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#61 |
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Iscritto dal: Aug 2003
Città: milano
Messaggi: 14073
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Thread molto interessante..ho però seri dubbi sul rispetto dell'islam nei confronti delle altre religioni che non siano quelle del libro (cristianesimo ed ebraismo).
Interessante la citazione di Avicenna ed Averroè..i cui studi sull'aristotelismo verranno ripresi da Marsilio da Padova e da Guglielmo di Noerbecke. Cito alcuni punti del Touchard (dottrina politica), visto che a mio avviso non sono state evidenziate le differenze tra islam e cristianesimo. su un piano dottrinale/politico (anche se si è parlato di consuetudini, leggi coraniche e leggi delle autorità politiche).Il corano e la sunna (tradizione del profeta) sono le basi della fede musulmana. Il primopuò considerarsi "il codice rivelato di uno stato sopranazionnazionale" (Massignon) in cui la cittadinanza si identifica con la religione (quindi niente distinzione tra civitas dei e città terrena , nè distinzione tra imperium/sacerdotium o auctoritas/postestas n.d. Zero) La fede è un valore essenzialmente POLITICO, e anche l'unico autentico valore di quest'ordine, il "solo che di alla Città la sua ragione d'essere" I credenti, cittadini di fatto di uno stato soprannazionale, sono integrati nella comunità, nella Umma (da Umm, madre). Il termine umma fondamentale nel Corano, indica il gruppo di uomini ai quali Dio invia un profeta e in particolare coloro che avendo ascoltata la sua parola credono in lui e stringono un patto con Dio attraverso un suo intermediario. Questo patto e la comunità che lo esprime impegnando egualmente temporale e spirituale hanno estensione universale: sono atti a "comprendere non soltanto la parentela agnatizia del profeta, ma la sua parentela cognatizia e la sua clientela adottiva, destinata quest'ultima ad abbracciare tutte le razze del mondo. Idealmente la Città (città intesa come civitas, comunità politica universale e compredente, simile ad una civitas dei Agostiniana n.d. Zerothehero) di Maometto si presenta come una teocrazia (o teocentria) laica (l'inesistenza del sacerdozioesclude nell'islam la presenza dei preti) ed egalitaria: "il magistero legislativo (amr) appartiene esclusivamente al Corano; quello giudiziario (fiqh) a ogni credente [totale differenza con il cristianesimo, che prevede un potere giudiziario affidato alla potestas "civile", al braccio secolare]che attraverso la lettura fervente e assidua del Libro Sacro, con la memoria delle definizioni e delle sanzioni da esso previste, acquista anche il diritto di applicarle ( anche qui totale differenza con il cristianesimo ) Resta il potere esecutivo (hukm) civile e canonico insieme. Esso come ribadiranno i kharigiti non appartiene ad altri che a Dio e può essere esercitato da un intermediario da un capo unico. La comunità dei credenti giura di obbedienza a Dio di fronte a questo intermediario da lui assegnatole come tutore, privo di iniziativa legislativa e di potere giudiziario. (in quanto è nelle mani del popolo e di ogni singolo musulmano..vedi le fatwe Khomeiniste, la cui esecuzione spetta non alle autorità civili, ma alla comunità di credente n.d. Zero) Nessun altra autorità temporale quindi se non quella da dio (simile al San Paolo non est potestas nisi a Deo n.d. Zero) il potere viene da DIo, dice l'Islam e resta suo interamente esercitato da Dio tramite uno strumento umano. L'assolutismo divino ha per contrapposto l'egualianza tra i cittadini: anzitutto in quanto uomini,fondata quindi sulla nullità della natura umana, e poi in quanto credenti costituiti dalla buona volontà di Dio in uno stato giuridico tale d permettere di stringere un patto con lui. E poi continua..ma non posso citare tutto..consiglio anche di vedere, più che Avicenna e Averroè un certo IBN KHALDOUN. Non mi fate quindi paragoni tra il medioevo e islam, facendo minestroni, perchè non hanno NULLA A CHE FARE...non c'entrano una fava, nè con i padri della chiesa, nè con gli apologisti... Ultima modifica di zerothehero : 01-09-2006 alle 22:09. |
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#62 |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2001
Città: Milano
Messaggi: 3741
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utilità di conoscere tale religione ?
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#63 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2003
Città: milano
Messaggi: 14073
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Però c'è a chi frega, almeno finchè si continuerà a postarci |
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#64 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Feb 2001
Città: Roma
Messaggi: 1363
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#65 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2001
Città: Milano
Messaggi: 3741
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e il tuo inserimento è utile ? |
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#66 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Feb 2001
Città: Roma
Messaggi: 1363
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si perchè evidenzia il fastidio che prova chi, seguendo un thread pur non postando, se lo vede rovinare con inutili battute polemiche nella più sana tradizione dell'irrilevante pre-flame che stimola solo chi si diverte a compierlo mentre rovina irrimediabilmente i momenti degli altri. |
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#67 |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2005
Città: Palermo
Messaggi: 2579
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amariuppete !
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Utente gran figlio di Jobs ed in via di ubuntizzazione Lippi, perchè non hai convocato loro ? |
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#68 |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2003
Città: milano
Messaggi: 14073
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Giannola, ti sei fermato?
Lascia stare l'induismo..l'islam è più interessante. |
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#69 |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2003
Città: milano
Messaggi: 14073
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IBN KHALdun ..non so perchè è ignorato dai più, visto che lo trovo molto più importante dei soliti Avicenna e Averroè.
Ibn Khaldun è uno dei più grandi pensatori del mondo arabo, ed il primo teorico di una nuova metodologia nello studio della storia e dei rapporti sociali tra gli uomini. In occidente però, è conosciuto se non da studiosi, specialisti del passato maghrebino o dell'evoluzione della scienza storica. Molti storici e filosofi che hanno letto e studiato le sue opere non hanno risparmiato gli elogi: "Ibn Khaldun è stato il più grande filosofo e storico che l'Islam abbia mai prodotto, ed uno dei più grandi di tutti i tempi". ( P.K. Hitti, Récit de l'Histoire des Arabes) "L'opera di Ibn Khaldun è una delle opere più sostanziali ed interessanti che abbia mai prodotto lo spirito umano". ( G. Marçais) "Ibn Khaldun ha concepito e formulato una filosofia della Storia che è senza dubbio il più grande lavoro che sia mai stato scritto da qualcuno in ogni tempo e paese".( A. Toynbee, A study of history) Il pensiero Il primo passo di Ibn Khaldun fu di ordine epistemologico: assegnare alla storia un posto nell'organizzazione della conoscenza. D’altra parte, definendo il suo oggetto come se fosse la realtà vissuta dagli uomini, egli fissò i limiti e i modi di un'indagine atta a definire l'intelligibilità storica; ma bandì razionalmente un disegno fondato su ogni speculazione filosofica e la ricerca di una finalità. La riflessione sulla materia storica, i suoi fenomeni, le leggi d’evoluzione, non includono notizie di problematica filosofica. Ristretto nei limiti concettuali della sua epoca, il suo disegno si poneva come esplicativo di una realtà socioculturale. Grazie ai suoi tanti anni di esperienza presso le corti maghrebine ed andaluse, Ibn Khaldun comprese cheesistono dei rapporti di causalità che reggono la realtà. Cosi, nacque in lui la concezione di una scienza nuova, quella del 'umran, studio di una socievolezza naturale, della comunità, che permette di comprendere il meccanismo dei comportamenti storici, ma, soprattutto, astrae la singolarità dei fatti per ricollocarli nella totalità che li contiene. Questo procedimento razionale, se esclude ogni esame della natura umana, sembra deviare anche da ogni ricorso ad un fondamento religioso. Il comportamento socio-politico del gruppo, come è descritto nella Muqaddima, è analizzato con la premessa della nascita di un ‘asabiyya, coesione di sangue, identità di interessi e di comportamenti che fonda un gruppo, il quale cerca di imporre la sua sovranità (mulk). In questo momento entra in gioco un altro fattore di civiltà: la religione, sovrastruttura sottomessa alle determinazioni di base (geografiche, socioeconomiche, ecc.) ed alle loro sollecitazioni. Ad ogni fase dell'evoluzione sociale corrisponde un tipo di comportamento religioso, dunque, la religione si inserisce in una situazione dove ha una funzione di ordine politico. Questo è ciò che sottende il movimento di un'asabiyya verso il mulk, di qui l’importanza del da'wa, propaganda ideologica che permette al clan, al tempo stesso, di manifestare il suo potere e di affermare il carattere ideale della sua consacrazione. Ibn Khaldun considerava la religione senza pretendere di ritrovare nella storia qualche grande disegno di Dio o un piano misterioso di cui provare a decifrare il progetto costrittivo. Egli, quindi, notava che il sentimento religioso si snatura e si scioglie nello stesso momento in cui si allentano i legami di solidarietà dell’asabiyya. Dalla premessa dell’asabiyya e della concezione del gruppo Ibn Khaldun passò ad esaminare le diversità tra città e campagna, tra sedentari e beduini, tra berberi ed arabi. Proprio quest’ultimo argomento ha creato non pochi problemi e facili speculazioni da parte di chi continua a sottolineare le diversità tra queste due etnie che sono presenti in nord Africa. Alcuni passi in cui egli parla della conquista araba come di una catastrofe o delle differenze tra nomadi e sedentari, arabi e berberi, sono stati male interpretati per interesse, da teorici del colonialismo come il Gautier; ma si tratta di affermazioni non veritiere e del tutto interessate. Dando al suo pensiero questa dimensione che elevava la storia al rango di una scienza, Ibn Khaldun non poteva mancare di sottolineare con forza le esigenze scientifiche della conoscenza storica. Egli fu un critico severo nei confronti dei suoi predecessori, denunciando i loro errori, la loro ignoranza, la parzialità e, soprattutto, l’incapacità a sottomettere i fatti al giudizio della ragione. In questo senso fu davvero innovativo. Nonostante le premesse teoriche della Muqaddima, però, la sua “Storia Universale” è stata duramente criticata, poiché contravviene ai principi esposti nell’introduzione. In effetti, l’autore sembra adottare lo stesso procedimento della storiografia araba: una cronologia imprecisa o sbagliata, giustapposizioni di versioni differenti, totale assenza di sintesi, analisi molto elementare delle cause e dei comportamenti. D’altro canto Ibn Khaldun è stato molto preciso sulla storia maghrebina e sui meccanismi che regolavano i rapporti sociali ed etnici. E’ in ogni caso indiscutibile che abbia gettato le basi per lo studio scientifico della storia e soprattutto della sociologia. L’Europa ha scoperto questa interessante figura di studioso ed uomo politico nel XIX secolo, negandogli inizialmente la grande influenza ed il pensiero geniale. Egli fu tra l’altro accusato da molti critici di “machiavellismo”, “duplicità”, mancanza di senso morale o di patriottismo. Niente è meno giusto. In effetti, è un abuso il voler trasporre nell’ambito maghrebino del XIV secolo delle nozioni di patriottismo che appariranno, almeno in Europa, molto più tardi. Per Ibn Khaldun la causa del sovrano di Fes o quella di Tlemcen non possedevano alcun contenuto ideologico particolare. Egli usava la stessa abilità in tutte le situazioni e al servizio di chiunque fosse. Ultima modifica di zerothehero : 05-09-2006 alle 22:46. |
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#70 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2005
Città: Palermo
Messaggi: 2579
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Perchè l'islam dovrebbe essere più interessante ? Nn mi pare che fin'ora siano state postate molte riflessioni, addirittura sono stati aperti 2 thread ma nn c'è molta partecipazione, io il mio dovere l'ho fatto
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Utente gran figlio di Jobs ed in via di ubuntizzazione Lippi, perchè non hai convocato loro ? |
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#71 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2003
Città: milano
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Più interessante, perchè volenti o nolenti con l'islam dovremmo confrontarci..quindi è più utile conoscere l'islam e la cultura islamica, piuttosto che l'induismo. |
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#72 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2005
Città: Palermo
Messaggi: 2579
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Non voglio monopolizzare voglio che tu ed altri siate liberi di postare, se volete postare e di nn farlo se nn volete. cmq appena ho tempo ti leggo.
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#73 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2003
Città: milano
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#74 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2005
Città: Palermo
Messaggi: 2579
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![]() appena finisco con le altre religioni torno a postare qui. Chissa magari poi si può chiedere di fare un 3d in rilievo per chi intende approfondire con i link a queste discussioni
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#75 |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2004
Città: Padova
Messaggi: 11777
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utile ed interessante
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mac user = hai soldi da buttare; linux user = hai tempo da buttare; windows user = hai soldi e tempo da buttare |
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#76 |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2003
Città: milano
Messaggi: 14073
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gli "assassini"
http://it.wikipedia.org/wiki/Nizariti i salafiti http://www.cronologia.it/salaf.htm i wahabiti http://www.cronologia.it/salaf.htm Ultima modifica di zerothehero : 07-09-2006 alle 21:30. |
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#77 |
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Bannato
Iscritto dal: Dec 2004
Città: Altrove
Messaggi: 6229
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per la serie se li conosci li eviti.
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#78 |
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Member
Iscritto dal: Aug 2006
Messaggi: 92
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bravi! bis!
3d estremamente interessante!
leggerò al più presto anche quelli sulle altre religioni… se non fosse evidente quanta responsabilità ed impegno sono necessari per aprire e sostenere topic di questo genere, senza dubbio chiederei a Giannola di proseguire di questo passo in eterno. Sfortunatamente, le mie possibilità di connessione non mi consentono di intervenire come (e quando) vorrei… spero in futuro di potermi permettere una posizione più attiva in questo forum… ![]() byez
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" L'uomo è lo zimbello più facile di sé stesso, perché quello che vuole che sia vero generalmente lo ritiene vero. " Demostene - Kung Fu! |
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su un piano dottrinale/politico (anche se si è parlato di consuetudini, leggi coraniche e leggi delle autorità politiche).










