Streaming musicale con qualità da studio: Spotify introduce il formato Lossless
Spotify ha introdotto l’audio Lossless per gli utenti Premium in mercati selezionati. La nuova funzione permette lo streaming in FLAC fino a 24-bit/44.1 kHz. Disponibile su più dispositivi, sarà estesa a oltre 50 Paesi entro ottobre, migliorando l’esperienza di ascolto
di Vittorio Rienzo pubblicata il 10 Settembre 2025, alle 14:14 nel canale WebSpotify
Spotify ha avviato il rilascio della tanto attesa funzione Lossless Audio, riservata agli abbonati Premium in mercati selezionati. L'aggiornamento consente di ascoltare brani in qualità FLAC fino a 24-bit/44.1 kHz, con un livello di dettaglio superiore rispetto agli standard precedenti. La novità è stata annunciata da Gustav Gyllenhammar, vicepresidente della divisione abbonamenti, attraverso una comunicazione sul sito del servizio.
"L'attesa è finalmente finita; siamo davvero entusiasti che il formato lossless sia disponibile per gli abbonati Premium. Ci siamo presi del tempo per sviluppare questa funzionalità in modo da dare priorità a qualità, facilità d'uso e chiarezza in ogni fase, così che tu sappia sempre cosa succede 'sotto il cofano'. Con Lossless, i nostri utenti premium avranno ora un'esperienza di ascolto ancora migliore".

L'introduzione del Lossless si inserisce nella strategia di miglioramento costante del servizio Premium, già arricchito da funzioni come DJ, Jam, playlist generate dall'intelligenza artificiale e le selezioni editoriali curate dal team globale di Spotify.
Gli utenti avranno la possibilità di scegliere la qualità di ascolto in base alle proprie esigenze, con impostazioni personalizzabili per Wi-Fi, rete dati e download. Le opzioni vanno da "Bassa" a "Molto Alta", fino al nuovo profilo "Lossless". L'app segnalerà l'attivazione della modalità con un indicatore dedicato nella schermata di riproduzione e nel menu di connessione.
La funzione è disponibile su smartphone, desktop e tablet, oltre che su diversi dispositivi compatibili con Spotify Connect, tra cui quelli certificati di Sony, Bose, Samsung e Sennheiser. Il supporto per marchi come Sonos e Amazon sarà introdotto nel prossimo mese. L'attivazione richiede un'abilitazione manuale su ogni dispositivo.

Per attivare l'audio lossless nell'app Spotify:
- Tocca l'icona del tuo profilo in alto a sinistra.
- Vai su Impostazioni e privacy → Qualità multimediale.
- Seleziona dove desideri abilitare l'audio lossless: Wi-Fi, rete cellulare, download.
Spotify consiglia l'ascolto tramite connessioni cablate o dispositivi connessi via Wi-Fi, poiché lo standard Bluetooth non dispone della larghezza di banda necessaria per trasmettere file lossless senza compressione. L'azienda precisa, inoltre, che i file audio più pesanti potrebbero richiedere qualche secondo in più per l'avvio della riproduzione, ma garantiscono un'esperienza immersiva e fedele al suono originale.
Il rollout del nuovo formato Lossless è già stato avviato per 50 paesi, ma attualmente è già disponibile in Australia, Austria, Repubblica Ceca, Danimarca, Germania, Giappone, Nuova Zelanda, Paesi Bassi, Portogallo, Svezia, Stati Uniti e Regno Unito. Questione di settimane probabilmente, prima che diventi disponibile anche in Italia.










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16 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - info"Con qualità da studio"?
24 bit a 44.100KhZ la chiamate "qualità da studio"? Sul serio?è superiore a un CD audio, non vedo la polemica
Intanto è superiore solo per quanto riguarda i bit (la dinamica) e non i khz (chiarezza e definizione).
Una qualità "da studio" ormai arriva tranquillamente ai 192Khz.
Poi il fatto che sicuramente il 90% dell'audio sarà ricampionato a 24bit da fonti in 16bit (semplicemente perché fonti native in 24bit non esistono per moltissima musica), quindi andando solo a occupare inutilmente più spazio, è tutto un altro discorso.
La "polemica" (che poi non è tale, al massimo è un "appunto"; non è che tutto al giorno d'oggi debba essere polemica) è sul titolo fuorviante. Tutto qui.
"La indovino con una!"
Bè rispetto alla sua qualità standard, che pare un mp3 a 32/64 kbit, si lo possono chiamare qualità da studio.
Poi nel mondo reale, questa definizione di "studio" fa semplicemente ridere !
Una qualità "da studio" ormai arriva tranquillamente ai 192Khz.
Poi il fatto che sicuramente il 90% dell'audio sarà ricampionato a 24bit da fonti in 16bit (semplicemente perché fonti native in 24bit non esistono per moltissima musica), quindi andando solo a occupare inutilmente più spazio, è tutto un altro discorso.
La "polemica" (che poi non è tale, al massimo è un "appunto"; non è che tutto al giorno d'oggi debba essere polemica) è sul titolo fuorviante. Tutto qui.
quale parte di "è superiore a un CD audio" non è chiara? I CD sono a 16bit e 44,1 kHz, quindi questi flac sono già una spanna sopra, se poi è un ricampionamento amen, occuperà spazio inutilmente.
Fino a prima della musica luquida tutti noi, audiofili compresi, avevamo il nostro bel impianto stereo con lettore CD, eventualmente associato a giradischi, per cui ripeto: dove sta il problema?
"La indovino con una!"
Per provare in alcuni forum di audiofili ho preparato dei file rippati da CD e per lo stesso brano ho fatto 5 file, wav (pcm diretto 16/44) flac e MP3 a 128/256/320KBs convertiti con LaMe alla massima qualità e riportati naturalmente tutti in wav per nascondere le dimensioni in bit... i risultati sono stati ridicoli, solo un paio hanno messo la sequenza giusta, tutti gli altri o non hanno risposto o hanno cannato clamorosamente, per cui, ascoltiamo la musica senza tante paranoie che il nostro orecchio è quello che è.
Fino a prima della musica luquida tutti noi, audiofili compresi, avevamo il nostro bel impianto stereo con lettore CD, eventualmente associato a giradischi, per cui ripeto: dove sta il problema?
Il problema sta nel fatto che se una cosa la vendi correttamente e cioè indichi chiaramente dove non c'è alcun guadagno di qualità perché la fonte è quella che è e dove invece il guadagno c'è... NESSUN PROBLEMA.
Se invece fai il furbo e mi vendi tutto come se fosse in qualità superiore quando invece una parte (grande? piccola? media?) in realtà non lo è mi hai in buona sostanza fregato facendomi credere di comprare un qualcosa che poi non è reale.
Quindi se il tutto è ben fatto, segnalato correttamente ecc... nessunissimo problema. Se invece come pare la cosa è fatta in maniera furbetta sinceramente mi sembra l'ennesimo sistema per metterlo in tasca a chi non ha conoscenze tecniche per valutare bene.
Sono convintissimo anche io che se ripeti l'esperimento 100 volte ottieni lo stesso risultato ma qua il punto non è che l'utente se ne accorga o meno.
Ti faccio un esempio: se domani vengo da te e ti vendo un SSD dicendo che viaggia a 8000MB/s e te decidi di comprarlo. Lo usi e viaggia veloce senza darti problemi. Per te è tutto ok. Poi un giorno installi un software di misurazione e ti accorgi che invece viaggia a 4000MB/s.
Ti incazzeresti o no? Eppure nell'uso sarei pronto a scommettere che quasi nessuno sarebbe in grado di percepire la differenza.
Qua uguale... non è questione di accorgersi o no della differenza ma che se mi vendi qualcosa e mi dici che ha le caratteristiche X, deve averle realmente e non create artificiosamente semplicemente re-encodando qualcosa da una fonte inferiore senza indicarlo e facendomi credere che invece hai trovato una sorta di fonte magica in grado di produrre una qualità superiore alla registrazione originale.
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