Carl Pei immagina un futuro senza app: gli smartphone saranno guidati da agenti AI autonomi
Carl Pei, CEO di Nothing, prevede un futuro in cui le app scompariranno, sostituite da agenti AI capaci di agire autonomamente. Gli smartphone diventeranno assistenti proattivi, in grado di comprendere le intenzioni degli utenti e semplificare le attività quotidiane
di Francesco Messina pubblicata il 19 Marzo 2026, alle 12:01 nel canale TelefoniaNothing
Il futuro degli smartphone potrebbe essere radicalmente diverso da quello attuale, almeno secondo Carl Pei, cofondatore e CEO di Nothing. Durante un intervento al SXSW di Austin, Pei ha delineato una visione in cui le tradizionali applicazioni sono destinate a scomparire, sostituite da agenti di intelligenza artificiale capaci di agire direttamente per conto dell'utente.
Secondo Pei, il modello attuale basato sulle app è ormai superato e rappresenta un'eredità di un paradigma vecchio di oltre vent'anni, risalente ai tempi precedenti all'iPhone e ai primi dispositivi come i PDA. Nonostante l'evoluzione tecnologica, l'esperienza utente è rimasta sostanzialmente invariata: schermate iniziali, app da aprire manualmente e una serie di passaggi necessari per completare anche le operazioni più semplici.
L'imprenditore sottolinea come questo approccio renda l'utilizzo degli smartphone inefficiente. Anche un'azione banale, come organizzare un incontro per un caffè, richiede l'uso di più applicazioni: messaggistica, mappe, trasporti e calendario. Un processo frammentato che, secondo Pei, potrebbe essere completamente automatizzato grazie all'intelligenza artificiale.

La visione di Carl Pei di Nothing sul futuro delle app per smartphone
La sua visione prevede una transizione graduale. In una prima fase, già in corso, l'AI è in grado di eseguire comandi specifici, come prenotare voli o hotel. Tuttavia, Pei considera questo livello ancora limitato e poco innovativo. Il vero salto avverrà quando i sistemi saranno in grado di comprendere le intenzioni dell'utente nel lungo periodo, anticipandone i bisogni e proponendo soluzioni senza necessità di input espliciti.
In questo scenario, lo smartphone diventerebbe un assistente proattivo, capace non solo di rispondere a richieste ma anche di suggerire azioni utili, come migliorare la salute o ottimizzare la routine quotidiana. Un concetto simile alle funzionalità di memoria avanzata già viste in alcune piattaforme di AI. Pei immagina inoltre un cambiamento profondo nell'interfaccia dei dispositivi.
Non più sistemi progettati per l'interazione diretta dell'utente con le app, ma ambienti pensati per essere utilizzati dagli agenti AI stessi. Questo significherebbe abbandonare l'idea di simulare l'interazione umana e creare invece infrastrutture dedicate all'automazione intelligente. Nonostante queste previsioni, Pei riconosce che le app non scompariranno nel breve periodo. Tuttavia, nel lungo termine, il loro ruolo potrebbe ridursi drasticamente.










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13 Commenti
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Anche nel WC di casa.
SKYNET dovrò avercelo installato per forza.
Anche nel WC di casa.
"La resistenza è inutile. Sarete assimilati"
Ci saranno sempre piu' disoccupati a causa dell'IA che oltre a non avere un caxxo da fare tutto il giorno non avranno manco bisogno di clikkare o di scrivere un testo perché l'IA lo farà al posto loro, poi, quando la gente non potrà piu' permettersi neanchelo lo smartphone l'IA avrà un sacco di tempo libero per trovare un impiego alle persone che lo hanno perso a causa sua.
A me il mondo ipotizzato da Pei non ispira proprio: voglio il controllo della mia vita e delle mie scelte, senza consigli da parte dell'IA. Voglio poter avere il software che dico io e non un agente in grado di avere/fare/gestire a priori tutti, anche ciò da cui voglio stare alla larga. Il discorso che é lì a proteggermi non attacca, anche perchè nella vita é giusto rischiare ed anche sbagliare (dagli errori si impara: se non rischio e non provo, non migliorerò mai). L'Al limite posso pensare di i terpellarla all'occorrenza ma avere sempre io l'ultima parola su tutto (e soprattutto senza doverle chiedere il permesso).
Più passa e più vedo quanto più la tecnologia galoppa, la valanga di soldi che ci stanno buttando dentro e le potenzialitá, più mi preoccupo. Anche se penso il futuro sia giá scritto e non sia roseo: il problema é un po' il medesimo dei terremoti e non é il come ma il quando arriverà.
Il futuro è tutto sul cloud, nessun PC o telefonino, si lavorerà direttamente sul cloud con suite office / file system / qualsiasi cosa online, si streammerà tutto (giochi, come già succede per video e audio). In pratica i dispositivi del futuro saranno un browser con cui dialogheremo in linguaggio naturale e in cui avremo agenti IA che si metteranno a fare il lavoro per noi. Mi pare inevitabile.
E non sono così sicuro che questo porterà a una diminuzione di posti di lavoro, sicuro dei lavori "da scimmia", ma ci sarà sempre più bisogno di specializzazioni e, per come la vedo io, di immaginazione, che quella le IA non l'hanno.
"Chi combatte rischia di perdere, chi non combatte ha già perso." Bertolt Brecht
Poi in questo caso la lotta non è cosi dura, basta non credere alle barzellette.
"Tinkerbell Effect: le tecnologie speculative esistono solo se ci crediamo abbastanza e battiamo le mani abbastanza forte. Se smettiamo di crederci e smettiamo di applaudire, allora possono cominciare a svanire, diventando sempre più immateriali fino a sparire." Jathan Sadowski
Carl Pei, CEO di Nothing, prevede un futuro in cui le app scompariranno, sostituite da agenti AI capaci di agire autonomamente. Gli smartphone diventeranno assistenti proattivi, in grado di comprendere le intenzioni degli utenti e semplificare le attività quotidiane
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Dopo questo sogno si è svegliato tutto bagnato ?
Ma con quale tecnologia IA dovrebbe accadere tutto questo ...? un LLM ? Mavadavialcù và
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