Torna indietro   Hardware Upgrade Forum > Off Topic > Discussioni Off Topic > Storia, politica e attualità (forum chiuso)

Roborock Saros 20: il robot preciso e molto sottile
Roborock Saros 20: il robot preciso e molto sottile
Il nuovo robot di Roborock per l'aspirazione della polvere e il lavaggio dei pavimenti spicca per immediatezza d'uso e per l'efficacia dell'azione, grazie anche a un ridotto sviluppo in altezza. Saros 20 integra un motore da ben 36.000Pa di potenza e un sistema di lavaggio a due panni rotanti, con bracci estensibili e un sistema di navigazione molto preciso.
ASUS ROG Kithara: quando HIFIMAN incontra il gaming con driver planari da 100mm
ASUS ROG Kithara: quando HIFIMAN incontra il gaming con driver planari da 100mm
ASUS e HIFIMAN uniscono le forze per creare ROG Kithara, cuffie gaming con driver magnetici planari da 100mm, design open-back e microfono MEMS full-band. Una proposta che ambisce a coniugare fedeltà per audiofili e performance ludiche, disponibili a 319 euro
Roborock Qrevo Curv 2 Flow: ora lava con un rullo
Roborock Qrevo Curv 2 Flow: ora lava con un rullo
Qrevo Curv 2 Flow è l'ultima novità di casa Roborock per la pulizia di casa: un robot completo, forte di un sistema di lavaggio dei pavimenti basato su rullo che si estende a seguire il profilo delle pareti abbinato ad un potente motore di aspirazione con doppia spazzola laterale
Tutti gli articoli Tutte le news

Vai al Forum
Rispondi
 
Strumenti
Old 24-12-2007, 18:10   #61
Gos
Member
 
L'Avatar di Gos
 
Iscritto dal: Mar 2002
Messaggi: 62
Quote:
Originariamente inviato da drakend Guarda i messaggi
Questo tizio deve essere condannato all'ergastolo, altro che opg e opg. Se è malato se li sconta in un manicomio criminale, anzi pardon clinica psichiatrica giudiziaria, se è sano se li sconta nella galera ordinaria ai lavori forzati.
e qualcuno ha detto il contrario? cmq....sei mai entrato in un opg?
Gos è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 24-12-2007, 18:21   #62
drakend
Senior Member
 
Iscritto dal: Aug 2002
Messaggi: 1334
Quote:
Originariamente inviato da Gos Guarda i messaggi
e qualcuno ha detto il contrario? cmq....sei mai entrato in un opg?
ops pensavo fosse qualche comunità di recupero e roba simile... Ospedale Psichiatrico Giudiziario: ok per me va bene, basta che ci resta tutta la vita però.
drakend è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 24-12-2007, 18:44   #63
GUSTAV]<
Bannato
 
Iscritto dal: Jun 2007
Messaggi: 460
Quote:
Originariamente inviato da Senza Fili Guarda i messaggi
lo provano i numerosi dati che riguardano entrambi presenti nei rispettivi computer ...
Computer + Inernet = il più grosso spione di tutti i tempi !

Riformatta tutto finché sei in tempo !!!
GUSTAV]< è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 24-12-2007, 18:47   #64
GUSTAV]<
Bannato
 
Iscritto dal: Jun 2007
Messaggi: 460
Quote:
Originariamente inviato da Gos Guarda i messaggi
ho sentito alla radio che l'autore del reato soffriva già di problemi gravi prima di questo terribile fatto.
comunque l'infermità mentale non è una bella cosa......se si viene dichiarati socialmente pericolosi si finisce in opg (in questo caso per almeno 10 anni) e non è prevista fine alla "pena". Finchè si è dichiarati socialmente pericolosi si rimane in opg.
Infermità mentale c'è un caso su 1000, ma le teste di caxxo e gli stronzetti
pronti a fare i deficenti con l'auto nè trovi a centinaia, anche dietro l'angolo
di casa tua !
E per colpa di questi giovani supermen, a volte succedono delle vere e proprie stragggi !
GUSTAV]< è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 25-12-2007, 11:04   #65
ania
Senior Member
 
Iscritto dal: Nov 2006
Messaggi: 1886
http://www.corriere.it/cronache/07_d...ba99c667.shtml
Quote:
L'assassino di Iole Tassitani, un «insospettabile» per il suo datore di lavoro e per i vicini di casa
Violento per inseguire soldi e donne

Michele Fusaro, 41 anni, arrestato per sequestro di persona (Ansa)
Maniaco degli integratori alimentari, della cultura fisica, dell'ordine, con una spiccata smania di guadagno necessaria per apparire un «potente» agli occhi delle donne che amava cercare e corteggiare. Il profilo di Michele Fusaro, il presunto assassino di Iole Tassitani, si disegna sempre più nitidamente mano a mano che passano le ore dal suo fermo, e mentre la fotografia si sviluppa si delineano contorni di un personalità difficilmente immaginabile da chi a Bassano del Grappa e dintorni con lui aveva rapporti comuni.

«INSOSPETTABILE» - Come il suo datore di lavoro, il titolare del mobilificio Gemme Stile di Romano d'Ezzelino (Vicenza) in cui lavorava dal luglio scorso, che oggi lo ha definito «insospettabile». Un lavoro che non gli bastava. Perché come hanno indicato gli investigatori lo stipendio di operaio gli era insufficiente per il quotidiano vivere che includeva anche il mantenimento del figlio, avuto dalla moglie marocchina dalla quale è separato, il suo tempo libero e la sua casa.

MANIACO DELL'ORDINE - Quell'appartamento nella palazzina di 16 abitazioni con decine di extracomunitari in via Carducci alla periferia sud di Bassano del Grappa, che abitava dal 2003, è tenuto con estremo rigore. Così come pulito è risultato essere il garage all'interno del quale la scorsa notte i carabinieri hanno fatto la scoperta dei resti orrendamente smembrati della donna di Castelfranco Veneto.

«IMPEGNATO» - Nessuno, tra i vicini di casa, avrebbe mai immaginato di convivere con il mostro e c'è chi ritiene, come Lucio Torresan, titolare di un liquorificio di fronte al condominio di Fusaro, che il presunto assassino non possa aver agito da solo. Torresan ha riferito che l'uomo era conosciuto come persona che si era sempre impegnata nel quartiere, offrendosi anche per piccoli lavori. «Ultimamente, dopo che parecchia gente si era lamentata del gran numero di rovi che circondava la casa sul lato ferrovia - racconta - si era dato da fare con il decespugliatore per liberare dall'intrico di rami la massicciata». «Non lo conosco - ha detto il sindaco di Bassano Gianpaolo Bazzotto parlando di Fusaro - ma credo che già da giovane abbia avuto qualcosa da farsi perdonare». (Ansa)

25 dicembre 2007
ania è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 25-12-2007, 11:41   #66
loreluca
Member
 
L'Avatar di loreluca
 
Iscritto dal: Dec 2002
Città: Bellano (LC)
Messaggi: 118
Quando leggo di questi delitti efferati davvero non comprendo tutto il nostro impegno per abolire la pena di morte...
__________________
-- LucaLore --
loreluca è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 25-12-2007, 12:09   #67
drakend
Senior Member
 
Iscritto dal: Aug 2002
Messaggi: 1334
Quote:
Originariamente inviato da loreluca Guarda i messaggi
Quando leggo di questi delitti efferati davvero non comprendo tutto il nostro impegno per abolire la pena di morte...
Nessuno tocchi Caino!
drakend è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 26-12-2007, 22:00   #68
ania
Senior Member
 
Iscritto dal: Nov 2006
Messaggi: 1886
http://www.rainews24.it/notizia.asp?newsID=77049
Quote:
Sul presunto killer di Iole Tassitani: "un violento in cerca di donne e soldi"

Iole Tassitani, una donna semplice che ha avuto la sfortuna di incontrare sulla sua strada Michele Fusaro, di Bassano del Grappa.
L'uomo, 40 anni, un frustrato nella vita, "un soggetto - per dirla con le parole del procuratore capo di Venezia, Vittorio Borracetti - psichicamente disturbato" con la smania del guadagno, perché lo stipendio di operaio e di altri lavori non gli bastava.

Maniaco degli integratori alimentari, della cultura fisica, dell'ordine, con una spiccata smania di guadagno, appunto, necessaria per apparire un "potente" agli occhi delle donne che amava cercare e corteggiare.
Questo l'identikit di Fusaro, emerso dalle prime ricostruzioni.

Ora la famiglia della donna è chiusa nel dolore,fino all'ultimo confidava in un epilogo diverso.
Iole sarebbe morta, questo sospettano gli inquirenti, poche ore dopo il suo sequestro, il 12 dicembre. Il suo corpo sezionato in più parti e messo in tre sacchi delle immondizie, trovati nel garage dell'uomo, è accusato finora di sequestro di persona a scopo di estorsione e omicidio.

Non c'è al momento, per Borraccetti, alcuna ipotesi di complici. Vittima e presunto carnefice si erano in precedenza incrociati - forse conosciuti - durante l'attività di commercio, extra lavorativa, per la stessa azienda, di prodotti per la pulizia della casa.

E' stata poi un'amica di lui a farli conoscere qualche tempo fa. Da lì sarebbe nata l'idea del sequestro nella mente di Fusaro, che ha cercato di coinvolgere, invano, il fratello dell'ex moglie - che vive in un'altra regione e dalla quale ha avuto un figlio -, il quale dopo l'eco della vicenda ha contattato i carabinieri.

Da quel momento i carabinieri lo hanno inseguito come un'ombra. Poi lui ha commesso alcuni passi falsi, usando per due volte il telefonino della donna, di cui una per chiedere il riscatto alla famiglia (800 mila euro). In quelle due occasioni Fusaro si trovava nella zona di partenza delle telefonate.

Questi elementi, sommati a due fotogrammi delle telecamere che riprendevano la Honda di Fusaro, parcheggiata tra le 21 e l'una nei pressi del piazzale dove è stata poi trovata la Ford di Iole, e il controllo casuale dello stesso indagato, hanno rafforzato il sospetto degli inquirenti.
http://www.repubblica.it/2007/12/sez...ida-fermo.html
Quote:
Il falegname accusato di aver rapito e poi ucciso la donna trevigiana
resterà in carcere.
Il Pm: "Interrogatorio privo di contenuti significativi"
Omicidio Tassitani, il gip conferma arresto di Fusaro


VICENZA - Il gip di Bassano del Grappa Massimo Morandini ha convalidato oggi il fermo per sequestro di persona a scopo di estorsione di Michele Fusaro, il falegname sospettato di aver ucciso e fatto a pezzi Iole Tassitani. L'udienza si è svolta nel carcere di Vicenza dove l'uomo è detenuto ed è durata poco meno di un'ora. Il gip disporrà con tutta probabilità nelle prossime ore la conferma della custodia cautelare in carcere.

"L'interrogatorio - ha affermato il procuratore di Venezia e capo della Dda del Veneto Vittorio Borraccetti - si è rivelato privo di contenuti significativi". "Penso che valuteremo nei prossimi giorni - ha aggiunto - se sottoporre Fusaro ad un interrogatorio da parte del pm Giovanni Parolin".

Per domani è previsto che vengano ultimati alcuni esiti dell'autopsia della donna, ritenuti particolarmente importanti da parte degli investigatori. Gli esami dovrebbero chiarire, in particolare, quando e come Iole Tassitani sia stata uccisa dal suo rapitore. Gli esami a cui sono stati sottoposti nei giorni scorsi i resti della vittima non avrebbero infatti chiarito per ora, secondo il legale della famiglia Tassitani, Roberto Quintavalle, il momento preciso della morte.

Sempre domani sera alle 20.45 nella chiesa di Santa Maria della Pieve di Castelfranco, frequentata dalla famiglia Tassitani, sarà recitato un rosario in memoria della donna uccisa.

(26 dicembre 2007)
ania è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 27-12-2007, 15:44   #69
ania
Senior Member
 
Iscritto dal: Nov 2006
Messaggi: 1886
http://www.ilgazzettino.it/Visualizz...12-27&Pagina=2
Quote:
Nelle parole del procuratore capo di Venezia, Vittorio Borraccetti, la cronistoria delle indagini frenetiche fino al tragico ritrovamento del corpo, nella notte tra domenica e lunedì a Bassano
«Cercavamo la prigione e il resto della banda»


Treviso
NOSTRO SERVIZIO

«Abbiamo sperato fino all'ultimo che l'epilogo di questi 12 giorni fosse diverso, ma purtroppo così non è stato». Queste le parole con cui ha esordito qualche giorno fa il procuratore capo di Venezia, Vittorio Borraccetti, alla conferenza stampa indetta per dare conto del tragico sequestro di Iole Tassitani, sfociato in un omicidio.

Si è arrivati a scoprire il tragico epilogo, nelle prime ore del 24 dicembre, dopo giorni di intensa attività investigativa, che avevano fatto sperare fino all'ultimo in un esito diverso per il sequestro Tassitani. E il procuratore Borraccetti prosegue: «Bisogna sottolineare la grande professionalità degli investigatori, ancora una volta, che purtroppo è stata inquinata dall'amarezza per l'esito della vicenda».

Nella conferenza stampa che si è tenuta il 24 dicembre al comando dei carabinieri di Treviso sono state ripercorse le tappe che hanno portato gli investigatori alla soluzione del caso. Ecco come i carabinieri, il Reparto operativo provinciale di Treviso e la sezione anticrimine del Ros di Padova, coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia di Venezia, sono arrivati a Michele Fusaro, 41 anni, di Bassano.

Il fatto. La sera del 12 dicembre viene rapita Iole Tassitani, nel garage sottostante la palazzina di Castelfranco in cui abita. «Non è stato subito chiaro - ha spiegato il Procuratore Borraccetti in conferenza stampa - che ci trovavamo di fronte ad un sequestro di persona a scopo di estorsione». Erano scattati gli accertamenti del Ros. Gli elementi: un guanto da uomo, gli occhiali di Iole a terra nel garage, e il messaggino di richiesta di aiuto inviato dalla 40enne.

La fonte. Martedì 18 dicembre, a quasi una settimana di distanza dal rapimento di Iole, una "fonte", l'ex cognato marocchino del falegname, chiede di parlare con i carabinieri. «Questa fonte - spiega Vittorio Borraccetti - chiama in causa il Fusaro, come possibile sequestratore. Da quel momento Michele Fusaro non è stato più solo».

Michele Fusaro. Era stato fermato per un normale controllo la mattina dopo il rapimento di Iole Tassitani. Erano le prime ore del 13 dicembre e il falegname 41enne era stato controllato dai carabinieri, fermato al volante della sua auto. «L'uomo ha proseguito una vita normalissima, continuando a lavorare, anche molto - ha spiegato il comandante provinciale dei carabinieri di Treviso, colonnello Paolo Nardone - Nei giorni in cui non l'abbiamo perso di vista un secondo ha continuato la vita di sempre». Falegname, dipendente di un supermercato e venditore porta a porta. Aveva parecchi lavori il Fusaro: un segnale del suo bisogno di soldi, una delle molle che lo avrebbero spinto al sequestro.

La ricerca della prigione. «Cercavamo la "prigione", qualcosa che ci assicurasse che la signora fosse in vita - prosegue il Colonnello Nardone - purtroppo invece abbiamo fatto la tragica scoperta».

Il fermo. La sera del 23 il Fusaro viene fermato. «È stato bloccato in strada - spiega il colonnello - mentre stava rientrando nella sua abitazione a Bassano». Il 41enne, al quale si contestava in un primo momento il sequestro di persona a scopo di estorsione, non ha mai collaborato, non ha mai fatto alcuna parziale ammissione. Ma poi nella notte la tragica scoperta nel garage del Fusaro. Gli verrà così contestato anche l'omicidio.

Il garage. «Il garage era ordinato, nessuna traccia di colluttazione e tantomeno di sangue», ha concluso il colonnello Nardone. A terra però quei sacchi della spazzatura: tre sacchi in cui c'erano i resti della povera Iole Tassitani.

Le indagini «non sono finite» , come è stato sottolineato più volte dal Procuratore Vittorio Borraccetti. Nel corso della conferenza stampa era stato detto anche: «In questo momento non c'è l'ipotesi del complice, ma aspettiamo l'esito degli esami, dall'autopsia agli elementi raccolti prima di escludere totalmente questa ipotesi».

Olivia Bonetti
http://www.ilgazzettino.it/Visualizz...12-27&Pagina=1
Quote:
Sequestro Tassitani, i resti della figlia del notaio di Castelfranco ritrovati a dodici giorni dalla scomparsa in un garage il 24 dicembre
Iole fatta a pezzi nella casa degli orrori
La donna è stata sgozzata dopo una settimana di prigionia.
Il corpo tagliato in 29 parti e poi nascosto in tre sacchi


Tre quarti d'ora di interrogatorio nel carcere di Vicenza per convalidare il fermo di Michele Fusaro, il falegname 41enne di Bassano del Grappa nel cui garage domenica notte sono stati trovati i resti smembrati di Iole Tassitani. Agli inquirenti che indagano sul tragico epilogo del sequestro della figlia del notaio di Castelfranco Veneto, il principale sospettato ha ammesso di avere partecipato al rapimento, ma ha giurato di non sapere nulla della tragica fine della donna. La richiesta del riscatto sarebbe peraltro avvenuta quando Iole era già morta.
L'uomo, in stato di confusione mentale, ha alluso alla partecipazione di alcuni complici, ed è su questi che ora si concentrano le indagini.
L'esito dell'autopsia sui poveri resti, sezionati e chiusi in tre sacchi della spazzatura, inducono a pensare che la mattanza sia stata opera di più persone.
Nell'auto di Fusaro, che da mercoledì era costantemente seguito dagli inquirenti, non sono state trovate tracce di sangue. Segno che la donna, che non sarebbe stata uccisa nel garage, vi ci sarebbe stata trasportata con un altro mezzo.
http://www.ilgazzettino.it/Visualizz...12-27&Pagina=2

Quote:
Spogliata e sgozzata, così Iole è stata fatta a pezzi
In tre sacchi per i rifiuti in garage i resti della donna, smembrati in 29 parti con sega e coltello
Tenuta prigioniera per 7 giorni, la morte risale a martedì o mercoledì della scorsa settimana


Padova
NOSTRA REDAZIONE

È stata denudata e poi sgozzata. E del suo corpo è stato fatto scempio. Tagliato in ventinove pezzi.
Ammazzata senza pietà dopo essere rimasta per una settimana in mano a un aguzzino. Non poteva essere più atroce la morte cui è andata incontro Iole Tassitani, tra martedì 18 e mercoledì 19 dicembre, quando gli investigatori erano convinti di essere giunti a una svolta per risolvere il rapimento: ha respirato il suo stesso sangue che usciva a fiotti dalla gola squarciata dal coltello finchè il tremito estremo non le ha portato via l'ultimo soffio di vita.
Il suo assassino - o i suoi carnefici, come è propenso a ritenere il coroner, vista la complessità del macabro rituale messo in scena - non si è limitato a infliggere una morte barbara, che appartiene alla cultura di certi popoli avvezzi a sgozzare gli ostaggi come bestie sacrificali.
È andato ben oltre: non solo scippando Iole all'affetto dei suoi cari, ma privando i suoi congiunti di una salma su cui depositare l'ultimo bacio e recitare un preghiera prima di chiudere la bara per affidarla alla funicolare celeste.
Ha ridotto quel corpo a brandelli, sezionandolo con precisione "scientifica", con la mano esperta di chi sa dove e come tagliare.
Un vilipendio che vorremmo tacere per rispetto all'immenso dolore della famiglia Tassitani.

Che cosa spinge ad ammazzare, quale processo mentale conduce alla percezione dell'altro come di un essere da eliminare?
È una domanda che usa porsi la psichiatria forense. Vittorino Andreoli, ad esempio, che si è occupato di una infinità di crimini dettati dalla follia - dai serial killer Donato Bilancia e Michele Profeta al parricida Paolo Pasimeni - ha cercato più volte di darsi una risposta, stupendosi di quanto nella specie umana si uccida enormemente più che in qualsiasi altra specie vivente.
Ed è giunto alla conclusione che l'uomo ammazza quando percepisce di non avere via di scampo, di avere perduto ogni senso.

Non c'è niente di psicopatico in ciò che è accaduto a Iole. Gli accertamenti autoptici, eseguiti la vigilia di Natale dall'équipe dell'Istituto di medicina legale dell'Università di Padova diretta dal professor Massimo Montisci, hanno evidenziato una modalità operativa che evidenzia lucidità e razionalità più che pazzia.
Anche se di corpi smembrati in questo modo non vi sono moltissimi esempi nelle nostre terre.
Se si eccettua il "mostro" Giancarlo Stevanin, rimangono un albanese fatto a pezzi e nascosto in un trolley abbandonato in una stradina sterrata lungo la tangenziale di Treviso nel 2003 e il banchiere milanese Gianmario Roveraro segato in più parti e rinvenuto l'anno scorso sotto un cavalcavia nella campagna alla periferia di Parma.
Il professor Montisci ricorda, per esperienza diretta di quando si trovava tirocinante negli States, i resti di una donna e dei suoi due figlioletti, sezionati a colpi di machete e murati in un garage a Miami.

L'autopsia è durata un intero giorno. È iniziata con la conta dei pezzi, infilati in tre sacchetti azzurri della spazzatura, rinvenuti nella tarda serata di domenica - verso le 23.30 - nel garage di Michele Fusaro, a Bassano del Grappa, in una palazzina di via Carducci. C'erano tutti. Il primo sacco conteneva altri quattro sacchetti, con le parti più piccole. Il secondo ne conteneva tre. Nel terzo era avvolto il tronco acefalo. Tutti tagli uniformi, omogenei, senza sbavature, come ha evidenziato anche la tac. Prodotti con almeno due differenti attrezzi: una sega elettrica (probabilmente alimentata a batteria) e un affilato coltello a lama liscia. Per smembrare in quel modo un corpo di settanta chili non bastano dieci minuti e forse non basta neppure una persona sola. Una cosa è certa: i sacchetti non sono stati trasportati fino al garage con l'auto del quarantunenne falegname bassanese. Perchè nessuna traccia biologica è stata rinvenuta nell'abitacolo. Né una goccia di sangue, né un capello sui tappetini, sui sedili, nel bagagliaio.
Ipotizzando che Iole sia stata uccisa da un'altra parte, per trasportare i resti del martoriato cadavere deve essere stato utilizzato un altro veicolo. Quale e di chi? Fusaro aveva attrezzato assai bene il suo garage. E questo, secondo i medici legali, esclude che sia un matto. Nell'autorimessa c'era un forte odore di benzina ed erano stati piazzati dei fornelletti con essenze profumate per coprire l'eventuale odore della decomposizione.
Solo tre minuscole macchie ematiche sul pavimento, gocce probabilmente cadute dai sacchetti. Sempre nel garage sono stati trovati gli abiti della donna, ordinatamente piegati, e le sue scarpe, allineate. Abiti perfettamente puliti: Iole non li indossava quando è stata assassinata. Rinvenuti nell'abitazione del falegname anche i tre cellulari della vittima.

Durante la prigionia, iniziata mercoledì 12 dicembre, non è stata tenuta legata né imbavagliata. Sugli arti e sul tronco nessuna ecchimosi che possa fare pensare all'uso di legacci. Niente tracce di colla da nastro adesivo attorno alle labbra. Però Iole Tassitani è stata picchiata. Sul volto la pelle tumefatta da violenti schiaffi e pugni. Del suo corpo è stato fatto scempio: rimane la consolazione che non ha subìto violenza sessuale.

Gli accertamenti autoptici avranno un seguito. È già al lavoro la dottoressa Luciana Caenazzo, ematologa, che si occuperà dei test del dna sui reperti biologici.
Disposto anche un esame tossicologico: c'è il fondato sospetto che Iole possa essere stata mantenuta drogata, narcotizzata.

Faceva lo spavaldo il falegname Michele Fusaro quando i carabinieri, che lo pedinavano da alcuni giorni, domenica lo hanno portato in caserma per interrogarlo. Un tipo palestrato, imbottito di integratori. Era sicuro che non avrebbero trovato un solo indizio. Ma quando gli hanno detto che nel suo garage era stato rinvenuto il corpo smembrato della figlia del notaio ha abbassato gli occhi, si è chiuso in un assoluto mutismo. E si è defecato nei pantaloni.

Gabriele Coltro
http://www.ilgazzettino.it/Visualizz...12-27&Pagina=3
Quote:
Il falegname arrestato: «Sono stati gli altri»
Fusaro nega di essere l’assassino e fa intendere di aver avuto dei complici: «Li avete presi?». Spunta una lettera di richiesta di riscatto


Bassano
NOSTRA REDAZIONE

«Gli altri li avete presi? Gli altri cosa dicono?». Gli "altri" sono il nuovo incubo apertosi nell'inchiesta sul rapimento e la barbara uccisione di Iole Tassitani, dopo l'interrogatorio di Michele Fusaro. Il falegname di Bassano del Grappa, nel cui garage, all'1.30 di lunedì, sono stati rinvenuti i resti straziati della quarantenne di Castelfranco Veneto, ieri mattina, in carcere, a Vicenza, in sede di convalida del fermo, ha parlato per tre quarti d'ora con il Gip Massimo Morandini, il pm della Procura di Venezia Roberto Terzo e il pm della Procura di Bassano, Giovanni Parolin, e ha lasciato intendere di aver fatto parte di un gruppo di persone.

Fusaro è apparso in grave difficoltà intellettuale ed espressiva, praticamente sotto choc: ha ammesso di aver partecipato al sequestro, pur se in misura marginale, e ha giurato di non saper nulla della tragica fine della figlia del notaio trevigiano. «Sono stati gli altri». Chi? Confusione totale.
Ovviamente potrebbe essere una manovra per scaricare le proprie responsabilità. Tuttavia gli inquirenti si stanno persuadendo che dei complici devono esistere. Michele non può aver portato via da solo e da solo custodito Iole; e ancora, la mappatura dei suoi spostamenti nei giorni in cui è stato seguito passo passo dai carabinieri o da speciali dispositivi elettronici non ha rivelato contatti diretti con la prigioniera, segno che ci stava pensando qualcun altro. Si è aperto insomma un nuovo scenario nel quale gli investigatori si sono buttati a capofitto.


Il colloquio svoltosi al San Pio X di Vicenza non avrebbe riservato molto altro. Fusaro non avrebbe saputo ricostruire la dinamica esatta dell'operazione, non avrebbe saputo indicare dove la Tassitani è stata tenuta e come e perchè è stata così atrocemente soppressa; non avrebbe nemmeno saputo spiegare perchè i sacchetti con i brandelli del corpo fossero nella sua rimessa. Avrebbe soltanto ammesso di aver conosciuto la donna nell'ambito della sua attività secondaria di venditore porta a porta di prodotti per la casa, gliel'avrebbe presentata una conoscente comune. E le chiamate col telefonino di lei? E la lettera con una richiesta di riscatto trovatagli in tasca domenica notte? Risposte evasive.

«Se farnetica - ha commentato il legale dei Tassitani, l'avvocato Roberto Quintavalle - è perchè vuole costituirsi un alibi».

Al termine dell'udienza il Gip ha convalidato il fermo per sequestro di persona con morte dell'ostaggio e ha disposto la custodia cautelare in carcere. Michele Fusaro è guardato a vista perchè non commetta atti inconsulti. Nel pomeriggio l'operaio ha nominato come legale di fiducia l'avvocato Carlo Covi di Padova.

«Già da qualche giorno temevo che Iole Tassitani fosse stata uccisa - ha riferito ieri il procuratore capo di Venezia, Vittorio Borraccetti - il soggetto che stavamo seguendo si comportava in modo troppo tranquillo». Il magistratO ha definito l'interrogatorio del falegname, svoltosi in mattinata a Vicenza, "non particolarmente significativo". Borraccetti ha dichiarato di essere in attesa dei risultati definitivi dell'autopsia e dell'esito del sopralluogo nell'appartamento di Fusaro. In quest'ultimo - e così nel garage - non sono state rinvenute tracce ematiche e non sono stati trovati arnesi compatibili con lo scempio. Il luogo del massacro di Iole è ancora un mistero.

Bruno Cera

http://www.ilgazzettino.it/Visualizz...12-27&Pagina=3
Quote:
Un tipo "normale", ossessionato dal fisico e dal bisogno di soldi

Bassano
NOSTRA REDAZIONE

Lo chiedi all'amico, al vicino di casa, al datore di lavoro e ti rispondono tutti alla stessa maniera: «Un uomo tranquillo, ordinato, disponibile». L'espressione più usata è «un tipo normale». Ed è proprio questa "normalità" che sconvolge, che lascia senza fiato quanti lo conoscevano e quanti hanno iniziato a conoscerlo, lunedì, quando il caso è esploso. È normale rapire una donna, tagliarla a pezzi (se è stato lui) e tenerne i resti in garage?

Michele Fusaro ha 40 anni, è nato a Bassano, ed è sempre vissuto nel comprensorio ove ha ancora la mamma, ospite di una casa di riposo, una sorella e un fratello. Nel 2003 aveva preso alloggio nel condominio di via Carducci 25 dove è stato scoperto l'orrendo delitto. Falegname, lavorava in un mobilificio di Romano d'Ezzelino. Aveva sposato in municipio una marocchina e aveva avuto un figlio: anni fa si era separato da entrambi, i due si sono trasferiti in Emilia. È rimasto solo, nella sua mente hanno forse fatto breccia le prime incrinature. Cercava di arrotondare con lavoretti a domicilio e con la vendita porta a porta di pentole e detersivi. Così ha incontrato Iole. Circa un anno fa, sia la Tassitani che il Fusaro, in periodi diversi, ma contigui, erano entrati nell'orbita di una ditta che organizza vendite nelle case. Ad un certo punto erano stati presentati da un collega comune e si sono tenuti in contatto.

Sicuramente Michele è rimasto colpito da quella donna bella, colta, indipendente ed è da ritenere che l'avesse inserita nel suo "giro" di frequentazioni. Nel frattempo il falegname dai martelli era passato ai computer, aveva scoperto il mondo delle chat, aveva capito che poteva essere chic. Si era dato ai manubri e agli integratori alimentari, cercava le signore in rete, si presentava, il fisico atletico "aiutava". Aveva allacciato un rapporto quasi fisso con una separata di Bassano; domenica sera era andato a prenderla, l'aveva invitata a cena e l'aveva riaccompagnata. E venerdì aveva partecipato al convivio della fabbrica, come se nulla fosse.

Il Fusaro faceva il prestante pure col portafoglio. Ma i soldi non bastavano mai: lo stipendio era quello che era, doveva mantenere il figlio e curare l'appartamento; e voleva approfittare del tempo libero. È in questa fase - magari solleticato da qualche lettura sbagliata (in casa gli sono stati trovati libri di occultismo) e da qualche film di serie B - che deve aver maturato un progetto delirante. Poteva forse sequestrare una di quelle donne con cui di notte parlava alla tastiera e che di tanto in tanto portava al ristorante. Una cosa veloce, senza chiedere la luna.

Ma è andata in un'altra maniera. Dalle chiamate sui telefonini, dalle tracce nei computer, dalle riprese di un pugno di telecamere, e soprattutto dalle rivelazioni dell'ex-cognato, gli inquirenti sono arrivati a lui e hanno scoperto un "precedente" piccolo ma inquietante: nel 1983, a 16 anni, con altri coetanei, era stato coinvolto - ricettò alcuni oggetti - nel ratto di una ragazzina a scopo di libidine. Dalla metà della settimana scorsa i Carabinieri del Comando provinciale di Treviso, del Ros di Padova e della Compagnia di Bassano hanno cominciato a pedinarlo, con estrema prudenza, e quindi hanno operato il blitz.

Ora Michele Fusaro è in carcere, a Vicenza, guardato a vista. Domenica notte, nella caserma dell'Arma, a Bassano, prima ha fatto lo spavaldo, poi ha citato nomi e circostanze di pura fantasia infine è scoppiato a piangere. «Cosa ho fatto, cosa ho fatto - ha ripetuto pur senza confessare apertamente - sono rovinato». Da quel momento in avanti ha solo continuato a fissarsi le mani, abili nel costruire, spietate nel distruggere.

B.C.
http://www.ilgazzettino.it/Visualizz...12-27&Pagina=3
Quote:
Fermato in auto dai carabinieri poco dopo il sequestro

Treviso
NOSTRA REDAZIONE

«Ma se drio schersare?» Spavaldo e, all'apparenza, ingenuo allo stesso tempo. Michele Fusaro ha dimostrato di esserlo fino alla fine, dal momento in cui si è convinto ad architettare l'assurdo progetto di rapire una donna, fino a quando - tra domenica e lunedì - si è ritrovato nella morsa dei carabinieri che gli stavano stringendo le manette ai polsi.

«Se drio schersare? Mi no go rapio proprio nesuno». Spavaldo e ingenuo. Spavaldo lo era certamente, se è vero che fino all'ultimo era riuscito a mascherare una doppia vita e, soprattutto, a occultare un cadavere fatto a pezzi, tenendolo in casa per chissà quanto tempo, senza attirare l'attenzione di chicchessia, vicini e conoscenti, compresa la donna che di questi tempi andava frequentando, in modo più o meno clandestino.

Spavaldo fino in fondo, e strafottente al punto da non trascurare la maniacale cura del proprio corpo, pur avendo un cadavere sulla coscienza, e andare a correre come nulla fosse, per tenersi in forma. Come ha fatto fino a domenica mattina, senza sapere di essere seguito a distanza nei suoi movimenti, quando si è messo a fare jogging, lasciando interdetti i carabinieri che avevano l'incarico di non mollarlo un secondo. «Faceva tutto nella normalità più assoluta»: al maggiore Alessandro Dimichino, comandante del Raggruppamento operativo speciale dell'Arma, la doppia vita di Michele Fusaro appariva quasi impossibile. Mai, in cinque giorni di pedinamenti, il falegname bassanese ha mostrato cedimenti, o segni di nervosismo. Un criminale freddo e silenzioso, assolutamente autonomo. Almeno così ha mostrato di essere nel momento in cui Fusaro è entrato a buon diritto nelle mire investigative sul sequestro di Iole Tassitani, quando la Distrettuale antimafia ha potuto raccogliere la testimonianza chiave di un uomo, l'ex cognato marocchino di Michele Fusaro, su un caso che stava facendo ammattire un po' tutti. «Sì, mi fu fatta una proposta da una persona che conosco e solo ora, leggendo i giornali, mi son reso conto che potrebbe c'entrare con il sequestro. Dissi immediatamente di no, che non mi interessava. Forse potrebbe servirvi sapere che quella persona si chiama Fusaro. Michele Fusaro». Che, in quel momento, poteva diventare il grimaldello per la liberazione di Iole.

Pedinato e sorvegliato a distanza: «Non potevamo avere la certezza matematica che quell'uomo potesse effettivamente c'entrare col sequestro: c'era un buon 70 per cento di possibilità. E non sapevamo neppure se il sequestro fosse stato architettato da una o più persone». Perché il falegname bassanese, durante la vigilanza, non ha mai avuto contatti sospetti, neppure con malavitosi, e mai un comportamento fuori dalle righe: tutto nella normale quotidianità di un single che lavora e spende il proprio tempo libero come lo spenderebbe chiunque, nelle sue condizioni, palestra compresa. E la prospettiva di qualche viaggio, a spezzare la routine di una vita apparentemente banale. Una fotografia che rispecchia cinque giorni di esistenza.

Ma prima di mercoledì scorso, prima di finire inquadrato dai carabinieri, come era riuscito a nascondere il suo folle progetto? Con alterne fortune, decisamente. Poche ore dopo il sequestro di Iole una pattuglia dei carabinieri, sul confine fra il Trevigiano e il Bassanese, alle porte di Rossano Veneto, era stata indotta a fermarlo in auto, una scalcinata Honda Accord che, alle 3 e passa della notte, indurrebbe qualunque pattuglia a darle un'occhiata. E non solo quella, perché i due carabinieri che avevano intimato l'alt a Fusaro, non avevano tralasciato di fargli aprire anche il bagagliaio, oltre a controllargli i documenti. «Può andare...». Nessuno, ancora, in quel momento era a conoscenza che una donna era stata rapita. Solo l'amica di Iole, che però non aveva dato troppa importanza al messaggio che la donna le aveva inviato e che, purtroppo, sarebbe stato l'ultimo. Così Michele Fusaro aveva salutato la pattuglia, come nulla fosse accaduto. Che ci stava a fare, lì, a qualche chilometro da Castelfranco, e qualcuno in più da casa sua? E dov'era, in quel frangente, la povera figlia del notaio Tassitani? Sicuramente era viva.

Giancarlo D'Agostino
http://www.ilgazzettino.it/Visualizz...2-27&Pagina=13
Quote:
Nel cuore del Nordest batte la paura
di Edoardo Pittalis


Da tre giorni quelle due fotografie attraversano gli occhi e i teleschermi: lei che accarezza la gatta e, senza occhiali, china lo sguardo miope; lui che strizza le palpebre accecate dal lampo e guarda quasi con sfida dalla foto segnaletica. Iole Tassitani e Michele Fusaro. Lei è stata uccisa, fatta a pezzi, ventinove pezzi! Lui l'ha rapita, straziata con maniacale precisione e riposto ogni pezzo in una busta nera della pattumiera, quelle che si chiudono col laccio giallo.


A Castelfranco e a Bassano hanno spento le luminarie di Natale perché non c'era più nulla da festeggiare e resteranno buie sino alla fine delle feste. Quelle luci spente sono un po' lo specchio delle nostre paure e della coscienza del Nordest oggi. Non ci capiamo più niente, ci spaventiamo per tutto, confondiamo cause ed effetti. Poi, di colpo, scopriamo che la realtà è più brutta, più terribile, assolutamente diversa da come l'avevamo immaginata e programmata.

Iole Tassitani era una bella donna, libera, senza problemi economici. Forse si fidava delle persone, forse si sentiva protetta dalla sua indipendenza. Forse combatteva a modo suo la solitudine senza avvertite negli altri la pericolosità. Si affidava alle chat per restare collegata al mondo, ma anche per restarne isolata. È sparita e per quasi due settimane si è pensato a un sequestro, si è attesa la richiesta di riscatto, si è temuta una nuova criminalità immigrata nel Veneto con determinatezza e ferocia. Gorgo al Monticano era stato un segnale troppo forte per poterlo trascurare. Si è cercata una banda, perché un rapimento presuppone organizzazione e quantità; si è cercato un covo. Imprevista la realtà: l'assassino è un falegname di Bassano del Grappa, resta da capire perché lo ha fatto non come lo ha fatto: ha sgozzato la donna, l'ha decapitata, l'ha fatta in pezzi sempre più piccoli. Poi ha provato a depistare spedendo una richiesta di riscatto. Ha commesso troppi errori (ha anche usato i cellulari della vittima), eppure per tanti giorni l'ha fatta franca. Ha condotto normalmente la sua vita, entrava e usciva da quel garage, si allontanava per andare in palestra, per correre all'aperto. Un immigrato nordafricano, sospettando qualcosa, ha messo la polizia sulle tracce dell'assassino. La storia potrebbe finire qui, si aspetta che Fusaro confessi e spieghi quello che ancora non si capisce.

È vero, il criminale non manda segnali di pericolo; non ha scritto in faccia che è un assassino. Sa confondersi tra gli altri, mimetizzarsi tra i vicini di casa e di lavoro. Eppure siamo di fronte a una storia mostruosa, più si scende nei dettagli e più aumenta l'orrore. Pensi che cose del genere accadano soltanto nei telefilm che vengono dall'America e che passano di notte in tv col bollino rosso per mandare a letto i bambini. Il garage di Bassano è peggio del camion frigorifero col quale "Dexter" trasporta le sue vittime dopo averle fatte a pezzi che recapita alla Polizia.
Lo insegue un altro serial killer che fa il giustiziere per conto della legge. Ma quella è fiction, disgustosa ma fiction; Fusaro non è uscito da un telefilm, era tra di noi.
Non era prevedibile, ma si camuffava alla perfezione. Come tante volte, quando l'orrore supera anche la più malata delle fantasie, quando la paura non riesce più a spaventare
.

Come è accaduto per Pietro Maso, per Erika e Omar, per la strage di Erba, per quella volta che a Oderzo padre e figli massacrarono la madre e la lasciarono moribonda sul greto del fiume.
Storie di soldi, di eredità, di ferocia.
Gli altri non c'entrano, bisogna cercare in mezzo a noi e diventa più angosciante, più doloroso. Talvolta la ricerca può portare persino alla rimozione: è un folle, un pazzo, imprevedibile.
Come se bastasse a togliere l'orrore, a scalpellarlo dalle lapidi.
Come se bastasse per dare una risposta a ogni domanda.

Questa non è una storia da rimuovere: perché testimonia la perdita di certi valori, perché spiega quelle luci spente in segno di lutto e non solo.
Troppo facile archiviare tutto con la follia o con i soldi.
Il delitto si è consumato tra Castelfranco e Bassano, l'asse che unisce una delle zone più ricche d'Italia, ad altissima concentrazione di fabbriche.
Si produce di tutto: dalle biciclette alle ceramiche, dalle pellicce ai salotti, dalle scarpe sportive al computer.
La strada è una delle più trafficate d'Italia, una di quelle a maggiore rischio.

È il Nordest che ha sicurezze economiche e incertezze sociali.
Ha paura; avverte molti allarmi, anche quello della malattia contagiosa e corre a vaccinarsi.
Cerca capri espiatori, invoca misure d'emergenza, guardie più o meno private.
Non ha fiducia nello Stato che spesso è assente, quasi sempre non sa ascoltare e talvolta non capisce.
Emerge a tratti intolleranza e xenofobia.
Non è una crisi di soldi, quelli ci sono; è una crisi di identità.
Il Nordest è in difficoltà: ha perso valori sino a ieri solidi; non ha peso a livello nazionale perché non riesce a esprimere una classe dirigente politica, imprenditoriale e culturale all'altezza del momento.
Non riesce a passare le consegne da una generazione all'altra: ventimila aziende, il 33%, muoiono per impossibilità di trasmettere il timone da padre a figlio.
Nordest che sa che sta per arrivare il temporale, ma anziché costruire il riparo si affida agli effetti speciali.
Dovrebbe riflettere sul fatto che c'è stato un grandissimo sviluppo non accompagnato da adeguato sforzo culturale.
Dovrebbe riconoscere con orgoglio la grandezza di un passato di emigrazione e anche di povertà trasformato in ricchezza vera, grazie anche a una dedizione al lavoro non comune.
Invece, ignora il passato, fa ripartire la propria storia dal presente.
Così non ritrova le radici che lo saldino alla terra, resta spaventato, diffidente, fragile.
Si chiude a tutto, specie a quello che non conosce e non capisce, il diverso diventa in fretta il nemico da combattere.
Per questo l'orrore di Castelfranco può correre il rischio di venire rimosso.
Davanti al sangue di Gorgo al Monticano era tutto più semplice: assassini venuti da fuori e capaci di uccidere in maniera bestiale e di lasciare tracce proprio come le bestie.
Uno di loro, forse sconfitto dal rimorso, l'altro giorno si è ucciso in carcere.
Lì era tutto più chiaro.
Lo Stato ha sbagliato perché ha fatto mancare la presenza rassicurante sul territorio e perché non capito che la gente va protetta, difesa e garantita nelle strade, nelle case e nelle teste.
Ma l'assassino del garage di Bassano non è venuto da fuori e la sua ferocia può passare alla letteratura criminale.
Il falegname che maniacalmente ha fatto a pezzi la bella figlia del notaio e poi se n'è andato a correre come tutti i giorni.
In calzoncini, anche col freddo che pungeva e la prima spruzzata di neve; col contapassi perché bisogna tenere il conto di ogni metro coperto.
Michele Fusaro era fatto così.
È per lui che sono state spente le luminarie delle feste a Castelfranco e a Bassano.
È per lui che tutti dobbiamo ora interrogarci su cosa significhi scoprire un Michele Fusaro nel proprio grembo.
E per scacciare una domanda che arriva comunque, inevitabile: se a uccidere Iole fosse stato un immigrato cosa si griderebbe oggi? E si correrebbe il rischio di rimuovere?


Edoardo Pittalis
http://www.ilgazzettino.it/Visualizz...12-27&Pagina=1
Quote:
Annichiliti. Siamo tutti angosciati ...

Annichiliti.
Siamo tutti angosciati e inquieti.
Siamo pietrificati per questo atroce assassinio.
Una donna semplice, tranquilla, è sequestrata in una quieta città di provincia.
E torturata, emotivamente e fisicamente, per 8 interminabili giorni.
Sola, disperata, senza conforto.
Incredula che nessuno arrivi a salvarla: «Perché nessuno mi aiuta?
Perché nessuno mi libera da questo pazzo furioso?».
Le indagini languono.
Eppure tutto avviene nel raggio di qualche decina di chilometri.
Allo choc, allo sgomento, all'incredulità delle prime ore, ma anche alla speranza di essere salvata, subentra pian piano la disperazione.
Prega, sillabando le preghiere.
Non c'è risposta. «Nessuno viene a salvarmi, nessuno».
L'uomo-mostro la tortura con l'attesa del peggio, con l'inquietudine, con la paura, con l'orrore.
Con le percosse brutali.
Giorno e notte.
E nessuno arriva a salvarla.
Di questa donna infelice, precipitata in pochi minuti nel più atroce e irrimediabile degli incubi, restano 29 pezzi.

Assassini efferati, purtroppo, avvengono con frequenza inquietante.
Ma questo ci turba per ragioni che ci toccano nel profondo.
Non solo per la premeditazione, la crudeltà, la lenta barbarie.
Ma per l'insidiosità della storia.
Una donna normale, senza alcun legame particolare con l'assassino, viene catapultata in pochi minuti nel più demoniaco dei tormenti.
Una di noi.
Ci angoscia pensare che nella nostra Marca serena un destino così atroce, inimmaginabile, impensabile possa capitare a ciascuna di noi.
A nostra figlia, a nostra sorella, a nostra madre, o alla migliore amica.
Ci angoscia dover ammettere che dietro al benessere opulento della nostra terra si celano mostri definitivamente crudeli, perfino oltre la morte della vittima.

Se il colpevole è il falegname italiano nella cui casa è stato rinvenuto il cadavere oltraggiosamente smembrato, ci angoscia dover ammettere che l'assassino, il sadico, abita tra noi.
Vive tra noi.
Parla la nostra lingua.
È nato qui. Il mostro, l'assassino, è dei nostri.

Ci angoscia sapere che anche quest'uomo aveva precedenti psichiatrici.
Che non sono e non possono essere un alibi per lui, ma sono una domanda di rendiconto per noi.
Per chi l'aveva seguito in passato.
Possibile che un caso così grave di patologia mentale passi inosservato, non diagnosticato e non curato?
Qualcosa deve cambiare nella sostanza: nella prevenzione, nella velocità delle indagini, nella severità ed effettività delle pene.

E ci angoscia pensare ai genitori di questa donna.
Sopravvivere alla morte di un figlio è atroce.
Ma sapere che una figlia è stata torturata e uccisa in questo modo, è la più atroce delle pene per chi sopravvive a questo inferno.
In tutti noi, per loro, resta una pena accorata.


Alessandra Graziottin
http://www.corriere.it/cronache/07_d...ba99c667.shtml
Quote:
omicidio Tassitani
Iole sgozzata e fatta in 29 pezzi
Il risultato dei primi esami sui resti del cadavere eseguiti già la sera del 23 dicembre


ROMA - Iole Tassitani, la figlia del notaio di Castelfranco Veneto ritrovata cadavere in un garage privato di Bassano del Grappa, è stata fatta a pezzi con una sega elettrica e divisa in ventinove parti. È quanto emerge dalle indiscrezioni del primo esame sui resti del cadavere eseguito dal medico legale di Padova la sera del 24 dicembre. Lo scrive Il Gazzettino, anche se si attendono ancora i risultati dell'esame autoptico che dovrebbero essere resi noti nelle prossime ore.

SGOZZATA - Il quotidiano del Veneto anticipa che il cadavere di Iole Tassitani è stato rinvenuto con diverse ecchimosi sul volto, segno che la donna è stata picchiata e colpita con un corpo contundente alla testa, è inoltre stata sgozzata con un grosso coltello. L'autopsia dovrà anche chiarire dopo quanto tempo dalla scomparsa della donna, il 12 dicembre, è avvenuta la morte e se la vittima sia stata sedata nel corso del sequestro. Intanto mercoledì dopo la convalida del fermo di Michele Fusaro, il falegname quarantenne nel cui garage sono stati rinvenuti i resti della vittima, da parte del gip Massimo Morandini del tribunale di Bassano del Grappa il suo difensore, che era stato assegnato d'ufficio, ha revocato l'incarico. Nel pomeriggio di giovedì l'avvocato Carlo Covi di Padova verrà nominato nuovo difensore ufficializzando l'incarico nel carcere di Vicenza dove è detenuto Fusaro. L'uomo, dalla cella, ha provato a negare tutte le accuse a sue carico, ma poi è crollato: «Cosa ho fatto, cosa ho fatto... ».

PRIGIONE - A quattro giorni dal ritrovamento del corpo della Tassitani intanto i carabinieri di Treviso e del Ros di Padova non hanno ancora individuato la prigione dove è stata tenuta la donna dopo il suo sequestro. Prigione che, quasi certamente, è stata anche il luogo del suo omicidio. Nel frattempo, giovedì mattina si è tenuto un incontro a Venezia coordinato dal Procuratore capo, Vittorio Borracetti, per fare il punto dell'inchiesta che presenta alcuni aspetti dubbi: in particolare gli inquirenti intendono chiarire se Michele Fusaro sia l'unico responsabile o abbia avuto uno o più complici.


27 dicembre 2007

Ultima modifica di ania : 27-12-2007 alle 21:45.
ania è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 27-12-2007, 20:40   #70
bjt2
Senior Member
 
L'Avatar di bjt2
 
Iscritto dal: Apr 2005
Città: Napoli
Messaggi: 6817
Un po' crudo e pulp nella descrizione uno degli articoli: i fiotti di sangue che escono dal collo di lei e il Fusaro che si ca.a addosso... Non staranno un po' esagerando? Mi sento un po' male... Anche per l'efferatezza del delitto... Quella povera donna che mai aveva fatto?
__________________
0 A.D. React OS
La vita è troppo bella per rovinarsela per i piccoli problemi quotidiani...
IL MIO PROFILO SOUNDCLOUD! IL MIO CANALE YOUTUBE! IL MIO PLUGIN VST PROGRAMMABILE!
bjt2 è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 27-12-2007, 20:42   #71
gpc
Senior Member
 
L'Avatar di gpc
 
Iscritto dal: Oct 2000
Città: UK
Messaggi: 7458
Ma al TG1 hanno intervistato il cognato dell'assassino... e questo qui ha detto che il tipo l'aveva chiamato per partecipare al sequestro. E questo deficiente non ha denunciato nulla? Ma si può?
__________________
"Questo forum non è un fottuto cellulare quindi scrivi in italiano, grazie." (by Hire)
Le mie foto su Panoramio - Google Earth
gpc è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 27-12-2007, 21:04   #72
ania
Senior Member
 
Iscritto dal: Nov 2006
Messaggi: 1886
Quote:
Originariamente inviato da gpc Guarda i messaggi
Ma al TG1 hanno intervistato il cognato dell'assassino... e questo qui ha detto che il tipo l'aveva chiamato per partecipare al sequestro. E questo deficiente non ha denunciato nulla? Ma si può?
http://www.ilgazzettino.it/Visualizz...12-27&Pagina=2
Quote:
La fonte.
Martedì 18 dicembre, a quasi una settimana di distanza dal rapimento di Iole, una "fonte", l'ex cognato marocchino del falegname, chiede di parlare con i carabinieri. «Questa fonte - spiega Vittorio Borraccetti - chiama in causa il Fusaro, come possibile sequestratore. Da quel momento Michele Fusaro non è stato più solo».
L'ex cognato ha parlato il 18 dicembre.

Comunque, se l'ex cognato non avesse parlato, chissà se sarebbero arrivati a scoprire quello che era accaduto.

Il 18 dicembre, lei era ancora viva.


Ania

Ultima modifica di ania : 27-12-2007 alle 21:18.
ania è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 27-12-2007, 21:05   #73
gpc
Senior Member
 
L'Avatar di gpc
 
Iscritto dal: Oct 2000
Città: UK
Messaggi: 7458
Quote:
Originariamente inviato da ania Guarda i messaggi
L'ex cognato ha parlato il 18 dicembre.

Comunque, se l'ex cognato non avesse parlato, chissà se sarebbero arrivati a scoprire quello che era accaduto.

Il 18 dicembre, lei era ancora viva.


Ania
Oh... l'avevo capita diversamente
Ma, in ogni caso, se uno ti vuole coinvolgere in un rapimento, che fai? Aspetti un po' prima di segnalarlo o lo denunci subito?
__________________
"Questo forum non è un fottuto cellulare quindi scrivi in italiano, grazie." (by Hire)
Le mie foto su Panoramio - Google Earth
gpc è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 27-12-2007, 21:16   #74
ania
Senior Member
 
Iscritto dal: Nov 2006
Messaggi: 1886
Quote:
Originariamente inviato da gpc Guarda i messaggi
Oh... l'avevo capita diversamente
Ma, in ogni caso, se uno ti vuole coinvolgere in un rapimento, che fai?
Aspetti un po' prima di segnalarlo o lo denunci subito?
Ovvio che avrebbe dovuto denunciare la cosa immediatamente.

Ma la domanda è:
visto che Fusaro aveva già cercato dei complici con cui realizzare il suo piano criminale, è possibile che abbia fatto tutto da solo ?

Perchè mi risulta difficile credere, dopo aver letto tutte le ricostruzioni che sono state fatte, che tutto ciò sia stato opera di un uomo soltanto.


http://www.repubblica.it/2007/12/sez...-versione.html
Quote:
Michele Fusaro è accusato del rapimento e dell'omicidio di Iole Tassitani
Colpita e accoltellata, poi smembrata in 29 pezzi forse nella fabbrica dove lavorava l'assassino
Il falegname: "Non l'ho uccisa io"
In casa le schede di decine di donne
L'ex cognato: "Mi aveva chiesto di essere suo complice. Non l'ho preso sul serio"


VICENZA - "Ho partecipato al sequestro ma non l'ho uccisa io". Nega di essere l'assassino di Iole Tassitani il falegname Michele Fusaro, in carcere per il sequestro e la morte della figlia del notaio di Castelfranco Veneto, vicino Treviso. Non fa il nome dei complici il presunto assassino, ma continua a proclamarsi innocente. "Non sono stato io" ha ripetuto anche oggi al suo avvocato, ma nel garage del falegname a Bassano del Grappa c'erano tre sacchi con il corpo della donna smembrato da una sega elettrica in 29 pezzi e nell'armadietto le scarpe sporche di sangue.

"Non l'ho preso sul serio, potevo fermarlo prima ma purtroppo è andata male". Si dispera il fratello marocchino dell'ex moglie di Michele Fusaro. Si erano incontrati tre giorni prima del sequestro. A lui il falegname aveva proposto di partecipare al rapimento della figlia del notaio: "Io ho rifiutato - dice Adil Louanda - ma quando ho sentito la notizia al telegiornale ho denunciato la cosa ai carabinieri. Dovevo farlo. Se l'avessi preso sul serio da subito, forse avrei potuto fermarlo prima che capitasse quello che è capitato".

Dove la donna sia stata tenuta sequestrata, i carabinieri ancora non l'hanno scoperto. Il medico legale sostiene che la figlia del notaio è stata uccisa quasi subito, forse un paio di giorni dopo il sequestro. "E' stata tramortita con un oggetto pesante", dice il perito: sul collo e sul volto ci sono le ecchimosi che lo dimostrano. E sulla gola profondi tagli lasciano immaginare che il suo aguzzino prima di finirla l'abbia torturata. "Di certo - precisa il medico legale - la donna non è stata uccisa all'aperto: non c'erano tracce di polvere o terra sui poveri resti. La donne potrebbe essere stata sezionata nel mobilificio dove Fusaro lavorava: era addetto al computer che governa proprio una di quelle grosse seghe elettriche che avrebbero potuto essere state utilizzate per il macabro rituale.

Nella casa, perfettamente ordinata, del falegname killer, i carabinieri hanno trovato le lettere di numerosedonne in sovrappeso che gli chiedevano consigli per dimagrire. Lui rispondeva a tutte via internet. Forse è stato proprio così che Iole ha conosciuto il suo futuro aguzzino. Chi la conosceva bene, assicura di averla vista molto dimagrita negli ultimi mesi, e nel computer che Iole usava nello studio del padre, c'era il numero di telefono del suo presunto assassino.

Era un maniaco della forma fisica Fusaro, un uomo che faceva ogni mattina jogging. C'è chi ha detto di averlo visto correre per le strade della città in tuta anche nei giorni del sequestro, quando Iole forse era già morta.

Gli anziani genitori della vittima si sono chiusi nella loro villetta lungo il viale della stazione schiacciati da un dolore senza fine. Attendono che il magistrato gli conceda il nullaosta per organizzare i funerali. Sembra che le esequie non potranno essere celebrate che i primi giorni di gennaio.

(27 dicembre 2007)



Ania

Ultima modifica di ania : 27-12-2007 alle 21:36.
ania è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 27-12-2007, 21:26   #75
ania
Senior Member
 
Iscritto dal: Nov 2006
Messaggi: 1886
Quote:
Originariamente inviato da bjt2 Guarda i messaggi
Un po' crudo e pulp nella descrizione uno degli articoli: i fiotti di sangue che escono dal collo di lei e il Fusaro che si ca.a addosso... Non staranno un po' esagerando? Mi sento un po' male... Anche per l'efferatezza del delitto...
Hai ragione, infatti, sono stata incerta fino all'ultimo se stralciare alcune righe da alcuni articoli, ma alla fine ho lasciato tutto nella forma originariamente pubblicata on line, per una forma di rispetto nei confronti degli Autori degli articoli, anche se devo ammettere che gli articoli che più ho apprezzato sono stati quelli di Edoardo Pittalis ed Alessandra Graziottin.
Quote:
Originariamente inviato da bjt2 Guarda i messaggi
Quella povera donna che mai aveva fatto?
Nulla, naturalmente.
Anche perchè -IMHO- non c'è nulla che un essere umano possa avere compiuto nella vita, e che sia tale da fargli meritare una fine tanto atroce, disumana e spietata.

http://www.corriere.it/cronache/07_d...ba99c667.shtml
Quote:
L'unico indagato rinchiuso a Vicenza da domenica
Il killer di Iole Tassitani in cella nega tutto
Poi il crollo: cosa ho combinato


VICENZA — «Non ho fatto niente, io non c'entro. Cercate i colpevoli, cercateli». Michele Fusaro è sdraiato in posizione fetale sulla sua branda nella cella numero 1 del carcere San Pio X di Vicenza. Indossa scarpe da ginnastica bianche, pantaloni scuri con le tasche laterali, una felpa chiara. Abbigliamento fornito dalle guardie carcerarie perché da domenica, da quando è rinchiuso nel penitenziario, nessun parente è ancora venuto a trovarlo. Eppure la sua è una famiglia numerosa, due sorelle e un fratello, tutti più vecchi di lui. Sul tavolino ci sono i piatti del pranzo di Santo Stefano: pasta al sugo, verdure cotte e tre mandarini. Ma lui non tocca cibo.

«Praticamente non mangia», dice l'agente che non lo perde d'occhio. Da quando è in carcere l'uomo è sotto sedativi. In prigione, davanti a Laura Fincato deputato del Partito Democratico, Michele Fusaro, 41 anni, si preoccupa per suo figlio Emanuele di 18 anni, nato dal primo matrimonio: «Emanuele non c'entra, non fategli del ma-le, non tiratelo dentro a questa storia ». L'altra preoccupazione è per il pizzetto. Se lo liscia, è perfetto e ben curato nonostante i tre giorni passati dietro le sbarre. Il corpo, i soldi, le donne e la pulizia sono le ossessioni di Fusaro. Un vero narciso, un maniaco della forma fisica con il corpo, asciutto e atletico, allenato in palestra e mantenuto con le diete. I soldi, mai abbastanza, nonostante due lavori: falegname presso il mobilificio Gemme Stile di Romano d'Ezzelino (assunto a luglio dopo il fallimento dell'azienda orafa del cognato dove lavorava) e la vendita porta a porta di prodotti per la casa. Il denaro è stato anche la causa del fallimento del primo matrimonio, quando aveva vent'anni, con una ragazza di Roma. Il suocero, che lo accusava di non guadagnare a sufficienza per consentire una vita dignitosa alla famiglia, un giorno arrivò a Bassano per riportare nella Capitale figlia e nipotino. Le donne non gli sono mai mancate. Breve anche il secondo matrimonio con una ragazza marocchina, che ora vive a Reggio Emilia, da cui ha avuto un bimbo che oggi ha due anni.

Clandestina, invece, l'ultima relazione con una collega sposata. In mezzo, numerose storie perché Michele Fusaro ci sa fare. Sempre ben vestito e curato, conquista con modi affabili, il fisico atletico e l'abilità manuale. Uno di quegli uomini che in casa sanno fare di tutto. E in casa Michele Fusaro ha sempre fatto tutto, comprese le faccende domestiche. Viveva da solo ma il suo appartamento, il suo garage, sono tirati a lucido, neanche un filo di polvere, nulla fuori posto. Pochi amici, una vita apparentemente normale quella del presunto mostro di Bassano del Grappa. Un solo precedente che risale al 1983, quando era ancora minorenne, per ricettazione. Nei bar della zona, tra quanti sostengono di conoscerlo («Sì, di vista, ma non siamo amici»), qualcuno mormora che «ogni tanto lo vedevo in giro con gente strana, tipi drogati ». «Si è sempre dato da fare, non è mai rimasto disoccupato», assicura un conoscente che ricorda di «quando Michele frequentava la parrocchia assieme al fratello per partecipare a qualche attività sportiva». «Una persona tranquilla e riservata, mai avuto problemi, mai un ritardo», dice Francesco Cristian l'ultimo datore di lavoro.

Tranquillo Fusaro lo era anche la sera prima di essere arrestato, alla cena natalizia del mobilificio Gemme Stile. Iole Tassitani era già stata fatta a pezzi ma lui ha bevuto, mangiato e chiacchierato con tutti come se nulla fosse. «Ora che ci penso aveva lo sguardo un po' assente, ogni tanto fissava il vuoto. Sembrava assorto nei suoi pensieri, ma niente di insolito», ricorda un collega. Per gli inquilini della palazzina a tre piani dove abita, in via Carducci al numero 16, è addirittura un punto di riferimento, pronto a smorzare eventuali tensioni con gli immigrati arrivati da poco: «Quando c'era una discussione tra vicini era lui a cercare la soluzione migliore per tutti», dice il figlio della famiglia eritrea che vive al pianterreno. Sempre pronto a dare una mano come quando, poche settimane fa, da solo aveva ripulito il cortile condominiale dai rovi. Rannicchiato sulla brandina della cella, Michele Fusaro aspetta la visita del cappellano del carcere: «Non è ancora passato, voglio parlarci, ho fede in Dio». Poi si copre il viso con le mani e mormora: «Cosa ho fatto, cosa ho fatto...».

Roberto Rizzo
27 dicembre 2007

http://www.gazzettino.it/VisualizzaA...12-27&Pagina=5
Quote:
UN LAVORO DA KILLER
Ha agito come un professionista
Grande freddezza e attenta preparazione nello spostamento del corpo fatto a pezzi


(A.Fed.) Non sembra un novellino, questo signore che ha ammazzato Iole Tassitani e poi ne ha fatto 29 pezzi. Le ha tagliato netta la carotide: se è andato a caso, è vero che la fortuna assiste i novellini. Già ha un significato che l'uomo abbia usato una lama per uccidere: vuol dire che con la vittima c'era "un rapporto" importante per lui. Un significato ce l'ha il fatto di fare un corpo a pezzi: non è da tutti; anzi non è nemmeno da pochi. Tagliare a pezzi il cadavere vuol dire essere freddi e determinati e soprattutto, vuol dire preordinazione: non solo non è facile tagliare un corpo (ventinove pezzi sono tantissimi), ma soprattutto non è facile farlo senza commettere uno scempio. Il sangue che cola; un posto sicuro per ore, dove non capiti qualcuno nemmeno per caso; lo strumento per farlo (un seghetto); aver predisposto per la pulizia e per il trasferimento.
Una volta uccisa una persona, la cosa più facile è buttarla in una zona abbandonata o in acqua. Farla a pezzi e nasconderla in sacchi, in un garage può voler dire non volerla far trovare mai più.
Il fatto che nel corpo non ci fosse quasi più sangue e il freddo avrebbero reso quasi nullo l'odore e i fenomeni che normalmente si sviluppano nei cadaveri. Il fatto di aver segato il corpo in 29 pezzi fa pensare anche ad una maniacale attenzione e ad una preparazione di un vero rito.

È strano, ma quello che ha fatto Fusaro è tipico dei serial killer ed è invece rarissimo nella normale criminologia.
Il medico legale potrà sapere se Iole era tenuta verticalmente od orizzontalmente, una volta uccisa, dalle eventuali colature del sangue; si saprà se l'assassino ha usato la destra o la sinistra e anche se era uno solo. In questo caso il medico legale pensa che l'operazione depezzamento sia stata eseguita da due persone: sarebbe il primo caso conosciuto in Italia di coppia killer.

Insomma, Iole è morta per anemia acuta emorragica dopo il taglio della carotide: il luogo del delitto ha raccolto la gran parte del suo sangue che quando la persona è morta esce solo per pressione esterna, quella interna non esiste più.
Il medico legale si sarà trovato davanti a diversi stadi di degrado dei pezzi: questo perchè la mancanza di gran parte del sangue fa sì che ci sia tendenza alla mummificazione di gambe e braccia. Sarà interessante sapere come è stato trovato il volto della povera vittima: il volto è fonte di turbamento anche per un assassino.
Il fatto che il corpo sia stato trasportato dal luogo dell'omicidio a quello del ritrovamento (se non addirittura con altre tappe intermedie) indica un assassino lucido con ottime capacità di pianificazione, che non si è mai fatto prendere dallo sconforto o dall'impeto. Probabilmente non era per denaro, che ha rapito Iole. È molto significativo il fatto che la donna sia stata spogliata, i suoi vestiti sistemati ordinatamente accanto ai sacchi, e accanto le scarpe. Il "modo" di lasciare un corpo dice molte cose agli investigatori.

Quando è stata uccisa Iole? I Carabinieri dicono che negli ultimi cinque giorni Fusaro ha vissuto costantemente tenuto d'occhio. Il primo segno dopo il rapimento, avvenuto il 12 dicembre tra le 20.10 e le 20.50 a Castelfranco, arrivò il 16, la domenica: un trillo dal cellulare di lei, che poteva ancora essere viva. Poi un altro trillo e poi la richiesta di riscatto. È stata ritrovata nella notte tra 23 e 24: se da 5 giorni i Cc non perdevano di vista Fusaro o non l'ha uccisa e depezzata lui, ma un complice, e ne ha nascosto i resti o la donna è stata uccisa prima del 19, quindi tra domenica e mercoledì della scorsa settimana. Perchè?

Perchè è stata smembrata? La storia dei killer negli Usa (la più ricca in fatto di morti di questo genere) dice che «Lo smembramento del cadavere ha un significato di gratificazione sessuale e psicologica molto importante per l'assassino ed è ulteriore dimostrazione della potenza esercitata sulla vittima indifesa. Il soggetto vuole indicare che la vittima è un "nulla assoluto" o che è un "insieme di piccoli pezzi di nulla"». Sarà anche significativo sapere se i pezzi del corpo erano legati o meno. Più segni ci sono di pianificazione dei delitti più "maturo" (di età) è l'assassino; e anche questo dato corrisponderebbe al delitto Tassitani.

Ma allora questo assassino sarebbe tutt'altro che matto: anzi, quello che si sa fin qui direbbe che è un professionista.
Ci sarebbe da scommettere sul fatto che gli inquirenti stiano vagliando attentamente i casi del passato rimasti insoluti. I serial killer cominciano a 18 anni.



Ania

Ultima modifica di ania : 28-12-2007 alle 12:06.
ania è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 28-12-2007, 14:05   #76
naitsirhC
Bannato
 
L'Avatar di naitsirhC
 
Iscritto dal: Apr 2002
Messaggi: 1913
Oggi ho sentito un paio di teleggggggiornali e dicevano due cose differenti.

Su uno si diceva che la vittima è stata uccisa a poco tempo di distanza dal sequestro.
Sull'altro, che sia stata brutalmente sgozzata e poi fatta a pezzi ad una settimana di distanza dal rapimento.
Chi dice che ha agito da solo, chi invece parla di probabili complici...

Non è per far polemica, ma almeno dovrebbero aspettare che ci siano i dovuti riscontri prima di fare certe affermazioni.

Per loro, l'importante è che se ne parti, in lungo e in largo anche con particolari molto macabri.
naitsirhC è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 28-12-2007, 14:40   #77
ania
Senior Member
 
Iscritto dal: Nov 2006
Messaggi: 1886
Quote:
Originariamente inviato da naitsirhC Guarda i messaggi
Chi dice che ha agito da solo, chi invece parla di probabili complici...

Non è per far polemica, ma almeno dovrebbero aspettare che ci siano i dovuti riscontri prima di fare certe affermazioni.
http://www.gazzettino.it/VisualizzaA...12-28&Pagina=3
ania è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 28-12-2007, 14:48   #78
naitsirhC
Bannato
 
L'Avatar di naitsirhC
 
Iscritto dal: Apr 2002
Messaggi: 1913
Quote:
Originariamente inviato da ania Guarda i messaggi
Non mi fa visionare l'articolo...

Ci sta scritto "Tutti gli utenti registrati possono accedere ogni giorno, gratuitamente, a partire dalle ore 13.00."

Ecc...

Eppure sono quasi le 3 del pomeriggio.
naitsirhC è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 28-12-2007, 17:53   #79
ania
Senior Member
 
Iscritto dal: Nov 2006
Messaggi: 1886
http://www.gazzettino.it/VisualizzaA...12-28&Pagina=5

Quote:
Quei cinque misteri in attesa di una risposta
di Giuseppe Pietrobelli


Un uomo in carcere, accusato di sequestro e omicidio perchè nel suo garage a Bassano hanno trovato i resti - fatti a pezzi - di una donna scomparsa dodici giorni prima a Castelfranco. Adesso conosciamo la tragica fine di Iole Tassitani, ma possiamo dire che il mistero è risolto e l'inchiesta chiusa? Certamente no. Michele Fusaro sta in una cella a disperarsi per quello che ha compiuto o contribuito in parte determinante a farlo, eppure su questa storia di morte, truculenta e disperata, aleggiano ancora troppi interrogativi.

Almeno cinque domande che non hanno una risposta, e che potrebbero averla solo se il muscoloso falegname vicentino decidesse di parlare. Ma anche in quel caso, le sue parole dovrebbero essere sottoposte a una serie di verifiche per risultare credibili. Perchè nella dolorosa fine di Iole Tassitani sono ancora troppi i fatti o le circostanze avvolte dal dubbio.

CINQUE INTERROGATIVI.
Le domande irrisolte sono fondamentalmente cinque. Quando è stata uccisa Iole Tassitani? Per quanto tempo e dove è rimasta - da viva - nelle mani dei suoi rapitori? Dove e da chi le è stato inferto il colpo che l'ha uccisa, gesto seguito da un rituale da macellaio, con il sezionamento del suo corpo, infilato a pezzi dentro tre sacchi da immondizia? Michele Fusaro ha agito da solo o aveva dei complici? Ha ideato ed attuato un vero sequestro di persona a scopo di estorsione, o la finalità del lucro è sorta in un secondo momento? L'ordine delle domande non è casuale. Perchè dalla risposta alla prima discendono anche le altre, a cascata.

LA PRIMA VERSIONE.
La prima ricostruzione nella conferenza stampa di lunedì mattina (dieci ore dopo il ritrovamento del corpo) ha fatto pensare che il caso fosse chiuso. Iole era stata rapita la sera di mercoledì 12 dicembre nel garage di casa. Era stata portata via sulla propria auto e probabilmente uccisa poco dopo. Fusaro ne aveva custodito il corpo, con calma lo aveva sezionato per sbarazzarsene. Nel frattempo aveva tentato di intavolare una trattativa con la famiglia per il riscatto. Ma non aveva calcolato che il tentativo di coinvolgimento dell'ex cognato marocchino lo avrebbe smascherato. Poi, lunedì sera, sono arrivate le prime conclusioni del medico legale. Le carte sono state rimescolate.

QUANDO IOLE È STATA UCCISA?
Massimo Montisci è un anatomopatologo di fama. Sa leggere i resti umani come nessun altro e nel farlo usa ogni tecnica che la scienza è capace di offrire. La Tac e l'esame dei tessuti hanno fissato il decesso da cinque a dieci giorni prima del rivenimento, ovvero dalla notte fra martedì 18 e mercoledì 19 dicembre, e la notte fra il 13 e il 14 dicembre. Nel massimo siamo a una settimana dopo la scomparsa di Iole, nel minimo al giorno successivo. È un punto di svolta nelle indagini per omicidio e sequestro. Perchè dimostrano che la donna è rimasta per un certo lasso di tempo nelle mani dei rapitori. E che poi essi hanno avuto cinque-dieci giorni di tempo per tagliarne il corpo in 29 pezzi. Se questo rimarrà un punto fermo, va riletta la prima ricostruzione.

DOVE È STATA TENUTA?
La morte tra il 18 e il 19 dicembre spiazza magistrati e carabinieri. Soprattutto perchè vengono a mancare al conto con la giustizia i complici di Fusaro. Se Iole è rimasta segregata per una settimana (ma basta qualche giorno in meno), c'è da chiedersi dov'è la prigione. Ma non è la sola domanda. In che condizioni è stata tenuta, visto che su ciò che rimane dei suoi arti non vi sono tracce di lesioni ai polsi o alle caviglie, come di chi è rimasta legata a lungo? E perchè non ha segni di imbavagliamento alla bocca? È impensabile che una persona trascorra qualche giorno da ostaggio senza essere legata e imbavagliata. Può urlare, chiedere aiuto, tentare di fuggire. A meno che non fosse in condizioni di non nuocere, drogata o narcotizzata. Ma per gli esiti degli esami tossicologici sui tessuti occorre un po' di tempo.

LA FIDANZATA ENTRÒ IN CASA.
Difficile che la prigione possa essere l'appartamento di Fusaro, trovato in ordine perfetto. La sua fidanzata, hanno accertato i carabinieri, è entrata in casa. Si sarebbe accorta di qualcosa di strano. Invece nulla. Potrebbe essere stato il garage, ma anche qui la pulizia regna sovrana. E siccome il luogo della prigionia è anche quello dell'uccisione, difficilmente Fusaro sarebbe riuscito a cancellare ogni traccia di sangue. Il covo è altrove, lo stanno cercando, forse lo hanno già invididuato. Ma il problema della prigione richiama quello ancor più cruciale dei carcerieri. Il falegname andava regolarmente al lavoro, era puntualissimo, faceva una vita normale. Non poteva occuparsi di un ostaggio. Quindi, aveva dei complici. La data possibile della morte fissata dal dottor Montisci porta anche a questa conseguenza.

CHI L'HA UCCISA?
Fusaro ha detto di non essere l'assassino. Ha dato la colpa ad altri. Ma in questo modo ha ammesso la propria responsabilità (peraltro difficilmente negabile), cercando di svicolare sull'omicidio. Però non ha fatto nomi credibili di complici. Probabilmente la sua è una mezza verità. L'esecuzione (taglio della gola) è certamente avvenuta nel luogo (chiuso) dove la donna era tenuta. Non in casa o in garage, a meno di ipotizzare una pulizia così meticolosa da non far risaltare le tracce del sangue a un primo esame con il luminol. Idem per l'auto di Iole, che non presentava tracce ematiche evidenti. Trovato il covo, si risponderà ad almeno un paio di queste domande cruciali. Compreso il perchè di un sezionamento in perfetto stile maniacale, quasi che ad operare non sia un sequestratore, ma un serial killer. E questo è un aspetto che attiene alla personalità di Fusaro che diventerà ricco campo di caccia per gli psichiatri. E se la morte risale a cinque o più giorni fa, ci si chiede come abbia potuto fare il lavoro Fusaro, che era tenuto costantemente sotto controllo da parte dei carabinieri e non è quasi mai rimasto da solo.

AVEVA DEI COMPLICI?
L'ipotesi dei complici era stata in un primo tempo tenuta in secondo piano. Ma è pur vero che Fusaro ha cercato la complicità nell'ex cognato marocchino che poi lo ha denunciato. E quindi può aver trovato altre persone disposte a fare il lavoretto. Se c'è un altro covo, probabilmente ci sono dei complici. Secondo il medico, il depezzamento sarebbe stato eseguito da almeno due persone diverse, usando un seghetto elettrico da ferro e un coltello affilato. Ma la teoria dei complici non ha al momento conferme dai traffici telefonici, nè dai contatti provati con altre persone. Il lavoro dei carabinieri punta a ricostruire, ora, tutto il giro di conoscenze di Fusaro, dalle amicizie femminile, ai colleghi di lavoro o di sport.

UN VERO SEQUESTRO?
Che la finalità primaria fosse l'estorsione di una forte somma di denaro è ormai pacifico per gli inquirenti. Fusaro ha rapito Iole per i soldi. Non voleva sesso, nè un essere umano da uccidere. Voleva un ostaggio. E non ha accarezzato solo in un secondo momento l'idea di lucrare sulla scomparsa da lui provocata. Altro problema è, invece, se egli avesse pianificato l'uccisione, che sarebbe avvenuta più o meno in coincidenza con l'Sms indirizzato al padre di Iole con cui veniva quantificata la richiesta. Come avrebbe dato la prova che la donna era ancora viva?

Giuseppe Pietrobelli

http://www.gazzettino.it/VisualizzaA...12-28&Pagina=3
Quote:
Caccia ai complici e all'antro della mattanza
In corso nel comprensorio verifiche su una persona e frenetiche ricerche del luogo in cui la figlia del notaio è stata massacrata


Caccia ai complici e ricerca affannosa del luogo ove Iole è stata massacrata. Non c'è pace per gli uomini del Comando provinciale di Treviso, del Ros di Padova e della Compagnia di Bassano. Dopo il ritrovamento dei poveri resti della Tassitano, all'1.30 di lunedì, nel garage di Michele Fusaro, e dopo l'interrogatorio del 40enne falegname, mercoledì, in carcere a Vicenza, si sono aperti nuovi e inquietanti scenari. E purtroppo al centro del macabro palco è ancora il nostro territorio.
I complici. Dopo essere crollato, domenica notte, nella caserma di via Emiliani, Michele ha citato delle figure e delle circostanze che sono state immediatamente verificate e che non hanno dato esito. Al S. Pio X, l'altroieri, in sede di convalida del fermo, davanti al Gip dott. Morandini, al pm. della Procura di Venezia dott. Terzo e al pm. della Procura di Bassano, dott. Parolin, pur con gran confusione, ha parlato nuovamente di "altri". Ha ammesso di aver partecipato al sequestro, ma non ha saputo ricostruire la dinamica esatta dell'operazione, non ha saputo indicare dove la Tassitani è stata tenuta e come e perchè è stata così atrocemente soppressa; non avrebbe nemmeno saputo spiegare perchè i sacchetti con i brandelli del corpo fossero nella sua rimessa. Avrebbero fatto tutto gli "altri", perfino ammazzare e smembrare la 42enne di Castelfranco Veneto e depositare il cadavere a pezzi nel box, senza dirgli nulla. I magistrati lo hanno incalzato: "Chi sarebbero costoro?". Il Fusaro avrebbe tergiversato spiegando che non poteva mettere in pericolo lui stesso e i propri due figli (un 18enne avuto dal primo matrimonio e il bimbo di 2 anni nato dall'unione con una marocchina, che nel 2005 si è allontanata da lui con il piccino). Poi avrebbe rifatto dei nomi e - secondo quanto è trapelato - almeno su di uno sarebbero in corso degli accertamenti: anche questi sarebbe un bassanese. Ovviamente potrebbe essere una manovra per scaricare le proprie responsabilità. Tuttavia gli inquirenti sono ormai convinti che l'operaio di via Carducci deve aver avuto almeno un compagno nella sua delirante, spaventosa avventura. Senza la presenza di un aiutante diventano estremamente ardue e rischiose tutte le prime fasi del rapimento, ovvero: osservare gli ultimi movimenti di Iole, aggredirla e immobilizzarla nel seminterrato della sua palazzina, portarla nella prigione predisposta, tornare indietro con la Ford della donna e rientrare a Bassano con la Honda. Se la Tassitani - come pare - è stata risparmiata per i primi 4-5 giorni del rapimento, era necessaria la presenza di qualcuno che la sorvegliasse e la rifocillasse, posto che il Fusaro ha continuato a lavorare normalmente e a coltivare regolarmente la forma fisica, andando a correre e in palestra. E infine, la mappatura dei suoi spostamenti nei giorni in cui è stato seguito passo passo dai carabinieri o dai dispositivi elettronici non ha rivelato contatti con la sequestrata (viva o morta che fosse), nè siti che potevano rivestire un significato: segno che della seconda parte della tragica operazione, comunque si fosse messa, si stava occupando qualcun'altro.

L'antro della mattanza. Nè nell'appartamento del Fusaro, lindo e ordinato, nè nel garage state rinvenute tracce ematiche o sono stati trovati arnesi compatibili con lo scempio. Il massacro di Iole è stato condotto con una ferocia ma anche con una precisione che ha pochi eguali nella storia criminale del nostro Paese. Secondo le prime indicazioni venute dell'autopsia, la Tassitani è stata stordita, sgozzata e poi sezionata "scientificamente" in quasi 30 pezzi, allo scopo evidente di disfarsi con facilità del corpo (perchè questo non sia avvenuto subito è un altro rompicapo da risolvere). Tutto ciò, oltre a produrre un mare di sangue, deve essere stato eseguito in un luogo isolato e dotato di strumenti adeguati. Dov'è questa specie di laboratorio dell'orrore? Scartato il mobilificio di cui il falegname era dipendente (e in cui era addetto proprio al taglio di cartoni e compensati), si deve pensare a un box, una baracca, un casolare abbandonato. Una traccia porterebbe alle campagne fra Cassola, Loria, Castello di Godego e Rossano Veneto, che già erano state battute all'inizio della settimana scorsa e che gli inquirenti si apprestano a setacciare nuovamente. L'individuazione dell'orrendo mattatoio costituirebbe la svolta definitiva dell'inchiesta.

Bruno Cera
http://www.gazzettino.it/VisualizzaA...12-28&Pagina=4
Quote:
Il pianto del falegname: «Non l'ho ammazzata io»
di Ario Gervasutti


È ancora fermo lì, a quella frase ripetuta ossessivamente dalla notte della vigilia di Natale: «Non l'ho uccisa io, non l'ho uccisa io». Michele Fusaro non è in grado di ragionare, in questo momento. Ci si domanda se lo sia mai stato, visto che è accusato di aver rapito e fatto a pezzi Iole Tassitani: ma sono considerazioni che giudici e avvocati non sono tenuti a fare. Devono limitarsi a considerare gli aspetti tecnici e legali, devono lasciar da parte i sentimenti. Altrimenti, uno come Michele Fusaro non dovrebbe nemmeno avere diritto alla difesa.

E invece ce l'ha, un avvocato difensore: è Carlo Covi, che con la collega Chiara Balbinot ha accettato di contribuire a far luce su quel che ha commesso (o non ha commesso) il falegname di Bassano. Covi è abituato alla scomoda posizione di difensore di soggetti nell'occhio del ciclone: assiste anche alcuni degli arrestati nell'inchiesta sulle nuove Br. E prima ancora di indossare le vesti di avvocato mette le mani avanti: «In questo momento Fusaro non è in grado di dire niente di razionale. Temo che per capire se ha ucciso lui la povera Iole Tassitani, se l'ha fatto da solo o con dei complici, se ha partecipato al rapimento ma non all'omicidio, o se magari è una vittima incastrata da qualcuno, dovremo attendere un po' di tempo».

Fusaro è "fuori di testa", insomma. Difficile capire se recita, come sospetta il legale della famiglia Tassitani, Roberto Quintavalle, o se davvero è sotto choc per essere precipitato in un pozzo senza uscita. Ci sono sicuramente elementi che pongono alcuni dubbi. A cominciare dal repentino cambio di atteggiamento, nella notte in cui è stato fermato dai carabinieri: strafottente, quasi arrogante fino al momento in cui è stato portato in caserma. Poi, quando gli è stato detto che nel suo garage erano stati trovati i sacchetti con i pezzi della vittima, è stato scosso da un tremito e se l'è fatta letteralmente addosso. Come se davvero fosse stato colto di sorpresa. Da quel momento ha alternato fasi di mutismo a lunghi pianti.

Le guardie del carcere di Vicenza gli hanno fornito indumenti puliti prima di chiuderlo in una cella di isolamento. Non è guardato a vista, nonostante in queste situazioni episodi di autolesionismo siano tutt'altro che infrequenti. Ma Michele Fusaro non si muove, sta rannicchiato sulla branda o a terra, si contorce e piange. Mercoledì l'ha incontrato la parlamentare del Pd Laura Fincato quando l'interrogatorio di convalida del fermo si era appena concluso: «L'ho chiamato due volte: "Fusaro, Fusaro". Lui era piegato in due con le mani sulla fronte, la faccia contro il muro. Si è voltato senza alzarsi, ha emesso un pianto asciutto, senza lacrime, diceva di avere mal di testa». E ha ripetuto le sole frasi che ripete da quando è stato bloccato: «Non sono stato io, andate a cercarli, andate a cercarli». Cercare chi? Nel pianto, Fusaro ha fatto solo due nomi: il primo è quello del suo figlio maggiore, Emanuele, che oggi ha 18 anni. «Non c'entra niente Emanuele, non fategli male. Per carità, per carità, oddio, oddio, non fategli male, ha solo 18 anni». Poi, tra mezze frasi sconnesse è spuntato un altro nome: Giorgio. L'ha pronunciato mentre afferrava la mano dell'onorevole Fincato: «Non sono stato io, andate a cercarli, cosa ho fatto? Andate a cercarli, mi sono rovinato la vita... Giorgio». E si è girato per rannicchiarsi di nuovo.

Così l'aveva trovato anche l'avvocato Covi la mattina di Natale. Il legale è consigliere regionale, capogruppo di Intesa Veneta, e in quella veste ormai da due anni il 25 e il 26 dicembre li trascorre visitando i detenuti nelle carceri di Padova, Venezia e Vicenza. Qui ha sentito un pianto disperato provenire dalla cella numero 1, e ha chiesto di chi si trattava: «È quello che hanno arrestato ieri per il rapimento di quella donna di Castelfranco», hanno risposto le guardie penitenziarie. Si è fatto aprire la cella e si è presentato: Fusaro, tremando, lo ha quasi abbracciato: «Non abbandonatemi, non mi lasciate solo», ha gridato piangendo. «Mi sono trovato davanti una persona confusa - racconta Covi -, distrutta da un qualche tipo di dolore. Ho cercato genericamente di calmarlo, ma era impossibile».

È bastato questo incontro casuale per convincere Fusaro a nominare mercoledì Covi suo difensore di fiducia. Così ieri mattina per due ore e mezza il legale è ritornato in quella cella a Vicenza, stavolta in veste di avvocato. Ma la situazione non è cambiata: «Non si regge in piedi, non sono stato in grado nemmeno di iniziare a raccogliere elementi processuali. È stato un contatto più "umano" che legale. Tra un pianto e l'altro mi ha parlato della sorella, di suo figlio. Non della fidanzata. E non ha detto "mi hanno incastrato": ha solo ripetuto all'infinito "non l'ho uccisa io". Credo che dovremo attendere qualche giorno per capire meglio qual è la sua versione dei fatti e la sua posizione nella vicenda. Ha bisogno di tempo per tranquillizzarsi; per prima cosa dobbiamo riuscire a rimettere in piedi la sua personalità, poi scopriremo con chi abbiamo a che fare».

Ario Gervasutti
http://www.gazzettino.it/VisualizzaA...12-28&Pagina=4
Quote:
TREVISO - L'ipotesi che Michele ...

TREVISO - L'ipotesi che Michele Fusaro, 41 anni, sia un esperto nell'arte di tagliare a pezzi i cadaveri riconduce gli investigatori ai profili che ormai da decenni si eseguono sui killer maniacali. Fusaro aveva in garage un cadavere ordinatamente squartato in ventinove pezzi, sistemati in altri sacchetti all'interno di tre grossi contenitori da spazzatura. Accanto, i vestiti della vittima, piegati ordinatamente: non si improvvisa un sequestro che dura 12 giorni e non si depezza così "bene" un corpo, mettendo profumi che depistino eventuali investigatori, salvo che non lo si sia già fatto. Quante donne sono state ammazzate, tagliate a pezzi e abbandonate in sacchi da spazzatura, di cui non si è mai scoperto l'assassino? In zone "attorno" a Bassano? Un killer che ammazzi più volte, nei profili che ormai sono accertati da molte e molte verifiche, comincia attorno ai vent'anni e smette verso i 45, se non lo prendono. Decine e decine sono le donne ammazzate dall'87: l'elenco che segue è quello, spaventoso, di casi di smembramento irrisolti.
UDINE. In provincia di Udine, tra il '76 e il 1983 vennero uccise cinque donne di cui non si scoprirono mai gli assassini; due vennero tagliate a pezzi e abbandonate in sacchi da immondizia.

1990. BELLUNO. Maria Luisa De Cia abitava a Cornuda; sarebbe stata ammazzata da un "amico" di cui non si scoprì nulla quando aveva 28 anni, era di Sorriva di Sovramonte. Il corpo inerme venne trovato in provincia di Trento, in una zona di montagna, da un'amica, nudo, con i vestiti riposti quasi in ordine al suo fianco.

1991. TREVISO. Monica Rita Andriolo aveva 26 anni, era di Bassano; venne trovata a dieci giorni dalla scomparsa. Il corpo venne trovato a nord della circonvallazione di Castelfranco, davanti ad una vecchia casa usata dai tossicodipendenti.

1996. VICENZA. Una donna sulla trentina, nuda, minuta, abbandonata e bruciata sui colli Berici da un'auto che, verso le tre di mattina, venne sentita da un abitante del luogo arrivare a forte velocità: la strada veniva da Bassano.

1997. BASSANO. Il corpo di Maria Mastrodimitri venne trovato massacrato in giugno. Abitava a Conco, era scomparsa e un'amica si recò a Bassano per chiedere informazioni e innescò le fasi della ricerca. Aveva 27 anni. Un'altra ragazza albanese che "lavorava" a Bassano venne trovata ammazzata; si sapeva che "usciva" solo con italiani che, almeno di vista, conosceva perchè della zona.

2001. PADOVA. Due sacchi dell'immondizia neri, con un corpo dentro fatto a pezzi vennero trovati nel 2002 a Caselle di Selvazzano. Un anno prima, stessa zona, un'altra donna ammazzata e abbandonata; si chiamava Maria Josè Olivastri.

2003. TREVISO. Una giovane, forse extracomunitaria, venne uccisa con un colpo di pistola alla testa e poi squartata e messa in parte in sacchi neri da spazzatura e in parte in un trolley. Il fatto costituisce ancora un mistero: nella valigia, con i poveri resti, vennero trovati indirizzi di persone residenti a Castelfranco. Rinvennero il corpo due operai che falciavano l'erba.

2005. TRIESTE. Resti umani sul Carso monfalconese fra Gorizia e Trieste, poco distante dal paese di Medeazza: un ciclista aveva visto sacchi dell'immondizia con dentro resti umani; in seguito, poco lontano, altri due sacchi di plastica simili, contenenti ossa e materiale organico in decomposizione. Anche qui dei vestiti da donna, non lontani dal cadavere.

2006. TREVISO. Alice Osas, 21enne nigeriana, venne ammazzata a coltellate e abbandonata nel parcheggio del supermercato Lando a Preganziol, poco prima del Natale 2006. Il cadavere era lì da giorni al momento della scoperta, come accertò il medico legale.2007. PADOVA. Un cadavere venne trovato nel laghetto artificiale di Presina di Piazzola sul Brenta. Il cadavere a pezzi era stato infilato in un grande sacco di plastica nero. In questo caso ci fu molta cura da parte dell'assassino nel tentare di far sparire i resti; era stata gettata lì da due o tre mesi. Non si è mai scoperto chi fosse.

Antonella Federici
ania è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 30-12-2007, 11:31   #80
IpseDixit
Senior Member
 
L'Avatar di IpseDixit
 
Iscritto dal: Apr 2004
Messaggi: 350
...
http://www.corriere.it/cronache/07_d...ba99c667.shtml
IpseDixit è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
 Rispondi


Roborock Saros 20: il robot preciso e molto sottile Roborock Saros 20: il robot preciso e molto sott...
ASUS ROG Kithara: quando HIFIMAN incontra il gaming con driver planari da 100mm ASUS ROG Kithara: quando HIFIMAN incontra il gam...
Roborock Qrevo Curv 2 Flow: ora lava con un rullo Roborock Qrevo Curv 2 Flow: ora lava con un rull...
Alpine A290 alla prova: un'auto bella che ti fa innamorare, con qualche limite Alpine A290 alla prova: un'auto bella che ti fa ...
Recensione HONOR Magic 8 Lite: lo smartphone indistruttibile e instancabile Recensione HONOR Magic 8 Lite: lo smartphone ind...
Honor al MWC 2026: Robot Phone, lo smart...
NVIDIA ha superato Apple: adesso è...
Samsung non abbandonerà la S-Pen:...
Fibra ottica e monitoraggio sismico: acc...
La nuova Xbox è già morta,...
Il SoC dei nuovi Google Pixel 11 potrebb...
Anche Samsung punterà sulle batte...
Volkswagen supera quota 2 milioni di aut...
Pokémon Vento e Onda si mostrano ...
Costa meno di 17€ ma gonfia fino a 150 P...
Il nuovo MacBook entry level potrebbe av...
iPhone 17 a 909€ in tutti i colori: 256G...
Umidità e muffa addio a 99€: ques...
Compri il nuovo Xiaomi 17 e ti regalano ...
NVIDIA diversifica i fornitori di GDDR7:...
Chromium
GPU-Z
OCCT
LibreOffice Portable
Opera One Portable
Opera One 106
CCleaner Portable
CCleaner Standard
Cpu-Z
Driver NVIDIA GeForce 546.65 WHQL
SmartFTP
Trillian
Google Chrome Portable
Google Chrome 120
VirtualBox
Tutti gli articoli Tutte le news Tutti i download

Strumenti

Regole
Non Puoi aprire nuove discussioni
Non Puoi rispondere ai messaggi
Non Puoi allegare file
Non Puoi modificare i tuoi messaggi

Il codice vB è On
Le Faccine sono On
Il codice [IMG] è On
Il codice HTML è Off
Vai al Forum


Tutti gli orari sono GMT +1. Ora sono le: 22:07.


Powered by vBulletin® Version 3.6.4
Copyright ©2000 - 2026, Jelsoft Enterprises Ltd.
Served by www3v