Addio streaming illegale? Il nuovo sistema che terrorizza i siti pirata funziona davvero
La sperimentazione del 23 maggio 2025 ha dimostrato l'efficacia del sistema automatizzato per rimuovere contenuti illegali attraverso i servizi DNS. Un risultato che segna un progresso importante nella lotta contro la pirateria digitale, con oltre 55.000 blocchi già attuati tramite Piracy Shield.
di Nino Grasso pubblicata il 11 Giugno 2025, alle 11:01 nel canale WebLa collaborazione tra AGCOM e Google promette di portare risultati tangibili nella battaglia contro la pirateria digitale. La sperimentazione condotta il 23 maggio 2025, durante l'anticipo delle partite conclusive del campionato di Serie A, ha dimostrato come sia possibile implementare un sistema automatizzato efficace per contrastare l'accesso ai contenuti illegali attraverso i servizi DNS pubblicamente disponibili.

L'iniziativa rappresenta il frutto di un dialogo costruttivo tra l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni e il colosso tecnologico americano. Le interlocuzioni hanno permesso di identificare le modalità tecniche più appropriate per garantire la rimozione tempestiva dei contenuti che violano i diritti d'autore, sfruttando le potenzialità offerte dai DNS pubblici gestiti da Google. Il sistema sperimentato consente ad AGCOM di segnalare in tempo reale a Google le risorse identificate dai titolari dei diritti attraverso la piattaforma Piracy Shield.
Agcom e Google insieme nella battaglia contro la pirateria, e sta funzionando
La procedura automatizzata garantisce l'esecuzione rapida degli ordini di blocco, riducendo in maniera importante i tempi di intervento rispetto ai metodi tradizionali. I numeri rilasciati dall'Autorità confermano l'efficacia dell'approccio adottato: ad oggi, Piracy Shield ha generato circa 55.504 blocchi complessivi, suddivisi tra 44.602 FQDN (Fully Qualified Domain Name) e 10.902 indirizzi IP. I dati testimoniano non solo l'efficacia delle soluzioni adottate, ma anche la portata del fenomeno e l'importanza di usare strumenti tecnologici adeguati per contrastarlo.
La sperimentazione si inserisce nel quadro normativo definito dalla Legge antipirateria n. 93 del 2023 e tiene conto delle disposizioni previste dall'articolo 9 del Regolamento sui servizi digitali (DSA). L'approccio dell'Autorità rispetta i principi di proporzionalità e trasparenza richiesti dalla normativa europea, garantendo al contempo un'azione efficace contro le violazioni dei diritti d'autore. AGCOM ha espresso l'auspicio che altri prestatori di servizi coinvolti nell'accessibilità ai contenuti illegali adottino iniziative analoghe. L'estensione del modello sperimentato con Google ad altri operatori potrebbe infatti moltiplicare l'efficacia del sistema, creando una rete di controllo coordinata contro la pirateria digitale.










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42 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoIo pensavo pasta col tonno !
Fantastico. Avanguardia vera. Io non ci avrei mai pensato effettivamente di sgamare la gente così !
Ho paura a risponderti, come da regolamento.
Diciamo che usare i DNS dell' Anti Cristo in persona di questi tempi (in generale) non è la scelta migliore.
E sempre parlando in generale, trovi alternative decisamente migliori, anche per filtrare tutta la monnezza che ti arriva dal web.
Io pensavo pasta col tonno !
Boh, vediamo che offre la mensa oggi...
E immagina quanti soldi in consulenze avranno speso per arrivare a questa genialata.
...capito perchè invoco Pazuzu ogni volta che faccio la dichiarazione dei redditi ?
io invece invoco 1.1.1.1
208.67.222.222
1.1.1.1 o 208.67.220.220 ?
Questo è il dilemma.
Apriamo un dibattito, lei ragioniere cosa consiglia ?
Mi esprimi il suo profondo giudizio estetico, che gli altri qui dormono come delle merd...e !!!
Appunto, mi hai fregato di qualche secondo. Stessa domanda !
"Facciamo chiarezza in merito agli articoli e alle trasmissioni tv dove parlano di una nuova retata iptv . Il tutto si riferisce a cose vecchie parliamo del 2017 riprese da giornali e tv per spaventare la gente. Queste dinamiche distorte stanno avendo gravi ripercussioni anche sulla vicenda in oggetto:
numerosi soggetti, circa 2300, del tutto ignari, si sono visti recapitare delle multe di 51€, in alcuni casi notificate persino direttamente dalla Guardia di Finanza presso il loro domicilio, per un servizio che non hanno mai utilizzato oppure che, se utilizzato, era perfettamente legale e non comportava alcuna violazione del diritto d'autore. Purtroppo come spesso accade il fatto che il costo di un eventuale ricorso sia superiore all'importo della sanzione stessa, spinge inevitabilmente la maggior parte dei soggetti, pur convinti della propria estraneità, a pagare una multa ingiusta pur di evitare ulteriori spese. Tant'è che un avvocato civilista, nutrendo forti perplessità in merito alla legittimità delle sanzioni fino ad ora notificate, sta proponendo numerosi ricorsi presentati dai cosiddetti “utenti finali”, i quali nella vicenda in questione sono stati sanzionati unicamente in base a semplici versamenti effettuati su carte prepagate riconducibili agli indagati, senza alcun riscontro oggettivo da parte della Guardia di Finanza di Lecce, in particolare:
- non è stato identificato alcun indirizzo IP dei clienti
- non è stato sequestrato o visionato alcun dispositivo hardware in possesso ai clienti
- non è stata indicata quale opera protetta sarebbe stata violata
- non è stato indicato dove, quando o in che modo si sarebbe verificata la violazione
Attualmente se non seguendo dei presunti pagamenti non c'è modo di individuare i clienti"
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