Collins, "vibe coding" è la Parola dell'Anno 2025: l'IA riscrive lo sviluppo software
Collins Dictionary incorona "vibe coding" come Parola dell'Anno 2025: creare app “parlando” con l’IA entra nel lessico comune, tra promesse di accesso democratizzato allo sviluppo e interrogativi su qualità del codice, sicurezza, manutenzione e proprietà intellettuale
di Andrea Bai pubblicata il 10 Novembre 2025, alle 09:31 nel canale Web“Vibe coding” è la Parola dell’Anno 2025 secondo il Collins Dictionary: il riconoscimento è rappresentativo dell’impatto dell’intelligenza artificiale nel modo in cui si concepisce e realizza software. L’espressione indica la creazione di applicazioni descrivendole a un’IA in linguaggio naturale, che traduce le richieste in codice e interfacce senza scrivere manualmente ogni riga.
La scelta del Collins avviene in un anno in cui molti neologismi riflettono il rapporto sempre più stretto tra persone e tecnologie, con la lessicografia che intercetta l’uso reale nei media e sui social attraverso il Collins Corpus, un archivio da 24 miliardi di parole che aiuta a stilare la lista annuale dei termini emergenti e più significativi. “Vibe coding” si afferma dopo un netto aumento d’uso dalla sua prima comparsa a febbraio, posizionandosi davanti ad altri candidati che hanno segnato il dibattito pubblico.
L’origine del termine viene attribuita ad Andrej Karpathy, ex direttore dell’IA in Tesla e tra i primi ingegneri di OpenAI, che ha descritto il concetto come un approccio in cui si può “dimenticare che il codice esista”, lasciando che siano i modelli generativi a tradurre esigenze e specifiche in software funzionante, permettendo a chi ha un’idea di “assecondare le vibrazioni” del progetto senza immergersi nella sintassi. L’idea alla base è semplice: l’utente indica all’IA quello che vuole (“crea un programma che organizzi i pasti settimanali”) e ottiene un’app di base, pur con limiti ed errori possibili che richiedono supervisione.

Il Collins sottolinea che la selezione intercetta “un momento” in cui l’IA rende più accessibile lo sviluppo di software, abbassando barriere storiche per non specialisti e creatori, ma senza cancellare la necessità di competenze tecniche quando si va oltre il prototipo o si entra in ambiti critici come sicurezza, qualità del codice, manutenzione e proprietà intellettuale. La democratizzazione non è sinonimo di infallibilità: l’affidabilità degli output e l’interpretazione corretta dei requisiti restano punti sensibili che impongono verifiche, test e una definizione precisa delle specifiche.
Accanto al vincitore, la shortlist del Collins 2025 mette in luce altri termini che raccontano costumi e tensioni contemporanee. Tra questi figurano “clanker”, usato in senso spregiativo per indicare computer, robot o IA; “glaze”, che significa lodare o adulare in modo esagerato o non meritato; “aura farming”, la pratica di coltivare scientemente un’immagine carismatica per apparire “cool”; e “broligarchy”, un’etichetta rivolta ai proprietari delle grandi aziende tecnologiche, i cosiddetti “tech bros”. Compaiono anche “coolcation”, per le vacanze in climi freschi, e “HENRY” (“high earner, not rich yet”), acronimo che descrive chi guadagna molto ma non si sente ancora ricco. Non tutti i termini nascono nel 2025, ma sono ritenuti significativi perché quest’anno hanno guadagnato forte trazione d’uso.
Negli ultimi anni il titolo di “Parola dell’Anno” ha spesso rispecchiato il clima culturale: nel 2024 è stata “brat”, mentre nel 2023 è toccato ad “AI”, a segnare la pervasività dell’intelligenza artificiale nel linguaggio quotidiano. La vittoria di “vibe coding” del 2025, spiegano editor e lessicografi, cattura un passaggio d’epoca in cui l’integrazione tra creatività umana e intelligenza delle macchine sta cambiando il nostro modo di interagire con i computer, spostando il baricentro dalla sintassi al dialogo in linguaggio naturale.










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9 Commenti
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Puoi tornare a muoverti a piedi, allevarti la carne e coltivarti le verdure.
Guarda che sei gia' dipendente su tantissime cose, non e' che l'IA e' il male...
Sei dipendente dai social
Sei dipendente dai motori di ricerca
Sei dipendente dai fornitori di verdure
Sei dipendente dai negozi di vestiti
Quindi finiamola di demonizzare la IA, e' semplicemente uno strumento come tanti, esattamente come i programmi CAD per un architetto, non e' che se ti fa automaticamente le scale non sei piu' architetto o non sei in grado di farlo da solo, semplicemente utilizzi lo strumento che in quel momento ti rende piu' profittevole. A meno che non ti piaccia ottenere lo stesso risultato spendendo molto piu' tempo senza che alla fine cambi una virgola; io preferisco risparmiare tempo e dedicarmi ad altro.
Puoi tornare a muoverti a piedi, allevarti la carne e coltivarti le verdure.
Risposta senza senso. Io ho fatto un esempio corretto, la calcolatrice, tu hai sparato banalità.
Non ho mai allevato animali o fatto l'orto, non ne sono in grado, e infatti come per decine di altre cose, mi appoggio ad altre persone (persone) che lo sanno fare.
Però a programmare son capace, come son capace in tante altre cose, se queste le delego tutte all'IA, ne diventerò dipendente e il giorno che la staccheranno, perché succederà, o diventerà a profumato pagamento, e questo forse succederà prima, non saprò più come fare.
Sei dipendente dai social
Sei dipendente dai motori di ricerca
Sei dipendente dai fornitori di verdure
Sei dipendente dai negozi di vestiti
Quindi finiamola di demonizzare la IA, e' semplicemente uno strumento come tanti, esattamente come i programmi CAD per un architetto, non e' che se ti fa automaticamente le scale non sei piu' architetto o non sei in grado di farlo da solo, semplicemente utilizzi lo strumento che in quel momento ti rende piu' profittevole. A meno che non ti piaccia ottenere lo stesso risultato spendendo molto piu' tempo senza che alla fine cambi una virgola; io preferisco risparmiare tempo e dedicarmi ad altro.
Al di là dell'esperienza personale (io tendo a non usare per le cose importanti strumenti cloud/internet/telefono/social/IA se non ne sono costretto), come scritto sopra il problema è usare l'IA per fare cose di cui si è capaci. Il giorno che l'IA non sarà più accessibile, non sarai più in grado di fare il tuo lavoro
Non ho mai allevato animali o fatto l'orto, non ne sono in grado, e infatti come per decine di altre cose, mi appoggio ad altre persone (persone) che lo sanno fare.
Però a programmare son capace, come son capace in tante altre cose, se queste le delego tutte all'IA, ne diventerò dipendente e il giorno che la staccheranno, perché succederà, o diventerà a profumato pagamento, e questo forse succederà prima, non saprò più come fare.
Al di là dell'esperienza personale (io tendo a non usare per le cose importanti strumenti cloud/internet/telefono/social/IA se non ne sono costretto), come scritto sopra il problema è usare l'IA per fare cose di cui si è capaci. Il giorno che l'IA non sarà più accessibile, non sarai più in grado di fare il tuo lavoro
quando questo accadrà, se mai accadrà, ci saranno gia modelli che potranno girare in locale ed offline al pari degli attuali modelli che girano sul cloud..
dovresti preoccuparti maggioramente di come utilizzarla per migliorare il tuo lavoro piuttosto di come non doverla utilizzare per prepararsi ad un ipotetico scenario apocalittico...
E come ti ho detto questo e' assolutamente falso. Utilizzare la IA non significa che ti dimentichi di fare le cose, semplicemente che ti concentri sulle cose importanti o automatizzi il lavoro.
Perche' se vale quello che dici tu allora, come ti ho detto, un architetto che utilizza abitualmente archicad non sarebbe piu' in grado di progettare una casa se gli togli la licenza, o un ingegnere non saprebbe piu' realizzare un sistema di controllo se gli togli matlab.
Morto uno strumento, se ne fa un altro. Sta cosa che utilizzare la IA fa dimenticare le cose e' solo nella tua testa, che deve essere cosi' e basta. Puo' capitare il contrario, che se non sai fare una cosa chiedi alla IA e ti da la soluzione, anche se poi, come ho detto prima, ti devi sobbarcare il rischio di utilizzare qualcosa che non puoi verificare, ma vale esattamente come gli altri strumenti software, io posso vedere un videotutorial di Archicad e progettare casa mia senza sapere una fava di architettura, lo strumento di da un risultato ma poi se fa ca**re non e' colpa sua.
Non ho mai allevato animali o fatto l'orto, non ne sono in grado, e infatti come per decine di altre cose, mi appoggio ad altre persone (persone) che lo sanno fare.
Prova a rileggerti lentamente e poi ancora ed ancora finchè non ci arrivi.
dovresti preoccuparti maggioramente di come utilizzarla per migliorare il tuo lavoro piuttosto di come non doverla utilizzare per prepararsi ad un ipotetico scenario apocalittico...
Per me non è ipotetico, succedono cose del genere continuamente. Quando ero giovane era impensabile pagare l'acqua per bere, quando uscirono i primi canali satellitari tutti avevano la card crackata perché lo permettevano, ora devi pagare minimo 70€ al mese + 50€ l'anno per vedere tutte le partite della tua squadra se fa la Champions.
Ora con le IA stanno letteralmente bruciando miliardi. O iniziano a incassare e velocemente anche, o finisce molto, ma molto peggio che nel 2008.
Perche' se vale quello che dici tu allora, come ti ho detto, un architetto che utilizza abitualmente archicad non sarebbe piu' in grado di progettare una casa se gli togli la licenza, o un ingegnere non saprebbe piu' realizzare un sistema di controllo se gli togli matlab.
Morto uno strumento, se ne fa un altro. Sta cosa che utilizzare la IA fa dimenticare le cose e' solo nella tua testa, che deve essere cosi' e basta. Puo' capitare il contrario, che se non sai fare una cosa chiedi alla IA e ti da la soluzione, anche se poi, come ho detto prima, ti devi sobbarcare il rischio di utilizzare qualcosa che non puoi verificare, ma vale esattamente come gli altri strumenti software, io posso vedere un videotutorial di Archicad e progettare casa mia senza sapere una fava di architettura, lo strumento di da un risultato ma poi se fa ca**re non e' colpa sua.
Io ho usato tutto, da Copilot a ChatGPT, che ho pagato (non ho ancora capito il perché
Il risultato però è che ne diventi dipendente, quindi ho smesso proprio di usarli, anche perché 2 volte su 3 sbagliano (facevo proprio domande su cose che conoscevo). Uso a volte AI Assist su DuckDuckGo (che uso come motore di ricerca su Firefox), perché a volte è comodo anziché aprire siti pieni di pubblicità e cookie da accettare.
Al lavoro aiuterebbero per i motivi che hai elencato tu, e l'ho anche usata per quello, ma io son dipendente, devo comuque stare al lavoro 8 ore, non è che se finisco prima posso dedicarmi ad altro, e soprattutto non mi va di usare una IA per addestrarla a sostituirmi più velocemente di quanto già non farà. Poi con gli anni ho sviluppato una discreta avversione alle multinazionali, quindi se posso non alimento le 7 sorelle americane (o quante sono).
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