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#21 | |
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Bannato
Iscritto dal: Jun 2006
Città: (o(ori(o rulezzzzzzzzzz....
Messaggi: 3555
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Una sola, ma tu, sai chi è Fischer??? |
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#22 | |
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Bannato
Iscritto dal: May 2004
Città: Cagliari
Messaggi: 704
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intanto adesso come in passato chi alza un po' la voce sono gli USA, anche se più di tanto non sono disposti a fare avendo altre gatte da pelare intanto anche l'ex consigliere di Eltsin nno mi ricordo come si chiama, oggi al corriere esterna tutta la sua preoccupazione per la piaga che sta prendendo in russia, s cominciare da putin cmq per quanto riguarda gli amiconi di putin ti raccomando questa discussione c'è qualche spunto interessante in merito http://hwupgrade.it/forum/showthread.php?t=1075036 |
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#23 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2005
Città: Ferrara (cs_italy)
Messaggi: 5102
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Visto che uccidendola l'hanno fatta martire se sono stati altri allora hanno risolto ben poco, se è stato il governo allora si sono liberati di una persona scomoda, ma l'opinione pubblica russa è talmente fedele al presidente che questo fatto non lo scalfirà minimamente. Molti dicono che le ultime elezioni sono stati pieni di brogli, io penso che anche senza brogli Putin può stravincere le elezioni, dopo 15 anni i russi si sono stufati di vivere nel Secondo Mondo, vogliono rivedere una Russia forte e questo è quello che gli ha promesso l'attuale presidente e stà facendo bene il suo lavoro. I russi non hanno mai conosciuto un briciolo di democrazia della loro storia, di natura hanno sempre bisogno di una persona forte che li comandi e dica loro cosa fare: prima era lo Zar, poi i dittatori del partito comunista, poi infine Putin. Personaggi deboli come Eltsin o troppo moderati come Gorbaciov (IMHO il miglior capo di stato che la Russia ha mai avuto) vengono presto messi da parte. Insomma Putin può fare quello che vuole anche cose illecite senza usare i guanti bianchi perchè ha due cose fondamentali: la fedeltà del popolo e la fedeltà dei servizi segreti di cui ne è ex capo.
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#24 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2005
Città: Ferrara (cs_italy)
Messaggi: 5102
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http://it.wikipedia.org/wiki/Aleksei...vich_Stakhanov
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#25 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2005
Messaggi: 821
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Tanto poco un uomo si interessa dell'altro, che persino il cristianesimo raccomanda di fare il bene per amore di Dio. (Cesare Pavese) "Sono un liberale di destra, come potrei votare uno come Berlusconi?" Marcello Dell'Utri, fondatore del partito Forza Italia, è stato condannato per mafia. |
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#26 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2005
Messaggi: 821
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Tanto poco un uomo si interessa dell'altro, che persino il cristianesimo raccomanda di fare il bene per amore di Dio. (Cesare Pavese) "Sono un liberale di destra, come potrei votare uno come Berlusconi?" Marcello Dell'Utri, fondatore del partito Forza Italia, è stato condannato per mafia. |
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#27 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2000
Città: Prov. Bari
Messaggi: 1771
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Beh, probabile che non faccia una modifica costituzionale per estendere il mandato, ma faccia eleggere un amico ex-collega del KGB da manovrare a piacimento, e sono tutti contenti: noi continuiamo a illuderci che la Russia va verso la democrazia, i russi un po' meno ma ci sperano, e il mercato russo continua ad essere appetibile per i nostri imprenditori.
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Слава Україні! |
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#28 |
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Bannato
Iscritto dal: May 2004
Città: Cagliari
Messaggi: 704
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una rflessione del buon vecchio Glucksmann
http://www.lastampa.it/redazione/cms...1760girata.asp ESTERI IL FILOSOFO FRANCESCE IN PRIMA LINEA INSIEME ALLA REPORTER RUSSA PER SPEZZARE IL SILENZIO DELL' OCCIDENTE SUL DRAMMA DELLA CECENIA Glucksmann: i burattinai sono al Cremlino 8/10/2006 Domenico Quirico PARIGI. «Oggi è una tragica giornata per la Russia, per noi, per i ceceni e molto probabilmente una buona giornata per Putin; che la Francia ha decorato con la Gran Croce della legion d'onore». E' commosso André Glucksmann, commosso ma implacabile nell'accusare. Non ha dubbi sui burattinai del delitto di Mosca. Poche ore dopo l'assassinio di Anna Politkovskaja era già a fianco di studenti e profughi ceceni, a ricordare la giornalista. Con lei ha condiviso le battaglia per spezzare il silenzio dell'occidente. Per lei ha scritto la prefazione al libro-denuncia «Il disonore russo». «Era una donna straordinaria. Era stata decine di volte in Cecenia e ogni volta il ritorno non era mai assicurato. Mi ha raccontato che era stata intimidita con una sorta di finta esecuzione, era braccata dall'esercito russo, le davano la caccia. Ma lei si sentiva in missione. Le avevo detto molte volte: fermati, prenditi uno o due anni di riposo, le avevo proposto delle borse di studio in Germania o negli Stati Uniti. Ha sempre rifiutato. Perché sentiva di avere una missione: salvare l'onore della Russia. Quale onore? Non era certo una nazionalista, amava semmai la grande cultura russa, i suoi poeti e scrittori. Per questo rischiava la vita e sapeva che rischiava la vita. Ogni volta che la salutavo le dicevo: arrivederci, forse. Quando andava per i suoi reportage era sempre al limite. Eppure non voleva che il giornale mandasse altri, dei giovani reporter, perché diceva non hanno esperienza e rischierebbero ancora di più. Quando ci fu il sequestro degli ostaggi a Beslan voleva andare per proporsi come mediatrice ma non la fecero arrivare. La mediatrice la fece davvero durante l'altro sequestro, al teatro Dubrovka a Mosca. Entrò nel teatro perché aveva la fiducia dei ceceni che sapevano che era onesta e coraggiosa. Ma poi intervennero i soldati russi e gassarono tutti a morte. Aveva la fiducia dei ceceni non perché era partigiana; anzi era critica anche nei loro confronti ma era di una onestà perfetta. E sapeva che i principali criminali erano nell'esercito russo». Nei suoi articoli scriveva che in realtà in Cecenia è in gioco il futuro della democrazia russa... «E' così. Un esercito che si comporta così ferocemente si comporta allo stesso modo quando le reclute smobilitate tornano a casa. Era già successo in Afghanistan. E poi si tratta in realtà di una operazione pedagogica. Ogni volta che la Cecenia è scelta come bersaglio è un esempio che si dà alla popolazione russa: se tu, russo, sei insolente e fiero come i ceceni ecco cosa ti può capitare, devi obbedire. E' una storia antica che c'è già in Tolstoi. Basta leggere le lettere che il generale Ermolov che costruì Grozny scrisse allo zar Nicola I: “Questo è un popolo che dà il cattivo esempio a tutti i sudditi di vostra maestà e quindi bisogna sterminarli”. Quel generale e lo zar hanno inventato la guerra con la deforestazione, bruciavano i boschi per impedire ai ribelli di trovare rifugi. Poi da Nicola si è passati a Stalin che deportò il popolo ceceno e poi all'esercito russo». Eppure le sue denunce erano soffocate nel silenzio. «Una volta a Parigi mi raccontò, erano i tempi di Abu Ghraib, che si era procurata da soldati russi delle cassette in cui i soldati avevano filmato le brutalità ai danni di 300 prigionieri ceceni. Erano guerriglieri che si erano arresi fidando nella promessa di clemenza di Putin che aveva annunciato una tregua. La maggioranza di loro fu uccisa, si vedevano camion con i cadaveri, altri torturati. Scrisse un articolo, pubblicò sul suo giornale le foto, era certa che la cassetta avrebbe sollevato un enorme scandalo come era avvenuto per Abu Ghraib, in Russia e in Occidente. Ebbene solo il suo giornale riportò la notizia». |
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#29 |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2000
Messaggi: 433
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inquietante... a livello interno la russia non ha fatto molti passi avanti rispetto la cccp
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#30 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2005
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#31 |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2000
Messaggi: 433
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direi che è passato da un sistema illiberale a un sistema illiberale
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#32 | |
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Bannato
Iscritto dal: May 2004
Città: Cagliari
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alla fine io direi che la russia è passata dai figli, figliocci e figliastri di Stalin. direttamente ai figli di putin questo per semplificare, ma io amo questo genere di semplificazioni |
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#33 |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2003
Città: milano
Messaggi: 14073
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Kadirov,Putin o nessuno dei due?
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#34 |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2000
Messaggi: 433
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Dal sito del corriere della sera
http://www.corriere.it/Primo_Piano/E.../18/oste.shtml 18 ottobre 2006 I giornalisti uccisi nella Russia di Putin Brutalità di un sistema La sequela di omicidi è impressionante. Dal 1996 al 2005 sono stati assassinati, in Russia, ventiquattro giornalisti, tredici dei quali, dall’avvento di Putin al potere, ad opera di killer a pagamento. Dopo l’uccisione, poco più di una settimana fa, di Anna Politkovskaya della Novaya Gazeta, che indagava sugli eccidi russi in Cecenia, è stata la volta, l’altro ieri, di Anatoly Voronin, esperto economico dell’Itar-Tass, accoltellato nella sua stessa abitazione. Il 13 settembre scorso, presumibilmente anche lui per analoghe ragioni politiche e economiche, era stato ucciso il vice- presidente della Banca centrale, Andrei Koslov, intenzionato a riformare il sistema bancario e a fare pulizia nelle banche che riciclano denaro sporco. Nella Russia post-sovietica, sembrerebbe, dunque, avverarsi la profezia di Marx secondo la quale la modernizzazione borghese avrebbe spazzato via il velo che le convenzioni avevano steso sulla vera natura delle relazioni sociali e rivelato la brutalità dell’accumulazione e dello scambio capitalistici. La Russia post-sovietica sembrerebbe smentire, altresì, un postulato politico del pensiero liberale ottocentesco e un auspicio sociologico di quello novecentesco. Il postulato ottocentesco secondo il quale la modernizzazione capitalistica favorirebbe spontaneamente la nascita di istituzioni politiche liberali e democratiche (Stuart Mill, Bentham e altri). L’auspicio novecentesco secondo il quale la modernizzazione capitalistica dovrebbe facilitare l’emersione — fra la sfera dell’autorità pubblica statale e la sfera dell’autorità privata sociale —di una «sfera pubblica borghese» costituita dalla generalità dei cittadini interessati a mettere costantemente in discussione il modo di governare il Paese (Habermas). In realtà, la Russia post-sovietica sembrerebbe confermare, piuttosto, un principio teorico e un dato di fatto empirico incontrovertibili. Il principio teorico: che non è possibile passare da un sistema politico totalitario e da un sistema economico di pianificazione centralizzata a un sistema politico democratico e a un sistema economico di mercato senza la preventiva costituzione di un «sistema legale» che limiti il potere politico e disciplini la competizione economica. Il dato di fatto empirico: che, senza un «sistema legale » di pesi e contrappesi, ad affermarsi, in Russia, sono state la storica vocazione autocratica del potere politico e, sotto il profilo economico, la criminalità organizzata, in un clima di guerra di tutti contro tutti, complice il potere politico o, comunque, da esso tollerata per ragioni di equilibri interni. In tale difficile contesto, giornali, televisioni, radio e, soprattutto, un manipolo di giornalisti indipendenti e coraggiosi hanno cercato di assolvere la funzione che Habermas assegna alla comunicazione nella creazione di una «sfera pubblica borghese» ancora in via di formazione in Russia, finendo con lo scontrarsi con i poteri e gli interessi organizzati. La reiterata uccisione di giornalisti—in un Paese membro dell’Onu, che ha sottoscritto la Dichiarazione universale dei diritti dell’Uomo e che rimane una grande potenza mondiale — assume, così, la connotazione di una questione che riguarda la tutela dei diritti umani. Questione che la comunità internazionale, a questo punto, non può continuare a fingere di ignorare in cambio delle forniture di petrolio e di gas russi. Piero Ostellino
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#35 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2000
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[SATIRA]
Ora capisco perchè stava così simpatico al nostro ex premier [/SATIRA] Quote:
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Adepto del "La polvere è vita" clan. |
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