Quando il cloud si blocca e resti al freddo: il down di Azure manda in tilt caldaie e domotica smart
Il recente blackout di Microsoft Azure non ha solo fermato siti e servizi online, ma anche dispositivi domestici intelligenti come caldaie Bticino e prodotti Netatmo, mettendo in luce quanto la nostra quotidianità dipenda ormai dal cloud
di Rosario Grasso pubblicata il 30 Ottobre 2025, alle 16:02 nel canale WebMicrosoftAzureBTicinoNetatmo
Il blackout che ha colpito Microsoft Azure nelle ultime ore ha avuto conseguenze ben più estese di quanto molti immaginassero. Non solo siti, servizi e app basati sul cloud Microsoft si sono bloccati, ma anche dispositivi smart home legati all'ecosistema Bticino e Netatmo hanno smesso improvvisamente di funzionare.
Alcuni utenti hanno raccontato su LinkedIn come, durante l'outage, le centraline delle loro caldaie intelligenti si siano spente improvvisamente, senza alcun avviso da parte del produttore. Solo dopo alcune ricerche online si è scoperto che la causa era da attribuire al DNS outage di Azure, che ha reso irraggiungibili i server Netatmo, partner tecnologico di Bticino.
Il problema, come abbiamo visto qui, ha colpito milioni di utenti in tutto il mondo, con un errore di configurazione che ha mandato offline una parte consistente dell'infrastruttura Microsoft.
Non è la prima volta che una simile situazione si verifica nel giro di breve tempo: pochi giorni prima, un'altra interruzione aveva messo in ginocchio servizi come Snapchat, Perplexity e Amazon, come raccontato in questo approfondimento.
L'episodio dà adito un interrogativo importante: quanto siamo dipendenti dal cloud per gestire anche le funzioni più basilari della nostra vita quotidiana? Se un semplice errore DNS può bloccare il riscaldamento domestico o impedire di controllare l’acqua calda, significa che la domotica moderna ha bisogno di maggiore resilienza.
Sempre più esperti individuano la soluzione nelle architetture ibride, in cui una parte delle funzioni essenziali resta operativa anche offline, magari con sistemi locali o open-source basati su Arduino o LoRa. È un approccio che permetterebbe di limitare i disagi e mantenere un minimo di autonomia anche in caso di blackout dei grandi provider cloud.
Il down di Azure, quindi, si è rivelato molto più di un problema tecnico: è un campanello d’allarme su quanto la casa intelligente sia vulnerabile quando tutto passa attraverso la rete.










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38 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoInvece devo sempre passare da qualche server, sperando che sia operativo.
Sarebbe sufficiente anche un bypass tramite Bluetooth: mi collego con lo smartphone direttamente alla caldaia (sempre per restare nell'esempio citato) e inviarle così i comandi necessari.
Ecco, soluzioni così andrebbero "imposte" ai produttori per svincolare un minimo gli utenti da certi limiti tecnologici.
Invece devo sempre passare da qualche server, sperando che sia operativo.
Sarebbe sufficiente anche un bypass tramite Bluetooth: mi collego con lo smartphone direttamente alla caldaia (sempre per restare nell'esempio citato) e inviarle così i comandi necessari.
Ecco, soluzioni così andrebbero "imposte" ai produttori per svincolare un minimo gli utenti da certi limiti tecnologici.
Però la BTicino non fa caldaie, fa i termostati, quindi credo che tu possa agire direttamente sulla caldaia (che ha un tastierino display suo o un classico tasto) per accenderla.
alla sera volevo configurare l'app e il controllo da fuori e casa e niente da fare !
L'app provava ad aprire il sito per la registrazione utente/login e quello andava in timeout, per un attimo mi sono detto "mi hanno tirato un bidone"
E' proprio la progettazione ed i requisiti che sono cannati, perche' non possono pensare che internet sia disponibile h24 7/7. Qualsiasi cosa sia in rete e' fallabile e potrebbe essere non raggiungibile, bisogna tenere conto di cio'.
E' proprio la progettazione ed i requisiti che sono cannati, perche' non possono pensare che internet sia disponibile h24 7/7. Qualsiasi cosa sia in rete e' fallabile e potrebbe essere non raggiungibile, bisogna tenere conto di cio'.
Il problema di fondo è che fanno le cose risparmiando anche i centesimi
Mettono tutto su cloud così risparmiano, il programmatore lo hanno pagato noccioline e gli hanno detto di fare tutto in mezza giornata, i test li fanno a casa tua quando installano.
La ridondanza ? costa troppo
Programmare una funzionalità per quando Internet non c'è ? e chi lo paga ?
Sono tutte cose che costano e ogni spesa sono soldi in meno che entrano nelle tasche degli azionisti
Questi "blackout" servono a far aprire un po' di più gli occhi alla gente sui prodotti che scelgono.
Non può essere "intelligente" una soluzione che, in mancanza di internet, ti lascia al freddo...
E' proprio la progettazione ed i requisiti che sono cannati, perche' non possono pensare che internet sia disponibile h24 7/7. Qualsiasi cosa sia in rete e' fallabile e potrebbe essere non raggiungibile, bisogna tenere conto di cio'.
Quotone.
Non si può delegare tutto alla rete.
Sono dell'idea che alcune cose di uso quotidiano devono poter funzionare anche in assenza di internet proprio per il fatto che la rete può cadere, a maggior ragione al giorno d'oggi con anche il pericolo degli attacchi hacker/cracker.
Io addirittura ho fatto in modo di poter riscaldare l'acqua anche in assenza di corrente elettrica. Vivendo in montagna, può capitare (anche se è sempre più raro) un possibile stacco di corrente durante gli inverni molto nevosi e dato che ho una termocucina, ho posizionato il boiler sopra la stufa (sul soppalco) in modo che l'acqua circoli solo per convezione naturale senza bisogno di una pompa (necessaria questa solo per i termosifoni).
Questi "blackout" servono a far aprire un po' di più gli occhi alla gente sui prodotti che scelgono.
Non può essere "intelligente" una soluzione che, in mancanza di internet, ti lascia al freddo...
speriamo.
ma la gente è scema e segue le buzzword del momento: connesso e IA
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