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La vera storia di Lele Mora
L'unità speciale di "SVANITY FORCE" gruppo di giornalisti specialisti in dossier, si è dedicato a Lele Mora ..il meglio conosciuto come: l'agente delle dive .. "L'agente delle dive" : Dario-Lele Mora, !
Ebbene dai documenti messi a disposizione della nostra redazione abbiamo scoperto di tutto, e di più ! Innanzitutto che l 'agenzia L.M. MANAGEMENT (L.M. sta per Lele Mora nd.r.), è una S.R.L. società a responsabilità limitata costituita l' 11 giugno del 1998, con capitale sociale 20.000.000 (di vecchie lire) che è il minimo previsto per Legge, con atto stipulato dal Notaio Raffaele Catri a Treviglio (Bergamo), cittadina ove l'agenzia stranamente ha istituito la propria sede legale, in quanto di fatto opera in Milano in viale Monza 9 ove di di fatto è ubicata l'agenzia vera e propria nonche la sede amministrativa. Azionisti: il costumista Roberto Lorenzi, meglio conosciuto come "la Gina" (nome d'arte con cui si presenta in pubblico d.r.) con il 98% delle quote, ed il restante 2% intestato ad un aitante ragazzo romano, Francesco Guzzi chiamato da tutta l'agenzia con lo pseudonimo di "Fragolino". Del signor Dario-Lele Mora e della sua famiglia, all'atto della costituzione, però, non vi è nessuna traccia...! Successivamente, in data 22 febbraio 2000, sempre secondo le visure camerali, la "Gina" cioè il Lorenzi ha ceduto l'intero pacchetto azionario a lui intestato, a Mirko Mora il figlio di Dario-Lele Mora , il quale contestualmente dopo pochi giorni dal suo ingresso nell'azionariato e per la precisione in data 3 marzo 2000 è subentrato anche nella carica di Amministratore Unico e Rappresentante Legale della L.M. Management. La società però sempre secondo i documenti consultati, risulterebbe non andare molto bene finendo in perdita , al punto tale che con un atto pubblico del notaio Elisabetta Taranno di Treviglio (BG) in data 19/12/2000, a causa appunto delle perdite dichiarate, e secondo quanto previsto dal Codice Civile, l'Assemblea dei Soci (cioè il figlio di Lele Mora e Fragolino hanno dovuto azzerare il capitale sociale e ricostituirlo, lasciandolo invariato in 20 milioni di lire, che come ben noto, lo ripetiamo, è il minimo previsto dalla Legge per le S.R.L. (società a responsabilità limitata) Ma il "valzer" dei cambiamenti non finiscono qui ! Infatti anche il figlio del Mora, in data 5 aprile 2001 ha trasferito la propria residenza anagrafica ed anche fiscale a Verona. L' assemblea dei soci della L.M. Management, puntuale come un orologio svizzero, in data 18/01/2002 con atto del notaio Elisabetta Tataranno in Treviglio(BG), ha trasferito la propria sede legale alla stessa via, spostandosi di di qualche portone, ed inoltre sempre a causa delle perdite operative denunciate al fisco in bilancio ha provveduto all'azzeramento e ricostituzione del solito minimo capitale sociale di 20 milioni di vecchie lire, che in data 18/12/2001 sono state convertite in Euro. Anche nell'esercizio 2003 gli affari sembrerebbero non essere andati molto bene per la LM MANAGEMENT, tant'è che con la consueta puntualità, definibile "svizzera" in data 12/12/2003, tanto per non smentirsi.... (e con il solito puntuale atto notarile dello stesso Notaio) gli azionisti della L.M. Management per le perdite d'esercizio, hanno dovuto provvedere alla ricostituzione ancora una volta del minimo capitale sociale di 10.200 Euro, l'equivalente cioè dei vecchi 20 milioni di lire. All'improvviso, alcune settimane fa, e per la precisione lo scorso 24 settembre 2004 ecco finalmente per la prima volta fare la sua apparizione sulle scritture camerali, il signor Dario (in arte Lele) Mora il quale ha assunto la carica di Rappresentante Legale della società che porta il suo nome, e di cui però stranamente dai documenti camerali, risulta continua a non detenere una sola azione ! Non vi sembra singolare la circostanza che, colui il quale si autodefinisce il "manager delle dive", ma che in realtà secondo noi, tratte alcune eccezioni (Simona Ventura, Luisa Corna, Vanessa Kelly, Mara Carfagna), difatto è l'agenzia delle "mezze cartuccie", non abbia neanche un'azione della società che porta il suo nome, così come indicato anche su Internet (www.lelemora.com) ?!!! A questo punto la nostra redazione si è a dir poco insospettita, ed allora sono partile le nostre indagini giornalistiche, effettuate sempre consultando documenti, giornali, sentenze, ed avvalendoci del supporto di bravi e documantati colleghi giornalisti di Verona. Vi chiederete: ma perchè di Verona ? Semplice, perche la "storia" dei trascorsi del Mora nasce proprio a Verona, "storia" della quale siamo in grado di svelarvi qualcosa a dir poco imbarazzante ed inquietante per chi ha rapporti di ogni genere con il (...biiiiiip...) Rovistando fra i documenti giudiziari, abbiamo scoperto che Dario - in arte Lele - Mora nel 1989 è stato arrestato insieme alla sorella Gabriella, ed a suo cognato Pietro Bologna, nell'ambito di una inchiesta svolta dalle forze dell' ordine operanti a Verona, in merito ad un accertato giro di spaccio di droga, a seguito della quale il Mora venne anche sottoposto ad un periodo di custodia cautelare (alias carcere ! ) e successivamente, in data 30 marzo 1990 è stato condannato dal Tribunale di Verona (Collegio presieduto dal Giudice Mario Resta) ad appena.... 3 anni di carcere ed una multa di 6.000.000 di vecchie lire. N.B. Queste notizie sono state pubblicate asuo tempo anche dal più importante quotidiano locale, e cioè L'ARENA di Verona, ma non sono mai smentite e/o rettificate da nessuno. L'anno successivo, e siamo nel 2000, e sempre a Verona, si svolse una brillante operazione della Guardia di Finanza locale , che accertò un'evasione commessa dal Mora nello svolgere le sue attività per 5 miliardi di (vecchie) lire non versati per IRPEF ed IVA allo Stato. In occasione dell'inchiesta giudiziaria, che ebbe ampio eco sulla stampa locale, vennero invitati ed ascoltati a Villafranca (VR) dalla Guarda di Finanza e dal Pubblico Ministero, un bell'elenco di artisti che all'epoca dei fatti erano rappresentati dall'ex-parrucchiere, e cioè Antonella Elia , Anna Falchi, Serena Grandi, Natalia Estrada, Alberto Castagna, Simona Ventura, Marco Balestri ed altri. Un professionista da noi rintracciato telefonicamente, che assisteva a suo tempo uno degli artisti interrogati, ci ha rivelato un particolare che, se vero (e noi gli crediamo !), è veramente imbarazzante ! E cioè che a quei tempi il svolgeva la sua attività, mediante una ditta/società che aveva come attività societaria principale la gestione di una latteria ! Nel frattempo, e per fortuna del Mora, la Legge in materia di reati tributari-penali subì delle modifiche, motivo per cui per il Pubblico Ministero dr. Fabrizio Celanza non fu possibile dimostrare il dolo, ed il procedimento venne archiviato dinnanzi al GIP (Giudice Istruttoria Preliminare), fermo restando però la sussistenza del debito di Lele Mora con gli uffici finanziari dello Stato, (debito che è presumibile, sia stato nel tempo condonato, se Mora ha dei buoni commercialisti) . Ma tutto ciò evidentemente....non bastò a Dario-Lele Mora per starsene un pò tranquillo ed infatti nel 1996 lo stesso venne ancora una volta condannato ad 1 anno di carcere, e questa volta per truffa, per aver appunto congegnato ed effettuato una truffa in occasione della vendita di un appartamentino di sua proprietà che era stato venduto per 65 milioni di (vecchie) lire a delle persone, ma con un piccolo particolare...: l'appartamento era invendibile, in quanto sotto sequestro giudiziario per un pignoramento subito, ed inoltre.....locato ed utilizzato da una prostituta che vi lavorava all'interno, come venne accertato dagli organi inquirenti. Il tutto chiaramente era stato taciuto dal Mora, e nascosto ai compratori dell'appartamento, che ingenuamente ed in totale buona fede gli versarono un acconto di 17 milioni consegnandoli 12 assegni, 3 dei quali vennero subito incassati dal Mora prima che i poveri acquirenti truffati si accorgessero appunto della truffa subita, e bloccassero l'incasso degli assegni. Di quì la denuncia, il processo e la condanna ad un anno di carcere. Anche in questo caso, quanto vi raccontiamo, venne puntualmente e fedelmente riportato sulle cronache giudiziarie dal quotidiano L' ARENA di Verona, e come sempre notizie mai smentite e/o rettificate ! Nella memoria dei nostri redattori, e nell'archivio RAI, vi è anche uno "strepitoso" servizio televisivo realizzato alcuni anni fa (se la memoria non ci tradisce intorno al 2000) dal giornalista Michele Jacona , del "pool" giornalistico che lavorava per trasmissione televisiva di inchieste "SCIUSCIA'" di Michele Santoro in onda su RAI TRE , in cui venne ridicolizzato e denunciato l'operato del Mora, il quale a sua volta giustificava la propria attivitò con la voglia sfrenata di protagonismo di alcuni anonimi imprenditori e professionisti, o stilisti di moda desiderosi di gloria, disponibili a pagare fior di quattrini pur di avere in barca o nelle loro ville, feste ecc., artisti rappresentati dall'agenzia L.M. Management, che venivano puntualmente fotografati dai soliti "paparazzi "al seguito dell'agenzia del " Mora e che altrettanto puntualmente, venivano pubblicati sulla stampa rosa, con in prima fila il settimanale CHI con dei servizi e delle cronache a firma di un giornalista che non a caso, oggi è rappresentato proprio dell'agenzia L.M. Management : tanto per non smentirsi...stiamo parlando di Alfonso Signorini ! Il 2 maggio del 2002 inoltre, sul sito www.marketpress.info, testata giornalistica online registrata ed autorizzata dal Tribunale di Milano, apparve un servizio (mai smentito e/o rettificato) passato inosservato a molti, ma non ad un nostro attento archivista, in cui veniva riportata la seguente notizia: PUBBLICITA' INGANNEVOLE DIETRO LA RICERCA DI VOLTI NUOVI PER LA TV ED IL CINEMA? UNA SIGNORA ROMANA VIENE INVITATA AD UN PROVINO DAL COSTO DI...1.200.000£! Su un numero del settimanale "VISTO" è stato pubblicato un messaggio pubblicitario che recitava: "Lele Mora l'agente delle dive in collaborazione con want model management cerca volti nuovi di tutte le eta' tv, cinema moda, pubblicita' numero verde: 800 - 687616". Su un numero del settimanale "CHI" vi era un'altra pubblicità che diceva: "Wanted ricerchiamo volti nuovi di tutte le eta' da 0 a 99 con tanta voglia di emergere. telefonateci subito e parteciperete al provino che potra' splancarvi le porte di tv, cinema, modanumero verde: 800 - 687616". Dopo aver letto questi messaggi, una signora romana (che successivamente si è rivolta al Codacons) ha subito telefonato al numero summenzionato, in quanto aveva in animo di vedere il volto del proprio figlio, di appena cinque mesi, stampato su qualche rivista o scelto per una pubblicità televisiva. Il fatto che un nome come Lele Mora, qualificatosi "agente delle dive", per giunta in collaborazione con l'agenzia Want model management, ricercava volti nuovi di tutte le età per cinema, tv, moda e pubblicità è sembrato infatti alla signora molto interessante, soprattutto perché la ricerca di volti nuovi, di ogni età, ben si adattava alle esigenze dell'interessata. All'altro capo del telefono, rispondeva un impiegata che invitava l'interessata ed il proprio bambino a presentarsi nella sede di Milano per il provino, con delle foto. Fin qui nulla di strano, tanto che al primo contatto telefonico prendeva subito un appuntamento. All'incontro, uno degli operatori commerciali dell'agenzia riferiva alla signora che, per poter accedere a qualsiasi tipo di provino, e quindi per poter entrare nel mondo dello spettacolo, era necessario che il bambino facesse un book fotografico che poi sarebbe stato inviato a tutte le agenzia pubblicitarie. La formazione del book - fotografico non è avvenuta però gratuitamente e per realizzarlo è stato addirittura necessario versare la somma di lire 1.200.000 !!! Chiaramente dalla lettura del messaggio non si riesce a comprendere, neanche implicitamente, che per partecipare al provino è necessario fare un book - fotografico a pagamento. Il fatto di non indicare la necessità di un book e quindi di non effettuare alcuna prestazione onerosa viene a costituire un elemento che induce un gran numero di consumatori a recarsi all'agenzia. Se la consumatrice avesse saputo che per la ricerca di volti nuovi era necessario pagare un book, sicuramente non si sarebbe recata a Milano ma si sarebbe rivolta in un'agenzia di Roma. Ebbene, alla luce di questi fatti sembrerebbe che l'agenzia di Lele Mora si serva di un fantomatico messaggio per attirare l'attenzione di quei consumatori - e non sono pochi - che intendano servirsi di un agenzia per entrare nel mondo dello spettacolo. In realtà sembra di capire, secondo quanto riferito al Codacons dalla consumatrice, che l'agenzia in questione faccia servizi fotografici oltre a svolgere un'attività di intermediazione pubblicitaria. Non si capisce per quale recondito motivo la ditta in questione abbia omesso di indicare la necessità di un servizio fotografico sulla pubblicità, nascondendo forse il reale contenuto del messaggio pubblicitario - l'agenzia fotografica- e ammantando una banale attività di intermediazione pubblicitaria di una inopportuna aurea di mistero. Il Codacons ha deciso di andare fino in fondo nella questione e ha presentato un esposto all'Autorità Garante per la Concorrenza ed il mercato, affinché valuti se i messaggi dell'agenzia rientrino nella fattispecie di quelli ingannevoli e, in tal caso, sanzioni severamente il comportamento dell'agenzia responsabile dell'accaduto. N.B - La notizia è ancora reperibile su Internet, utilizzandoil motore di ricerca www.google.it, inserendo e digitando di seguito le parole chiave "lele mora" e "codacons" Resta da chiedersi questo punto, e crediamo che porsi una domanda non costituisca un reato (!!!), viste le continue ricapitalizzazioni del capitale sociale minimo della L.M. Managemet (previsto per obbligo di Legge a causa delle perdite d'esercizio dichiarate in bilancio) come abbia potuto Dario-Lele Mora comprarsi le case fotografate di cui dispone a Milano in viale Monza, la lussuosa villa in Sardegna, fittare a Natale un villone a Cortina, visto che le sue società negli ultimi anni sono sempre andate in perdita ? Ma come si sa questo tipo di indagini non possiamo farle noi giornalisti, nè tantomeno gli investigatori privati del nostro Direttore , in quanto tali accertamenti sono di competenza della Guardia di Finanza , che se non sbagliamo, oltre che a Verona dovrebbe essere presente ed operare anche a Milano.... O forse a Milano la Guardia di Finanza si occupa solo di indagare sulle denunce per "diffamazione a mezzo stampa" a carico dei giornalisti, e di effettuare perquisizioni ai giornalisti, vietate dalla Corte Europea dei Diritti dell' Uomo? Qualcuno vorrà toglierci questo dubbio? |
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