USA: 19enne britannico accusato di 120 attacchi hacker che hanno fruttato 115 milioni di dollari
Il Dipartimento di Giustizia USA ha incriminato il britannico Thalha Jubair, 19 anni, accusato di oltre 120 cyberattacchi con il gruppo Scattered Spider, inclusa la violazione delle Corti federali degli Stati Uniti
di Francesco Messina pubblicata il 19 Settembre 2025, alle 11:11 nel canale SicurezzaIl Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha reso noto di aver avanzato accuse federali contro Thalha Jubair, un cittadino britannico di 19 anni accusato di aver partecipato ad almeno 120 attacchi informatici come membro del gruppo di hacker conosciuto come Scattered Spider.
Jubair è stato arrestato martedì nella sua abitazione a East London, secondo quanto riferito dalla National Crime Agency (NCA). È comparso in tribunale giovedì mattina a Londra insieme a un altro adolescente, Owen Flowers, 18 anni.
Entrambi sono accusati di aver preso parte a un attacco informatico del 2024 ai danni della rete IT della Transport for London, che ha causato una grave violazione dei dati e un lungo processo di ripristino dei sistemi. L'operazione è stata attribuita a Scattered Spider, un gruppo criminale informatico composto prevalentemente da adolescenti e giovani adulti anglofoni, soprannominati dagli esperti "advanced persistent teenagers" per le loro abilità tecniche e la frequenza degli attacchi.
Il gruppo è noto per l'uso di tecniche di social engineering, come fingersi dipendenti presso gli help desk delle aziende per ottenere nuove credenziali di accesso. Scattered Spider è inoltre collegato a the Com, una comunità cybercriminale che a volte sconfina nel mondo reale, con minacce fisiche e casi di swatting.

Le accuse federali contro Jubair: attacchi hacker e altri reati
Le accuse federali contro Jubair, depositate in New Jersey, includono hacking, estorsione e riciclaggio di denaro, connessi a decine di attacchi che avrebbero fruttato oltre 115 milioni di dollari in riscatti pagati dalle vittime. L'FBI ha riferito di aver sequestrato nel 2024 dei server riconducibili a Jubair, trovando prove del suo coinvolgimento in violazioni ai danni di almeno 47 aziende statunitensi e di infrastrutture critiche.
Tra le violazioni più gravi attribuite al giovane hacker vi è quella ai sistemi informatici delle Corti federali degli Stati Uniti, dove Jubair e i suoi complici sarebbero riusciti a compromettere tre account, incluso quello di un giudice federale. Con queste credenziali, avrebbero effettuato ricerche mirate e inviato richieste fraudolente di divulgazione di dati a una società finanziaria.
Durante il sequestro dei server, l'FBI ha rinvenuto un portafoglio di criptovalute contenente circa 36 milioni di dollari, di cui 8,4 milioni sarebbero stati trasferiti da Jubair proprio mentre le autorità prendevano il controllo dei sistemi.










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