni campo..persino nei cantieri vicino al parlamento gli operai non mettono il caschetto...lo stato con più leggi al mondo, è lo stato che di fatto non ha leggi. Ultima modifica di zerothehero : 18-05-2008 alle 13:55. |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2003
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Allora non sono l'unico a pensarla così. |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2003
Città: milano
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Dai, seriamente, è una barzelletta spero.. Un minore che mendica ed è costretto all'accattonaggio è deprivato oggettivamente dei suoi diritti, anche se non se ne rende conto...altrimenti anche chi viene rapito e soffre della sindrome di Stoccolma soggettivamente non soffre. Se questa legge (e tutte le convenzioni a protezione dell'infanzia) non dovessero bastare http://www.parlamento.it/leggi/03228l.htm , allora bisogna rimediare con una nuova legge che tolga la patria potesta a chi costringe all'accattonaggio i propi figli. |
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