Addio Bitcoin: in Algeria anche il solo possesso ora è un reato
Una nuova legge in Algeria impone il divieto totale su qualsiasi attività legata alle criptovalute: vietati mining, trading, promozione e anche il semplice possesso. Il paese adotta una delle regolamentazioni più restrittive al mondo, andando controcorrente rispetto all’approccio globale.
di Manolo De Agostini pubblicata il 31 Luglio 2025, alle 14:41 nel canale WebEthereumBitcoin
Con la pubblicazione della Legge n. 25-10 sulla Gazzetta Ufficiale del 24 luglio 2025, l'Algeria ha formalizzato un divieto assoluto su tutte le attività legate alle criptovalute. L'iniziativa legislativa, che rappresenta un'estensione della normativa finanziaria introdotta nel 2018, vieta espressamente il possesso, la compravendita, il mining, la promozione e la gestione di asset digitali come Bitcoin ed Ethereum, nonché qualsiasi forma di piattaforma o servizio associato, anche se operante online o all'estero.
L'articolo 6a della nuova legge stabilisce che è illecito non solo emettere o scambiare criptovalute, ma anche detenerle o promuoverne l'uso. Risultano pertanto vietati wallet digitali, servizi peer-to-peer, pubblicità online e persino l'uso di VPN per aggirare le restrizioni. Chiunque venga sorpreso a violare queste disposizioni rischia pene severe: da due a dodici mesi di reclusione e/o una multa tra 200.000 e 1.000.000 dinari algerini (circa 1.330 - 6600 euro). Le sanzioni possono aggravarsi nei casi di coinvolgimento in attività criminali organizzate.

Uno degli obiettivi dichiarati della normativa è il rafforzamento della lotta al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo. La legge rappresenta una modifica della norma del 2005 contro il riciclaggio, aggiornata per includere esplicitamente le criptovalute, considerate veicoli opachi e rischiosi per la stabilità economica nazionale.
Tuttavia, l'Algeria si colloca in netta controtendenza rispetto allo scenario globale. Mentre Stati Uniti, Pakistan e persino la Cina - storicamente restrittiva - stanno sperimentando forme di regolamentazione più bilanciate e orientate all'innovazione, il governo algerino ha optato per una criminalizzazione totale del settore.
Paradossalmente, il divieto del 2018 non ha fermato la diffusione delle criptovalute nel paese: l'Algeria è il sesto mercato per valore ricevuto nella regione MENA (Medio Oriente e Nord Africa). Questo dimostra, secondo vari esperti, l'inefficacia pratica dei divieti generalizzati.
Ari Redbord, di TRM Labs, è netto: "Nessuna giurisdizione può isolarsi completamente dalle transazioni crypto, che per loro natura attraversano confini e piattaforme".
Le implicazioni economiche della mossa algerina potrebbero rivelarsi significative: con il blocco delle attività crypto, il paese rischia di isolarsi dai flussi di investimento e sviluppo che stanno trainando l'integrazione tra finanza tradizionale e decentralizzata (DeFi) in molte altre economie emergenti, incluse alcune nazioni vicine come il Marocco.
"Lo abbiamo visto in paesi come Cina, India e Nigeria, che hanno implementato divieti o forti restrizioni in vari momenti, solo per vedere continuare l'attività delle criptovalute, spesso attraverso mercati clandestini o piattaforme straniere", ha aggiunto Redborn. "Anziché ricorrere a divieti assoluti, l'approccio più efficace è quello di una regolamentazione che porti alla luce le attività, consentendo alle forze dell'ordine e alle autorità di regolamentazione di proteggere i consumatori, pur continuando a sostenere l'innovazione".










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41 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoConcordo: ottime queste iniziative che ampliano lo storico di tentativi falliti e fallimentari (perdita di profitti e in finale utilizzo che continua, ma meno monitorabile). Le sbattute di naso sono sempre le migliori maestre.
ah... credevo fosse usato per scopi più nobili
anche io... pensavo le usassero i vip per fare beneficienza senza sbandierarlo ai 4 venti.
E invece...
Ma hai presente la situazione dell'Algeria?
Vallo a dire al GOVERNO dell'Indonesia: https://www.mandalachain.io/
Chain STATALE in via di sviluppo, per gestire anagrafe, contratti pubblici ecc. eccc.
E sì, per funzionare ha una sua coin.
P.S. gira/girerà su Polkadot.
Credo che i governanti di questi paesi si guardino bene anche solo a pensarlo se non vogliono trovarsi orde di cittadini inferociti sotto casa.
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Si tenga presente quanto letto nel regolamento, nel rispetto del "quieto vivere".