Meta condannata per aver violato la privacy delle donne: raccoglieva dati su mestruazioni e gravidanze
Una giuria federale ha condannato Meta per violazione della privacy, accusandola di aver raccolto dati sensibili dalle utenti dell'app Flo Health senza consenso. Il verdetto sottolinea le responsabilità delle Big Tech nella gestione dei dati sanitari
di Vittorio Rienzo pubblicata il 06 Agosto 2025, alle 12:04 nel canale WebMetaFacebookInstagramWhatsApp
Una giuria federale statunitense ha stabilito che Meta ha violato la legge sulla privacy della California raccogliendo senza consenso dati sensibili da utenti dell’app Flo Health, utilizzata per il monitoraggio del ciclo mestruale, dell’ovulazione e della gravidanza. Il verdetto, emesso dalla Corte Distrettuale del Nord della California, accerta che l’azienda ha intercettato e registrato comunicazioni elettroniche senza l’autorizzazione degli utenti, configurando una violazione del California Invasion of Privacy Act, la legge statale contro le intercettazioni.
La causa, avviata nel 2021, vedeva inizialmente coinvolti anche Flo Health, Google e la società di analisi dati Flurry, che hanno però raggiunto accordi extragiudiziali con i querelanti prima del processo. Meta è rimasta così l’unica imputata a presentarsi in aula.

Secondo i documenti del processo, tra il 2016 e il 2019 l’app Flo Health avrebbe condiviso con Meta e Google eventi personalizzati (Custom App Events) contenenti dati altamente sensibili inseriti dalle utenti durante la registrazione, come il desiderio di restare incinte, l’inizio del ciclo mestruale o lo stato di gravidanza. Queste informazioni sarebbero state trasmesse tramite gli SDK (Software Development Kit) integrati nell’app, apparentemente senza un’informativa chiara o un consenso esplicito.
I querelanti hanno sostenuto che tali dati venivano utilizzati da Meta non solo per fini pubblicitari, ma anche per addestrare i propri algoritmi di intelligenza artificiale. Durante il processo, alcune testimonianze hanno rivelato che all’interno di Meta vi sarebbero state comunicazioni che deridevano il contenuto sensibile dei dati ricevuti, sollevando interrogativi sulla cultura aziendale riguardo alla privacy degli utenti.
"Ciascuno degli imputati aveva uno scopo specifico per raccogliere e utilizzare i dati degli utenti di Flo" si legge nei documenti depositati. "Flo ha utilizzato queste informazioni per acquisire nuovi utenti dell'app attraverso pubblicità e marketing, inclusi annunci basati sugli obiettivi riproduttivi degli utenti dell'app Flo (ad esempio, rimanere incinta). Flo ha anche venduto l'accesso ai CAE inviati tramite SDK a terze parti a scopo di lucro. Google e Meta hanno utilizzato separatamente i dati intercettati per i propri scopi commerciali, incluso l'alimentazione degli algoritmi di apprendimento automatico che alimentano ciascuna delle rispettive reti pubblicitarie".
Meta, dal canto suo, ha negato ogni addebito, affermando che i dati ricevuti erano codificati e privi di significato riconoscibile, e che spetta agli sviluppatori – in questo caso Flo – garantire la trasparenza e la conformità con le normative sulla privacy. L’azienda ha annunciato l’intenzione di impugnare la sentenza.
Non è ancora stata determinata l’entità dei risarcimenti economici. L’avvocato dei querelanti ha dichiarato che la decisione rappresenta "un messaggio chiaro alla Big Tech sull’importanza di proteggere i dati sanitari digitali".










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3 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoNon uso social a parte whatsapp che *dovrebbe* avere crittografia e2e
Non so se google legge ancora le email di gmail (glielo avevano impedito? Non ricordo).
Detto questo, uso gmail e youtube praticamente da quando sono stati creati (sono ancora uno di quelli che per gmail ha ricevuto l'invito, e vedeva il proprio spazio di archiviazione crescere in tempo reale), ma a giudicare dalle pubblicitá che mi vengono date su yt, di me non conoscono né capiscono proprio nulla XD
Cmq si, inutile illudersi di avere la privacy rispettata: l'abbiamo svenduta quando abbiamo deciso che tutti i servizi gratuiti che usiamo fossero troppo golosi da ignorae...
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