Temu chiude i ponti tra Cina e USA: ecco cosa cambia per gli utenti e il mercato online
Con la chiusura del “de minimis” e l’arrivo di nuovi dazi, Temu ha deciso di abbandonare le spedizioni dirette dalla Cina verso gli Stati Uniti. Da oggi, la piattaforma venderà solo prodotti disponibili nei magazzini locali e merchant americani.
di Lorenzo Tirotta pubblicata il 05 Maggio 2025, alle 14:52 nel canale WebTemu, la piattaforma di shopping online nota per i prezzi ultra-competitivi grazie alle spedizioni dirette dalla Cina, ha annunciato la fine di questo modello di business.
La decisione arriva dopo le nuove regole commerciali introdotte dall’amministrazione Trump, che hanno chiuso il cosiddetto “de minimis” e imposto dazi fino al 145% su tutti i prodotti importati dalla Cina.
Temu cambia strategia negli Stati Uniti: stop alle spedizioni dirette dalla Cina, ora solo prodotti da magazzini locali
Temu ha costruito il suo successo negli Stati Uniti grazie a una strategia semplice: spedire direttamente ai consumatori americani milioni di prodotti a basso costo, sfruttando l’esenzione doganale “de minimis” che permetteva di importare senza dazi pacchi di valore inferiore agli 800 dollari. Questa norma, attiva dal 2016, ha permesso a Temu e ad altri player come Shein e AliExpress di invadere il mercato americano con offerte imbattibili, spesso più economiche dei concorrenti locali.
Dal 2 maggio 2025, però, tutto cambia. Con la chiusura del loophole e l’introduzione di dazi generalizzati, Temu ha completamente rivoluzionato alla sua presenza negli Stati Uniti. Da oggi, i prodotti spediti direttamente dalla Cina risultano “esauriti” o non più disponibili, mentre il sito e l’app mostrano solo articoli stoccati in magazzini americani o venduti da merchant locali.
Insomma, per aggirare i nuovi dazi e mantenere prezzi competitivi, Temu ha deciso di adottare un modello di “local fulfillment”, ovvero la vendita esclusiva di prodotti già presenti negli Stati Uniti e gestiti da venditori locali. L’azienda ha dichiarato di essere impegnata nel reclutamento di merchant americani e di voler aiutare le imprese locali a raggiungere una clientela più ampia, senza aumentare i prezzi per i consumatori finali.
Un portavoce di Temu ha confermato che “tutte le vendite negli Stati Uniti sono ora gestite da venditori situati all’interno del paese, con ordini evasi direttamente dai magazzini locali”. La piattaforma pubblicizza i nuovi prodotti come privi di “import charges” e senza costi aggiuntivi alla consegna, sottolineando il vantaggio rispetto ai prodotti importati direttamente dalla Cina, che nei giorni precedenti alla transizione avevano visto l’aggiunta di sovrapprezzi tra il 130% e il 150%.










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24 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoFaranno dei giochi con vari intermediari per sfuggire ai dazi oppure si inventeranno qualcosa di nuovo..
I Cinesi ne sanno sempre una più di noi.. e delle leggi riescono in molti casi ad infischiarsene
Bei tempi quando le stesse cagate le vendevano i nostri commercianti facendole pagare 10X eh!
Dazi o non dazi.
E passando di mano in mano, facevano ancora più chilometri e confezionamenti...
sevabbe uguale uguale....
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