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#161 | |||||
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2001
Città: Pesaro
Messaggi: 921
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b) stessa cosa vale per l'aborto Quote:
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Il limite preciso non possiamo trovarlo, ma possiamo circoscrivere il punto in cui si trova. Esempi estremi, il limite è sicuramente dopo di "qualunque cosa è lecito" (anarchia e sicuramente prima di "la maggioranza impone ciò che più gli aggrata ovvero qualunque cosa decida la maggioranza (o i suoi rappresentanti) è lecito". Io personalmente trovo che la corrida sia uno spettacolo di violenza gratuita verso un animale che va un po' oltre il limite del normalmente consentito. La sua unica ragione d'esistere oggi è la tradizione popolare, dunque ok, che venga tollerata nelle zone della spagna dove è tradizionale, ma che sia limitata li. Ad esempio mi opporrei se qualcuno volesse aprire una arena da corrida qui in italia perchè appunto è violenza gratuita su un animale che comunque sente dolore e non è nella nostra tradizione. Probabilmente questo è un argomento (è uno spazio ricreativo che però da fastidio a molta gente) dove la maggioranza dovrebbe avere il diritto di imporre il suo volere alla minoranza. Il che non vuol dire che lo possa fare su ogni argomento. |
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#162 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2004
Città: Belo Horizonte
Messaggi: 524
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#163 | |||
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2001
Città: Pesaro
Messaggi: 921
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Certo che se metto in una scala 0= anarchia 100= dittatura della maggioranza e dico che il limite tra quello che si può imporre per legge e quel che non si può sta tra 40 e 60... le questioni che sei andato a cercare stanno tra 48 e 52. Così, a spanne. Quote:
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A proposito di aragoste, non so quanto tempo rimangano vive dopo essere state buttate nell'acqua bollente, penso che se le avessero tagliate in due con un colpo d'accetta non sarebbe cambiato molto, dunque o anestetizziamo tutti gli animali prima d'ammazzarli (perchè non sentano più dolore) e ci mangiamo l'anestetico, o stabiliamo una "durata massima" in secondi, di sofferenza, dall'inizio dell'"esecuzione" alla fine (difficile da controllare, ma c'è di peggio) oppure lasciamo tutto libero (ma qui molti non sarebbero d'accordo). [/quote] In sostanza dicendo che la sofferenza animale vale più di uno sfizio umano lo Stato prende una decisa posizione morale. Ma quand'è che un diritto diventa "sfizio"? E' stato mostrato recentemente come la carne non sia necessaria all'uomo (col giusto apporto di legumi e uova non ci sono problemi proteici o di anemia grazie a determinati altri alimenti etc.) ed infatti a parte i paesi sviluppati e solo negli ultimi 2 secoli essa non è molto diffusa perchè energeticamente molto dispendiosa (con la carne di una mucca sfami molta meno gente che non con le immani risorse utilizzate per farla crescere). Non è forse allora solo un "grande sfizio"? Etc. Apro una parentesi: in virtù di ciò che hai detto qualcuno mi deve spiegare perchè il prezzo di un chilo di zucchine o di mele o di pere non è così dissimile dal prezzo di un chilo di carne (non che siano uguali, ma non c'è manco tutta la differenza che ci dovrebbe essere) Direi che il consumo di carne ha millenni di tradizione alle spalle, ha una schiacciante maggioranza di votanti a favore (non sto parlando del 51% ovviamente) e che quindi sia una di quelle cose impossibili da debellare anche volendo e che non ledendo nessuno direttamente che neanche in potenza possa diventare un membro attivo della società, non abbia senso proibire. E' un discorso che ho ripreso pari pari (e si può riapplicare) al "mestiere più antico del mondo" ovvero la prostituzione. Che senso ha proibirla e reprimerla? non è meglio regolamentarla e usare le risorse per reprimere altri reati ben più dannosi per la comunità? |
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#164 | ||
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2002
Città: Singularity
Messaggi: 894
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Dalle discussioni sono emersi alcuni punti chiave: - relazioni affettive - possibilità di provare dolore che sono considerati determinanti nella tutela di determinati soggetti, anche animali. Si tratta di decidere, come hai detto, se lo "sfizio" umano vale la sofferenza di determinati animali.
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#165 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2002
Città: Evangelical Ecumenical Empire
Messaggi: 146
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29 Aprile 2004 Città del Vaticano (AsiaNews) – Può una cattedrale cristiana essere usata anche dai musulmani? Al Vaticano sembra “problematico”. La polemica sull’uso della cattedrale di Cordoba è giunta fino ai vertici della Curia romana, ma a differenza di quanto dichiarato da rappresentanti islamici, non è mai giunta una richiesta formale. AsiaNews, che segue gli sviluppi dell’Islam in tutto il mondo, ha intervistato mons. Michael L. Fitzgerald, presidente del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso. Mons. Fitzgerald consiglia ai musulmani di Cordoba di “accettare la storia” senza volersi “prendere delle rivincite”, allo stesso modo in cui i cattolici non rivendicano edifici passati sotto l’Islam: “Il Santo Padre ha fatto visita alla Moschea Ummayade di Damasco [che era una basilica bizantina – ndr]… ma non ha chiesto di celebrare la messa nella moschea”. Alle autorità spagnole, socialiste e dell’Izquierda Unita, che consigliavano l’uso comune del monumento per mostrare una chiesa “aperta e dialogica”, mons. Fitzgerald dice che essi “non hanno la sensibilità teologica necessaria per capire la posizione della Chiesa”. In futuro gli Stati si potranno accollare il compito di tenere luoghi di culto (in aeroporti, prigioni, ecc…) ad uso di ogni religione, ma non le chiese, né le moschee. Ecco di seguito l’intervista completa a mons. Fitzgerald. Eccellenza , i musulmani di Cordoba dicono che hanno inoltrato una domanda al Vaticano per poter utilizzare la cattedrale della città come moschea. E’ vero? Nel marzo scorso il nostro Consiglio, insieme al World Islamic Call Society, che ha sede in Libia a Tripoli, ha organizzato un colloquio sulla formazione dei sacerdoti e degli Imam. Nella delegazione islamica vi erano dei rappresentanti spagnoli. Durante questo convegno il sig. Escudero di Cordoba ha presentato una richiesta in spagnolo, con una lettera del sindaco di Cordoba, indirizzata al capo della delegazione musulmana, dott. Sherif, e ha accennato al loro desiderio di uso comune della cattedrale. Ma lui non l‘ha considerata. E noi stessi, abbiamo detto al dott. Sherif che questo problema non era a tema nel convegno. Nell’ultima sessione, quando si discuteva la dichiarazione finale del convegno, il sig. Escudero ha di nuovo sollevato il problema di Cordoba. E io ho risposto che sull’uso della cattedrale la responsabilità è del vescovo della città, è responsabilità della chiesa locale. Ma sarebbe possibile l’uso della cattedrale anche per i musulmani? Ci vuole una riflessione più generale: come vi sono complessi monumentali a Cordoba, così ci sono altri edifici nel mondo che hanno cambiato l’uso originario – tipo la Aghia Sophia a Istanbul, divenuto un museo islamico, anche se c’è pressione da parte di alcuni musulmani di ritornare all’uso di moschea. Il Santo Padre ha fatto visita alla Moschea Ummayade di Damasco, pregando di fronte al mausoleo di san Giovanni Battista, ma il Papa non ha chiesto di celebrare la messa nella moschea. È difficile mettere insieme la convivenza fra cristiani e musulmani, volendo risalire la storia, o volendo prendersi delle rivincite. Bisogna accettare la storia e andare avanti. L’uso di un edificio comune per diverse comunità è problematico. Vi sono spazi utilizzati in questo senso, ad esempio le cappelle negli aeroporti, ma non sono delle vere chiese, né delle moschee. Sono spazi interreligiosi: possono essere usati da ebrei, cristiani, musulmani, o persone di altre religioni. Ma questa è una specie di convenzione, per permettere l’uso comune. Questa non è però la realtà di Cordoba, dove l’edificio appartiene a una comunità specifica. Ma non è che quando i musulmani pregano in un luogo, questo non diventa subito "Dar al –Islam, terra dell’Islam e loro proprietà? No, non sempre. I musulmani hanno pregato perfino in Vaticano, in questo edificio, ma non lo rivendicano. Una strada dove i musulmani svolgono la preghiera non appartiene alla comunità islamica. Le autorità politiche di Cordoba suggeriscono alla Chiesa di permettere l’uso della cattedrale ai musulmani, rispettando "il valore universale dell’edificio" e mostrando una chiesa aperta e dialogica. Lei cosa pensa? Le autorità politiche spagnole cercano di accontentare tutti i componenti della società. Ma talvolta non hanno la sensibilità teologica necessaria per capire la posizione della Chiesa. Anche noi vogliamo vivere in pace, con le persone delle altre religioni, ma non vogliamo essere spinti, manipolati e andare contro le stesse regole della nostra fede. Gli stati hanno problemi a mettere insieme identità differenti e convivenza sociale. Ci potrà essere in futuro un uso comune delle strutture? Come ho già detto vi sono attualmente i luoghi di culto negli aeroporti. Vi è necessità anche nelle prigioni. In molti carceri vi sono musulmani che vogliono pregare e hanno bisogno di un luogo. Là dove c’è la cappella cristiana, conviene continuare a usarla come tale e non è opportuno utilizzarlo come luogo comune di culto. Lì dove non c’è un luogo di preghiera, le autorità statali possono anche pensare a un luogo comune. In nome di che cosa non va usata una chiesa come moschea? Se è una cappella cattolica, con la presenza del Santissimo Sacramento, non converrebbe celebrare la preghiera di un'altra tradizione religiosa. In questo tentativo dei musulmani di usare la cattedrale di Cordoba come moschea, alcuni vedono un tentativo di "invasione islamica" dell’Europa. Qual è la sua opinione? Vi sono alcuni musulmani che giudicano l’Europa in piena decadenza e hanno lo scopo e l’aspirazione che l’Europa sia islamizzata. Per loro l’Islam è la risposta per una rinascita religiosa. Non sono un gruppo maggioritario, ma esistono. Però vi sono anche musulmani che vogliono semplicemente convivere con altre fedi, in un modo compatibile con la legge e la tradizione del paese in cui si trovano.
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#166 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2002
Città: Reggio Calabria -> London
Messaggi: 12112
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come si fa il fois gras??? non è fegato d'oca??? sarà ke nn l'ho mai mangiato... ma nn m sono mai posto il problema.. (nn so nemmeno ke aspetto abbia.... )
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#167 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2002
Città: Singularity
Messaggi: 894
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Allo stesso modo se si vede che non ci sono motivi oggettivi per distinguere fra il dolore fisico provato da un uomo o da un animale, si può decidere di tutelare l'animale da questo punto di vista, benchè non possa fare parte della società (mancando altre caratteristiche, come l'intelligenza). Riguardo all'aborto ci avevo già pensato, ma comunque sul piatto si deve mettere anche la sofferenza della madre: se si ritiene che questa giustifichi la soppressione di un embrione, a maggior ragione sarà considerata più importante dell'eventuale sofferenza di chi non è d'accordo. Noto che nonostante il tentativo di Ewigen il thread sta andando completamente OT
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#168 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2002
Città: Reggio Calabria -> London
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non avevo refreshato..
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#169 | ||||
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2001
Città: Pesaro
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Es. per cambiare una legge "semplice" ci vuole il 50% (+1 ovviamente) per cambiare una legge costituzionale il 66% Per cambiare una legge che riguarda i diritti primari di un essere umano, l'80% o il 90% dipende (anche qui sto sparando a braccio) Quote:
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#170 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2002
Città: Singularity
Messaggi: 894
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Sarebbe interessante discutere come mai l'affermazione di determinati diritti per gli esseri umani ha portato di riflesso all'idea che anche gli animali ne possono godere. Io ho cercato di fare un parallelo
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