Pichai: 'Nessuno è immune da una possibile bolla dell'AI, nemmeno Google'

Pichai: 'Nessuno è immune da una possibile bolla dell'AI, nemmeno Google'

Sundar Pichai avverte che l'attuale boom dell'intelligenza artificiale contiene elementi di investimento irrazionale e che nessuna azienda sarebbe immune a una correzione del mercato. Il CEO di Alphabet discute energia, sicurezza, precisione dei modelli, investimenti nel Regno Unito e il ruolo dell'AI nella trasformazione del lavoro.

di pubblicata il , alle 15:41 nel canale Web
AlphabetGoogle
 

Il mercato dell'intelligenza artificiale continua a crescere con ritmi senza precedenti, ma all'interno del settore crescono anche i timori legati a una possibile bolla speculativa. A evidenziarlo è Sundar Pichai, CEO di Alphabet, in una lunga intervista rilasciata alla BBC.

Secondo Pichai, l'attuale euforia negli investimenti AI mostra chiari segnali di "irrazionalità", nonostante il settore rappresenti un passaggio tecnologico destinato a rivelarsi profondo quanto l'avvento di Internet. Numeri alla mano, la capitalizzazione di Alphabet è raddoppiata in soli sette mesi fino a raggiungere i 3,5 trilioni di dollari, mentre NVIDIA ha toccato per prima nella storia i 5 trilioni, trainata dalla richiesta di chip dedicati.

L'attenzione resta alta anche per le complesse operazioni finanziarie attorno a OpenAI, con 1,4 trilioni di dollari in accordi e ricavi che, secondo alcune analisi, rimangono lontani da giustificare tali valutazioni. In questo scenario, Pichai riconosce che nessuna realtà, inclusa Google, sarebbe totalmente protetta se la bolla dovesse sgonfiarsi.


Alphabet punta su una strategia "full stack", basata sul controllo diretto dei chip, dei modelli, dei dataset (come YouTube) e della ricerca avanzata.

Il CEO ha poi richiamato l'attenzione sull'impatto energetico dell'AI, che nel 2023 ha rappresentato l'1,5% dei consumi elettrici globali. La crescita del settore, sostiene, rende necessaria un'espansione delle capacità energetiche nazionali e globali, anche a costo di rallentare gli impegni climatici di Alphabet, comunque orientata al target "net zero 2030".

Sul fronte tecnologico, Pichai ha ribadito la necessità di utilizzare l'AI in modo consapevole. I modelli generativi restano "inclini all'errore", come confermato da studi che mostrano la difficoltà delle AI nel riassumere correttamente contenuti giornalistici. L'arrivo di Gemini 3.0 e la sua integrazione in "AI Mode" all'interno della ricerca Google rappresentano, secondo il CEO, una nuova fase nella competizione contro servizi come ChatGPT.

Per mitigare i rischi, Alphabet sta incrementando gli investimenti nella sicurezza dell'AI e rilasciando strumenti open source per rilevare immagini generate artificialmente. Pichai sottolinea inoltre l'importanza di un ecosistema informativo diversificato, evitando di affidarsi esclusivamente alle risposte fornite dai chatbot.

Guardando al futuro del lavoro, Pichai descrive l'AI come la tecnologia più trasformativa mai sviluppata, destinata a ristrutturare molte professioni senza eliminarle, ma richiedendo capacità di adattamento e nuove competenze.

1 Commenti
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alexfri18 Novembre 2025, 20:19 #1
Voi l’avete voluta gonfiare all’inverosimile per avidita e voi ve la ficcherete nel deretano. Ovviamente le aziende dovranno essere salvate ma tutta la dirigenza va azzzerata e rovinata per il resto dei loro giorni.

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