Google chiarisce: i contenuti creati con AI vanno sempre verificati da un essere umano
Gary Illyes di Google conferma che i testi generati con intelligenza artificiale non sono penalizzati se accurati, originali e sottoposti a revisione editoriale umana. I sistemi AI di Big G, come AI Overviews e AI Mode, si basano su modelli Gemini personalizzati e utilizzano il motore di ricerca per garantire risposte fondate su dati verificabili
di Rosario Grasso pubblicata il 12 Agosto 2025, alle 13:57 nel canale WebDurante un'intervista esclusiva con Kenichi Suzuki, esperto giapponese di SEO e search marketing, Gary Illyes di Google ha precisato che l'origine di un contenuto – umano o generato con AI – non influisce sulla sua valutazione, purché siano rispettati criteri fondamentali come precisione, originalità e supervisione editoriale. L'espressione corretta, secondo Illyes, non è "human created" ma "human curated", a sottolineare l'importanza di un controllo umano capace di confermare correttezza e affidabilità prima della pubblicazione.
Illyes ha spiegato che le funzionalità AI Overview e AI Mode si basano su modelli Gemini sviluppati su misura. Questi sistemi ancorano le risposte a dati provenienti dall'indice di ricerca di Google per ridurre il rischio di informazioni inventate. A questo scopo vengono eseguite più query a Google Search, senza impiego di AI nella fase di recupero dei dati.
Il tema del crawler Google Extended è stato affrontato chiarendo che, se un sito ne blocca l'accesso, Gemini non potrà utilizzare i contenuti di quel dominio per il grounding. L'uso di dati per l'addestramento, invece, resta legato alla selezione di documenti di alta qualità, con attenzione a escludere materiale generato da AI che possa innescare cicli di apprendimento autoreferenziali.
Per Illyes, due i problemi principali: contenuti troppo simili ad altri già esistenti e informazioni inaccurate. Entrambi rischiano di compromettere sia l'indice di ricerca sia i modelli linguistici. La revisione umana resta quindi un passaggio essenziale, non da segnalare esplicitamente nelle pagine, ma da applicare sistematicamente per garantire che i dati siano affidabili e non creino distorsioni nei sistemi di AI.
In sintesi, Google ribadisce che i contenuti generati con AI possono essere perfettamente compatibili con le politiche di ricerca e con l'addestramento dei modelli, a condizione che siano frutto di un attento controllo editoriale e che mantengano elevati standard di qualità e accuratezza.
Queste indicazioni arrivano in un momento in cui la quantità di contenuti pubblicati online cresce rapidamente, complice la facilità con cui l'intelligenza artificiale permette di produrre testi, immagini e video. Parallelamente, strumenti come AI Overview forniscono agli utenti risposte dirette basate su informazioni reperite nei siti web, senza però generare necessariamente traffico verso le fonti originali, compromettendo così un equilibrio delicato tra visibilità e utilizzo dei contenuti.










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