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E ciò che probabilmente tu giustifichi e io non giustifico è sprecare la vita di un uomo che potrebbe fare molto di più e salvare un "cattivo": un uomo che assume sulle proprie spalle una lotta collettiva deve rispondere a chi crede in lui, non solo alla sua coscienza. Sono d'accordo, ma forse il problema è proprio che abbiamo etiche diverse. A mio avviso non si può solo valutare l'immediatezza delle proprie azioni, ma è necessario anche valutare le conseguenze a lungo termine. Come recita il detto "di buone intenzioni è lastricata la strada dell'inferno": non è detto che "essere buoni" non abbia conseguenze ben peggiori di quelle che avrebbe "l'essere cattivi". Esiste senz'altro anche quello che dici tu. |
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#302 | |||||||||||||||||||
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Iscritto dal: Jan 2006
Città: Vergate Sul Membro (MI)
Messaggi: 16538
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Avevo aperto l'altro thread ma è stato chiuso "temporaneamente" e il mod non ha tempo di leggerlo... Quote:
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non poteva che crescere a quel modo, fosse stato zitto sul come far partire la rivoluzione d'ottobre, non avrei avuto nulla da obiettargli Quote:
Dicevo che come per l'ideale da cui è stato teorizzato il comunismo, quello di restituire la dignità di persone e cittadini agli operai sfruttati , resta un ideale condivisibile in ogni epoca, allo stesso modo, l'ideale da cui ha preso vita il fascismo, per cui ciascuno, aspira per la propria nazione, un ruolo paritario tra le altre nazioni, resta condivisibile in ogni epoca. Così come non dovrebbero esserci persone di serie A e di serie B, non dovrebbero esserci nazioni di serie A ne di serie B, su questo spero converrai.. La realizzazione pratica di questi ideali però è andata storta, in entrambi i casi... Quote:
Quando Mussolini girò per l'italia per ispezionare l'esercito, lo stesso esercito veniva spostato, di tappa in tappa, illudendo il duce di chissà quale armata... (Questa è memoria storica dei testimoni, purtroppo non è documentata... ) Quote:
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Per prima cosa se si vuole modificare lo status quo bisogna togliere i mezzi di produzione a chi li ha ( perchè sua sponte non li mollerà mai ), e dato che i mezzi di produzione non si gestiscono da soli, dovrà necessariamente esistere una persona o più di una, qualcuno insomma che materialmente li gestisca... OT Capisco di non essere un cicerone quanto a eloquenza, però non parlo arabo, se per assurdo condividessi le mie idee capiresti al volo, ci scommetto Fine OT Quote:
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tra questi dovrebbe esserci un certo Ingrao... per dire... Napolitano è il primo che ho sentito chiaramente prendere le distanze in modo esplicito... che io ricordi... Quote:
In ogni caso in nessun altro paese ci si è nascosti dietro la mensogna di fare il bene della povera gente, credo... Quote:
Se lenin fosse stato così intelligente come si dice, o se fosse stato più onesto, avrebbe riconosciuto che la consapevolezza della larghissima parte della popolazione non c'era e avrebbe fermato tutto... Quote:
anzichè limitarsi ad una mezza ammissione fatta obtorto collo... Quote:
Cmq stalin non credo te lo avrebbe permesso come non lo ha permesso a trozky Quote:
Facevano filosofia con un occhio al pragmatismo, tenevano conto della natura umana, della corruttibilità delle persone e via dicendo.. Non penso che mettendo marx sullo stesso piano di platone socrate e pitagora, marx ne venga fuori bene Quote:
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Chi è che stabilisce le necessità di chi?! E se la decisione non viene condivisa? Qui non si tiene conto della natura umana.. Senza contare che l'uomo vuole decidere per se stesso, potendo... Come dire che a correre in pianura e correre in salita è la stessa cosa.. Che sia un dettaglio? Quote:
"ideale" quello privo di natura umana e che non esiste... Quote:
Si è dimostrato infatti che il capitalismo sregolato così come il comunismo, hanno fallito i loro propositi... PS. Tanto per due risate... http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Comunismo Ps. il concetto che rinnegare la realtà storica è un segno di immaturità rimane... |
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#303 | ||||||||
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Iscritto dal: Jun 2006
Città: Roma-Milano Utente:Deberlusconizzato Iscritto:20/2/2000 Status:SuperUtenteAdm Messaggi totali:107634 Auto:BMW X3 3.0 SD M
Messaggi: 1722
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Non si possono porre sullo stesso piano, neppure a livello di ideali. E non esiste che sia "condivisibile vista l'epoca". Quote:
Professare oggi certe idee (si, quelle) e prodursi in sdoganamenti carpiati tripli è una scelta consapevole da cittadino di serie C. Quote:
Quindi non era colpa sua Fra un po esce fuori che non era capace di intendere e di volere. Purtroppo non è documentato, eh già Quote:
O un partito di governo con la bara del duce in simbolo. Ooopsss, Quote:
E' solo una scusa. Quote:
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Non è questione di dettagli. LuVi
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#304 | |
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Iscritto dal: Feb 2001
Città: Udine ma mi manca l'Australia
Messaggi: 393
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2 - Anche superare i limiti di velocità in autostrada è proibito dalla legge, Anche l'uso di sostanze stupefacenti è proibito dalla legge. Quindi?
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Il regarde le soleil. . il coule comme un navire. . et dans l'esprit il me reporte en arrière. . . dans la terre lointaine de mes pères. . . meglio un brutto processo che un bel funerale Ultima modifica di sparagnino : 03-08-2007 alle 20:25. |
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#305 |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2005
Città: Calabria - Emilia Romagna
Messaggi: 2554
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mi devi dire come dove e quando...inoltre...su tutto??? o solo su cose inutili???
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#306 |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2005
Messaggi: 3759
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In alcuni casi è meglio metterci una pietra sopra e non pensarci più: c'è sempre l'occasione di riprendere un argomento e far filare la discussione in maniera più costruttiva.
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#307 | |||||||||||||||||||
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Iscritto dal: Sep 2005
Messaggi: 3759
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1) se non sai tenere separate cose diverse, non viene fuori un discorso scientifico: è come se attribuissimo a Wojtyla cose fatte o dette da Thomas Müntzer perché sono entrambi cristiani; 2) dal momento che il liberalismo voleva eliminare l'aristocrazia, presumo che tu sia anche antiliberale. O no? Quote:
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Per me gli ideali del comunismo sono giusti. Per me gli ideali del fascismo sono comunque sbagliati, perché non credo nella competizione fra stati-nazione, non credo negli imperi ecc. ecc. Quindi per me esiste una differenza di intenti fondamentale che mi fa propendere per un ideale piuttosto che per un altro. Uno può anche pensare che sia giusto e corretto sterminare gli ebrei, allora per lui andrà bene il nazismo e non altre idee... Questo per quanto riguarda le intenzioni, poi possiamo anche discutere su come queste intenzioni abbiano avuto un riscontro nella realtà e perché, ma ciò non toglie che per me esiste una differenza alla base. Quote:
Le "barzellette" sui battaglioni che si spostano possono far sorridere, ma Mussolini sapeva benissimo che la differenza fra un panzer tedesco e un carro armato italiano era più o meno simile a quella fra Mazinga e Topolino. Quote:
Se rimpiangi di non averlo processato, sono d'accordo, ma dubito che il processo sarebbe servito a renderlo migliore: al limite a mettere in luce meglio le sue malefatte. Quote:
E' un po' complicato e non ho voglia di spiegarlo per l'n-esima volta ma per un marxista è il capitalismo che espropria il vero proprietario, che è la società nel suo complesso.Leggi Marx, che fai prima Quote:
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Caso diverso è quello delle foibe che in effetti riguarda noi, ma non devi chiedere conto a me: chiedi conto ai democristiani che erano al potere (e che hanno barattato il silenzio sulle foibe con il silenzio sui crimini di guerra italiani in Jugoslavia) . Quote:
Su Marx non mi pronuncio perché ci sono partiti che affermano di richiamarsi a lui, ma io non ci credo. Quote:
Il malcontento in Russia, la guerra civile, la carestia ecc. (tutti quei conflitti, insomma, fra il partito bolscevico e la massa di contadini che fino a quel momento non si erano opposti alla rivoluzione) sono determinati in primo luogo dal processo di sviluppo dell'industria. I prodotti siderurgici non si mangiano, ovviamente, quindi uno stato che sta sviluppando questi settori dipende, per il suo sostentamento, dai contadini (che normalmente non fanno i salti di gioia quando gli piazzi una ferrovia in mezzo ai pascoli e in più li obblighi a dare da mangiare agli operai che montano le rotaie). Dubito che con lo zar le cose sarebbero andate in maniera diversa dal punto di vista dei contadini. L'unica differenza sarebbe stata nel fatto che i contadini non avrebbero avuto come generali gli zaristi nostalgici ma avrebbero avuto i bolscevichi: le parti sarebbero state invertite e basta. Quote:
Ma come abbiamo detto, l'intento di Lenin era solo quello di far scoccare la prima scintilla in Russia per fare in modo che anche negli altri stati ci fosse la rivoluzione. Quote:
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Io non stabilisco certo le tue necessita... Piuttosto, adesso chi stabilisce le mie necessità e le tue? Di solito le persone civili ne parlano fino a risolvere il problema. Sarei tentato, come di consueto, di chiederti di definire la natura umana. Spero che non ti arrabbierai se ti dico che so che andremmo avanti per almeno 5 pagine e alla fine ci troveremmo con l'aria fritta. Quindi eliminiamo la nozione di "natura umana" perché non identifica niente di certo. Se vuoi piuttosto parlare di alcune caratteristiche specifiche, d'accordo, ma dubito che sarai in grado di trovare caratteristiche umani universali utili in qualche modo per la nostra discussione, perché non ce ne sono Quote:
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Ultima modifica di nomeutente : 04-08-2007 alle 10:08. |
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#308 | |||||||||||||||||||||
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Iscritto dal: Jan 2006
Città: Vergate Sul Membro (MI)
Messaggi: 16538
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e sono dell'idea che una teoria che non tenga deliberatamente conto di una parte della società presenti un vizio di fondo non indipendente... Quote:
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Quindi tu dici che secondo te in una realtà costituita di nazioni, un greco, un polacco, un italiano, devono rassegnarsi a vedere i propri paesi trattati come paesi di serie B, senza potere decisionale, e allora perchè per assurdo gli operai e i contadini non dovrebbero rassegnarsi ad essere vessati dai "padroni" ? (La mia è una domanda volutamente provocatoria, secondo me ognuno ha diritto di decidere per se stesso, compatibilmente con la libertà altrui... ) Quote:
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che però non viene mai nominato, mi sembra superficiale... Io non ho mai detto che mussolini era un santo, ma incarognirsi solo contro di lui, e scordarsi di tutti gli altri, mi sembra superficiale.. Quote:
In terzo luogo avrebbe pagato per le sue colpe, e questo, forse, avrebbe ulteriormente ridotto i veleni in questo paese... Quote:
Resta comunque il dubbio che se per avviare la rivoluzione comunista è necessaria la presenza delle industrie, questo implicitamente significa "aspettare che qualcuno le metta in piedi facendosi un mazzo a tarallo e rischiando in proprio" per poi farle diventare collettive ( in gergo tecnico si chiama esproprio) Solita obiezione scommetto, ma il dubbio resta: se si vuole organizzare una società realmente collettiva la si realizzi da zero, non quando gli altri hanno fatto il grosso del lavoro.. Quote:
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Quando è uno di destra a dare una risposta di questo genere quelli di sx di solito si inviperiscono, quindi ora faccio altrettanto Questa è una Non-Risposta, pure io potrei dirti che se non c'erano i comunisti in italia non ci sarebbe stato nemmeno mussolini, quindi la colpa è dei comunisti, ma non mi pare un ragionamento "serio e onesto" Quote:
non mi pare che abbia fatto pubblica ammenda dei suoi errori, al massimo avrà detto: "Mah.. Si... Forse..." E di porcherie tipo il doppio gioco in favore di uno stato estero, benchè ovviamente non documentate, anche esponenti di quella parte politica ne hanno fatte... Quote:
Pensi forse che durante la rivoluzione francese ( che fu un germe della rivoluzione russa, che miseramente fallì ) quando ai latifondisti venne espropriato il terreno, i contadini rimasero li nella loro casetta? Ogni volta che c'è un cambiamento, uno qualsiasi, c'è a chi va bene e a chi va male... La coltivazione intensiva in inghilterra, nasce proprio con le enclosures, e proprio grazie a quelle c'è maggior disponibilità di risorse alimentari... Quindi ci sono anche aspetti positivi nelle enclosures.. Costi e benefici... Quote:
Oggi condanniamo i biologi che sacrificano le cavie per sperimentare un vaccino... Fai tu... Quote:
Imho.. Basta vedere dovunque ci sono state rivoluzioni.. Russia a parte... Quanto tempo c'è voluto a sistemare le cose... Però sicuramente anche queste sono argomentazioni trite e ritrite e quindi inutili... Quote:
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Come vedi in ogni paese che non sia san marino o la svizzera o simili ci sono dei rappresentanti che decidono, e tali rappresentati decidono in maniera spesso indipendente o non conforme alle scelte di chi li ha eletti... Questo la dice lunga sull'impossibilità pratica di realizzare il comunismo... Ma probabilmente mi ribatterai che questo non ha nulla a che vedere con l'idea alla base del comunismo... Resta il fatto che l'idea del comunismo in molti suoi punti non può essere applicata... L'unica società che la adotta è quella dei "Puffi" perdonami l'affronto, dove non c'è concorrenza sono tutti concordi, vivono in pace, e nessuno ha difetti che lo mettono contro li altri... Quote:
L'uomo è un individuo, ha un proprio punto di vista, che per quanto condivisibile non è comune a più di un individuo, e non ha una "mente collettiva" come le api... Quote:
Posso decidere di andare a rubare... Posso dare di matto prendere le ferie ad ottobre e andare alle maldive senza chiedere il permesso alla collettività... Posso aprire un lavoro tutto mio o smettere di lavorare se ne ho la possibilità... Quote:
Il fatto che ci siano tante ingiustizie nel mondo come ce n'erano ai tempi di marx non è legato solo alla forma di mercato/società ma anche all'avidità umana e non solo, non che al fatto che non tutte le cose sono state "prezzate" con le rivolte operaie la forza lavoro ha assunto valore, e questo fa si che in genere oggi, a parte paesi ormai in via di sviluppo, lo sfruttamento in genere è contenuto e comunque illegale, Quote:
probabilmente il giorno che si deciderà da ambo le parti una ammissione di colpa, forse le cose ripartiranno... PS. Spero che per te una discussione tranquilla non sia un problema, in ogni caso se vuoi chiudiamo qui... (Visto che c'è chi la butta in caciara vorrei evitare flame, ma solo fare 4 chiacchiere, tanto per chiarirmi qualche dubbio ) Ultima modifica di hibone : 04-08-2007 alle 15:30. |
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Iscritto dal: Apr 2002
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Messaggi: 571
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Sicuramente i Cubani non vedono l'ora di diventare come la Colombia o il Messico, dove metà della popolazione muore di fame e dove si ammazzano sindacalisti e giornalisti. Sí, perché a Cuba non sono mai stati uccisi giornalisti. A Cuba non è mai stato violato l'habeas corpus, nella prigione statunitense di Guantanamo lo si fa costantemente, idem in Colombia o Messico. Cuba manda piú medici di tutto il resto del mondo messo insieme in Africa, e fornisce medicinali gratuitamente alle popolazioni disagiate, mentre le multinazionali dei paesi "democratici" lasciano morire chi non ha i soldi per pagare i medicinali. Io non difendo la censura a Cuba, ma ritengo che lasciar morire le persone sia un crimine piú grave, crimine che l'Occidente "democratico" compie quotidianamente. Tra l'altro si parla di censura a Cuba, ma i giornali occidentali non parlano mai di quanto scritto sopra, a Cuba c'è la censura, ma qui c'è l'autocensura... Ribadisco che non difendo Cuba per i suoi difetti (che sono tanti), dico soltanto che l'occidente fa cose altrettanto gravi, ma di quelle fatte a Cuba si parla con sdegno, mentre di quelle fatte dall'occidente si mette sempre una pietra sopra, l'Occidente può sbagliare ed ha comunque sempre ragione, Cuba no, ed anche quando non sbaglia ha torto comunque. Quote:
Riguardo Mussolini avrei preferito anch'io che venisse processato, del resto quelli che sputavano sul suo corpo a piazzale Loreto sono gli stessi che fino a due giorni prima avevano la tessera del PNF. Quote:
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Io invece ritengo che l'economia sia l'insieme delle attività che la società svolge per soddisfare i propri bisogni, per cui non vedo questa separatezza fra l'economia e la società, anzi se mi permetti è un'astrazione che qualcuno si è inventato per buttare fumo negli occhi. L'economia la facciamo noi con il nostro lavoro e non si capisce cosa significhi che una cosa che noi facciamo non potrebbe essere controllata da noi. Nelle aziende (entità economiche) esistono fini ben precisi, ci sono studi di mercato scientifici, ruoli ben determinati e ben integrati fra loro: se tutto fosse lasciato all'anarchia qualsiasi azienda fallirebbe in poco tempo. Perché invece la società (che non è altro che l'azienda complessiva in cui lavora l'uomo) deve rassegnarsi a lavorare in maniera inefficiente? Quote:
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Ma non è facendo la guerra ad un altro stato (e dicendo che adesso io sono di serie A e tu di serie B) che penso sia giusto risolvere il problema, così come non sarebbe giusto che l'operaio per smettere di essere vessato dal padrone volesse diventare lui stesso padrone per vessare altri uomini. Il nazionalismo non è la risposta, a mio avviso, e quindi non posso condividere l'idea di base del fascismo perché non ne condivido l'impostazione teorica. Quote:
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Non scherziamo, dai: ogni volta che si verifica un mutamento sociale, tutte le precedenti conquiste vengono date per acquisite.Peraltro tu ragioni come se la rivoluzione comunista volesse dire che domani vengono le guardie rosse, prendono possesso della mia ditta individuale, mi espropriano il plotter e il computer lasciandomi sul lastrico (ebbene sì: sono titolare di una ditta individuale, non sono un operaio, stupito? Il comunismo invece è qualcosa che dovrebbe intervenire ad un altro livello di evoluzione, appunto avendo come oggetto del contendere i mezzi di produzione sociali: si tratta dell'intero apparato produttivo e si tratta di una struttura che non è stata creata dal cumenda ma dalla stratificazione di anni e anni di lavoro collettivo. Quindi se la società nel suo complesso si assumesse la proprietà formale di questo patrimonio, non farebbe altro che fare ciò che è giusto. Ma te l'ho detto prima: leggi Marx che fai prima e capisci davvero cosa dicono le sue teorie e perché Quote:
Se non si è tirata fuori quella storia, lo ripeto, dipende dal fatto che il governo italiano e quello jugoslavo si accordarono per stendere un velo pietoso (una mano lava l'altra, come si dice). Quote:
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Strano comunque che tu mi faccia quest'obiezione nel momento in cui io ho auspicato una rivoluzione contro lo stalinismo: devo presumere che tu lo gradisca più di quanto lo gradisco io? Quote:
Io posso avere un valore e tu un altro e nessuno può dire quale sia meglio. Io posso dire di essere universalista e tu nazionalista: è una questione di opinioni, appunto è il punto di vista ad essere diverso. Ma se parliamo di dati oggettivi, ad esempio "è vero o non è vero che l'industrializzazione comporta in molti paesi uno scontro fra città e campagna e/o una politica coloniale a discapito di altre nazioni?" allora non c'è la mia opinione e la tua, ma c'è solo l'evidenza storica che può dare ragione a me oppure a te. Forse perché tu mi hai fatto delle non-domande! Quote:
Le persone "che decidono" sono all'interno di una istituzione chiamata "stato" che per un marxista è fatta apposta per decidere in maniera non conforme agli interessi del popolo. Quindi è inutile che me lo ricordi: è proprio questa incongruenza che i marxisti si propongono di superare. Se tu mi dici che dopo aver eliminato ogni differenza di classe (e quindi ogni possibilità di "comprare" un politico) e che dopo aver abolito i corpi separati (e quindi ogni possibilità di imporre al popolo una decisione fatta contro il suo interesse) e che dopo aver dichiarato la revocabilità delle cariche pubbliche allora continua ad esserci un problema di rappresentanza democratica... può darsi che tu abbia ragione, ma cominciamo a fare questo e vedrai che le cose migliorano. Quote:
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2) Puoi cambiare lavoro: se c'è bisogno di te altrove e se hai le necessarie competenze. 3) Puoi andare a rubare se vuoi, ma la legge non te lo consente. 4) Puoi impazzire quando vuoi, ma se intendi rispettare le regole secondo cui funziona la società, devi fare i turni per le ferie con i tuoi colleghi. 5) Se hai i soldi puoi avere un ufficio tutto tuo. I punti fino al 4 non cambiano se siamo sotto capitalismo o sotto comunismo: ci sono le regole sociali in entrambi i sistemi e sono fatte perché la società funzioni. Se non rispetti queste regole sei un fuorilegge o un pazzo, a seconda dei casi. Il punto 5 ovviamente non ha senso in un'economia comunista, ma se vuoi avere un'attività tutta tua puoi farti un bell'orto Quote:
Cosa vuol dire "libero ma regolato"? significa che lo stato può calmierare i prezzi, o che può intervenire a determinate condizioni con imprese pubbliche, o che deve dare un quadro normativo (es. regole sulla concorrenza o sul salario minimo)? Se mi dici "libero ma regolato" devi specificare a cosa ti riferisci Quote:
Ma se in una situazione di estrema ricchezza e varietà di prodotti come quella attuale continua ad esserci l'avidità, secondo te significa che la società ha bisogno di regole "competitive" perché l'uomo è avido oppure l'uomo è avido perché le regole sociali lo spingono ad avere questa condotta? In altri termini: il mercato concorrenziale è legittimato dal fatto che l'uomo è avido, oppure l'uomo è avido perché è legittimato dal mercato concorrenziale? Quote:
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Anche se vorrei tanto avere la scusa per sospenderti, visto che sei un anticomunista, quindi spero che mi manderai a quel paese al più presto Ultima modifica di nomeutente : 05-08-2007 alle 12:58. |
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#311 | ||||||||||||||||||||||||||
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Così come marx non ha tenuto conto del fatto che l'uomo generalmente è avido, così l'economia astrae il ruolo della persona. Quote:
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Una teoria è un modello basato sulla realtà, se elimini un pezzo perchè non ti piace, realizzi un modello cionco... Se vuoi modellare l'universo non puoi eliminare la legge di gravitazione universale perchè ti sta sulle scatole, perchè altrimenti il tuo modello non descriverà più una realtà mancando di un pezzo... Quote:
io non ho mai parlato di guerra io ho solo detto che pretendere che il proprio stato non venga considerato di serie B è lecito. Punto. Non ho mai detto che bisogna fare la guerra conseguire questo obiettivo mi pare... Quote:
dall'altra non sarebbero stati suscitati rancori in chi, rimasto fedele al duce, ha visto, a guerra finita, dei macellai indossare la maschera degli eroi e vantare una presunta superiore correttezza, giustificata da non si sa cosa... Quote:
Inoltre se fosse come dici tu non si spiegherebbe perchè la rivoluzione comunista dovrebbe partire solo dopo l'era industriale... Potrebbe partire prima senza alcun problema... Quote:
Peccato che i libri di storia però indorino sempre la pillola nello stesso senso... Questo però è cambiare discorso.. Ad oggi i media ne parlano sempre troppo poco, e i libri di storia idem... Quote:
L'ultimo episodio è emerso quest'anno... Quando due parlamentari sono stati epurati dal partito per non essersi conformati.. Questo è l''unico esempio di collettività emerso in ogni forma reale di comunismo per altro... Quote:
Il comunismo partiva dall'idea salvaguardare contadini operai e operai urbanizzati, ma non li ha salvaguardati... Io non dico che lo zar fosse un santuomo, andava probabilmente fatto fuori comunque, e lo avrebbero fatto anche senza comunismo, dico che il comunismo è stato usato solo ed esclusivamente come menzogna populista ogni volta che è stato messo in pratica... Quote:
Se questa non è una ragione sufficiente per ritenere Lenin un ipocrita, allora a sinistra dovrebbero venerare Berlusca che di c@zz Quote:
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Per quanto riguarda l'industrializzazione? No non mi pare che comporti necessariamente uno scontro tra città e campagna, perchè ci sono industrie perfettamente integrate in campagna... Ne coportano necessariamente una politica coloniale... L'industrializzazione porta conflitto tra soggetti diversi, è vero. Ma il fatto che tale conflitto venga appianato con la forza, piuttosto che contrattando non è un problema di industrializzazione, ma di muscoli... Gli inglesi non hanno conquistato le campagne francesi ma le americhe e l'africa... Coi francesi hanno prevalentemente contrattato.. Quote:
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L'uomo è egocentrico per natura... 1°Le differenze sociali non si possono eliminare, esistono, einstein e fermi non sono uguali a me e te, e ad esempio in virtù di questo non tutti sono contenti di essere equiparati 2°La decisione per votazione non può essere applicata per ogni singolo problema, in primis per i tempi necessari, in secundis perchè non sono mai tutti d'accordo e c'è sempre chi contesta la scelta... 3°non si possono raccogliere le idee e le lamentele da tutti i singoli cittadini, quindi ci sarà sempre l'escluso che se la prende in quel posto.. Scommetto che sono obiezioni già sentite e che la teoria le risolve, ti faccio presente che è allora quella che professi tu è una descrizione del paradiso dove tutti sono d'accordo con un'unica volontà, quella di dio... In terra manca dio e se anche ci fosse non sarebbe uguale agli altri L'uguaglianza non è possibile nella realtà, ma solo in teoria... Quote:
Nel mondo scientifico una teoria prima viene dimostrata, poi si cerca un modo di applicarla e infine si applica.. Qui si è cercato di applicarla prima di sapere come... Quote:
non sono organizzazioni "naturalmente equilibrate" se una scheggia impazzisce non torna naturalmente al suo posto, ma deve esserci costretta, costringi uno e crei allarme e ne fai impazzire altri.. Costringi uno costringi due costringi tre... la collettività si autocostringe in qualcosa che non ha senso... Quote:
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col comunismo no, o contempla la noia?! Quote:
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Ma col comunismo non puoi avere una ditta tua... Quote:
e vieta di avere un ufficio proprio perchè differenzierebbe rispetto agli altri... Quote:
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Il controllo può avvenire solo su determinati ambiti ben definiti e limitati. Non su tutti gli ambiti del mercato. Il "può" intende l'applicazione pratica dell'intervento. Non è possibile agire su tutte le variabili di un mercato e non è possibile fissare tutti i prezzi. Ovviamente se si elimina anche la scelta dei prodotti sul mercato ( 1 tipo di detersivo,1 tipo di pane, 1 tipo di... ) le cose precipitano, si ha il monopolio... Quote:
Il mercato è una realtà. La teoria di mercato cerca di spiegarla. Poichè il mercato è una realtà dinamica che evolve sulla base delle scelte degli individui, non puoi intervenire sul mercato senza intervenire sugli individui.. Prendi un bicchiere d'acqua, quando una vibrazione lo scuote l'acqua si increspa. Tu non puoi pensare di eliminare le increspature intervenendo in qualche modo. Puoi solo aspettare che le increspature si livellino. L'acqua è una realtà dinamica costituita da migliaia di particelle di moto de facto caotico, quindi rende abbastanza bene il paragone con i soggetti che partecipano ad un mercato. Quote:
i sindacati hanno acquisito potere attraverso l'iscrizione delle persone, i sindacalisti più in vista ne approfittano per il proprio prestigio, ( basti vedere quanti sono andati in politica e quanti son tornati a casa ) Per assurdo la teoria di mercato considera anche questo aspetto... Il lavoratore vende qualcosa sul mercato: la forza lavoro I sindacati facendo da tramite ingenerano una situazione di monopolio... Detto questo ti faccio presente che la responsabilità delle leggi sul lavoro sarà anche colpa di berlusconi, ma anche della sinistra e dei sindacati cioè di tutte le parti in causa che dei lavoratori di fatto se ne son fregati. Il fatto che abbiano sprecato e speculato sui soldi delle pensioni, per mantenere la gente anche in cassa integrazione per 10 anni ha portato anche questo alla situazione attuale. E un sindacato che non interviene quando qualcuno viene pagato 10 anni per non lavorare è un sindacato corretto?!... Quote:
Scherzi a parte grazie della bellissima chiacchierata... |
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#312 |
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Condoglianze ragazzi... ne avete di tempo da perdere nel weekend, eh?
Vi siete persi una bellissima giornata! ![]() LuVi
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#313 | |
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![]() lasciate il passato e vivetevi il presente
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#314 |
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trovo faccetta nera una canzone che non si dovrebbe più sentire per i versi che contiene contro il popolo africano, come me ne frego del resto che resta cmq più orecchiabile, se parliamo musicalmente
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Sul fatto che l'economia astrae il ruolo della persona, non concordo affatto: sono le "leggi economiche" che astraggono la persona (come ogni teoria), ma mentre io lavoro e produco non sono un'astrazione, sono una persona in carne ed ossa e tale è ogni persona, da quella che svolge il lavoro manuale più umile fino a quella che è incaricata di studiare il mercato in cui opera un'azienda. Quote:
Anche questa è pianificazione e ci si sforza di farla funzionare, anche se non c'è pretesa di perfezione. Ancora una volta, non si capisce perché un'azienda debba avere una pianificazione del suo lavoro, mentre la società nel suo complesso non debba averla altrimenti è la tragedia: ritengo si tratta di falsi problemi inventati da chi ha interesse a mantenere le cose come stanno ora. Quote:
La realtà attuale delle cose l'abbiamo creata noi: non si tratta di un dato di natura come la legge di gravitazione universale, bensì del prodotto delle pregresse interazioni umane. Le teorie economiche e sociali non sono altro che la presa d'atto (più o meno verosimile) di ciò che esiste e tentano di ordinare le cose in un modello teorico, sulla base del quale si può cercare un modo di intervenire per modificare la realtà in un senso o in un altro. Quote:
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Il fattore necessario è la struttura produttiva (mezzi e tecniche di produzione ordinati in un certo modo di produzione), che costituisce la base su cui si sviluppa la sovrastruttura sociale, che poi interagisce con la struttura in un processo di adattamento continuo: se si verificano eccessive frizioni (incongruenze) fra struttura e sovrastruttura ne deriva un cambiamento sociale più o meno rapido e violento. Per farti un esempio stupido, una antico romano aveva un cervello esattamente come il nostro e quindi poteva ideare la nona sinfonia di Beethoven, capire la prospettiva, teorizzare la fisica quantistica e ipotizzare un elaboratore elettronico... non c'erano limiti nel suo cervello che gli impedissero tutto cio, ma c'erano vincoli nella sua società e nel livello di sviluppo... quindi i problemi che aveva da affrontare erano diversi e le sue idee erano in relazione a quei problemi. Quote:
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Si può dire che sia stato Spartaco a illudersi di sconfiggere l'impero romano e quindi sia colpa sua se quegli uomini sono morti... Io invece lo reputo un eroe, perché anche se ha fallito la sua idea era giusta. Quote:
Io non lo ritengo un fine prioritario, anzi lo ritengo un fine sbagliato. E' la mia opinione e penso di avere il diritto di tenermela e per questo essere non soltanto ostile ma estraneo al fascismo, così come altri saranno estranei alla mia idea che tutti gli uomini sono fratelli. Come sopra in merito all'avidità, ho i miei dubbi. O meglio, è vero che l'uomo ha soltanto la consapevolezza della propria identità e non quella degli altri, ma ciò non costituisce un obbligo verso una particolare forma di organizzazione sociale: ci sono società molto cooperative e altre molto competitive eppure l'uomo è uno solo. Quote:
Inoltre il fatto di essere ignorante o intelligente non è solo un dato di natura ma dipende anche dalle possibilità (economiche) che uno ha di studiare. Quote:
Lo so bene che non sempre tutti siamo d'accordo, ma prima di tutto togliamo le differenze di opinione che derivano da interessi diversi (se nella società non ci fossero diseguaglianze, il numero di interessi contrapposti diminuirebbe drasticamente, vedi ad esempio le lobby). Poi è possibile che resteranno differenze di vedute su altre cose, ad esempio se è più importante migliorare le celle fotovoltaiche o trovare una cura per il cancro e quindi bisognerà decidere quante risorse stanziare per una cosa e quante per un'altra... Ma non mi pare che questi problemi siano introdotti dal socialismo... sono problemi che esistono già adesso e che esisteranno finché gli obiettivi da raggiungere richiederanno risorse superiori a quelle disponibili. Quote:
Ma probabilmente stavi dicendo qualcosa di diverso Quote:
L'unica cosa che è collettiva è la macchina produttiva complessiva e ti ho già detto perché. Riguardo al fatto di "poter fare il lavoro che vuoi", non scherziamo: io ho una mia attività e la posso fare fino a quando è utile per la società. Il giorno in cui i miei servizi non saranno ritenuti necessari o verrano considerati scadenti chiudo baracca e burattini: la libertà di impresa economica si scontra comunque sempre con le esigenze sociali. Quote:
Ma tagliamo la testa al toro: sono state applicate alternativamente politiche dirigiste, liberiste, temperate... ma nessuna (nemmeno le vie di mezzo) è stata in grado di risolvere i problemi che si proponeva di risolvere. Quello che ha tentato meglio di altri di regolare il mercato per farlo funzionare meglio (Keynes) è ormai sostanzialmente defunto, quindi non mi pare che allo stato dei fatti esista una ricetta salvifica. O no? Taglio su tutto il resto, perché c'è già fin troppo materiale di discussione! Quote:
Grazie a te, mi fa bene tenere i neuroni in allenamento |
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#316 | |||||||||||||||||||
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Senior Member
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Vedo di sintetizzare perchè i post si allungano e diventa anche difficile gestirli senza contare che rischiamo di deviare dall'OT
Vorrei solo chiarire la mia posizione più che replicare. Quote:
ad "arricchire" di che cosa ha poca importanza, conoscenza, denaro, potere, materie prime, mediamente l'uomo cerca di accumulare, per sè naturalmente, questo è quantomeno vero per l'uomo occidentale e forse anche orientale, visti i nuovi ricchi in cina. Questa caratteristica in se ovviamente non ha nulla di negativo, però a mio avviso porta l'uomo a rifiutare l'idea di "limitarsi" volontariamente, accettando una volontà collettiva. Questo per lo meno per le società occidentali e attuali soprattutto. Quote:
"teoria economica"... del resto si parla di teorie, perchè sulle implementazioni pratiche è meglio stendere un velo pietoso.. Quote:
Dico che il controllo sulle varie parti di una società non può essere ne fortemente centralizzato, ne fortemente radicato. Prendendo da esempio le società ( intese come società di capitali per capirci ), vedi da te che una grande società che so l' IBM ha una struttura gerarchica. Il controllo della società da parte dell'amministrazione non si spinge a dire al singolo dipendente come svolgere il suo lavoro, ma si limita a fissare la politica dell'azienda... Saranno poi i dirigenti dei vari rami dell'azienda a tradurre tale politica in direttive più specifiche. Ma questo è possibile perchè la struttura è gerarchica. In una struttura orizzontale dove si vota per alzata di mano definire qualsiasi cosa dalla politica dell'azienda al modo di progettare un software diventa impossibile, perchè tutti dovrebbero essere esperti in tutto per votare in maniera oculata e non "a caso". Stesso discorso vale per i vari ambiti dell'economia, ciascuno con le sue specificità, definire i prezzi a tavolino comporterebbe problemi ( è teoria economica ). Questo è il senso della mia obiezione, nulla di esoterico. Un altro esempio terra terra. Se tu e un tuo amico mettete insieme una società di software tu fai il programmatore e lui segue la contabilità. Tu sei un mago della programmazione e non sai un H in contabilità, lui un mago della contabilità ma non sa un H della programmazione. Tu darai un giudizio campato per aria ad un problema di contabilità e lui un giudizio campato per aria ad un problema di programmazione. Moltiplicando questa situazione all'infinito la votazione non è più una scelta sensata, ma una questione di statistica e probabilità. Quindi l'unica possibilità effettiva è "fidarsi ciecamente dell'altro" e tacere se non si hanno le competenze. Basta guardare sul forum anche nella sezione tecnica quanti parlano a vanvera Quote:
Io ho detto solo che una teoria che ignori parte della società attuale è viziata in partenza, e non può essere applicata perchè significherebbe eliminare quella parte di società, e ad oggi non è accettabile. tu hai ribattuto dicendo Quote:
Una teoria è un modello astratto, concepito da uno o più individui. Lo stato attuale delle cose è un dato di fatto, frutto di azioni, giuste o sbagliate che siano di cui si può solo prendere atto. Una teoria economica, è un modello anch'esso, costruito a partire dalla osservazione della realtà e dalla comprensione delle leggi che la regolano. Se però le leggi non vengono comprese la teoria economica non descriverà la realtà osservata, ma una diversa. Lo stato attuale invece può solo essere se stesso. Il senso dell'obiezione è che mentre un uno stato attuale può solo evolvere secondo la sua natura, che non deve per forza essere nota, estrapolare le leggi che regolano una teoria economica o un modello di società e combinarle in modo diverso, eliminando parte del modello, non sempre porta a qualcosa, e questo succede anche in matematica. Perdonami l'eccessiva semplificazione, ma marx cos'ha fatto, molto a grandi linee?! Ha analizzato la società, ne ha tratto un modello che la descriveva, deducendo le leggi che la regolavano. Ha visto che un elemento all'epoca ( e forse anche oggi,) era causa di sofferenza, e ha pensato bene di eliminarlo. Quindi ha aggiustato tutto per far funzionare il suo modello senza quella parte. Poi è arrivato qualcuno che ha pensato bene di realizzarlo. L'unica altra persona che ha fatto una cosa del genere che io ricordi si chiama Adolf H. e non mi pare che la gente lo ricordi con simpatia.. Lui anzichè gli imprenditori dalla società voleva rimuovere gli ebrei. E le ragioni erano anche le stesse, avevano i soldi.. Quote:
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A mio avviso il marxismo è una teoria di comodo e ti spiego perchè. In primo luogo per rispondere all'esempio del romano. Ci sono filosofi greci che hanno ipotizzato la sfericità della terra e ne hanno calcolato con buona approssimazione il raggio già qualche centinaio di anni prima della nascita di cristo.. Quindi non è del tutto vero che la società e il grado di sviluppo limitino necessariamente le idee. In secondo luogo, ( ma qui non ci metto la mano sul fuoco, perchè è solo un passo de "il capitale" e non tutto il libro ) marx presuppone che l'imprenditore compri le materie prime e venda i prodotti, paghi gli operai, e così può trattenere per se una parte di ricavato, a giudizio di marx "senza fatica". In questo però marx trascura allegramente: il rischio, l'investimento, il costo dei capital,i e la capacità organizzativa dell'imprenditore. Questo non mi pare un buon modo di modellare una società, per questo la teoria di marx non mi convince. In terzo luogo esistono società il cui funzionamento è quello "comunista" e vivono benissimo e in pace. Con dei riferimenti puntuali posso indicarti gli aborigeni dell'amazzonia e dell'africa, e gli indiani pellirossa delle americhe precolombiane. In questo caso non ci sono mezzi di produzione, visto che tali società vivono di caccia e raccolta, ( che quindi non è l'ipotesi necessaria,) ma cambia totalmente la visione del mondo e del ruolo dell'uomo al suo interno... Sono le uniche società in cui l'uomo è parte del mondo, un animale alla pari. E non c'è il progresso, inoltre le comunità sono piccole, non certo di miliardi di persone. In quarto luogo, non si sa chi abbia messo insieme questi mezzi di produzione, e che meriti abbia nei confronti della società comunista. Questo perchè se il cambiamento deve avvenire necessariamente a partire dalla società capitalistica, chi detiene il capitale o viene colto da crisi mistica e dona tutto, oppure muore senza eredi oppure vede espropriarsi i beni acquisiti ereditati o che. C'è un controsenso in termini, una transizione da capitalismo a comunismo senza esproprio significa un capitalismo senza proprietà privata, che non è capitalismo. Mah... Per cui dire che l'imprenditore guadagna sfruttando gli altri e senza fatica, che i mezzi di produzione sono necessari per avviare la società al futuro e che "in teoria" non si espropria un bel niente a nessuno perchè i capitali devono essere della società anche se sono di proprietà di qualcuno, a mio avviso ha tutte le carte in regola per essere il pretesto per sollevare un popolo di poveri cristi contro i ricchi. Se questo era accettabile all'epoca degli zar, da qui a prendere alla lettera tale teoria, non è tanto diverso che prendere alla lettera la bibbia il corano o la torah, coi risultati che ne derivano... Però ecco, questa è solo la mia opinione, che parte da alcuni punti di vista critici... Immagino che le mie siano le solite obiezioni, ma una teoria ( per lo meno nel mondo scientifico, e quindi anche la teoria economica ) in genere è vera solo quando non c'è neanche un caso che pur rispettando le ipotesi che non venga spiegato dalla teoria... In filosofia magari le cose cambiano. Per lo meno nella filosofia dell '800. Quote:
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Se tutti gli uomini sono uguali, non capisco perchè l'italia di oggi, debba contare meno della francia di oggi e della germania di oggi, sono tutte e tre società di uomini uguali o no?! O i francesi sono più uguali dei tedeschi e più degli italiani?! Come funziona? Quote:
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non riterrebbe giusto venire retribuito come un operaio, e un operaio non riterrebbe giusto di essere destinato a fare l'operaio anzichè il professore universitario, perchè saldare a testa in giu dentro un tubo metallico in estate ( vedasi cantieri navali ) non è proprio come ripetere la lezione da uno scranno... E queste sono differenze oggettive, non sociali. Quindi bilanciare stipendio e ore di lavoro diventa un problema oggettivo, e sulla base di quale collettività decide cosa si creano conflitti interni, altro che differenze sociali... Quote:
a questo dovrei aver intrinsecamente risposto... Quote:
Il capitalismo esiste da circa... quanto? 8000 anni?! boh... Quote:
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è possibile solo un feedback in realtime con correzioni moderate, volte a correggere comportamenti "scorretti" Per questo dico che il totale dirigismo e la sregolatezza del mercato sono entrambe sbagliate. Tanto più che le correzioni avvengono praticamente alla cieca, nel lungo periodo, quindi avere la presunzione di modellare una società a mio avviso è improponibile e assurdo Quote:
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quello che facciamo tutte le sere mignolo, tentiamo di conquistare il mondo! Grazie a te, mi fa bene tenere i neuroni in allenamento Ultima modifica di hibone : 05-08-2007 alle 19:21. |
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#317 | |||||||
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Senior Member
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Oggi la legge dice che non puoi avere tutte le donne che vuoi perché ciò è male, nel socialismo la legge dirà che non potrai possedere mezzi di produzione sociale perché ciò è male. Non c'è alcuna differenza di fondo fra questi limiti, è solo l'oggetto che cambia. Quote:
Ti faccio un esempio di ciò che puoi intendere per "comunismo": devi pensare che ci sia una sola holding che possiede tutte le aziende del mondo e ciascun uomo ha un'azione di quella holding e non può venderla né comprarla. In questo modo tutti sono proprietari alla stessa maniera. All'interno della holding ci saranno sicuramente posizioni gerararchiche differenti, cioè individui con responsabilità più o meno grandi; la differenza rispetto ad ora è che risponderanno alla collettività, perché è la collettività nel suo complesso che costituisce l'assemblea degli azionisti. E non avranno stipendi vergognosi, ma normali. Il secondo punto è un limite intrinseco della democrazia... non si può pretendere che un voto democratico sia tecnicamente più valido di un parere scientifico: infatti il procedimento di scelta dovrebbe essere finalizzato alla definizione di fini generali. Ad es. possiamo decidere se quella grande holding dovrà spostare risorse, appunto, sulla colonizzazione di Marte o sulla ricerca contro il cancro. Questa non è una scelta tecnica ma è una scelta su una finalità... qualunque cosa si decida, è ovvio che saranno le persone competenti a decidere "come fare". Dopo un po' presenteranno i risultati e gli azionisti (il popolo) decide se hanno lavorato bene o male. Cambia solo la proprietà delle azioni, ma il procedimento sarebbe molto simile a quello attuale e quindi non esiste obiezione valida al ragionamento che non possa essere estesa anche all'attuale funzionamento della società. In questo caso, l'assemblea degli azionisti di una spa è fallace esattamente come il popolo in generale, ma ciò non impedisce alle aziende di decidere e continuare a funzionare in maniera più o meno efficiente. Quote:
Se Marx si fosse limitato a quello che dici tu, avrebbe in effetti fatto una cappella colossale, ma il fatto è che non è così. Marx non soltanto indica quella "cosa" come la causa dei mali, ma la individua come "punto frizionale" (chiamiamolo così In buona sostanza Marx dice che nel primo capitalismo ci sono le botteghe artigiane e va bene: il borghese ha il suo mezzo di produzione, compra i suoi materiali e vende i prodotti. E' giustissimo che sia così. Poi però succede una cosa, mentre passa il tempo: i mezzi di produzione diventano sempre più mezzi sociali di produzione, cioè non esiste più l'artigiano nella sua bottega, ma grandi complessi in cui centinaia di persone lavorano, complessi che dipendono dal lavoro di altre industrie (oggi anche società di servizi) in cui sono impiegate altre migliaia, milioni di persone... e poi ci sono le infrastrutture, che altre persone hanno creato per far funzionare il tutto, e infine c'è la borsa che accentra incredibili ricchezze provenienti da milioni di persone e le incanala verso singole attività ecc. ecc. Non mi dilungo perché hai capito: c'è una enorme rete in cui la singola parte non potrebbe esistere senza le altre. Qual è il problema? dice Marx, il problema è che parte della sovrastruttura, cioè le leggi formali che regolano la proprietà, non si sviluppa parallelamente allo sviluppo della struttura e quindi al giorno d'oggi una multinazionale che impiega migliaia di lavoratori ed è inserita in una rete di forniture e servizi incredibilmente complessa ed è finanziata da migliaia di azionisti, viene trattata più o meno alla stregua di un piccolo telaio che il primo borghese azionava a pedale. Quindi non è che Marx "elimina un pezzo" perché gli piace fare così, ma giunge alla conclusione che è necessaria una semplice presa d'atto della situazione: se i mezzi di produzione del primo capitalismo erano individuali e quindi era giusto che la sua proprietà fosse individuale, allora oggi che i mezzi di produzione sono sociali è giusto che la proprietà sia sociale. Quote:
Tuttavia perché l'evidenza della sfericità della terra è apparsa solo in seguito e non nell'antica Grecia? Non solo non avevano sufficienti mezzi per uno studio scientificamente perfetto della materia, ma non avevano nemmeno i mezzi per divulgare a tutta l'umanità questa nuova scoperta. Quindi, appunto, i greci erano intelligenti tanto quanto noi, ma non c'erano i mezzi idonei a far progredire l'intera umanità al loro livello. Quote:
Ovviamente l'imprenditore ha un ruolo organizzativo... ma solo se parliamo della piccola impresa a gestione famigliare... se parliamo di grandi imprese (quelle di cui parla Marx) la gestione è spesso affidata ad amministratori (che sono anch'essi salariati). In ogni caso non si nega l'importanza di uno che dirige il lavoro, ma si nega la necessità che sia il proprietario, può essere appunto un mero amministratore come del resto il funzionamento pratico del capitalismo ha mostrato già ampiamente senza scomodare Marx. In merito al rischio d'impresa la questione è più complessa, in quanto è vero che il profitto potrebbe essere ritenuto il compenso per il rischio, ma a Marx non interessano le buone doti dell'imprenditore, parla invece del funzionamento complessivo. Nell'economia di mercato il profitto è il compenso per il rischio, ma il rischio è il movente del profitto: è un circolo, quindi. Se togli il rischio d'impresa (o meglio lo distribuisci su tutta la società insieme alla proprietà formale dell'impresa, che è ciò che fa il socialismo) non ha più senso parlare del profitto individuale. Insomma è normale che nel capitalismo il profitto sia il premio per il rischio, ma non è scritto da nessuna parte che sia una necessità. Quote:
Per un marxista le società primitive sono il massimo dell'uguaglianza e il minimo della libertà. In queste società ogni uomo è uguale agli altri, ma tutti sono schiavi della natura. Nessuno può sottomettere nessuno, perché se ci fosse uno che smette di lavorare e manda un altro al suo posto, uno dei due morirebbe di fame perché la produttività del lavoro è troppo bassa. Quando la produttività del lavoro aumenta un po' (e qui ci si può ricollegare al punto delle idee e dello sviluppo sociale) allora un uomo comincia a poter vivere con il surplus di un centinaio di suoi simili ed è quindi affrancato dal lavoro manuale per dedicarsi ad altre attività (ad esempio intellettuali) che hanno un ruolo propulsore per nuove innovazioni. A questo livello di sviluppo, nasce la diseguaglianza e nasce anche la libertà (per poche persone). Questo stadio è per un marxista necessario all'ulteriore sviluppo dei mezzi produttivi. E' per questo che il "comunismo primitivo" ha le caratteristiche che descrivi: non appena comincia ad esserci un po' di surplus, le società abbandonano quel modello e ne cercano altri che siano maggiormente utili (è evidente che se tutto il surplus venisse usato per lavorare cinque minuti in meno e mettersi a cazzeggiare, la società resterebbe comunque inchiodata a quel livello di sviluppo per molto altro tempo), quindi è impossibile trovare una società con surplus/innovazione e allo stesso tempo basata sul comunismo primitivo. Però c'è, nella visione marxista, uno stadio ulteriore, quello cioè in cui l'appropriazione privata del surplus non solo non è più un propulsore di innovazione ma diventa anche un freno... quindi si avrà un'altra società in cui si tornerà alla massima uguaglianza e si avrà la massima libertà per tutti in quanto lo sviluppo sarà tale da permettere per tutta la popolazione un graduale affrancamento dal lavoro manuale per dedicarsi ad attività di altro genere (questa fase "idilliaca" è però da prevedere in un futuro molto remoto e ben dopo l'ipotetica rivoluzione socialista... c'è molto da fare in mezzo per arrivare a quel punto). Sul resto credo di aver risposto indirettamente. Comunque anche nel mio caso non si tratta di convincerti di niente, ma di rettificare alcune imprecisioni, molto diffuse, sul marxismo: puoi pensare quello che vuoi, ovviamente, ma mi sembra giusto che uno critichi un'idea per quello che è realmente e non sulla base di informazioni frammentarie e magari anche sbagliate Ciao |
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#318 | ||
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Senior Member
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Siete pure moderatori... è come se io mi metto ad infrangere le regole del forum! e come scusante metto di mezzo la libertà d'espressione! |
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#319 |
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Bannato
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#320 | |
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Senior Member
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Qualche minuto, ma non troppo. Se uno mi apre il rubinetto del marxismo le parole sgorgano come un fiume in piena |
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ma per un marxista è il capitalismo che espropria il vero proprietario, che è la società nel suo complesso.








