Dopo Chat Control, l'Unione Europea rilancia con ProtectEU, un'iniziativa che riaccende il dibattito sulla sorveglianza digitale
L'obiettivo dichiarato è rafforzare le indagini penali, ma le proposte contenute nel piano secondo alcuni minacciano la privacy di milioni di cittadini, tra gli altri aspetti con la rimozione della crittografia end-to-end. In gioco c'è molto più della sicurezza online
di Rosario Grasso pubblicata il 10 Giugno 2025, alle 08:01 nel canale WebLa Commissione Europea sta valutando un piano strategico chiamato ProtectEU, che include raccomandazioni potenzialmente invasive in materia di sorveglianza digitale e accesso ai dati. L'iniziativa segue il contestato progetto Chat Control e ne estende l'ambito d'azione ben oltre la lotta agli abusi sui minori spingendosi su ogni ambito delle comunicazioni digitali, senza distinzioni.
Alla base di ProtectEU c'è un gruppo di lavoro istituito ufficialmente il 6 giugno 2023: l'High-Level Group on Access to Data for Effective Law Enforcement. Il documento istitutivo è stato firmato da Ylva Johansson, commissaria europea che in passato ha promosso proprio Chat Control. I lavori del gruppo sono stati finora opachi e le richieste di trasparenza da parte di parlamentari europei come Patrick Breyer e di organizzazioni civiche come EDRi (European Digital Rights) sono state respinte. Secondo la Commissione, la natura "speciale" del gruppo ne giustifica la riservatezza.
I lavori sono stati articolati in tre sottogruppi, ognuno con un focus preciso: accesso ai dati salvati sui dispositivi, accesso ai dati archiviati presso i provider e accesso in tempo reale ai dati in transito. Il messaggio è esplicito: ogni forma di comunicazione dovrebbe essere tecnicamente intercettabile, anche se protetta da crittografia end-to-end.
Nel report finale da 51 pagine sono presenti 42 raccomandazioni, alcune delle quali particolarmente controverse. In uno dei passaggi chiave, si legge che i provider dovrebbero fornire i dati "in formato intellegibile" anche quando questi sono protetti da crittografia. Tra le soluzioni suggerite figura anche l'analisi automatica dei metadati tramite intelligenza artificiale per il tracciamento comportamentale degli utenti.
Il rischio, secondo numerosi esperti e associazioni, è che queste misure comportino la compromissione del sistema di comunicazione sicura su cui si fonda l'attuale infrastruttura digitale, con effetti collaterali che potrebbero includere la fuga di servizi come Signal dal mercato europeo. Allo stesso tempo, è legittimo che l'Unione Europea provi a dotarsi di strumenti tecnologici avanzati e moderni che possano consentirle di svolgere il proprio lavoro inquisitorio quando si tratta di perseguire situazioni al di là della legge.
La posta in gioco resta alta: oltre 80 organizzazioni, tra cui Mozilla, Proton, Electronic Frontier Foundation e diverse entità della società civile, hanno firmato una lettera congiunta contro ProtectEU. Sul sito della Commissione è aperta una consultazione pubblica sulla parte relativa ai metadati, c'è tempo fino al 18 giugno per esprimere la propria opinione in merito e dare un contributo alla discussione.
Ringraziamo morrolinux per aver riassunto molto chiaramente l'intera vicenda.










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10 Commenti
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👉 Commenta la proposta sul portale EU: https://shorturl.at/clamI👉 Firma la petizione per fermare ChatControl: https://stopchatcontrol.eu
azi-muth ci sei?
A strascico sarebbe grave, manco in cina...
mi sa che se passa la proposta anche le vpn dovranno essere "accessibili" altrimenti cade tutto il sistema.
👉 Firma la petizione per fermare ChatControl: https://stopchatcontrol.eu
E' pura follia demente, catastrofica anche da un punto di vista proprio tecnico/di sicurezza.
E, manco a dirlo, possono star lì a partorire queste puttanate (o peggio -> CBDC) grazie ai fondi quasi illimitati garantiti dalla moneta stampabile. Non continuo il discorso, già si è capito
Altrimenti la notizia sarebbe passata in sordina, come al solito.
Penso che la qualificazione ai mondiali sia di interesse maggiore per i media generalisti...
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