Il primo "musicista AI" ha firmato con una casa discografica indipendente
Un creator che usa l'AI per creare musica ha ottenuto un contratto da una casa discografia indipendente: il mondo della musica deve fare i conti con un'intelligenza artificale sempre più presente
di Davide Raia pubblicata il 02 Settembre 2025, alle 07:51 nel canale WebIl mondo della musica deve fare i conti con la crescente diffusione dell'intelligenza artificiale generativa, in grado di aiutare gli artisti in fase di creazione di nuovi brani ma capace anche di creare musica da zero. Si tratta di una questione destinata a diventare sempre più rilevante.
Un contratto discografico per l'AI
Il caso di Oliver McCann è un esempio di quella che potrebbe essere una svolta futura del settore della musica con la crescente diffusione di strumenti AI per la creazione di brani. Il creator in questione, come sottolineato da lui stesso, non ha alcun talento musicale ma è riuscito a creare diversi brani di successo con l'AI, arrivando a totalizzare 3 milioni di streaming.
La "sua" musica spazia tra vari generi, dall'indie-pop all'electro-soul al country-rap, e sembra essere in grado di attirare gli utenti dei servizi di streaming. Il caso di McCann è particolarmente interessante per via della scelta di Hallwood Media, un'etichetta discografica indipendente, di proporre un contratto discografico. Si tratta, probabilmente, della prima volta che un'etichetta musicale firma un creatore musicale che utilizza esclusivamente l'AI per la creazione dei suoi brani. Ricordiamo che su Spotify, nei mesi scorsi, è diventata virale una band creata dall'AI.
L'AI è sempre più protagonista nel mondo musicale
L'impatto dell'AI sulla musica e, in particolare, sul mercato musicale sarà tutto da scoprire. Secondo Deezer, circa il 18% dei brani caricati ogni giorno sulla piattaforma è stato realizzato ricorrendo all'AI come unico strumento per creare il pezzo. Nonostante questa percentuale elevata, il numero di ascolti totali resta, per il momento, molto limitato.
Ricordiamo che le major Sony Music Entertainment, Universal Music Group e Warner Records hanno intentato cause legali contro Suno e Udio, strumenti AI per creare musica, e ora starebbero trattando per un accordo in grado di garantire agli artisti umani una retribuzione quando l'AI viene utilizzata per remixare i loro brani. GEMA, la SIAE tedesca, ha fatto causa a Suno per alcuni casi di plagio.Il futuro della musica potrebbe passare sempre di più per le aule di tribunali.










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5 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoQuelle virgolette dovrebbero avere dimensioni colossali, perfettamente visibili dallo spazio profondo.
Se scarichi un brano da internet sei un musicista? No.
Ma se il sito da cui lo scarichi prende un migliaio di brani, isola i loro stem, riassembla il tutto secondo un criterio interpretato da un prompt... allora sì, sei un musicista (AI
Il problema è proprio questo. L'asticella è così bassa da permettere a certa feccia di emergere.
Inoltre, l'AI sarà stata sicuramente addestrata su questa stessa m-... usica.
continuerò ad ascoltare musica "vecchia" come faccio tuttora
https://www.youtube.com/watch?v=xui9xHDDC_Y
https://www.youtube.com/watch?v=msqB6g_bvng
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