OnlyFans, stangata sui creator: anche i forfettari dovranno pagare la tassa etica. Di cosa si tratta
L'Agenzia delle Entrate ha chiarito l'applicazione della tassa etica, l'addizionale del 25% sui ricavi derivanti da materiale pornografico. Il tributo riguarda anche le partite IVA in regime forfettario, ma la natura dei contenuti sarà valutata caso per caso. Coinvolti fino a 45mila creator italiani attivi su piattaforme come OnlyFans.
di Manolo De Agostini pubblicata il 01 Dicembre 2025, alle 06:31 nel canale WebOnlyFans
L'Agenzia delle Entrate – come riportato da La Repubblica - ha definito un nuovo perimetro applicativo per la cosiddetta "tassa etica", la maggiorazione del 25% sui ricavi generati da attività legate alla produzione o diffusione di materiale pornografico. Il chiarimento, arrivato tramite risposta a un interpello dello scorso 4 novembre, interessa direttamente creator digitali e professionisti che operano su piattaforme come OnlyFans, molti dei quali in regime forfettario.
Introdotta dalla legge 266 del 2005, la tassa etica - nota storicamente anche come "PornoTax" - non sostituisce le imposte ordinarie ma si aggiunge a esse. Colpisce tutte le attività economiche che rientrano nella definizione normativa: produzione, distribuzione, vendita o rappresentazione di opere contenenti atti sessuali espliciti e non simulati tra adulti consenzienti. Il riferimento tecnico rimane il DPCM del 13 marzo 2009, che precisa cosa possa essere considerato materiale pornografico dal punto di vista fiscale.

Per i contribuenti in regime ordinario o semplificato, la base imponibile coincide con il reddito netto imputabile alle attività classificate come pornografiche. Per i forfettari, invece, si applica il meccanismo tipico del regime agevolato: si isolano i ricavi provenienti da contenuti soggetti alla tassa, si applica il coefficiente di redditività previsto dal proprio codice Ateco e sul risultato si calcola l'addizionale del 25%. L'Agenzia ha ribadito che l'imposta sostitutiva del forfettario non esonera dal pagamento dell'addizionale, non essendo tra le imposte coperte dal regime agevolato.
Secondo stime di Fiscozen, oltre 45mila dei circa 85mila creator italiani attivi su OnlyFans operano in regime forfettario e potrebbero dunque rientrare nell'ambito applicativo della norma. L'effetto fiscale non è trascurabile: in un esempio fornito dagli esperti, un contribuente al 5% con coefficiente del 67% e 10mila euro di ricavi interamente derivanti da contenuti espliciti potrebbe versare più di 1.600 euro di tassa etica, oltre ai contributi e all'imposta sostitutiva.
La parte più rilevante del recente chiarimento riguarda però la definizione stessa di "materiale pornografico". L'Agenzia ha indicato che la valutazione non sarà automatica e non dipenderà dal semplice utilizzo di piattaforme per adulti. Ogni caso verrà analizzato in base alla natura effettiva dei contenuti: la presenza di atti sessuali espliciti e non simulati resta l'elemento determinante. Ne deriverebbe l'esclusione dalla tassa di contenuti come foto di piedi, mani, fetish privi di atti sessuali, scene di autoerotismo, semplice nudità o simulazioni, a cui non si applicherebbe la definizione normativa.
La questione ha riacceso il dibattito politico e normativo attorno a una misura già contestata in passato. Alcuni esperti sottolineano possibili profili di incostituzionalità, in particolare rispetto al principio di proporzionalità contributiva sancito dall'articolo 53 della Costituzione. C'è anche chi teme che il meccanismo possa incentivare l'evasione, spingendo gli operatori dei settori coinvolti a occultare parte dei compensi per evitare il sovraccarico fiscale.
Parallelamente, movimenti politici come i Radicali Italiani hanno lanciato campagne per l'abolizione della tassa definendola discriminatoria, mentre alcuni parlamentari hanno proposto la sua cancellazione nell'attuale legge di bilancio. Nonostante le contestazioni, l'Agenzia ribadisce che il quadro normativo è chiaro: anche i forfettari sono soggetti all'addizionale e la verifica dell'ambito applicativo sarà condotta caso per caso.










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54 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoImmagino in sede di contenzioso ... "Signor Giudice, il pisello è finto" !
I forfettari hanno una pressione fiscale relativamente bassa (circa il 10%), alla quale vanno poi aggiunti i contributi previdenziali.
Ma se hai un regime ordinario significa che hai (sull'utile) il 43% di tasse, il 25% di "porn tax" e fino al 27% di previdenza.
Non che mi stiano a cuore gli attori e le attrici pornografiche, ma mi sembra una roba non troppo corretta...
Le prostitute in strada, schiavizzate dalla malavita, invece, sono esentasse...
Credi veramente che all'estero sia particolarmente meglio?
Ad oggi a parte, in parte, negli USA, la situazione all'estero è perfino peggiore che in Italia con in alcune nazione uno stigma non solo fiscale ma anche sociale che rasenta la violenza.
Sinceramente non capisco cosa possa spingere una ragazza/donna a fare una scelta del genere e sia chiaro qua non c'entra niente il bigottismo o la religione ma un semplicissimo quanto banale calcolo:
Di tutte le porno star o content creator esplicite forse l'1% guadagna al punto da poterci vivere bene.
Nella stragrande maggioranza dei casi (con le dovute eccezioni ma come sopra numeri piccoli) una volta superati i 30/35 anni devi smettere e a quel punto se non hai accumulato una fortuna ti ritrovi semi-emarginato e difficilmente trovi un lavoro decente.
Una volta che pubblichi contenuti in autonomia o con produttori ne perdi istantaneamente il controllo e non sai se e quando anche a distanza di anni da quando hai smesso torneranno fuori e verranno rinfacciati non solo a te ma anche a figli, marito, familiari ecc... ecc...
Alla fine stai tentando una carriera che statisticamente ti porterà dei guadagni effimeri e per poco tempo con solo un 1% di chance di fare successo e poterci vivere e sull'altro piatto della bilancia uno stigma a vita per te e tutti quelli che ti saranno vicini.
Io veramente non ne capisco il senso...
Detto ciò pretendere addirittura che lo stato non ti tassi nemmeno altrimenti prendo e vado all'estero... e sti cazzi. Sinceramente se lo stato deve venire incontro detassando qualcosa spero che detassi gli stipendi e non di gente che fa scelte alquanto discutibili ed è l'origine dei propri mali.
Alla fine della fiera, conti alla mano col commercialista tra forfettario o "standard" non cambia nulla in termini di esborso, l'ho scelto solo per una questione di semplificazione burocratica.
Detto questo, la tassa "etica" è profondamente ingiusta, perchè creare tali disparità ? Non faranno altro che spingere all'estero le tipe o al moltiplicarsi di società residenti alle Barbados
Risultato: PERDONO gettito fiscale anzichè aumentarlo, al solito.
Alla fine della fiera, conti alla mano col commercialista tra forfettario o "standard" non cambia nulla in termini di esborso, l'ho scelto solo per una questione di semplificazione burocratica.
Detto questo, la tassa "etica" è profondamente ingiusta, perchè creare tali disparità ? Non faranno altro che spingere all'estero le tipe o al moltiplicarsi di società residenti alle Barbados
Risultato: PERDONO gettito fiscale anzichè aumentarlo, al solito.
Guarda che nessuno o almeno nessuno che sa di cosa si parla ce l'ha con i forfettari in generale.
Qua si parla di content creator sex worker e NON di forfettari in generale.
Lo scopo della tassa etica è creare un forte disincentivo a fare scelte distruttive e non a creare gettito. Perché il problema dei sex worker è che in gran parte per qualche anno vedono girare soldi, poi il gioco finisce e la gran parte non è diventato una star e te li ritrovi a carico della collettività con tutti i problemi di avere tali "precedenti".
Che ti piacciano o meno, sempre contenuti sono.
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