Windows 11 e le critiche degli utenti sull'IA: risponde il responsabile Microsoft
Pavan Davuluri, responsabile della divisione Windows di Microsoft, ha risposto pubblicamente alle critiche crescenti riguardo Windows 11. Su X ha riconosciuto le preoccupazioni degli utenti, confermando l'impegno del team nel risolvere le perplessità manifestate
di Nino Grasso pubblicata il 17 Novembre 2025, alle 09:41 nel canale Sistemi OperativiMicrosoftWindows 11
Pavan Davuluri, figura al vertice della divisione Windows e Devices di Microsoft, ha deciso di rompere il silenzio relativamente ai feedback negativi della community sulle recenti novità dell'OS. Le sue dichiarazioni arrivano, in particolare, dopo un post su X dedicato alla trasformazione di Windows 11 in un sistema operativo "agentico" basato sull'intelligenza artificiale, che è stato sommerso da commenti negativi. Gli utenti hanno espresso frustrazione per la direzione intrapresa dall'azienda, accusando Microsoft di concentrarsi eccessivamente sulle funzionalità AI a scapito della stabilità e dell'esperienza d'uso quotidiana.
Hey Gergely, I am responding here, and I think this applies to a bunch of the comments that people have made. I mean, a lot of comments 🙂.
— Pavan Davuluri (@pavandavuluri) November 15, 2025
The team (and I) take in a ton of feedback. We balance what we see in our product feedback systems with what we hear directly. They don’t…
La risposta di Davuluri è arrivata sotto forma di un messaggio pubblico rivolto agli sviluppatori e alla community. Ha dichiarato che il team raccoglie continuamente feedback sia attraverso i sistemi di segnalazione interni sia attraverso i canali diretti di comunicazione con gli utenti, sottolineando che Microsoft tiene profondamente agli sviluppatori e riconosce la necessità di migliorare l'esperienza d'uso quotidiana. Il dirigente ha menzionato esplicitamente problematiche come le finestre di dialogo incoerenti (fra versioni classiche e moderne) e funzionalità per utenti avanzati che necessitano di attenzione urgente.
La critica iniziale che ha innescato la risposta di Davuluri proveniva da Gergely Orosz, esperto di tecnologia che aveva messo in discussione l'efficacia di Windows come piattaforma per sviluppatori. Dopo le prime dichiarazioni sul sistema operativo agentico, Davuluri aveva disabilitato le risposte al post originale, manovra interpretata da molti come un tentativo di limitare le critiche. Tuttavia, il successivo intervento pubblico ha assunto toni più concilianti e aperti al dialogo.
Windows 11 e le criticità accumulate nel tempo: risponde Davuluri
Windows 11 soffre da anni di problemi legati alla coerenza dell'interfaccia utente. Per oltre un decennio, il sistema operativo Microsoft ha convissuto con elementi grafici appartenenti a epoche diverse, menu di impostazioni frammentati tra vecchie e nuove sezioni, dialoghi che si sovrappongono senza logica apparente. Questi difetti contribuiscono a far percepire la piattaforma come poco curata e datata. La strategia di distribuzione chiamata "continuous innovation" ha ulteriormente complicato la situazione: Microsoft ha adottato da tempo un approccio che prevede aggiornamenti mensili con nuove funzionalità, abbandonando il modello tradizionale dei grandi rilasci annuali adottato da concorrenti come Apple e Google. Sulla carta potrebbe sembrare un vantaggio mantenere il sistema operativo costantemente aggiornato, ma nella pratica questo metodo genera instabilità e introduce bug con frequenza elevata.

Pavan Davuluri, President, Windows + Devices
Molti utenti lamentano che Windows cambi continuamente sotto i loro occhi senza offrire reale controllo sulle novità introdotte. Le funzionalità vengono distribuite appena pronte, talvolta dopo appena poche settimane di test nelle build di anteprima, mentre in passato richiedevano un anno o più di sviluppo prima del rilascio pubblico. Questo ritmo frenetico aumenta il rischio di malfunzionamenti e riduce la fiducia nella stabilità complessiva del sistema.
La recente enfasi di Microsoft sull'integrazione dell'IA ha contribuito ad amplificare il malcontento. Funzionalità come Copilot, gli agenti AI nelle impostazioni e le promesse di un "Agentic OS" vengono percepite da molti utenti come imposizioni non richieste che appesantiscono il sistema senza portare benefici concreti alla produttività quotidiana. Le critiche si concentrano anche sulla dipendenza crescente da account Microsoft obbligatori, servizi cloud come OneDrive e telemetria invasiva. Davuluri ha rassicurato la community confermando che Microsoft è consapevole dell'ossessione per l'intelligenza artificiale e delle critiche che ne derivano. Ha chiarito che l'azienda non interromperà lo sviluppo di funzionalità AI, ma che parallelamente verranno affrontate altre priorità come stabilità, prestazioni e miglioramenti dedicati a utenti esperti e professionisti. L'apertura al dialogo rappresenta un cambiamento rispetto ai toni iniziali, anche se resta da vedere quanto incideranno concretamente queste promesse sul futuro di Windows 11.










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26 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoAh..i bei tempi dei Service Packs...
"Le funzionalità vengono distribuite appena pronte, talvolta dopo appena poche settimane di test nelle build di anteprima, mentre in passato richiedevano un anno o più di sviluppo prima del rilascio pubblico. Questo ritmo frenetico aumenta il rischio di malfunzionamenti e riduce la fiducia nella stabilità complessiva del sistema."THIS| !
continuous innovation = continuous betatesting on the end-user.
Un'aggiunta veramente forzata, ben lontana dall'esser qualcosa di importantissimo da avere tra le mani.
Pensavo che non avrei mai trovato un degno rimpiazzo per la foto di "Bill", per tirare le freccette in sala ricreativa....
Sul resto mi astengo...ormai è tutto un betatesting continuo...e non parlo solo di Windows, che forte della sua diffusione, è "sempre in prima pagina"...ma di qualunque altro software !
Il problema è che fai il betatester anche dell'automobile o di qualsivoglia altro oggetto che acquisti.
Almeno su Windows, forte dell'esperienza, mi difendo, è sul resto che comincio ad essere seriamente preoccupato !
Ok, scherzi a parte, torno serio.
Se una parte della base utente riconosce che 11 è diventato un'accozzaglia di codice, significa che in buona parte è vero.
Ora, dal canto mio tutto sommato non mi trovo male (per i motivi che ho scritto sotto altri articoli e che non sto a elencare nuovamente qui) però mi rendo conto che l'utente medio non si trova bene con 11, molti amici e familiari mi chiedo di sistemare ad esempio Onedrive e il suo backup automatico su cloud oppure altre piccole cose superinvadenti: mettiamoci anche il bloatware installato sul alcune macchine è il gioco è fatto.
Microsoft con i servizi ci guadagna, quindi tende ad attivarli anche se all'utente non interessano...invadenti o meno ti stanno semplicemente offrendo un servizio di backup su cloud che puoi usare anche con un account gratuito, non ti stanno obbligando a comprare ulteriore spazio su cloud, lo compri se ritieni il servizio utile, altrimenti lo puoi anche disattivare.
Si può discutere se sia o meno corretto preattivarlo di default, ma è un discorso che andrebbe esteso un po' a tutti i prodotti tecnologici, sempre più dipendenti da account online e backup su cloud.
Si può discutere se sia o meno corretto preattivarlo di default, ma è un discorso che andrebbe esteso un po' a tutti i prodotti tecnologici, sempre più dipendenti da account online e backup su cloud.
Il problema sorge quando il backup viene fatto in automatico, io non lo so, salvo il pin del bancomat su un txt nel desktop, viene syncato sul cloud e da quel momento, per quanto ne so, può anche essere di dominio pubblico o finire nelle mani di qualche hacker russo
Il pin del bancomat va memorizzato nella rubrica del telefono, con prefisso +39 per dargli una credibilità, prefisso locale e nome immaginario.
es. pin bancot 53449 diventa
MARGHERITA POMTINELLI +39.02.53449
Eh ? Geniale ????
oppure non finisce nel burrone con tutti gli altri
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