Meta e TikTok ancora nel mirino dell'UE: accusate di aver nascosto dati ai ricercatori e violato i diritti degli utenti
La Commissione Europea ha rilevato violazioni preliminari del Digital Services Act da parte di TikTok, Facebook e Instagram. Le piattaforme avrebbero limitato l'accesso ai dati per la ricerca e reso difficoltose le segnalazioni di contenuti illegali. In caso di conferma, le multe potrebbero arrivare fino al 6% del fatturato globale
di Vittorio Rienzo pubblicata il 25 Ottobre 2025, alle 13:01 nel canale WebMetaInstagramFacebookTikTok
La Commissione Europea ha comunicato risultati preliminari delle indagini su TikTok, Facebook e Instagram, nel mirino per possibili violazioni del Digital Services Act (DSA). Secondo Bruxelles, le piattaforme non avrebbero garantito un accesso adeguato ai dati pubblici per la ricerca e non avrebbero fornito strumenti efficaci per segnalare contenuti illegali o contestare decisioni di moderazione.
Le verifiche preliminari indicano che Meta e TikTok potrebbero aver introdotto procedure troppo complesse per i ricercatori, rendendo difficile ottenere dati completi e affidabili. Questo ostacolerebbe studi indipendenti su temi sensibili come la diffusione di contenuti nocivi o illegali, soprattutto verso i minori.

Il DSA prevede che le piattaforme di grandi dimensioni garantiscano trasparenza e accesso ai dati, consentendo un controllo pubblico sull'impatto che i social hanno sulla salute mentale e fisica degli utenti.
Per quanto riguarda Meta, la Commissione rileva criticità nei meccanismi di "Notice and Action", che dovrebbero permettere agli utenti di segnalare facilmente contenuti illegali, tra cui materiale di abuso su minori e contenuti terroristici. Le attuali procedure su Facebook e Instagram, secondo l’indagine, includono passaggi inutili e interfacce ingannevoli (i cosiddetti "dark patterns) che rendono complessa la segnalazione e ne riducono l’efficacia.
Inoltre, i sistemi di ricorso per decisioni di moderazione di Meta non consentono agli utenti di fornire prove o spiegazioni dettagliate a sostegno delle proprie contestazioni, limitando il diritto alla difesa digitale previsto dal DSA.

"Le nostre democrazie si basano sulla fiducia. Ciò significa che le piattaforme devono responsabilizzare gli utenti, rispettare i loro diritti e aprire i propri sistemi al controllo. Il DSA lo considera un dovere, non una scelta" ha commentato Henna Virkkunnen, Vicepresidente esecutivo per la sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia.
"Con le azioni intraprese oggi, abbiamo pubblicato i risultati preliminari sull'accesso dei ricercatori ai dati di quattro piattaforme. Stiamo assicurando che le piattaforme siano responsabili dei loro servizi, come garantito dal diritto dell'UE, nei confronti degli utenti e della società".

Meta e TikTok avranno ora la possibilità di presentare osservazioni scritte e proporre misure correttive. Se le violazioni saranno confermate, la Commissione potrà imporre sanzioni fino al 6% del fatturato globale annuo delle piattaforme coinvolte, oltre a penalità periodiche in caso di inadempienza.
Dal 29 ottobre 2025, inoltre, entrerà in vigore un nuovo regolamento delegato che aprirà ai ricercatori l’accesso anche ai dati non pubblici delle grandi piattaforme e dei motori di ricerca. L’obiettivo è potenziare la responsabilità e la trasparenza delle aziende digitali attraverso un controllo più stringente sui rischi legati alle loro attività.
[Aggiornamento] Nelle scorse ore, TikTok ha rilasciato un commento ufficiale in merito alla decisione preliminare della Commissione Europea in quanto, secondo la società, le richieste dell'UE entrerebbero in contrasto con il DSA e il GDPR già in vigore.
"TikTok è impegnata a garantire la massima trasparenza per la propria community e riconosce il valore del contributo che i ricercatori apportano alla piattaforma e al settore nel suo complesso. Abbiamo investito in modo significativo nella condivisione dei dati e, a oggi, circa 1000 team di ricerca hanno potuto accedere ai dati attraverso i nostri strumenti dedicati. Stiamo esaminando le conclusioni preliminari della Commissione europea. Tuttavia, i requisiti che impongono una riduzione delle misure di protezione dei dati risultano in diretta contrapposizione con il DSA e il GDPR. Se non fosse possibile rispettare pienamente entrambi, invitiamo le autorità di regolamentazione a fornire indicazioni su come conciliare tali obblighi










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