Super Micro nei guai: ecco come spedivano i chip proibiti di NVIDIA a Pechino

Super Micro nei guai: ecco come spedivano i chip proibiti di NVIDIA a Pechino

Il Dipartimento di Giustizia USA ha incriminato Yih-Shyan Liaw, cofondatore di Super Micro, e altri collaboratori per aver eluso i controlli sulle esportazioni di GPU NVIDIA verso la Cina. Attraverso una società intermediaria del Sud-est asiatico e l'uso di "server civetta", avrebbero generato vendite illecite per circa 2,5 miliardi di dollari.

di pubblicata il , alle 10:41 nel canale Server e Workstation
SupermicroNVIDIA
 

Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti (Southern District of New York) ha reso pubblica un'indagine che coinvolge figure di primo piano di un noto produttore di server statunitense - identificato poi come Super Micro Computer - accusate di aver orchestrato una complessa operazione per dirottare illegalmente verso la Cina sistemi ad alte prestazioni basati su GPU NVIDIA.

L'atto d'accusa nomina esplicitamente Yih-Shyan "Wally" Liaw, co-fondatore di Super Micro e attuale Senior VP, Ruei-Tsan "Steven" Chang, sales manager a Taiwan, e Ting-Wei "Willy" Sun, un collaboratore esterno. Secondo le autorità, i tre avrebbero violato l'Export Control Reform Act, bypassando le licenze necessarie richieste dal Dipartimento del Commercio per la vendita di tecnologie sensibili a Pechino, ritenute fondamentali per la sicurezza nazionale e lo sviluppo dell'intelligenza artificiale.

Liaw e Sun sono stati tratti in arresto, mentre Chang risulta attualmente latitante. La reazione dei mercati non si è fatta attendere: il titolo Super Micro ha registrato una flessione di quasi il 20% nelle contrattazioni after-hours. L'azienda ha prontamente sospeso i dipendenti coinvolti, dichiarando la propria estraneità ai fatti e sottolineando il proprio impegno nel rispetto delle normative vigenti.

L'indagine descrive un sistema sofisticato basato su una società intermediaria con sede nel Sud-est asiatico. Per ingannare i team di compliance interni e gli ispettori federali, venivano utilizzati dei "dummy server" (sistemi civetta o incompleti) stoccati presso magazzini locali per simulare la permanenza della merce nel Paese autorizzato. In realtà, l'hardware reale, equipaggiato con GPU NVIDIA di fascia alta, veniva riconfezionato da una ditta di logistica terza e spedito direttamente in Cina.

Le prove documentali includono messaggi in cui si discuteva apertamente della necessità di accelerare le spedizioni prima dell'entrata in vigore di nuove restrizioni della Casa Bianca. Liaw avrebbe inoltre spinto per includere nelle forniture il nuovo hardware basato su architettura Blackwell (B200), chiedendo previsioni d'acquisto per garantire l'allocazione delle quote da parte di NVIDIA.

Dal 2024 a oggi, questo canale di vendita illegale avrebbe generato entrate per circa 2,5 miliardi di dollari. Solo tra aprile e maggio 2025, le transazioni illecite verso l'intermediario asiatico avrebbero toccato i 510 milioni di dollari.

Nonostante l'amministrazione Trump abbia recentemente aperto alla fornitura ufficiale di GPU NVIDIA H200 alla Cina (sotto strette condizioni di monitoraggio), i fatti contestati sono antecedenti e riguardano esportazioni prive di qualsivoglia autorizzazione governativa. Il procuratore Jay Clayton ha ribadito la linea dura: le violazioni riguardanti tecnologie sensibili saranno perseguite con la massima severità per garantire l'efficacia delle leggi sulla sicurezza nazionale.

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