Netflix promette 45 giorni di esclusività ai cinema, ma l'acquisizione di Warner Bros. Discovery continua a preoccupare

Netflix promette 45 giorni di esclusività ai cinema, ma l'acquisizione di Warner Bros. Discovery continua a preoccupare

Netflix, attraverso la voce dell'AD Ted Sarados, è intervenuta sul futuro delle sale cinematografiche in caso di acquisizione di Warner Bros. Discovery. Il dirigente ha chiarito che alle sale cinematografiche verrebbe concessa una finestra di esclusività di 45 giorni, ma l'accordo continua a preoccupare le associazioni di settore

di pubblicata il , alle 09:01 nel canale Web
NetflixWarner Bros.
 

Il destino di Warner Bros. Discovery continua a catalizzare l'attenzione dell'industria cinematografica, mentre resta aperta la competizione tra Netflix e Paramount Skydance per l'acquisizione del gruppo. In questo contesto, Ted Sarandos, co-amministratore delegato di Netflix, ha voluto chiarire pubblicamente quale sarebbe l'approccio della piattaforma allo sfruttamento delle sale cinematografiche.

In un'intervista rilasciata al New York Times, Sarandos ha dichiarato che Netflix manterrebbe un modello distributivo simile a quello attuale, con finestre cinematografiche (ovvero esclusività per le sale) di 45 giorni. Un chiarimento che mira a ridurre le tensioni con gli esercenti, preoccupati da un possibile ridimensionamento del cinema tradizionale. Il dirigente ha sottolineato che Netflix intende competere direttamente al botteghino e ottenere risultati rilevanti già nel weekend di apertura.

Le dichiarazioni arrivano dopo indiscrezioni secondo cui Netflix avrebbe valutato finestre molto più brevi, pari a 17 giorni, una prospettiva che ovviamente avrebbe avuto un impatto diretto sugli incassi delle sale. Secondo quanto emerso, il finale di Stranger Things avrebbe già generato oltre 25 milioni di dollari durante una breve programmazione cinematografica tra la fine dello scorso anno e l'inizio del 2026.

Sarandos ha inoltre precisato alcune affermazioni passate: il dirigente ritiene che il cinema non rappresenti un modello superato in senso assoluto. Il riferimento, ha spiegato, si rivolge per lo più alle aree rurali e alle realtà che non dispongono di una sala cinematografica con la conseguenza che gli abitanti dovrebbero effettuare importanti spostamenti per vedere un film al cinema. Per quanto riguarda, invece, i contesti urbani in cui i cinema operano, il ruolo di queste strutture, secondo Sardon, rimane centrale.

Nonostante le rassicurazioni, l'ipotesi di acquisizione continua a generare opposizioni. L'associazione Cinema United ha espresso forti perplessità in una comunicazione al Congresso, a causa di una possibile polarizzazione della produzione e distribuzione cinematografica nelle mani di un'unica piattaforma globale di streaming. La partita su Warner Bros. Discovery resta quindi aperta.

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