Ultima chiamata per Google: cambiare il Play Store o pagare una sanzione miliardaria

Ultima chiamata per Google: cambiare il Play Store o pagare una sanzione miliardaria

La Commissione Europea potrebbe sanzionare Google nei primi mesi del 2026 per violazioni del Digital Markets Act legate a Google Play. Le modifiche introdotte ad agosto sarebbero insufficienti rispetto agli standard richiesti

di pubblicata il , alle 12:01 nel canale Telefonia
GoogleAndroid
 

Alphabet potrebbe trovarsi di fronte a un'enorme sanzione economica da parte dell'Unione Europea entro il primo trimestre del 2026. Secondo fonti vicine alla vicenda, la Commissione Europea considera inadeguate le modifiche apportate da Google al proprio app store per conformarsi alle normative del Digital Markets Act, il regolamento che disciplina la concorrenza nel settore digitale.

L'autorità garante della concorrenza europea monitora attentamente Google Play da marzo scorso, con particolare attenzione alle limitazioni tecniche che impedirebbero agli sviluppatori di indirizzare gli utenti verso canali alternativi per l'acquisto di contenuti a prezzi potenzialmente più vantaggiosi. Secondo quanto riportato da Reuters, un secondo elemento critico riguarda la commissione applicata dalla piattaforma per l'acquisizione di nuovi clienti attraverso lo store, ritenuta eccessiva dai regolatori europei.

Le modifiche di agosto sotto la lente della Commissione Europea

Gli aggiustamenti annunciati dalla società di Mountain View nell'agosto scorso non avrebbero soddisfatto le aspettative di Bruxelles. Le nuove condizioni avrebbero dovuto semplificare la possibilità per gli sviluppatori di app di reindirizzare la clientela verso sistemi di pagamento esterni e di selezionare differenti strutture tariffarie. Tuttavia, i responsabili dell'antitrust europeo guardano ora alle recenti modifiche implementate da Apple come parametro di riferimento per valutare la conformità al DMA.

La casa di Cupertino aveva ricevuto una sanzione da 500 milioni di euro per aver mantenuto restrizioni che impedivano agli sviluppatori di comunicare ai clienti l'esistenza di offerte più convenienti al di fuori dell'App Store. Le modifiche successive hanno permesso ad Apple di dimostrare maggiore apertura verso alternative di pagamento e distribuzione, un approccio che la Commissione vorrebbe vedere replicato anche da Google.

L'azienda americana ha ancora la possibilità di presentare ulteriori modifiche al funzionamento di Google Play prima dell'emissione formale della sanzione. La finestra temporale per intervenire si estenderebbe fino ai primi mesi del 2026, anche se la tempistica definitiva potrebbe subire variazioni. Le sanzioni previste dal Digital Markets Act possono raggiungere il 10% del fatturato annuo globale di un'azienda, con la possibilità di arrivare al 20% in caso di violazioni reiterate.

Un portavoce di Google ha dichiarato che la società sta continuando a collaborare con la Commissione Europea, ma permangono preoccupazioni sul fatto che ulteriori cambiamenti potrebbero esporre gli utenti Android a rischi di sicurezza maggiori, tra cui malware e tentativi di frode. Le affermazioni dell'azienda sono condivisibili soprattutto perché, a differenza di iOS, il sistema operativo della Grande G si caratterizza per un'architettura più aperta e potenzialmente più vulnerabile ad attacchi esterni.

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