Blocco porno UK: la verifica dell'età diventa il business dell'anno per le VPN (e la Privacy trema)

Blocco porno UK: la verifica dell'età diventa il business dell'anno per le VPN (e la Privacy trema)

Nel Regno Unito, l'obbligo di verifica dell'età sui siti pornografici sta rivoluzionando la privacy online e generando un boom nell'uso delle VPN. Ma è davvero una soluzione efficace o solo un nuovo ostacolo facile da aggirare?

di pubblicata il , alle 10:31 nel canale Web
 

Londra, estate 2025. Da pochi giorni nel Regno Unito chiunque voglia accedere a contenuti per adulti online si trova davanti a un muro tecnologico: uno dei sistemi di verifica dell’età più rigidi mai implementati a livello globale. L’obiettivo? Proteggere i minori dal materiale pornografico e fare di Internet un posto più sicuro. Tuttavia, nel giro di 48 ore si è già scatenato un boom nell’utilizzo di VPN e sono emerse numerose falle nel sistema. Ecco cosa sta succedendo davvero, tra privacy a rischio e la solita genialità degli utenti online.

Dal semplice click…alla certificazione d’identità

Per anni bastava una finta dichiarazione ("Ho più di 18 anni") per entrare su un sito porno britannico. Dal 26 luglio 2025 tutto cambia: serve una verifica reale e automatizzata, grazie al nuovo Online Safety Act. Gli utenti devono scegliere tra caricare un documento d’identità, farsi un video selfie analizzato dall’intelligenza artificiale o fornire dati bancari e carte di credito per dimostrare la maggiore età. Non solo: forum online, piattaforme di incontri e persino social come Reddit e X (ex Twitter) adottano la stessa linea dura.

Questa nuova frontiera della sicurezza digitale non è solo simbolica: chi non si conforma rischia multe salatissime (fino a 18 milioni di sterline o il 10% del fatturato globale per le piattaforme più grandi).

Come funziona la verifica?

La responsabilità di scegliere lo strumento di verifica adatto ricade sui vari siti. Ecco i metodi principali:

  • Upload di un documento (patente, passaporto, carta d’identità)
  • Video selfie per verifica tramite AI
  • Controlli bancari e carte di credito
  • Servizi certificati di identità digitale

Ma attenzione ai dettagli: l’autorità regolatrice Ofcom ha già imposto che le vecchie "spunte" non bastano più. Le piattaforme devono garantire sistemi solidi e verificabili.

Privacy sotto assedio?

Molti utenti sono preoccupati: chi assicura davvero che i dati forniti (foto, documenti, informazioni bancarie) non vengano archiviati, venduti o hackerati? Le piattaforme giurano di non conservare i dati a lungo termine, ma la diffidenza è palpabile. Questo nodo potrebbe rivelarsi esplosivo, soprattutto nel mondo digitale odierno, sempre più segnato da scandali di violazioni della privacy e data leak.

Non è tutto: la fase di onboarding digitale assomiglia sempre più a una procedura burocratica, con utenti costretti a leggere decine di pagine di termini e condizioni tra privacy, autorizzazioni e consensi. Il rischio? Una fuga di massa verso strumenti alternativi.

Aggirare la legge? Sì, con una VPN

La notizia più attesa dagli addetti ai lavori e dagli utenti smaliziati era questa, ed è arrivata puntuale: le VPN (reti private virtuali che mascherano la posizione reale di chi naviga) stanno vivendo un’autentica impennata nelle installazioni nel Regno Unito dal momento dell’entrata in vigore della norma. Basta simulare una connessione da Germania, Francia o qualunque altro Paese senza queste limitazioni e tutti i blocchi tornano inutili. Gli stessi provider di VPN confermano il boom di acquisti e download.

Impossibile per ora verificare quante persone stiano già aggirando la legge, ma sui forum specializzati e nei gruppi Telegram dedicati le guide su “Come sbloccare i siti porno in UK nel 2025” si moltiplicano. Le autorità ammettono: impedire questo tipo di bypass è complicato, i controlli si fermano ai residenti britannici, non ai naviganti “mascherati”.

Un successone? Non proprio

C’è chi parla già di mezzo fallimento: in un’epoca digitale, ognuno troverà sempre una scorciatoia, e la barriera tecnologica è forse più efficace su chi la rispetta “per principio” che non sugli utenti più smaliziati. Inoltre, il rischio di furto d’identità legato alla condivisione di documenti e dati sensibili è concreto. Non sono mancate incidenti in cui adolescenti hanno utilizzato documenti di amici, parenti o trovati online per aggirare comunque la verifica. La polemica monta anche tra chi teme che simili leggi aprano la strada a una nuova era di censura e controllo di massa sulla navigazione e sui dati personali, un rischio forse maggiore della pornografia stessa.

Il Regno Unito si propone come apripista di una tendenza che potrebbe presto diffondersi anche in altri Paesi europei (e non solo). Tuttavia, la partita tra tutela dei minori, diritto alla privacy e nuovi business tecnologici (come quello delle VPN) è tutt’altro che chiusa. Gli operatori più importanti stanno a guardare: adattarsi o rischiare sanzioni, mentre gli utenti più esperti continueranno a cercare la via della libertà digitale. L’introduzione dell’obbligo di verifica dell’età nel Regno Unito rappresenta uno snodo cruciale per la regolamentazione del web. Da un lato, risponde a una esigenza reale di protezione dei minori, dall’altro rischia di diventare una misura poco efficace contro chi cerca attivamente di aggirarla e capace soprattutto di sacrificare privacy e libertà digitale. Intanto, il vero vincitore sembra già esserci: il mercato delle VPN, che festeggia la sua nuova età dell’oro. E la domanda resta: quanto siamo disposti a sacrificare, tra sicurezza e privacy, per proteggere chi naviga online?

29 Commenti
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s12a31 Luglio 2025, 10:36 #1
Non bloccano solo il porno. Smettetela di fare disinformazione. Avevate anche scritto una news ieri riguardo i servizi di Xbox: https://gaming.hwupgrade.it/news/vi...oni_141777.html

Quello che è successo recentemente con Tea app (se le numerose fughe di dati personali anche da siti di ecommerce non fossero state sufficienti), che non mi sembra sia stato evidenziato su HWU, dovrebbe far riflettere sul fatto che obbligare cani e porci a richiedere di identificare gli utenti sia un'idea veramente pessima se non addirittura pericolosa.
Opteranium31 Luglio 2025, 11:06 #2
come altri hanno scritto, è solo un pretesto per mettere al guinzaglio le vpn stesse, con la scusa dei pornazzi
s12a31 Luglio 2025, 11:23 #3
Nel frattempo, anche Spotify ha iniziato a richiedere la verifica dell'età/identità, e ti cancellano pure l'account se non lo fai entro un certo tempo:

https://www.independent.co.uk/tech/...n-b2798937.html
makka31 Luglio 2025, 11:30 #4
Finirà come disse quel tizio:
"Se da internet toglieranno il porno.....
rimarrà un solo sito con scritto 'Ridateci il porno' "
_GV_31 Luglio 2025, 11:52 #5
questa scelta (non entro nel merito) ha talmente tanti effetti collaterali, alcuni dei quali catastrofici, che prevedo un dietrofront molto veloce...
Jack.Mauro31 Luglio 2025, 11:53 #6
Originariamente inviato da: makka
Finirà come disse quel tizio:
"Se da internet toglieranno il porno.....
rimarrà un solo sito con scritto 'Ridateci il porno' "

Fatto!

Ultimo sito.
alien32131 Luglio 2025, 11:55 #7
Originariamente inviato da: s12a
Non bloccano solo il porno. Smettetela di fare disinformazione. Avevate anche scritto una news ieri riguardo i servizi di Xbox: https://gaming.hwupgrade.it/news/vi...oni_141777.html

Quello che è successo recentemente con Tea app (se le numerose fughe di dati personali anche da siti di ecommerce non fossero state sufficienti), che non mi sembra sia stato evidenziato su HWU, dovrebbe far riflettere sul fatto che obbligare cani e porci a richiedere di identificare gli utenti sia un'idea veramente pessima se non addirittura pericolosa.


Infatti concordo al 100%, non solo con questa legge l'inghilterra con la i minuscola di proposito è a un passo dalla cina e mezzo passo dal mondi di V per Vendetta. Dobbiamo veramente aspettare che arrivi V per far saltare in aria il parlamento? Spero di no e che che la democrazia vinca
Univac31 Luglio 2025, 12:38 #8
Non mi sono chiare alcune cose:

1- Ma anche siti porno non "co.uk" con sede fuori UK?
Cioe' un sito americano, con server in america.... e' obbligato a seguire le direttive? E se si', solo sugli utenti UK? Cosa distingue cio', l'IP del client?
Quindi il sito dovra' attrezzarsi per distiguere e gestire in modo differente in base all'origine della richiesta? mah...

2- Tecnicamente parlando... non si potrebbe fare un sito in america, che rimbalza qualuque contenuto , risultando quindi come utente americano?
(una sorta di VPN per http ma senza installazione, per intenderci)
Non ne sono a conoscenza, ma mi vien da dire che sicuramente esistono.
alien32131 Luglio 2025, 13:00 #9
Originariamente inviato da: Univac
Non mi sono chiare alcune cose:

1- Ma anche siti porno non "co.uk" con sede fuori UK?
Cioe' un sito americano, con server in america.... e' obbligato a seguire le direttive? E se si', solo sugli utenti UK? Cosa distingue cio', l'IP del client?
Quindi il sito dovra' attrezzarsi per distiguere e gestire in modo differente in base all'origine della richiesta? mah...


Bella domanda, penso che la discriminante sia se tu hai sedi in inghilterra, se tu se un sito porno che non fa affari sul territorio
non possono farti pagare nessuna multa, al più ti bloccano.


2- Tecnicamente parlando... non si potrebbe fare un sito in america, che rimbalza qualuque contenuto , risultando quindi come utente americano?
(una sorta di VPN per http ma senza installazione, per intenderci)
Non ne sono a conoscenza, ma mi vien da dire che sicuramente esistono.


Per il sito non è la discriminate la sede del server ma è piu una questione di sede legale o finanziaria
fraussantin31 Luglio 2025, 13:44 #10
Non capito il problema?
Banneranno tutte le vpn ?
Banneranno ogni sito porno non localizzato in italia ?

Credo sia un po ambizioso come progetto.
Ancora non sono riusciti a fermare la pirateria.

Tranquillizzate i ragazzini che potranno continuare a segarsi.

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