Meno ansia e depressione con una pausa dai social: i risultati della ricerca
Limitare l'uso delle piattaforme social per una settimana può portare benefici misurabili alla salute mentale dei giovani adulti e ridurre sintomi di ansia, depressione e disturbi del sonno. La conferma arriva da una ricerca scientifica
di Nino Grasso pubblicata il 28 Novembre 2025, alle 14:01 nel canale WebUna ricerca condotta presso il Beth Israel Deaconess Medical Center, affiliato alla Harvard Medical School, ha esaminato gli effetti di una pausa settimanale dalle piattaforme social su 295 volontari di età compresa tra 18 e 24 anni. I partecipanti sono stati invitati a ridurre al minimo l'utilizzo di Facebook, X, Instagram, TikTok e Snapchat per sette giorni consecutivi e l'esperimento ha prodotto risultati interessanti: il tempo medio trascorso sui social è passato da quasi due ore giornaliere a soli trenta minuti al giorno. Prima e dopo la settimana di riduzione, i giovani hanno compilato questionari per valutare diversi parametri legati alla salute mentale, tra cui depressione, ansia, insonnia e senso di solitudine.

I dati raccolti mostrano miglioramenti evidenti in diverse aree: i sintomi depressivi si sono ridotti del 24,8%, mentre l'ansia è diminuita del 16,1%. Anche i problemi di insonnia hanno registrato un calo del 14,5%. Gli effetti positivi sono risultati particolarmente marcati nei soggetti che presentavano livelli più elevati di depressione all'inizio dello studio. Tuttavia, la riduzione dell'uso dei social non ha prodotto variazioni significative sul senso di solitudine percepito dai partecipanti, probabilmente perché le piattaforme svolgono anche una funzione sociale positiva che viene a mancare durante la pausa. È interessante notare che l'80% dei partecipanti ha accettato di sottoporsi al periodo di disintossicazione digitale, che dimostra un elevato livello di interesse verso l'iniziativa tra i giovani adulti.
Il dottor John Torous, professore associato di psichiatria presso la Harvard Medical School e coordinatore dello studio, ha spiegato al New York Times che l'ispirazione per la ricerca è nata dall'osservazione diretta dei suoi pazienti universitari presso la clinica di salute mentale digitale del Beth Israel Deaconess Medical Center di Boston. Molti di loro riferivano di sentirsi meglio dopo aver ridotto l'uso delle piattaforme social. Per superare i limiti delle precedenti ricerche sul tema, spesso caratterizzate da risultati contrastanti e confusi, il team ha adottato la metodologia del "digital phenotyping", una tecnica che consente di raccogliere dati comportamentali in tempo reale direttamente dai dispositivi dei partecipanti.
Durante le prime due settimane dello studio, i ricercatori hanno monitorato l'uso normale dello smartphone da parte dei volontari, raccogliendo informazioni dettagliate non solo sul tempo trascorso sui social media, ma anche su altri parametri come i pattern di mobilità, il numero di passi giornalieri e la qualità del sonno. Secondo lo studio pubblicato su JAMA Network Open, i benefici riscontrati deriverebbero principalmente dall'evitare comportamenti problematici associati ai social media, come l'uso compulsivo e i confronti sociali negativi, piuttosto che dalla semplice riduzione del tempo trascorso davanti allo schermo. Un aspetto sorprendente emerso dalla ricerca riguarda il fatto che i partecipanti hanno trascorso leggermente più tempo complessivo sui loro smartphone durante la settimana di detox, nonostante la drastica riduzione dell'uso dei social.
Riuscire a raggiungere tali risultati con una sola settimana di modifica comportamentale rappresenta un dato straordinario, con gli esperti che hanno evidenziato come una pausa dai social possa produrre miglioramenti rapidi, offrendo un'opzione semplice, gratuita e immediatamente accessibile a tutti, a differenza della psicoterapia tradizionale che richiede tendenzialmente più tempo e risorse economiche. I ricercatori hanno comunque notato differenze nella facilità con cui i volontari sono riusciti ad abbandonare le diverse piattaforme: Facebook e X si sono rivelate più semplici da lasciare, mentre Instagram, TikTok e Snapchat hanno presentato maggiori difficoltà, fattore che suggerisce diversi livelli di dipendenza o coinvolgimento emotivo a seconda del tipo di social network.
Non mancano le critiche metodologiche, soprattutto da parte degli psicologi che hanno sottolineato come l'assenza di un gruppo di controllo renda i risultati meno affidabili, poiché i partecipanti, essendosi offerti volontari per l'esperimento, potrebbero aver inconsciamente modificato le proprie risposte in base alle aspettative dello studio. Un'analisi compiuta in precedenza su diversi studi ha cercato di scoprire eventuali effetti derivanti dalle pause sui social media nei confronti della salute mentale, concludendo che l'effetto medio era "statisticamente uguale a zero". Altre analisi simili hanno rilevato effetti positivi ma di lieve entità rispetto al più recente studio di Harvard.
Il dottor Torous ha attribuito questa variazione nei risultati alla bassa qualità degli studi di ricerca esistenti, affermando che molte ricerche precedenti non utilizzavano metodologie sufficientemente rigorose per catturare la complessità del fenomeno. Torous precisa che ridurre l'uso dei social non dovrebbe comunque essere considerato una terapia primaria per disturbi mentali, ma potrebbe rappresentare un utile trattamento complementare per chi sta già seguendo un percorso terapeutico con farmaci o psicoterapia. Ha inoltre espresso riserve riguardo all'idea di vietare completamente l'uso delle piattaforme, definendo tale approccio troppo rigido, diretto e rozzo, almeno per quanto riguarda la salute mentale, e potenzialmente controproducente perché potrebbe causare conseguenze indesiderate. L'obiettivo delle future ricerche sarà identificare quali individui possano trarre maggior beneficio dalle pause programmate dai social, personalizzando gli interventi sulla base delle caratteristiche di ciascuno e creando protocolli più specifici ed efficaci.










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13 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoSarà pure vero che, ad oggi, non esistono relazioni sociali che non siano anche relazioni digitali, ma faccio fatica a non scindere le due modalità di interazione.
Il resto mi sembrano cose già note.
Poi, certo, ha delle caratteristiche che rimandano ai social, ma rimane, almeno allo stato attuale, un sistema di messaggistica.
Poi, certo, ha delle caratteristiche che rimandano ai social, ma rimane, almeno allo stato attuale, un sistema di messaggistica.
condivido ma vedo ragazzi con 100 persone in chat e quindi passano la giornata a rispodere quindi anche se non lo sono portano via tempo come un social classico
Poi, certo, ha delle caratteristiche che rimandano ai social, ma rimane, almeno allo stato attuale, un sistema di messaggistica.
Boh, per me se a uno gli togli facebook, ma gli lasci whatsapp cambia poco. Avrei proprio tolto il telefono, quello sì che avrebbe avuto senso.
allora devi toglierli anche gli sms pero, pre whatsapp usavamo solo quello per fare la stessa cosa
A parte che gli SMS li paghi, e non te li danno gratis se non fai un piano internet, ma non c'erano i gruppi e non potevi condividere media. Fa tutta la differenza del mondo.
si usavano i MMS quella vota forse non sei abbastanza vecchio
Facebook c'è da più di 15 anni, ma all'inizio si utilizzava da desktop.
Non che fosse una cosa positiva, ma di sicuro l'impatto era meno notevole di quanto non lo sia oggi.
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