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Old 10-10-2006, 15:01   #101
Bet
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La dittatura a cui si riferisce Marx non è in questi termini, non a caso la "dittatura del proletariato" si sarebbe dovuta sostanziare tramite l'abolizione dei corpi separati e l'armamento generalizzato della popolazione, al fine di evitare proprio che una minoranza assumesse il potere a scapito della maggioranza. Infatti in quel periodo il proletariato era la maggioranza e la borghesia utilizzava la polizia per sedare le manifestazioni.

La dittatura di un partito o di una persona non hanno molto a che vedere con la visione marxista della rivoluzione.
che comunque significava il ricorso alla violenza... questo indipendentemente che uno possa essere d'accordo o meno o possa piacere o meno
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Old 10-10-2006, 15:08   #102
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che comunque significava il ricorso alla violenza... questo indipendentemente che uno possa essere d'accordo o meno o possa piacere o meno
In verità, non è necessario.
Es. se i carabinieri tirano fuori la paletta, tu ti fermi o aspetti che ti sparino? Io mi fermo, quindi anche se loro potrebbero usare violenza non la usano.

Allo stesso modo, la frase "il comunismo non può essere raggiunto che con la violenza" è una risposta nei confronti di quelli che pensavano che la borghesia avrebbe rinunciato ai suoi privilegi senza fare uso di tutta la forza (quella dello stato) che aveva a disposizione.
Anche Engels sostanzia ulteriormente questo passaggio (adesso però mi sfugge il testo in cui lo scrive e non saprei quindi fornire il link) quando esprime insoddisfazione nei confronti del "feticismo delle barricate" cioè dell'esigenza a tutti i costi dello scontro di piazza.
Nella visione originale di Marx ed Engels il processo verso il comunismo è un processo di acquisizione di coscienza della maggioranza della società che conduce ad un conflitto in cui è la borghesia ad usare la violenza contro il proletariato e arriva persino a negare le leggi democratiche che essa stessa ha creato nella lotta contro l'aristocrazia. Quindi il proletariato deve prepararsi all'inevitabile scontro, ma non è il proletariato che lo crea, né è Marx ad auspicarlo.
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Old 10-10-2006, 15:20   #103
nickyride
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Comunque una cosa è alquanta strana, e cioè che NEI FATTI, quando un partito, un gruppo che si ispirava più o meno profondamente alle teorie di Marx e al suo concetto di società è riuscito ad essere dominante, ha sempre schiacciato le forze avverse con la forza. Sono convinto tuttavia che se ciò dovesse accadere in Italia sicuramente per la prima volta nascerà un nuovo tipo di società fondata su amore, pace, fratellanza, uguaglianza. Che bello, che bello non vedo l'ora
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Old 10-10-2006, 15:41   #104
Bet
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In verità, non è necessario.
Es. se i carabinieri tirano fuori la paletta, tu ti fermi o aspetti che ti sparino? Io mi fermo, quindi anche se loro potrebbero usare violenza non la usano.

Allo stesso modo, la frase "il comunismo non può essere raggiunto che con la violenza" è una risposta nei confronti di quelli che pensavano che la borghesia avrebbe rinunciato ai suoi privilegi senza fare uso di tutta la forza (quella dello stato) che aveva a disposizione.
Anche Engels sostanzia ulteriormente questo passaggio (adesso però mi sfugge il testo in cui lo scrive e non saprei quindi fornire il link) quando esprime insoddisfazione nei confronti del "feticismo delle barricate" cioè dell'esigenza a tutti i costi dello scontro di piazza.
Nella visione originale di Marx ed Engels il processo verso il comunismo è un processo di acquisizione di coscienza della maggioranza della società che conduce ad un conflitto in cui è la borghesia ad usare la violenza contro il proletariato e arriva persino a negare le leggi democratiche che essa stessa ha creato nella lotta contro l'aristocrazia. Quindi il proletariato deve prepararsi all'inevitabile scontro, ma non è il proletariato che lo crea, né è Marx ad auspicarlo.

Chiariamo prima due cose:
a) se i carabinieri tirano fuori la paletta io mi fermo, ma non so cosa avrebbero fatto Marx ed Engels e non voglio certo rispondere per loro ... non so neppure cosa avrebbe fatto la classe proletaria che immaginavano... tanto più che era un classe più immaginata che reale

b) non so quanto mi addentrero' in questa discussione, non credo molto anche perchè per esperienza le discussioni con gli eredi di Marx & Co. sono sempre state infinite... ma forse è inevitabile visto che ci sono tante interpretazioni di Marx quasi quanto sono gli interpreti

Detto questo posso dire che:
Non era necessaria dal solo punto di vista logico, infatti il ragionamento che fai tu è logicamente sostenibile... ma siccome la logica di Marx & Co. ed eredi era una logica dialettica (e non di stampo tradizionale), o se vogliamo, messa in altra maniera, aveva la pretesa di essere una lettura oggettiva della storia (con conseguente previsione "scientifica" di cio' cha addavenni' - baffone ) il ricorso alla violenza era ampiamente previsto [Quando il proletariato inevitabilmente si unifica nella lotta contro la borghesia, erigendosi a classe egemone in seguito a una rivoluzione, e abolendo con la violenza, in quanto classe egemone]... ma insomma non è certo l'unico passo a sostegno.
Sono d'accordo con te che nella visione di Marx non è un "auspicio morale" bensì l'inevitabile (necessario) conflitto a cui si va incontro a partire da certe premesse storiche e sociali: pero' c'è dietro il suo debito nei confronti del positivismo di Comte, nonchè soprattutto la dialettica hegeliana fatta di tesi-antitesi-sintesi, da lui ritradotta in termini storici (le contraddizioni generate dal mutamente nei rapporti di produzione etc. etc.).
Pero' qui ci sono tutti i bug della teoria e soprattutto dei suoi presupposti: su quanto sia scientifica, su quanto sia valida la sua lettura unilaterale storica (mi permetto di dire poco) etc. e infatti la storia del marxismo è anche storia di ritrattazione e revisione alla luce della sua teoria "scientifica" dimostratasi poco "scientifica"
E mi permetto di esprimere il mio parere (che cmq non è solo mio): chiaramente una visione la morale e giudizi morali non aveva spazio perchè tutto era ridotto a teoria "scientifica" (il suo grande mito), ma ipotizzare che non ci fossero valenze (e speranze) morali nella sua teoria è dura... e lo dico anche in relazione a discorsi sulla violenza... visto che poi in alcuni suoi scritti privati sono uscite affermazioni del genere... decisamente cariche di sprezzo e odio. E cmq (e qui so che non piacerà tanto sto discorso) nei fatti, tutte le volte che in un modo o nell'altro si è tentato concretamente di fare riferimento a quel sistema e di applicarlo si è generata un discreto livello di violenza e sopraffazione. Conosco le obiezioni... non c'erano i presupposti, lo affermava anche Lenin, infatti il comunismo avrebbe richiesto questo e quello... rimane un eredità storica pesante e i suoi migliori risultati li ha portati all'interno di altre società in cui vigevano altri sistemi come opposizione... soprattutto rifacendosi più alla eredità storica che dialettica.
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Old 10-10-2006, 16:00   #105
nomeutente
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b) non so quanto mi addentrero' in questa discussione, non credo molto anche perchè per esperienza le discussioni con gli eredi di Marx & Co. sono sempre state infinite... ma forse è inevitabile visto che ci sono tante interpretazioni di Marx quasi quanto sono gli interpreti
Questa volta credo che te la caverai con poco, perché sono d'accordo con molte delle cose che scrivi.

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il ricorso alla violenza era ampiamente previsto [Quando il proletariato inevitabilmente si unifica nella lotta contro la borghesia, erigendosi a classe egemone in seguito a una rivoluzione, e abolendo con la violenza, in quanto classe egemone]... ma insomma non è certo l'unico passo a sostegno.
Sono d'accordo con te che nella visione di Marx non è un "auspicio morale" bensì l'inevitabile (necessario) conflitto a cui si va incontro a partire da certe premesse storiche e sociali:
Sono d'accordo. Anche perché non vedo come Marx potesse avere torto quando sosteneva che la violenza è una costante nella storia umana. Purtroppo aveva ragione.

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Pero' qui ci sono tutti i bug della teoria e soprattutto dei suoi presupposti: su quanto sia scientifica, su quanto sia valida la sua lettura unilaterale storica (mi permetto di dire poco) etc. e infatti la storia del marxismo è anche storia di ritrattazione e revisione alla luce della sua teoria "scientifica" dimostratasi poco "scientifica"
Qualsiasi (pretesa) scienza è storia di revisioni e ritrattazioni, altrimenti non sarebbe scienza ma religione. La sociologia (ed al suo interno le varie correnti marxiste o marxisteggianti) non fanno eccezione.

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ma ipotizzare che non ci fossero valenze (e speranze) morali nella sua teoria è dura... e lo dico anche in relazione a discorsi sulla violenza... visto che poi in alcuni suoi scritti privati sono uscite affermazioni del genere... decisamente cariche di sprezzo e odio.
Di certo il dover-essere gioca una parte rilevante, sta del resto parlando di una società che ancora non c'è, per cui sarebbe ingenuo pensare che non ci sia una valenza morale. Tuttavia ammesso e non concesso che Marx desiderasse la violenza, non è più responsabile di uno che desidera l'alternanza del giorno e della notte: a prescindere dai desideri, è un dato di fatto.

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Conosco le obiezioni... non c'erano i presupposti, lo affermava anche Lenin, infatti il comunismo avrebbe richiesto questo e quello...
Ecco, visto che lo sai...

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Originariamente inviato da Bet
rimane un eredità storica pesante e i suoi migliori risultati li ha portati all'interno di altre società in cui vigevano altri sistemi come opposizione... soprattutto rifacendosi più alla eredità storica che dialettica.
Qui il discorso si farebbe lungo e complicato. I risultati che il movimento operaio ha avuto nell'ambito delle democrazie occidentali, sarebbero stati possibili senza (a) il boom economico e (b) l'organizzazione operaia che potenzialmente poteva sfociare nella trasformazione della società in senso sovietico? Mah... non lo sapremo mai, ma io sono convinto che se non ci fosse stata la rivoluzione d'ottobre, forse il comunismo sarebbe "vergine" e questo sarebbe un gran bene, ma allo stesso tempo penso che il mondo sarebbe peggio di quello che è. Pensieri in libertà, evidentemente.
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Old 10-10-2006, 16:14   #106
Bet
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Questa volta credo che te la caverai con poco, perché sono d'accordo con molte delle cose che scrivi.
per una volta mi è andata bene


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Qualsiasi (pretesa) scienza è storia di revisioni e ritrattazioni, altrimenti non sarebbe scienza ma religione. La sociologia (ed al suo interno le varie correnti marxiste o marxisteggianti) non fanno eccezione.
Confermo che andresti bene a scriver discorsi per gli altri... saresti un ottimo affabulatore... lo dico con simpatia, s'intende



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Di certo il dover-essere gioca una parte rilevante, sta del resto parlando di una società che ancora non c'è, per cui sarebbe ingenuo pensare che non ci sia una valenza morale. Tuttavia ammesso e non concesso che Marx desiderasse la violenza, non è più responsabile di uno che desidera l'alternanza del giorno e della notte: a prescindere dai desideri, è un dato di fatto.
un dato di fatto! sei proprio un marxista/positivista!
magari fosse solo un dato di fatto e non avesse fatto storia con le sue interpretazioni


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Ecco, visto che lo sai...
le so, ma non son d'accordo...


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Pensieri in libertà, evidentemente.
of course... la politica è per eccellenza il campo dell'opinione
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Old 10-10-2006, 16:29   #107
nomeutente
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Confermo che andresti bene a scriver discorsi per gli altri... saresti un ottimo affabulatore... lo dico con simpatia, s'intende
Perché per gli altri? Li scrivo per me e cerco di konkvistare monto!

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un dato di fatto! sei proprio un marxista/positivista!

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magari fosse solo un dato di fatto e non avesse fatto storia con le sue interpretazioni
Beh, in questo senso è vero che le teorie hanno influenzato la storia, tuttavia:
- non è sicuramente il marxismo la causa della violenza in generale
- sarebbe stato giusto nascondere ciò che lui riteneva essere la verità al solo scopo di evitare che altri (in maniera più o meno coerente con i suoi pensieri) utilizzassero la violenza in maniera stupida o non giustificabile dalle circostanze? In soldoni: se Curcio ha sparato, è colpa di Marx che ha detto che la violenza è una costante della storia? Imho no, è Curcio che ha sbagliato.
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Old 10-10-2006, 16:56   #108
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Beh, in questo senso è vero che le teorie hanno influenzato la storia, tuttavia:
- non è sicuramente il marxismo la causa della violenza in generale
- sarebbe stato giusto nascondere ciò che lui riteneva essere la verità al solo scopo di evitare che altri (in maniera più o meno coerente con i suoi pensieri) utilizzassero la violenza in maniera stupida o non giustificabile dalle circostanze? In soldoni: se Curcio ha sparato, è colpa di Marx che ha detto che la violenza è una costante della storia? Imho no, è Curcio che ha sbagliato.
- ci mancherebbe... anche si diciamo che ci ha messo parecchio del suo
- su quest'altro punto lasciamo campo aperto ai posteri : Marx non mi piace e non sono d'accordo, pero' è sicuramente interessante è stato importante nell'approfondimento di certe dinamiche etc.... in effetti ritengo per molti aspetti più dannosi certi suoi sviluppi che il personaggio in sè. C'è pero' appunto una osservazione da fare: come ho già detto dietro Marx ci sono due grandi pensatori ed ispiratori, Comte ed Hegel. Mi limito ad osservare che più volte è stato rilevato come la componente positivista di Comte ha ispirato la sua concezione "scientifica" della teoria dove la violenza è pura necessità... come ho detto prima, è inevitabile dal punto di vista storico e sociale, anzi è causata da una classe opprimente. Hegel invece ha ispirato la dimensione "storica"... su questa linea, quando Marx parla del concetto di "classe" e del concetto di "coscienza di classe" si rifà più ad una dimensione storica e politica e quindi a un "dover essere". Su quest'ultima linea si sono poi sviluppate diverse interpretazioni che hanno datto luogo a fenomeni storici diversi caraterizzati pero' dalla necessità morale di ricorrere a qualche forma di violenza. I fenomeni sono i più disparati e anche diversissimi tra loro... per esempio la rivoluzione cinese, ma anche molte forme di contestazione civile violenta (in mezzo a quelle non-violente s'intende) post IIGM. Diciamo che una corretta valutazione dipende da chi ha interpretato al meglio le intenzioni di Marx (dato che dalla critica ai suoi testi non si riesce oggettivamente a stabilire una direzione... ma forse proprio perchè una direzione non c'è... ce più di un Marx). E' anche vero pero' che di fatto, s'è manifestata più violenza nella componente del materialismo ortodosso e miglioramenti sociali sulla scia dell'interpretazioni politica, sociale o storicistica. Tutto questo sempre ammesso e non concesso che Marx fosse "vergine" nelle sue motivazioni (motivazione che praticamente mai risultano esplicitate)

Ora correggimi pure
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Ultima modifica di Bet : 10-10-2006 alle 16:58.
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Old 10-10-2006, 17:36   #109
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Ora correggimi pure
Ma no, non troppo
L'albero genealogico del marxismo con le relative "tare genetiche" (se così vogliamo chiamarle) è quello, non è che si possa scappare...

Non sono però d'accordo con il meccanicismo (stavolta tuo ) con cui leghi le posizioni di Marx all'uso della violenza nelle fasi successive.
In un certo senso la tua posizione (scusa se la volgarizzo) è: "se Marx fosse stato pacifico, i movimenti novecenteschi non sarebbero stati violenti", mentre la mia è "ci sarebbero stati ugualmente movimenti violenti, forse anche più violenti, semplicemente non si sarebbero richiamati al marxismo". Non si può sapere chi ha ragione, evidentemente, ma giacché la violenza è preesistente, mi pare che la risposta logica sia la mia
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Old 10-10-2006, 21:28   #110
nickyride
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Alla fine io credo che molte persone vorrebbero il comunismo, anche a me piacerebbe, ma un comunismo dove tutti stiano bene, nessuno soffra la fame e tutti siano felici. Per me però questo è impossibile perchè la natura dell'uomo (almeno fino ad esso) è quella di cercare di essere più degli altri, non solo più ricchi, ma anche più belli, più prestanti fisicamente, più intelligenti, più interessanti. Molte volte questo comportamento lo noto anche tra chi si professa comunista (ahimè mi sembra addirittura più spesso, soprattutto riguardo l'intelligenza). E allora come sarebbe possibile una società di eguali in un mondo dove ognuno pensa e vuole essere più dell'altro? Per questo il comunismo ha sempre fallito e dovunque sia comparso è stato sempre una dittatura, esso va contro l'indole dell'uomo e anche laddove è stato imposto con l'uso della forza (praticamente sempre) non è mai stato fedele al suo spirito visto che i leader certo non soffrivano la fame come il resto del popolo. Forse un giorno la natura, l'indole dell'uomo potrà cambiare e allora qualcosa cambierà, forse già adesso ci sono persone in grado di partecipare ad un tipo di società del genere, ma sono troppo poche. In definitiva io non lo vedo un progetto realizzabile almeno nel prossimo futuro.
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Old 11-10-2006, 09:17   #111
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Ma no, non troppo
L'albero genealogico del marxismo con le relative "tare genetiche" (se così vogliamo chiamarle) è quello, non è che si possa scappare...

Non sono però d'accordo con il meccanicismo (stavolta tuo ) con cui leghi le posizioni di Marx all'uso della violenza nelle fasi successive.
In un certo senso la tua posizione (scusa se la volgarizzo) è: "se Marx fosse stato pacifico, i movimenti novecenteschi non sarebbero stati violenti", mentre la mia è "ci sarebbero stati ugualmente movimenti violenti, forse anche più violenti, semplicemente non si sarebbero richiamati al marxismo". Non si può sapere chi ha ragione, evidentemente, ma giacché la violenza è preesistente, mi pare che la risposta logica sia la mia
Ovviamente non sono così ingenuo E' evidente che si sarebbe moltissime altre forme di violenza, ma improvvisandomi marxista sono convinto che pensiero e azioni sono tra loro strettamenti legati per non dire che in qualche modo si confondono, e credo, come ho già detto, che questa corrente di pensiero abbia dato un notevole contributo a questo.
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Old 11-10-2006, 09:58   #112
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Ovviamente non sono così ingenuo E' evidente che si sarebbe moltissime altre forme di violenza, ma improvvisandomi marxista sono convinto che pensiero e azioni sono tra loro strettamenti legati per non dire che in qualche modo si confondono, e credo, come ho già detto, che questa corrente di pensiero abbia dato un notevole contributo a questo.
Insomma proponi una sorta di lettura costruttivista della storia del marxismo. Beh, certo è un campo affascinante, anche perché pur essendo marxista, non disprezzo nemmeno la sociolinguistica (forse ne avevamo già parlato) e sono ben consapevole che anche l'immaginario ed il simbolico hanno un profondo impatto sulla costruzione delle relazioni sociali. Tuttavia, dialetticamente, questo immaginario è a sua volta non derivante dall'iperuranio, ma connesso con la realtà sociale stessa.
Potremmo anche dire che "nel momento in cui lo descrivi, lo stai cambiando"? Potremmo, forse. Ma se approfondiamo il discorso si rischia di fare metafilosofia in cui alla fine le responsabilità individuali sono ancora meno marcate, non trovi? L'unico modo per non avere un impatto incontrollabile sulla realtà sarebbe quello di non porsi domande che rischiano di avere risposte sconvenienti.
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Old 11-10-2006, 10:12   #113
Bet
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Senti nomeutente (accidenti al tuo [nomeutente]... con i tuoi poteri totalitari di mod non è che puoi cambiarti nick? ) posso farti una domanda quasi-personale? te la faccio, lasciandoti libero (per me è importante ) di rispondere o meno.
Partendo dal presupposto che le varie teorie (liberali, libertarie, di derivazione marxista, comunitariste etc. etc.) vogliono tutti qualche sorta di bene/giustizia/libertà e quindi variano (infinitamente) negli strumenti oltrechè in molti presupposti, perchè tu ritieni preferibile una via che si rifà al marxismo per perseguire certi valori?
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Old 11-10-2006, 10:12   #114
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Originariamente inviato da nickyride
Alla fine io credo che molte persone vorrebbero il comunismo, anche a me piacerebbe, ma un comunismo dove tutti stiano bene, nessuno soffra la fame e tutti siano felici.
Mi fa piacere che tu alla fine abbia voluto porti in una logica di confronto anziché di accusa a prescindere.
Tuttavia le tue obiezioni sono già state ampiamente discusse, anche qui sul forum.

In breve ti rispondo, ma spero non mi chiederai di approfondire, al massimo ti passo il link di una lunghissima discussione (se la trovo ) in cui sono stati trattati tutti questi temi e anche quelli che al momento non hai ancora posto.

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Originariamente inviato da nickyride
Per me però questo è impossibile perchè la natura dell'uomo (almeno fino ad esso) è quella di cercare di essere più degli altri, non solo più ricchi, ma anche più belli, più prestanti fisicamente, più intelligenti, più interessanti.
1) la "natura dell'uomo" è un concetto metafisico, qualsiasi argomentazione che parta da qui, non andrà avanti a lungo
2) l'esigenza di emergere (io preferisco dire "di migliorarsi") può essere soddisfatta in molti modi. Il comunismo ovviamente impedisce di realizzarsi in quanto imprenditore, ma non impedisce a nessuno di edificare un ascensore per la luna, di scrivere la sinfonia più complessa dell'universo o di battere il record dei cento piani. Legare la realizzazione umana alla proprietà privata borghese significa limitare - e di molto - il senso vero di "autorealizzazione".

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Originariamente inviato da nickyride
Molte volte questo comportamento lo noto anche tra chi si professa comunista (ahimè mi sembra addirittura più spesso, soprattutto riguardo l'intelligenza). E allora come sarebbe possibile una società di eguali in un mondo dove ognuno pensa e vuole essere più dell'altro?
No. La spinta al miglioramento è essenziale in qualunque società, perché mentre uno cerca di migliorarsi, anche gli altri lol fanno e ne risulta un miglioramento complessivo.
"Il comunismo è la società in cui il libero sviluppo di ciascuno è parte del libero sviluppo di tutti" (Engels)
Il comunismo non ha mai preteso l'appiattimento di tutti verso il basso, ha solo postulato che il controllo privato dei mezzi di produzione sociale è un vincolo all'ulteriore sviluppo delle forze produttive e quindi delle potenzialità che gli uomini possono manifestare.

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Originariamente inviato da nickyride
i leader certo non soffrivano la fame come il resto del popolo.
Il comunismo può infatti essere edificato solo in un sistema dove vige l'abbondanza, cioè dopo che il capitalismo si è sviluppato del tutto.
Se non esiste un sistema industriale capitalista, non esiste nessun mezzo di produzione sociale da collettivizzare. In questo contesto è normale che ci siano privilegi economici.

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Originariamente inviato da nickyride
In definitiva io non lo vedo un progetto realizzabile almeno nel prossimo futuro.
Nemmeno io, se proprio dobbiamo dirlo.
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Old 11-10-2006, 10:26   #115
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Originariamente inviato da Bet
Senti nomeutente (accidenti al tuo [nomeutente]... con i tuoi poteri totalitari di mod non è che puoi cambiarti nick? )
Potrei, ma se lo facessi dimostrerei che i comunisti al potere tendono a darsi privilegi che ad altri negano.

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posso farti una domanda quasi-personale? te la faccio, lasciandoti libero (per me è importante ) di rispondere o meno.
Partendo dal presupposto che le varie teorie (liberali, libertarie, di derivazione marxista, comunitariste etc. etc.) vogliono tutti qualche sorta di bene/giustizia/libertà e quindi variano (infinitamente) negli strumenti oltrechè in molti presupposti, perchè tu ritieni preferibile una via che si rifà al marxismo per perseguire certi valori?
A dire il vero il marxismo, per come si è sviluppato, presenta delle lacune e dei rischi che riconosco, ma dovremmo approfondire troppo.
La ragione per cui prediligo il marxismo è perché riconosco che è la proprietà privata dei mezzi di produzione sociale che inibisce il libero sviluppo umano.
Se domani venisse inventato il replicatore di star trek e non avesse più senso la proprietà privata delle industrie, io sarei ugualmente soddisfatto anche senza fare la rivoluzione
Diciamo che è la base di analisi della disfunzione del sistema di mercato che mi spinge verso questa via e non verso altre (perché è l'unica che tenta di dare una risposta coerente e complessiva). Ciò non toglie che se altre teorie riconoscono il difetto e forniscono altre risposte coerenti, non le escludo a priori, ma tento di capire se possono essere integrate nella mia visione e perfezionarla.
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Old 11-10-2006, 10:55   #116
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Potrei, ma se lo facessi dimostrerei che i comunisti al potere tendono a darsi privilegi che ad altri negano.


A dire il vero il marxismo, per come si è sviluppato, presenta delle lacune e dei rischi che riconosco, ma dovremmo approfondire troppo.
La ragione per cui prediligo il marxismo è perché riconosco che è la proprietà privata dei mezzi di produzione sociale che inibisce il libero sviluppo umano.
Se domani venisse inventato il replicatore di star trek e non avesse più senso la proprietà privata delle industrie, io sarei ugualmente soddisfatto anche senza fare la rivoluzione
Diciamo che è la base di analisi della disfunzione del sistema di mercato che mi spinge verso questa via e non verso altre (perché è l'unica che tenta di dare una risposta coerente e complessiva). Ciò non toglie che se altre teorie riconoscono il difetto e forniscono altre risposte coerenti, non le escludo a priori, ma tento di capire se possono essere integrate nella mia visione e perfezionarla.
In effetti da una risposta coerente e complessiva, ma questo è secondo me uno dei suoi grossi difetti... pero' non vado oltre, in effetti ti avevo chiesto solo la tua posizione.
Cmq speriamo in qualche opera d'ingegno che fornisca sto benedetto replicatore di star trek , potrebbe essere un ottimo compromesso
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Old 11-10-2006, 11:02   #117
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Cmq speriamo in qualche opera d'ingegno che fornisca sto benedetto replicatore di star trek , potrebbe essere un ottimo compromesso
Piuttosto che essere presidente del soviet, mi accontenterei di essere capitano di una nave stellare, anche piccola

Bene, se non vogliamo approfondire, fermiamoci qui.
E' sempre un piacere discutere con te
In questo caso siamo anche riusciti ad impossessarci di un 3d che era ad alto rischio quindi abbiamo unito l'utile al dilettevole.
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Old 11-10-2006, 11:07   #118
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Originariamente inviato da nomeutente
E' sempre un piacere discutere con te
ovviamente vale anche per me nei tuoi confronti
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